È una cronaca famigliare, desunta dalle lettere, dalle testimonianze e dai documenti che per oltre un secolo sono stati conservati nella famiglia dell'autore: la storia di un bisnonno e di una bisnonna, di un siciliano e di una parmigiana, Gaetano Citati e Clementina Sanvitale, del loro amore romanzesco e della loro tragica morte. Questa cronaca è un ritratto fedele dell'Ottocentoromantico: la vita discreta nella piccola corte di Parma, attorno a maria luigia d'Asburgo, dove il tempo è rallentato; la vita misera e vagabonda degli esiliati carbonari italiani; la vita pittoresca in Algeria tra il 1842 e il 1848; il 1848 in Italia e il suo fallimento; Alessandria d'Egitto al tempo deltaglio dell'istmo di Suez _ sono raffigurati da una mano che ama i piccoli tocchi discreti ed eleganti. Tra un episodio e l'altro, Pietro Citati gioca con i quadri e i libri che ama: ora fa un omaggio a Parmigianino, ora a Baudelaire, ora a Flaubert, ora a Omero. Alla fine, quando il libro è chiuso, il lettore si rende conto che questa cronaca famigliare, forse senza volontà e coscienza di chi l'ha scritta, è divenuta un romanzo.
He was a famous Italian writer and literary critic.
He wrote critical biographies of Goethe, Alexander the Great, Kafka and Marcel Proust as well as a short but unforgettable memoir on his thirty-year friendship with Italo Calvino.
In Kafka, Pietro Citati has the great writer declare: "'I am like you, I am a man like you, I suffer and rejoice as you do, like a meticulous and buoyant angel, a being who lives far away in a world that did not belong even to him."
From 1973 to 1988, he contributed to the cultural section of Corriere della Sera and had been the literary critic for la Repubblica since 1988.
Já ia quase a meio deste livro quando me comecei a aperceber que ele tem uma base de verdade. Tal como se explica no posfácio, a história foi construída a partir de cartas trocadas pelos bisavós do autor, juntamente com documentos conservados na sua família há mais de um século e outros, nos arquivos da cidade de Parma. O autor ressalva que nem tudo o que escreve poderá ter acontecido de facto, e dá exemplos.
Apesar de não ser grande fã do género epistolar e de não ter simpatizado particularmente com nenhum dos intervenientes, exceto com o sonhador Jacopo (que terá sido o trisavô de Citati), gostei de ler este livro, principalmente pela forma de escrever de Citati.
Num artigo publicado aquando da sua morte, em 2022, li que Italo Calvino, de quem foi muito próximo, disse que na escrita de Citati, tudo é narração. “Narração feita de golpes de teatro, inversões de itinerários, explorações ousadas e viagens íntimas, acessos de euforia e abismos de depressão, numa sequência que evoca a orquestração harmoniosa de movimentos musicais.” E esta parece-me uma descrição que se ajusta perfeitamente a este livro.
Citati é principalmente conhecido como um dos grandes biógrafos de todos os tempos, tendo biografado Tolstói, Kafka, Goethe, Proust, Baudelaire, Austen e Woolf, entre muitos outros. Fiquei com vontade de o ler nesta forma, mas não sei se, para além de Kafka, haverá mais alguma biografia da sua autoria editada em português.
Citati è perfezione della parola. È quasi banale scriverlo.
Il suo modo di descrivere i personaggi è IL MODO PERFETTO DI DESCRIVERE UN PERSONAGGIO. È magnetico. Dopo la sua scrittura penso che non potrei trovare nessuno che possa dirmi che i riccioli biondo cenere di una donna “sembrano predicare la rassegnazione”. E li immagini. Cadenti e avviliti, quei riccioli.
È un viaggio tra Africa, Sicilia, Liguria e Francia. È un viaggio fatto accanto a persone reali e tangibili, poco personaggi. Tutto fluisce in una lingua stupefacente.
È la storia dei bisnonni di Pietro Citati, conosciuta e raccontata attraverso le loro lettere. Quello che mi incanta di questo autore è la scrittura: naturalmente colta, ma comprensibile, e tanto poetica.
Ho amato ogni pagina, l'ho finito in 2 giorni, lo stile di scrittura è leggermente denso, cosa prevedibile, però l'ho letto tutto d'un fiato, ho viaggiato con le lettere di Clementina e di Gaetano, ho sorriso per Jacopo e mi sono intristita per Pietro, una storia profondamente umana e dolentissima davvero, che lascia un sapore dolceamaro