"Non mi era mai capitato di pensarci, ma qualche anno fa ho smesso per sempre di giocare a pallone. E come se avessi cambiato sistema respiratorio. Di più: ho fatto il percorso inverso a quello della farfalla. Io, che vivevo all'aperto, ebbro d'ossigeno, sono rientrato nel nero bozzolo, rinchiuso nell'astuccio di una stanza a macinare chilometri in cyclette". Composto da novanta "racconti da un minuto" e diviso in due "tempi" da quarantacinque minuti l'uno, Addio al calcio è un rincorrersi di aneddoti, ricordi, storie di vite più o meno illustri. Pagina dopo pagina, Valerio Magrelli si dispone a un'immersione totale nell'universo di una passione vissuta e insieme sognata. Mentre si susseguono le immagini di campioni antichi e moderni, di trepide comunità adolescenziali o di definitive solitudini, prende forma il racconto del gioco più famoso del mondo. Dal calcio-balilla alla PlayStation, dal fantacalcio al Subbuteo, le infinite incarnazioni dell'ossessione calcistica irrompono fra le mura domestiche, fino a "colonizzare la mente del tifoso non solo la domenica, ma tutti i giorni della settimana". Attraverso lo specchio deformante di un'esistenza passata in attesa dei risultati, queste istantanee tracciano i confini di una mania capace come nessun'altra di unire padri e figli in un alfabeto comune, in una lingua fraterna. Con una specie di autobiografia sbilenca, Valerio Magrelli offre cosi al lettore la sua testimonianza ironica, malinconica, redenta.
He graduated in philosophy at the University of Rome and is an expert in French literature which he has taught and teaches at University of Pisa and University of Cassino.
Curioso el experimento literario del poeta italiano Valerio Magrelli, reconocido seguidor de la Roma. 90 historias, en 90 páginas, que se pueden leer cada una en un minuto. Un libro, editado por Xordica, que tarda en leerse lo que dura un partido de fútbol (sin descuentos ni prórrogas) y que sirve para hablar de numerosos temas y personajes relacionados con el universo futbolístico del autor.
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Il libro raccoglie una serie di pensieri e, per così dire, confessioni che l'autore fa attorno al mondo dello sport più bello del mondo. Si tratta di pensieri e riflessioni basate sia sulle sue esperienze personali, a partire dai pomeriggi a giocare a pallone col padre, per passare alla partitelle con gli amici, tanto da bambino, che da adolescente fino a quelle in età adulta, ma vi si trovano anche memorie di quando i panni del padre li vestiva lui e dall'altra parte del pallone, per così dire, c'era suo figlio. Ma non è solo un libro di memorie e pensieri personali. No! In questo libro si trovano anche riflessioni sull'evoluzione del mondo del calcio, da quello del passato a quello di adesso. Inoltre le sue riflessioni arrivano anche ad interessare la "tecnologizzazione" dei passatempi legati al calcio dal calcetto (o calcio-balilla), al subbuteo, che deve il proprio nome ad una specie di falco, il Falco Subbuteo appunto, gioco la cui invenzione non per niente si deve ad un ornitologo, fino a giungere alla versione della Play-Station con "partite fantasma, giocate da giocatori fantasma e con commenti fantasma". Il titolo stesso del libro allude anche all'evoluzione del calcio che ha portato questo sport a dire addio a quella che era la sua interpretazione originaria o, per dirla con un'espressione più elegante, a quel che era il calcio degli albori. Un libro da leggere nel quale la vena poetica dell'autore, non a caso uno dei migliori poeti nostrani contemporanei, si rivela nuovamente appieno ammantando di poesia e di delicatezza uno sport che fa della tecnica ma anche della "muscolarità" i propri aspetti principali.