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Il libro delle parole altrimenti smarrite

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C'è un modo straordinariamente rotondo per definire un uomo di bassa statura e alta considerazione di sé: «Salapùzio». Una parola poco, pochissimo usata, ma colorita e sonora; quattro semplici sillabe capaci di contenere la complessità di un tipo umano, di raccontarla in modo sincero e immediato, trasformando una realtà sgradevole in allegra catarsi canzonatoria. Aspre o scioglievoli, enigmatiche o lampanti, le parole hanno la capacità di dare voce a cose che altrimenti non vedremmo, creando un'idea dove prima non c'era, e ci consentono di far risuonare la realtà in modo nuovo, diverso.

Le parole non sono solo interessanti, ma soprattutto sono piene di bellezza. Dimenticarle, sostituirle, semplificarle è un po' come appiattire la nostra stessa percezione della realtà, rinunciando a sfumature e colori che raccontando e trasformano l'identità delle relazioni umane. Ogni tanto fa bene concedersi un momento di «risquitto», così come variare con una «rùzzola» o un «raperónzolo» i soliti turpiloqui può giovare al fegato e portare la bile a essere meno commossa. Queste parole esistono anche per aiutarci a vedere e a vivere meglio; tornare a usarle, tornare ad apprezzarle e ad amarle non significa solo salvaguardare un patrimonio linguistico, ma alimentare la ricchezza, e l'allegria, del nostro immaginario.

408 pages, Hardcover

First published April 20, 2011

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Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Norbert.
523 reviews24 followers
February 7, 2021
molto particolare.
Ma, proprio per questo, consigliato a chi voglia apprendere vecchi termini ormai obliati

È una sorta di dizionario (ma non ordinato!) delle parole non usate, alcune delle quali io trovo deliziose.
Profile Image for Soobie has fog in her brain.
7,193 reviews134 followers
March 30, 2016
Fortuna che l'avevo preso in biblio.

Allora, come lettura da bagno è perfetta. Qualche parola da leggere ogni volta che si va in seduta spiritica. Ma come contenuto ha lasciato molto a desiderare. É proprio la struttura del libro che è malfatta.

Da un lato mi piace l'idea di dedicare ad ogni parola un'intera facciata; dall'altra mettere alla fine tutte le informazioni bibliografie sulle parole stesse vuol dire condannare tutte queste informazioni a non essere lette da nessuno.

Credo di essere farlingotta a volte.
agg. e sost. Che nel parlare mescola, e confonde varie lingue, storpiandole. Forse da una deformazione di poliglotto, mutato su «fare» più «lingua».
Ma non credo di essere linguaiola, ovvero
sost.Che dà troppa importanza allo studio della lingua propria, dividendola dallo studio delle idee e sin da quel dello stile. Altre nazioni non intenderebbero neanco un siffatto vocabolo
nonostante mangi pane e grammatica a colazione.

Da ricordare, per i motivi più diversi:
Nubìvago: agg. e sost. Che vaga tra sogni e idee.

Scopanùvoli: sost. Individuo molto alto e smilzo, con capelli ispidi e folti.

Grònchio: agg. Dicesi delle mani quando per il freddo non si possono distendere. Etimologia incerta, forse da un incrocio di granchio con tronco.
Per me è un aggettivo utilissimo, visto che ho le mani delicate come una vera principessa. :-)

Troppodire: sost. La troppodire... amplifica e fa grandi le cose con parole di maggior significato che non sono quelle veramente.

Cacapensieri: sost. Perdigiorno.

Quadrilarga: agg. Più larga che alta.

Castrapulci: sost. Coltelluccio poco efficace.
Questa entra di diritto nel mio vocabolario. Secondo me è perfetta per indicare un coltello che non taglia. Eh, eh.

Scampaforche: sost. Manigoldo.

Effemeridista: sost. Giornalista. Dal greco ephémeros «di un sol giorno».

Sgombrapolvere: sost. Detto di codone assai folto e peloso.
Questa invece è perfetta per indicare la coda di Fragola, il gatto di mia mamma.

Sciacquadenti: sost. Nome che si dà a ogni piccola cosa che si mangi fuori pasto, tanto per bere con gusto.

Sbucciafatiche: sost. chi con qualche pretesto tante di risparmiare ogni più piccola fatica, anche quando dovrebbe durarle per debito d'ufficio.

barbitonsore: sost. Barbiere.

Quadricidario: sost. Che distrugge quadri.
Che uno abbia pensato a creare una parola del genere proprio...

Nasevolissimo: agg. Prego Iddio... che non sia sì forbito nasino, né sì stringato nasetto, né sì rigoglioso nasone, né sì sperticato nasaccio che non sia vassallo e tributario de la nasevolissima nasagine del nasutissimo naso vostro.
Questa solo per la definizione.

Scorticapidocchi: agg. Chi è spilorcio ed avaro tale da togliere la pelle ad un pidocchio a farne pro suo.

Ventisettaio: sost. L'impiegato che attende il giorno in cui viene elargito lo stipendio, ovvero il ventisette del mese.

Notticante: agg. Di uno che era solito vagare di nottetempo alcuni dissero che notticava, altri che notteggiava.

Calepino: sost. Grosso vocabolario; volume di gran mole (e molto indigesto). Dal nome del frate ambrogio da Calepio, autore di un celebre dizionario di latino pubblicato nel 1502 2 in uso fino alla prima metà del XIX secolo.

E infine il capolavoro: clisciano
Convenite meco che questo è un termine per ogni ragione obsoleto. Esso è tanto obsoleto che né autore, né dizionario ci diranno mai cosa veramente significhi

Altre parole, come ticchio (sost. idea o voglia bizzarra e stravagante, altrimenti capriccio, ghiribizzo: onde «venire il ticchio», venire la voglia. Abitudine strana contratta senza avvedersene), mattana (sost. Tristezza ed uggia di chi è angustiato da qualcosa e a cagione della quale si sente disposto a montare in ira per ogni minimo che: così detta per essere una irragionevole affezione dell'animo simile alla malinconia de' Matti), mammalucco (sost. allocco; propriamente, nome di schiavi di origine turca che alla corte persiana ed egiziana formavano una milizia scelta di mercenari. Dall'arabo mamlūk «schiavo comperato»), fanfalucco (sost. spacciatore di frottole e fandonie), impegolato (agg. Impiastrato di pece o di altra materia attaccaticcia) o trebisonda (sost. Nell'uso familiare perdere la trebisonda, perdere l'orientamento. Da Trebisonda, nome italiana della città turca Trabzon, forse per accostamento con tramontana) fanno parte del mio lessico familiare e ci sono cresciuta con loro.

Curioso da leggere, ma son contenta di non averlo comprato.
Profile Image for Rita .
4,023 reviews92 followers
March 21, 2025
TRA POESIA E... INSULTI

"Le parole dicono l'uomo."

Interessante, curioso (nel senso di "singolare") e divertente, intriso di poeticità. Leggendo questo manualetto, mi sono imbattuta in termini preziosi per la loro forza evocativa, di cui mi hanno colpito molto le radici etimologiche, ma anche in parole di un'arguzia unica, che al giorno d'oggi costituirebbero degli insulti formidabili. Per non parlare delle illustrazioni, quanto mi hanno fatto ridere!
Detto ciò, divido la recensione proprio nelle suddette sezioni:

PAROLE POETICHE/PREZIOSE:

• nubìvago: agg. e sost. Che vaga tra sogni e idee.
• mutoparlante: agg. Che suscita emozioni attraverso il linguaggio visivo, senza usare parole.
• rattovolante: agg. Improvvisa, istantanea.
• gorghiprofóndo: agg. Dotato di profondi abissi.
• atrabiliare: agg. Tetro e malinconico. Da atrabile: secondo Ippocrate, umore dell'organismo umano, di colore nero, che è causa della malinconia e del malumore. Dal latino atra bīlis «bile nera, umor nero», corrispettivo del greco melankholía «melanconia».
• rapévole: agg. Che rapisce.
• sagittabóndo: agg. Che scocca frecce e sguardi che fanno innamorare.
• vogliolósa: agg. Bramosa, desiderante.
• deosculazióne: sost. Bacio. Dal latino deosculāri, «baciare».
• redamazióne: sost. Corrispondenza amorosa. Dal latino redamare, composto di rĕd- «ri-» e amāre «amare».
• diuturna: agg. Incessante, continua, interminabile. Dal latino dĭūturnus, derivato di dĭū «per lungo tempo».
• sublimìpeta: agg. Illustre, che gode di fama. Dal latino sublīmen, «che sale obliquamente» e da petĕre, «tendere a un fine».
• scombussolativo: agg. Volto a stupire, frastornare, confondere.
• struggicorìfera: agg. Che fa dimenticare sofferenze e pene interiori. Da struggicore «pena, dispiacere» e dal tema del latino fĕrre «portare via».
• lucìcola: agg. Che vive nella luce del sole. Composto da luce e dal tema del latino colĕre, «abitare».

***

PAROLE DIVERTENTI/SIMPATICHE/INSULTI:

• versipiùvolo: sost. Poeta di scarso talento.
• scopanùvoli: sost. Individuo molto alto e smilzo con capelli ispidi e folti.
• minchionevolézza: sost. Qualità di minchione.
• bubbolante: agg. Che racconta bubbole, ovvero panzane e falsità.
• culàio: agg. Importuno e fastidioso come la mosca che molesta il posteriore dei cavalli.
• raplaplà: sost. Tedio quotidiano, tran tran.
• scataluffo: sost. Ceffone.
• troppodire: sost. La troppodire… amplifica e fa grandi le cose con parole di maggior significato, che non sono quelle veramente.
• lavacéci: agg. e sost. Uomo scimunito, anche ozioso e fannullone.
• profidiósa: agg. Cocciuta e riottosa.
• cacapensièri: sost. Perdigiorno.
• stoltificante: agg. Che rende stolti.
• sbucciafatiche: sost. Chi con qualche pretesto tenta di risparmiare ogni più piccola fatica, anche quando dovrebbe durarla per debito d'ufficio.
• tiromante: sost. Indovino che legge il futuro nel formaggio. Dal greco turós «formaggio» e mántis «indovino».
• scorticapidòcchi: agg. Chi è spilorcio ed avaro tale da togliere la pelle a un pidocchio e farne suo pro.
• ventisettàio: sost. L'impiegato che attende il giorno in cui viene elargito lo stipendio, ovvero il ventisette del mese.
• scopamestièri: sost. Che appena cominciato ad imparare un'arte o un mestiere se ne stanca e dassi ad altro, e così via via.

Profile Image for Giulia.
63 reviews6 followers
January 22, 2021
Un libro splendido, una chicca divertente e molto interessante.
9 reviews
January 14, 2023
Più di un libro, la scelta dei titoli dei capitoli, la scelta delle note, le illustrazioni. Incredibile
Profile Image for Orma.
674 reviews15 followers
Read
October 18, 2025
Temo di non essere abbastanza intelligente per questo libro: la mia esultanza quando trovavo una parola che conosco era imbarazzante pure per me.
Displaying 1 - 8 of 8 reviews

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