Questo libro ha due Marilyn Monroe e l'amore. L'amore cercato, implorato, abusato, abortito, sorpreso, illuso, scoperto, perduto. L'amore che fa vivere e morire. L'amore negato dell'infanzia, la pazzia della madre, l'orfanotrofio, la violenza "Gesù mio, perché nessuno mi ama? Ho sempre ubbidito a tutti. Mi sono sempre comportata da brava bambina, ma nessuno mi vuole bene. Perché? Perché?".Era amore, o lo diventò, quello per il campione di baseball Joe DiMaggio. Si fece fotografare accanto a lui, antesignana e maestra di tutte le odierne fidanzate dei calciatori. Ma poi non sopportò la sua gelosia, lui che la costrinse a indossare due paia di mutandine per girare la mitica scena della gonna alzata dal vento.Scelse l'amore il giorno in cui Aristotele Onassis le fece una proposta per rilanciare l'immagine del Principato di Monaco la voleva sposa del principe Ranieri. Lei preferì sposare Arthur Miller ("È la prima volta che un uomo mi penetra intellettualmente"), e proprio da questa sua rinuncia nacque la favola parallela di Grace Kelly. Ci furono anche amori di passaggio, Yves Montand, Tony Curtis, Marlon "Ma io sono impegnata, non lo sai?". "E allora? Anch'io stanotte ho scopato con un'altra." Fu l'amico Frank Sinatra infine (lei lo chiamava Maf, come mafioso) a fare da ruffiano con John Kennedy, ad aprirle le porte dell'ultimo sogno, il più ambizioso. Quel leggendario Happy Birthday Mister President che fece infuriare la signora Jackie Kennedy, fu forse il suo ultimo, sublime canto del cigno. Dopo restano soltanto telefonate imbarazzanti di una Marilyn distrutta al centralino della Casa Bianca e la voglia di smetterla di soffrire per "Sì, ho amato per davvero. Ma non mi è mai bastato. O non sono bastata io agli altri, non so. Mi è scivolato via tutto, senza che me ne rendessi conto. Io non so più per cosa valga davvero la pena di vivere".Dopo aver narrato la vita di Maria Callas e Coco Chanel, Alfonso Signorini dedica a Marilyn un libro appassionato e appassionante, trasformando la sua vita magnifica e tragica in un grande romanzo d'amore.
Alfonso Signorini è un giornalista, personaggio televisivo, scrittore, conduttore radiofonico e conduttore televisivo italiano, direttore responsabile della rivista settimanale Chi, specializzato nella cronaca rosa e, fino al febbraio 2012, direttore editoriale del settimanale televisivo TV Sorrisi e Canzoni.
Një libër shumë i bukur i mbizotëruar nga një dhimbje dhe dashuri e madhe. Në të flitet për Norma Baker, një grua që më vonë e gjithë bota do ta njohë si Marilyn Monroe. Si arriti Norma të ishte Marilyn? Libri nis me fëmijërinë e saj tragjike. dhe mbyllet me dashurinë për Presidentin Kenedi. Ky libër tregon për gruan e bukur, të ëmbël, joshëse. Tregon për perëndeshën që adhuronte bota, por mbi të gjitha tregon për njeriun që fshihet pas petkut të famës dhe bukurisë. Tregon për shpirtin e saj të vrarë nga përpjekjet e pafundme për të marrë të vetmen gjë që kishte kërkuar mbi gjithçka nga burrat e jetës së saj... dashurinë.Ky libër është një himn për dhimbjen dhe dashuritë e ikonës Marilyn Monroe
Bu kitabı uzun süre önce elime geçirmiş olmama rağmen bir türlü sıra gelip de okuyamamıştım. Marilyn ile Bir Hafta (My Week With Marilyn) filmi sonrasında 'şimdi tam zamanı!' diye düşünerek aldım elime. Gazeteci Alfonso Signorini'nin kaleme aldığı bu kitap cidden bir çırpıda okunuyor. Biyografi değil de roman gibi yazılmış olmasının bunu daha da kolaylaştırdığını düşünüyorum. Filme ilgisi olsun olmasın, Marilyn Monroe'yu sevmeyen bir insanla karşılaşmadım bugüne kadar. Hayat hikayesini biliyor olsanız bile arada ne detaylar çıkacağını merak ediyorsunuz okurken...
Kitap, Monroe'nun doğumundan ölümüne kadar her olayı kapsıyor. Hayatında dönüm noktası olanların ayrıntısı ise diğerlerinden daha fazla haliyle. Özellikle küçüklüğünde annesi tarafından dışlanmış olması, sevgi ve ilgi bekleyen bir kız olarak bunu bulduğu her an mutluluğun elinden uçup gitmesi gibi durumlarla ilgili duygularına tanık oluyorsunuz. Her şeyi sevilmek ve ilgi görmek için yaptığını izlemek, ardından da her zamankinden daha yalnız olduğunu görmek üzüyor insanı, ne yalan söyleyeyim.
Kitabın içinde önceden bilmediğim bir şeyler olmadığını söylemem gerektiğini düşünüyorum. Ancak herşeyi sırasıyla, tekrardan okumak, neyin neden olduğunu görmek kafanızdaki Marilyn'e ışık tutuyor. Benim favorim tabii ki kitap kurtluğundan bahsedilen kısımdı. Ünlü olsun olmasın, kitap seven insanlara hemen kanım ısınıveriyor, elimde değil. Marilyn'in kitap sevgisi şöyle anlatılıyor:
'Marilyn kitap okumayı çok seviyordu. Bazen tek kelimesini anlamadan bir kitabı saatlerce okurdu; bu kadar entelektüel bir uğraşla ilgilenmek ona kendini iyi hissettiriyordu. Klasikleri ve özellikle Goldoni ile Shakespeare'i çok seviyordu. Hırçın Kız'ın dik kafalı başkarakteri Caterina'yı büyüleyici buluyordu.'
Marilyn Monroe'yu ve/veya biyografileri seviyorsanız bu kitabı da tek solukta okuyacaksınız.
P.S. Bu arada kitapta çok fazla yazım hatası olduğunu da belirtmem gerekiyor. Eksik harf gibi hataların yanı sıra 'Marilyn kendini çok mutluluk hissediyordu' diye bir cümle var mesela.
Pensavo fosse un saggio, invece mi sono piacevolmente ricreduta leggendo questa versione romanzata della vita della grande Marilyn Monroe tutta italiana. Lo stile di scrittura in generale è scorrevole e di facile comprensione e accompagna agevolmente la lettura. La prima parte del libro l'ho trovata un po' più lenta e mi ha presa un po' meno, l'infanzia e le traversie dell'attrice alle prese con una nonna che in preda all'isteria mistica tenta di soffocarla con un cuscino da piccolissima e con una madre altrettanto disturbata. Mi ha lasciato davvero l'amaro in bocca passare attraverso questi capitoli e pensare che questa donna abbia passato davvero tutti questi traumi, questa mancanza d'amore e tutta questa violenza mentale oltre che fisica fin dai primi anni della sua vita. La seconda parte invece, quando si afferma come modella e poi come attrice, è decisamente più scorrevole con salti temporali anche un po' troppo netti rispetto alla prima parte della storia, così descritta in dettaglio. In generale, a parte alcuni episodi di cui non sono a conoscenza e per cui non posso essere sicura siano realmente accaduti o siano licenze fantasiose che si è preso l'autore, ho trovato una certa fedeltà a ciò che ho appeso essere accaduto nella sua vita attraverso altre letture e tanti documentari visti, interviste e testimonianze di chi l'aveva conosciuta in vita, e questo mi ha fatto sicuramente piacere e ha aggiunto valore alla storia. Ciò che invece non mi è piaciuto per niente è l'idealizzazione della storia avuta con John Fitzgerald Kennedy, che qui viene presentata come la storia di un amore impossibile, la cui fine viene determinata dall'intervento di Jacqueline Kennedy in vista delle elezioni presidenziali... Ecco, mi permetto di dissentire. È ormai risaputo che si, ci fu una storia sicuramente passionale tra i due, ma che non si trattò di un amore profondo da parte di entrambi, poiché come è noto l'attrice perse la testa e la ragione per il fratello Robert Kennedy, con cui ebbe una relazione subito dopo John, e che sarà sicuramente implicato nella sua morte. La notte della sua morte infatti ci fu una violenta discussione tra i due, testimoniata dalla donna di servizio di Marilyn, che sicuramente non si salutarono per sempre, come leggiamo qui, con un lungo abbraccio... Anzi! Marilyn urlò a squarciagola contro Bob le peggio cose, lo accusò di averla usata come un pezzo di carne e gli ordinò di lasciare la sua casa e sparire per sempre. Questa è la verità. E non credo alla storia del suo suicidio che leggo in questa modalità molto romanzata e molto dramatica, con Marilyn che saluta per sempre il mondo e la Norma Jean che vive dentro di lei, augurandole di riposare finalmente in pace... No, ormai è provato dalle mille incongruenze riscontrate e dai rapporti dell'fbi, che si trattò di un omicidio organizzato da più persone alle sue spalle, le stesse che godevano della sua fiducia, e pur comprendendo la difficoltà di raccontare questa realtà in chiave romanzata, avrei preferito fosse stata fatta più giustizia nei confronti di questa donna che seppur distrutta dalla vita voleva ancora combattere e dire la sua, e proprio per la sua imprevedibilità e pericolosità venne messa a tacere per sempre. Ad ogni modo è una lettura che consiglio per tutti gli amanti della mitica Marilyn Monroe.
Geçen sene okuduğum "The Secret Life of Marilyn Monroe by J. Randy Taraborrelli" kitabıyla kıyasladığımda o kitabın biyografik kitap olarak daha iyi bir örnek olduğunu düşünüyorum.Çünkü o kitapta bir çok şeyin netliği yok,ihtimallerden bahsediliyor ve bir insan hayatından bahsediyorsak bunu anlatırken eğer ağzından duymadıysak kesinmiş gibi yazamayız diye düşünüyorum.(hoş kitap yazma konusunda bir şey bildiğimden değil,sadece öngörüde bulunuyorum)Bu kitapta ise bir çok mizansen net şekilde resmedilmiş bir başka deyişle diğer kitabı okumamış olsaydım farklı ihtimaller olabileceğini hiç düşünmezdim muhtemelen.Ayrıca bu kitapta Marilyn Monroe'nun aile ilişkilerine çok değinilmemiş.Oysa diğer kitapta daha çok yere sahipti.İki kitabı kıyaslamayı bırakıp sadece bu kitaptan yaptığım çıkarımdan bahsetmek gerekirse,çocukluk döneminde yaşanılanların insanı nasıl derinden etkilediğinin net bir kanıtını okuduğumu söyleye bilirim.Küçük yaşta yaşananların insanın geleceğini nasıl şekillendirdiğini göre bileceğimiz,gerçek olması ve marka değeri taşıyan bir ismin hayatı olmasından dolayıda ayrı bir çarpıcılığı olan bu kitap bence okunası.
It is difficult for me to evaluate this book, on the one hand the story is absorbing so you read it fast, it contains some facts from the life of the greatest Hollywood star ... but from the other hand author judges her, "Sometimes she read for hours, not understanding a word from the book she was holding in her hands, she liked to seem intelligent to herself." Marilyn is presented here as a Hollywood product, empty, vain, emotionally immature - eternal, capricious, girl who almost all the time thinks about men and sex. Beautiful but shallow. What is missing here is an attempt to understand her, to make an attempt to create more insightful analysis than empty words like "she was never happy because of her childhood." People who really were close to her knew that she was an intelligent, fragile person. Marilyn, like everyone else, had to face her demons in the chauvinistic, corrupted, drowned in hypocrisy circle of the Hollywood world. Despite all the baggage of experience, she never gave up on her dreams, went beyond the schemes, broke the conventions and finally become an immortal icon. All by herself. If you are looking for a decent biography - I strongly advice against this book. It is just fiction mixed up with a few facts to give a light tone of authenticity - someone here probably just wanted to make money on Miss Monroe’s name ...
Questo libro è stato inserito nelle biografie, ma di biografia non ha niente, va detto subito: Alfonso Signorini ha scritto un romanzo che ha per protagonista una giovane americana che diventa un’attrice; che poi ricordi nei nomi e negli avvenimenti la grande Marilyn e ‘ un’altra cosa. La storia è completamente frutto della fantasia dell’autore; non c’è niente di storico, di biografico, di dialoghi realmente accaduti. È una narrazione triste, a tratti tragica, che vuole a tutti i costi rilevare quanto Marilyn fosse sola e disperata: lo sapevamo già senza questo libro! Mi ha profondamente deluso perché mi aspettavo una storia di vita vissuta non un raccontino da giornaletto. Bocciato.
Libro ben scritto, ti appassiona immediatamente! Ho scoperto un sacco di cose, sulla storia tormentata di questa splendida donna e di come alla fine le sue fragilità hanno avuto la meglio. Consigliato
MM on arvatavasti ajaloo üks kauneimaid naisi. Tema ilu ei seisne niivõrd näojoonte sümmeetrias ja muudes täiuslikes füüsilistes komponentides, kuivõrd mingis hoomamatus x-faktoris, vastupandamatus karismas ja sarmis. Minu jaoks kehtib see aga eelkõige tema arvukate fotode kohta (loomulikult oli Monroe ka ebamaiselt fotogeeniline), sest filmides hakkab tema infantiilne olek kiiresti närvidele käima. Kahtlemata oli see tahtlik poos, mis vastas täielikult tolleaegsele maitsele naiste suhtes ja meelitas igati keskmise mehe ego, kes sai siis end sellise lapsnaise kõrvale kujutledes suure, targa ja tugevana tunda. Lisaks rabavale ilule on Monroega seostatud alati ka haavatavust, vääritimõistmist ja süütu ohvri rolli. Ma ei ole tema elulugu peensusteni uurinud, aga nagu paistis juba filmist "Minu nädal Marilyniga" ja kui see raamat peaks tõele vastama, siis oli MM põhiolemuselt siiski üsnagi tühine, pealiskaudne ja manipuleeriv olevus, kes nautis oma menu ja iha, mida ta meestes tekitas, oli välimusele ja välisele muljele keskendunud ning võib arvata, et foto, kus ta prillid ees "Ulyssest" loeb, oli pigem järjekordne poos või soovunelm kui tegelikkus. Kerglaselt hülgas ta mehed oma elus, kes kõik teda omal kombel siiralt armastasid ning alati talle appi tõttasid. Karjäär jäi Monroele ikka kõige tähtsamaks, isegi kui ta vastupidist väitis. Ainult president Kennedy jäi kättesaamatuks ning seda ei suutnud Marilyn tujuka lapse kombel taluda. Norma Jeani lapsepõlv oli kahtlemata õnnetu ning jättis temasse eluaegse ebakindluse ning tervikuna polnud tema elus välisele glamuurile vaatamata eriti midagi kadestamisväärset, kuid arvatavasti oli ta ikkagi ise oma valikutega selle eest vastutav. Abiks ei olnud ka labiilne närvisüsteem, mille ta kas oli või arvas end emalt pärinud olevat. Muidugi ei saa teise inimese sisse näha ja MM puhul pole see enam kunagi võimalik ning arvatavasti olen ebaõiglane: igaüks annab ju alati ikka oma parima ja toimib nii, nagu oskab, soovides vaid armastust ja tunnustust pälvida. Mulle lihtsalt tundub, et ega Marilyn ise ka just ingel ei olnud, nagu teda mõnikord kujutatakse. Aga teisalt jälle, inimesed ongi vastuolulised. Tekstina on raamat keskmiselt huvitav kiire lugemine.
"Sapevo di appartenere al pubblico e al mondo. Non perchè fossi dotata o bella, ma perchè non ero mai appartenuta a nessun altro, nè a nessun'altra cosa." Alfonso Signorini ci racconta la vita di Marilyn, una donna i cui occhi rappresentavano la sua anima: malinconici, tristi, la paura sempre presente per la pazzia quella pazzia che aveva già colpito il nonno, la nonna e poi la sua mamma Gladys. Una donna che aveva vissuto un'infanzia molto difficile senza amore alcuno e che l'aveva condannata a credere che non avendo mai ricevuto amore non era neppure lei in grado di amare qualcuno per sempre! Lei amava le sfide impossibili, dal niente era riuscita ad essere la donna più sexy e più desiderata dell'America e del mondo intero, ma dentro nel suo profondo la felicità era una chimera lontana ed impossibili da afferrare, fu inghiottita dalla sua ennesima sfida quella di accaparrarsi l'uomo più grande ed importante di allora John Kennedy. "Nel passato chi ha cercato stupidamente di ottenere il potere cavalcando la tigre, ha finito per esserne divorato." (John Fitzgerald Kennedy). La vita di Marilyn è interessante, ma secondo me Signorini l'ha affrontata in maniera molto insipida senza approfondire per niente la complessa psiche della grande attrice, sembra quasi di essere seduti su una panchina a fare pettegolezzi su quanti letti ha girato nella sua breve vita!
Mi rendo conto, senza che ci sia bisogno che me lo diciate, che leggere un libro di Alfonso Signorini non sia, già in sé e di per sé, una bella pensata. Su questo sono d’accordo. Ma dovevo riprendermi da una lettura pesante. Anzi, pesantissima. Ed era comunque da tempo che volevo sapere qualcosa di più sulla vita di questa donna, che conoscevo già in linea generale, ma senza aver mai fatto grande attenzione alla cronologia degli eventi.
Avrei potuto scegliere di meglio sull'argomento, lo ribadisco, tuttavia mi è capitato questo sotto le mani, al supermercato e in edizione ultra-economica, e l’ho afferrato senza farmi tanti problemi.
E’ scritto maluccio, in effetti, ma pensavo peggio, in verità. Tutto sommato, ritengo che le cose possano essere andate più o meno come l’autore le descrive. Non che ci metta molto impegno nel raccontare, a dir il vero. Tuttavia, parte della superficialità della storia è attribuibile anche ai personaggi stessi e non solo alle carenze di Signorini.