Persuaso di agire secondo i dettami della Ragione e nell'interesse della Società, Sylvain Maréchal, illuminista convinto, scrive nel 1801 un progetto di legge basato su una serie di serissime argomentazioni, peraltro di godibilissima lettura, inteso appunto a "vietare alle donne d'imparare a leggere". Sennonché la profonda e appassionata trattazione dell'autore si trasforma, ipso facto, in un esilarante e paradossale delirio. Muovendo dalla parola d'ordine "Periscano tutte le arti, piuttosto che il pudore!", tra le svariatissime cose che, secondo l'autore, "la Ragione non approva", vi è, per esempio, che le donne studino la chimica, e questo per l'evidente e comprovato motivo che "le cuoche che non sanno leggere sono quelle che fanno la zuppa migliore", così come "la Ragione vuole" che le donne "contino le uova nel cortile e non le stelle nel firmamento".
Pierre – Sylvain Maréchal è un uomo della rivoluzione francese, un ateo convinto che ha pagato con la prigione il suo tentativo di laicizzare il calendario, sostituendo ai santi nomi di uomini che hanno fatto qualcosa di buono per l’umanità. Maréchal è un figlio dell’Illuminismo, della famosa età dei Lumi all’interno della quale – per dirla con Kant – l’uomo deve infine comprendere di essere stato per secoli in una condizione di minorità, dalla quale ora deve uscire attraverso lo studio, attraverso l’utilizzo dello proprio intelletto, finora rimasto silente e inutilizzato.
E non a caso ho usato il termine uomo, che non ha qui per me il significato di umanità tutta, come spesso vorrebbero farci credere i fautori del maschile neutro. Ma non c’è nulla di neutro in quel che stiamo raccontando, in quello che questi autori hanno scritto. Qui, dunque, il maschile è voluto, perché sia Kant sia Maréchal si rivolgono agli uomini, ai loro simili. Delle donne Kant non parla, anche se è proprio a loro che dovrebbe essere indirizzato uno dei suoi motti più famosi: Sapere aude!, un invito a trovare il coraggio in noi per sapere, per liberare la mente dalla schiavitù dell’ignoranza.
E Maréchal, invece, pensa di rivolgersi alle donne, ma in realtà è agli uomini che scrive, è con gli uomini che parla quando espone le ragioni per le quali le donne non dovrebbero saper leggere, scrivere o dedicarsi alle scienze. È ai suoi pari che strizza l’occhio, quasi lo si sente sogghignare mentre scrive che una donna che studia, una donna che sa scrivere non è più facile da imbrigliare, diventa refrattaria alla vita domestica ed è addirittura meno feconda di una donna illetterata (magari fosse così semplice!).
Le motivazioni per le quali una donna non dovrebbe perdere tempo dietro ai libri fanno quasi sorridere per la loro intrinseca – anche se non voluta – ingenuità: tutte le ragioni che Maréchal sente forti e in grado di dissuadere qualsiasi donna ragionevole dall’intraprendere questa strada, sono le stesse per le quali ancora oggi le donne continuano a battersi per un mondo egualitario, per famiglie nelle quali il carico di lavoro domestico sia più equamente condiviso, per la possibilità di studiare e lavorare, per un’indipendenza economica che non ci veda soggiogate alla volontà di un uomo.
La Révolution a été un formidable progrès pour les droits de l'homme, la justice, la tolérance, mais les femmes ont été, comme les pauvres, écartées de la citoyenneté. Pourquoi aurait-il fallu s’embarrasser à éduquer ceux qui ne sont pas appelés à exercer le pouvoir? Tant pis pour les idées de Commenius ou de Condorcet. Mais ce n'est pas encore assez. Ce projet de loi proposé par Sylvain Maréchal(1750-1803), datant de 1801, vise carrément à interdire l'apprentissage de la lecture au femmes. Il est pourtant bien sérieux, et reprend une tradition considérant que la moitié de l'humanité a un destin borné aux travaux domestiques et à la perpétuation de l'espèce qui lui aurait été fixé par la nature. Comme disait Aristote dans son Economique, la femme ne doit penser qu'à la conservation de ce qui se trouve à la maison. Et il n'est prévu d'exception que pour les courtisanes, à qui seul est permis d'être pervertie par la lecture pour distraire leurs amants.
C'est que l'ignorance, qu'il appelle gardienne des vertus et mère des plaisirs, l'est surtout de la première d'entre elle: l'obéissance, en particulier celle qu'elle doit à son mari, qui va avec la crainte, que l'on sait commencement de la sagesse. Également, l'érudition a la fâcheuse habitude de trainer avec elle la vilaine présomption, qui glace les cœurs et refroidit les âmes: et de citer le manque d'aménité de la conversation de Mme Dacier, fameuse helléniste. Les égéries entrainent leurs puissants admirateurs à leur perte: Aspasie pour Périclès, La Pompadour pour Louis XV, la mystique Mme Guyon pour Fénelon, alors qu'ils se seraient bien évidemment conduit beaucoup plus finement si leurs amies avaient n'avaient point été gâtées par les livres.
Les vaillantes Amazones, les Lacédémoniennes, ou Jeanne d'Arc la Pucelle avaient-elles appris à lire? Non. La chaste Pénélope non plus, ni Nausicaa aux bras blancs, ni les Sabines, ni la vertueuse Lucrèce. Par contre, quel amour inspirent les femmes qui ne savent pas lire! Laure, qui a inspiré tant de beaux vers à Pétrarque, ne pouvait les déchiffrer. Et Balzac, qui aurait mieux aimé avoir une femme qui eut la barbe plutôt que du savoir. C'est ainsi que l'auteur invoque pendant quatre vingt articles la Raison raisonnante et raisonneuse, laquelle souffre de voir les femmes grossir le troupeau des gens de lettres, alors que leur sexe est déjà chargé de tant d'infirmités, et à la question quel est l'homme le plus heureux, répond péremptoire le mari d'une femme sans livres. L'extravagance de cet projet est renversante.
Ci sarebbero tante cose da dire, tante belle argomentazioni da fare, ma visto che sono una donna con un cervello semplice e inutile mi limiterò a un commento solo: Gentilissimo Monsieur Maréchal, spero vivamente che lei e tutti i suoi compari, contemporanei e non, vi stiate rodendo il fegato, ovunque voi siate.
Un buon motivo per apprezzarlo, invece che lapidarlo bollandolo come talebano? Leggevo e sorridevo, arrivando alle stesse conclusioni indicate dal curatore nell’Introduzione: all'alba del XXI secolo questa proposta di legge è ampiamente superata, ma non per i motivi che la nostra "indignazione" suggerirebbe. Come insegnano i Grandi Fratelli, gli Amici, le Veline, le Olgettine, le Belene, le igieniste della domenica e buona parte dei nostri governanti per avere “successo” (uomini o donne, non fa differenza) non è assolutamente necessario imparare a leggere (a scrivere, a parlare, a pensare). Il terribile e assurdo spauracchio dell’imposizione “illuminata” impallidisce di fronte a quella che è diventata da tempo libera scelta.
Projet aujourd'hui révoltant et insensé, mais qui a pourtant rencontré des partisans lors de la querelle qu'il suscita à sa parution en 1801. L'auteur présente sa pensée de manière très structurée (tout d'abord une série de "considérant" pour justifier sa proposition, puis le projet de loi lui-même pour délimiter tout ce que celui-ci implique et provoque) et fait preuve d'une très grande érudition. Néanmoins, ses arguments n'en restent pas moins caducs et mauvais: la plupart peuvent servir quasi tels quels pour argumenter l'idée inverse, ses exemples ne font que montrer l'importance qu'ont pu avoir les femmes lettrées au cours de l'Histoire, et l'idée sous-tendue dans l'ensemble de ce projet de loi, l'infériorité des femmes par rapport aux hommes et la stricte séparation des tâches, apparaissait déjà comme dépassée au début du 19e siècle.
Se lo si prende come una proposta umoristica, si fanno grasse risate; se lo si prende come una distopia, si rabbrividisce; in ciascuno di questi due casi la Proposta di legge di questo figlio della Ragione si merita un voto bello alto. Ma se lo si prende sul serio, come vero pensiero dell'amabile (?) rivoluzionario, o come florilegio di citazioni misogine dall'antichità a fine 1700, il sorriso si gela sulle labbra. E scompare se si pensa che ci sono parti del mondo in cui ancora si propugnano le affermazioni dell'autore - e in cui si rapiscono ragazzine che studiano, per venderle come buone mogli ai guerriglieri (#BringBackOurGirls, maledizione!). Quindi niente voto, ma solo il consiglio di leggerlo (visto che la Proposta non è passata, e possiamo anche noi del sesso debole XD) e decidere come lo si vuol prendere,
"...Appena il progetto di legge avrà ottenuto l'approvazione alla maggioranza dei suffragi, ogni capofamiglia (...) farà gettare in un falò tutti i libri e gli strumenti atti all'educazione artificiosa delle donne. ...In attesa che analoga decisione venga presa per molti altri libri, tutte le opere composte da o per le donne saranno ammassate quanto prima in un unico deposito. ...La fiaccola della critica farà, della maggior parte di questa massa di volumi, un sacrificio purificatore in nome del buonsenso."
Leggendo non si può che pensare a uno scherzo... ma non lo è. E' tutto vero.
113 considerazioni di un rivoluzionario anarchico, ateo e illuminista per introdurre una proposta di legge con l'obiettivo di tenere le donne lontano dalla cultura. lasciando stare l'evidente risibilità di un'idea del genere, che comunque era accolta con favore da molti contemporanei - parliamo della francia immediatamente post-rivoluzionaria, anno 1801 - è notevole l'accostamento tra cultura e potere, che due secoli dopo sembra aver perso ogni consistenza.
Ce projet de loi est pour défendre le droit d'apprendre à lire aux femmes. L'auteur a présenté son point de vue en suivant une méthodologie précise avec des exemples de femmes qui ont influencé l'Histoire ! Ce projet est révoltant aujourd'hui et il est une preuve de l'infériorité de la femme par rapport aux hommes à cette époque !