Nella strada non c’è novantesimo, nessun fischio finale, la sfida è eterna. Giocare senza pensare, giocare per non pensare, finché le gambe reggono, finché si è vivi. Correre a perdifiato fino a notte, palla al piede, tra i passanti. Battere calci d’angolo fra le auto e i motorini. In piazza questo era davvero giocare a calcio. Loro quattro lo sapevano, Rino, Dario, Giovanni e Giuseppe. Loro erano giocatori di strada, e quando nel tuo stadio immaginario a guardarti c’è addirittura la Storia, la porta segnata col gesso diventa quella del Bernabeu e ogni partita è materia per l’epica. E allora giocare, sempre, senza fermarsi. Poi accade che l’epica deragli in cronaca, e quel giorno i sogni si arrendono. Succede che Tonino, il capozona che gestisce lo spaccio di coca, trasformi questi campioni in pali per i suoi pusher. Ma la religione del calcio, come ogni fede, non ammette tradimenti. Così gli anni passano e nella piazza uno solo di loro ritornerà, mentre il pallone rimbalza contro il muro di un tempo, e tutto intorno il silenzio.
Roberto Saviano is an Italian writer and journalist. In his writings, articles and books he employs prose and news-reporting style to narrate the story of the Camorra (a powerful Neapolitan mafia-like organization), exposing its territory and business connections. In 2006 he wrote his bestselling book Gomorrah, where he describes the clandestine particulars of the Camorra business.
Bella descrizione di Napoli. Peculiare il fatto di raccontare la città attraverso due sue caratteristiche: la camorra ed il "pallone", ma non un pallone a caso, bensì il Supersantos compagno di mille avventure.
Un racconto leggero ma intenso che ho molto apprezzato. Fuori dalla retorica dell'affresco sulla camorra, Saviano pennella un arco narrativo che in pochissime pagine racchiude uno spaccato dell'adolescenza campana, tra i sogni di gloria del calcio e l'onnipresenza della malavita.
Backs you into a camorra tale by way of the narrator's recall of the boys he used to play soccer with as a kid. The "typical" mob plot only shows up about halfway through, by which point you've started to buy into the idea of a universe that revolves around soccer... but no, it revolves around the mob. The first Saviano I've read, and definitely not the last.
Il Super Santos non era un semplice pallone. Era IL pallone. Una sfera arancione fuoco con le canalette nere che formano figure geometriche. Resisteva a tutto, anche se tiravi con tutta la forza che avevi, riusciva a mantenere la direzione. Quando qualcuno immaginava un pallone, lo immaginava arancione, nero e con la scritta gialla. Un pallone con la vera dignità di un pallone, a un prezzo economico e una resistenza fuori dal comune. Si associava uno stato d'animo al Super Santos. Quando ne spuntava uno significava scampagnata, partitella. Il Super Santos diventava sintesi di tutto quello che volevi fare: divertirti, stare all'artia aperta, giocare, correre. Il Super Santos era un modo di concepire la vita, anzi una sorta di sogno a cui tutti i ragazzini ambivano, star sempre con lui di fianco, sui piedi, averlo sempre a disposizione.
Una storia ben scritta da Saviano, un racconto che parla di camorra, come suo solito, ma che denuncia la vita a Napoli di qualche anno fa (davvero?) quando tutti, nel bene o nel male, adulti e bambini, lavoravano per la camorra. A volte anche inconsapevolmente. In questo caso si parla di 4 ragazzini che pur di continuare a fare quello che più gli piaceva, giocare a pallone, decidono di farlo mentre fanno da palo per le attività illecite dei camorristi che gestiscono la zona dove giocano di solito, entrando a far parte, inevitabilmente, del "sistema". Quello che più ho apprezzato di questa storia, è stata la facilità con cui l'autore riesce a spiegare la vita utilizzando metafore che hanno come tema centrale il gioco del calcio, sport che noi italiani amiamo molto.
Bello. Dopo un'introduzione sulla leggenda del Super Santos, parte la storia di 4 ragazzini che fanno i pali per la camorra a Piazza Plebiscito. Uno viene cacciato, perché non ha avvertito ma si è salvato dalla vita atroce degli altre 3, affiliati al sistema. Il pallone come sinonimo di gioventù spensieratezza e libertà. Fino a quando il pallone viene bucato e la gioventù finisce. Ma non i ricordi dei 4 amici. Bello
Una storia scritta da uno che giocava per strada :-)
Una storia che racconta bene gli odori e i ricordi del calcio giocato per strada per davvero , che di intreccia con le difficoltà di crescere a Sud. Letto tutto d’un fiato :-)
Bravo Saviano ! Senza la storia di camorra sarebbe risultato comunque un bel libro ;-)
Scrive così come racconta in televisione. Un racconto fluido e rapido che affascina come la puntata una fiction, non fosse realtà. Bisogna davvero riconoscere abilità e coraggio all’autore. È il primo scritto che leggo di lui, mi è subito venuta voglia di iniziare il prossimo.
l'augurio di tutti bambini napoletani: un pallone chiamato supersantos. Un bel racconto di Roberto Saviano: Brasile di Pelé e Nipoti argentini di emmigratti napoletani che ha fatto una immigrazione reversa, tutti insieme e, ovviamente, la prezenza soffocante della camorra.
Un racconto duro, vero e dal modo in cui è scritto, sembra di avere Roberto Saviano di fronte a te che racconta la storia, seduti al tavolo di un bar come vecchi amici. Mi è piaciuto molto il modo in cui un oggetto innocente e semplice come un pallone possa diventare qualcosa di molto più complesso: uno strumento capace di fare del male, di salvare un destino o di riconciliare quattro amici.
Non eccezionale. Carina la storia dei ragazzini che giocano a pallone per strada, occasione di divertimento che viene poi strumentalizzata dal boss del quartiere. Però il finale mi è sembrato un pochino banale, soprattutto la trovata quasi cinematografica, ecco, del ragazzo per bene, quello che si è affrancato dalla strada, che torna sul luogo dell'infanzia e onora la memoria dei suoi vecchi amici. Non so, non mi ha particolarmente entusiasmato.
Non eccezionale. Carina la storia dei ragazzini che giocano a pallone per strada, occasione di divertimento che viene poi strumentalizzata dal boss del quartiere. Però il finale mi è sembrato un pochino banale, soprattutto la trovata quasi cinematografica, ecco, del ragazzo per bene, quello che si è affrancato dalla strada, che torna sul luogo dell'infanzia e onora la memoria dei suoi vecchi amici. Non so, non mi ha particolarmente entusiasmato.
Libro corto, conciso, scorrevole, e bello. La storia racconta di alcuni ragazzini che giocano a pallone (vi ricordate il pallone rosso super santos...?) vicino ad alcune zone malavitose. Diventando grandi entrano nel mondo degradato e mafioso, mostrando alcuni lati dell'ambiente di Napoli. Un libro consigliato a tutti!!!!
Saviano in poche pagine mostra la poesia del calcio (quello vero, giocato non per i soldi ma per semplice passione) sporcata dalla realtà malavitosa della camorra. Un racconto amaro ottimamente scritto.
I ragazzini non possono fare i ragazzini. Non possono inseguire i propri sogni perché c'è qualcuno che ha già deciso per loro. La camorra di Saviano è una piovra: controlla tutto. Questione di vita e di morte. Un crudele e spietato intreccio presente in questo breve racconto.
Per quanto tempo dovremmo leggere storie di camorra e mafia? Quando cambierà questa povera Italia? Bel racconto, lo stile di Saviano è asciutto ma ti entra dentro.