Elsa Morante non frequentò la scuola elementare e imparò da sola a leggere e scrivere. La sua vocazione di scrittrice si manifestò molto presto con la pubblicazione su giornaletti per bambini di poesie e fiabe da lei stessa illustrate. Nacquerò così le storie di Caterina, la sua bambola Bellissima e Tit il Senza-paura, Mariolina e Daddo, la Signora del Pineto, Giovannola, Ultimafata, la stella, tigri, cicogne, folletti, fate... Ecco alcuni degli innumerevoli personaggi che s'incontrano in queste storie e filastrocche, uscite su varie riviste nel corso degli anni Trenta. Tali storie, filastrocche e illustrazioni costituiscono un prezioso documento che evidenzia quale forza inventiva e quale originalità di voce possedesse fin dai suoi inizi quella che si dimostrerà poi essere tra i più grandi scrittori del secolo. Questo volume, scritto quando aveva solo quattordici anni, uscì per Einaudi nel 1942 con il titolo Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina; nel 1959 venne ripubblicato con il titolo Le straordinarie avventure di Caterina e così ora lo riproponiamo.
Elsa Morante began writing short stories which appeared in various publications and periodicals, including periodicals for children, in the 1930s. Her first book was a collection of some of the stories, Il Gioco Segreto, published in 1941. It was followed in 1942 by a children's book, La Bellissime avventure di Caterì dalla Trecciolina (rewritten in 1959 as Le straordinarie avventure di Caterina). She married the novelist Alberto Moravia in 1941, and through him she met many of the leading Italian thinkers and writers of the day as Pier Paolo Pasolini, Dario Bellezza, Sandro Penna, Attilio Bertolucci, Umberto Saba and many others.
le straordinarie avventure di Caterina di Elsa Morante (Einaudi editore) è un volume che raccoglie quattro fiabe scritte da Elsa Morante. Con le compagne di viaggio de L’isola di Morante continua il viaggio nella bibliografia della nostra Elsa e prima di affrontare La storia avevamo ancora questo e Il mondo salvato dai ragazzini.
Non sapevo cosa aspettarmi da Le straordinarie avventure di Caterina perché i racconti con Lo scialle andaluso mi avevano lasciato un po’ tiepida (LEGGI QUI la mia recensione) e avevo paura di accusare un altro colpo. Non è successo.
Mi fa impressione pensare che Le straordinarie avventure di Caterina siano state scritte da una ragazzina. Ed è proprio l’autrice a raccontare, con tanto di disegno, che queste favole sono state scritte da una tredicenne senza, ovviamente, un editore ma aveva già dei lettori
Partiamo dalla considerazione che Elsa Morante non frequentò la scuola elementare e fu autodidatta, come ribadito della quarta di copertina; che, però, a tredici anni fosse già in grado di scrivere con gusto e fantasia, mescolando realismo ed elementi magici con estrema cura dei dettagli, questo mi sembra ancora più eccezionale. Le straordinarie avventure di Caterina è una raccolta di quattro fiabe scritte in età giovanile (Le straordinarie avventure di Caterina, Un negro disoccupato, Piuma mette K.O. l'amico Massimo e Il soldato del re). Il primo racconto è sicuramente quello più convincente e più articolato, in cui Caterina, la protagonista, parte per un'avventura insolita alla ricerca della sua bambola Bellissima insieme a un personaggio leggendario, l'eroe Tit. Elsa Morante illustra le sue storie usando la stessa inesauribile immaginazione che impiega nello scrivere, dando vita a personaggi ben caratterizzati ed incantevoli. Sono storie delicate ma non ingenue né banali, vivacizzate da un linguaggio ricco (con l'utilizzo di favolosi insulti tipo «carte moschicide» e «divoratori di brodo») e dall'inserimento di filastrocche in rima davvero divertenti. Resta un'eco del vissuto dell'autrice nel suo frequente guardare con curiosità al mondo della scuola: Pic è uno sbandato che ha abbandonato la scuola e ora è diventato un brigante, mentre i figli del Gran Guardaboschi sono due cinciallegrini un po' svogliati che non si applicano abbastanza nello studio. È bello tornare bambini per un momento, e soprattutto è meraviglioso farlo lasciando che a condurci per mano sia la divina Elsa Morante.
Una lettura davvero piacevole, un libro che racchiude 4 bellissime e tenere favole, ma a renderlo straordinario è il fatto che sono state scritte dalla Morante quando aveva soltanto 13 anni, fece lei anche i disegni riportati all'interno: ricordo che l'autrice non andò a scuola ed imparò a leggere e scrivere per conto proprio. Leggendo si intuisce che le favole sono state scritte da una bambina, ma si intuisce anche che questa bambina utilizza le parole alla perfezione, descrivendo personaggi e ambientazioni nei minimi particolari, dimostrando soprattutto un'immensa fantasia ed una particolare dote che svilupperà crescendo.
Ho dovuto leggere questo libro per un'esame di Letteratura e devo dire che per essere un libro per bambini è davvero molto carino. Morente ha scritto questa storia quando aveva solo 13 anni, per intrattenere i suoi fratelli più piccoli. E una storia davvero molto simpatica e dinamica: una bambina, di nome Caterina, consegna per rabbia a uno stracciatolo, la sua bambola di pezza, Bellissima. Pentitosi della sua scelta, decide di andare a cercarla insieme a un fanciullo Tit.
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crazy how from a children's book people can understand so many things. the attentive look of a child the ingenuity of a child the words used the mixture between fantasy and reality these are things that should be preserved forever
Quanto può essere affascinante leggere le fasi primordiali di una penna come quella di Elsa Morante? È come osservare i primi passi di una nuova vita, incerti e traballanti ma che nascondono in sé un futuro da corridore. Questi raccontini sono questo. Uno sguardo sull'infanzia di una geniale ragazzina (che impara a leggere e scrivere da autodidatta) che fa le prime esperienze in quello che sarà il suo stesso essere. Essere una mente che scrive e descrive con una potenza indescrivibile e unica. Lo si può scorgere già da qui.