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523 pages, Paperback
First published June 1, 2011
"Tu stesso, Max, ti consideri un tipo nella media? Non lo sei affatto! Fai centomila sport e parli latino quasi meglio di Catullo in persona. Suoni il pianoforte e giri come un pazzo in moto. Ti circondi di ragazze, ma non ho ancora capito se hai consumato con qualcuna. Di solito, i ragazzi che vincono coppe sportive non sanno mettere in fila un soggetto, un predicato e un complemento, quelli bravi a scuola al massimo fanno ginnastica ai pollici, e quelli che portano piercing e orecchini non collezionano caleidoscopi e non ascoltano musica classica. Sei semplicemente inafferrabile."
"Mi piaci un casino, Giulietta, c'è poco da fare. Forse perché sei buffa, perché sei innocente, perché sei battagliera, perché quando vedi un mendicante ti scavi nello zaino per cercare un centesimo da dargli anche se hai solo quel centesimo. Forse perché salvi le farfalle a rischio della tua stessa pelle. Perché sai di buono. Perché quando ridi è come se saltasse in aria una stella. Perché dici tante parolacce e non sai fingere. Qualunque sia la ragione, mi piaci, e prima o poi ti bacerò di nuovo, quindi preparati."
"Bastano diciassette anni per parlare d'amore? Aveva il terrore che bastassero eccome. Avrebbe preferito essere certa che, fino a una certa età, i sentimenti fossero solo fili d'erba, ossi di seppia e foglie autunnali, cose leggere e passeggere, che non possono ridurre l'anima a una tasca rovesciata. Sarebbe stata più tranquilla con quella certezza.
Tanto non lo amo, tanto passa. Anche se non riesco a scioglierne i nodi, passa."