All'inizio del XX secolo si compie un processo di dissoluzione della visione armonica del mondo che ha caratterizzato la cultura musicale fin dalle sue origini. Il fine del saggio di Enrica Lisciani-Petrini è aiutare a comprendere a fondo il significato di questi percorsi «rivoluzionari» mettendone in luce affinità e divergenze. ll primo interprete di questa «rivoluzione» è di certo Debussy che inaugurò la via di rottura nei confronti del sistema tonale tradizionale; sulle sue orme si mossero poi, da un lato, Schonberg, Berg e Webern e, dall'altro, Stravinskij e Ravel, raggiungendo esiti differenti eppure per molti versi complementari. Ma quale occulta motivazione si cela dietro l'esigenza d'inizio secolo di superare l'armoniosa architettura espressiva che aveva caratterizzato la solida struttura delle opere del passato? Il suono incrinato, con stile elegante e divulgativo, illustrato da costanti riferimenti alle contemporanee esperienze delle arti figurative, analizza alcune esperienze musicali del primo Novecento, veri e propri «luoghi esemplari» dove individuare una crisi che ha invaso tutta la nostra epoca riverberandosi sulla cultura e sulla sensibilità.