Elena Ray è una ragazza ricca e viziata, la sua apparente superficialità nasconde però le tipiche sofferenze adolescenziali. Damian Ludeschi è un affascinante ladro di strada, amante del pericolo e romantico sognatore, incapace di accettare l’abbandono del padre e di assecondare i voleri di uno zio violento e avido di potere. Le loro vite sembrano non avere nulla in comune, se non fosse per un’antica maledizione che lega entrambi alla vecchia tenuta conosciuta con il nome di Wuthering Heights, e ai loro storici proprietari: Catherine Earnshaw e il suo amato Heathcliff. Abbiamo imparato a conoscerli e ad amarli nel classico senza tempo Cime tempestose, che ha fatto palpitare tanti cuori, e ora li ritroviamo come spiriti disposti a tutto, anche ad appropriarsi delle vite dei due giovani protagonisti pur di avere una seconda possibilità di vivere il loro sfortunato e triste amore. Non sarà il destino a decidere per loro, ma il segreto custodito nell’epitaffio di una tomba, che dà vita al sequel fantasy di una delle storie più amate della letteratura inglese: «Le rocce ne saranno custodi. La brughiera prigione. Finché una Figlia di Sangue non giungerà per ridare il sale alle loro ossa. E la terra non griderà più i loro nomi».
Per le lettrici che hanno amato Cime tempestose di Emily Brönte, giunge in libreria il primo sequel fantasy della storia tra Cathy e Heathcliff: una rivisitazione innovativa ed emozionante di una delle più belle storie d’amore di tutti i tempi.
Desy Giuffré è nata a La Spezia nel 1985. Blogger piena d’iniziative e condirettrice editoriale della rivista digitale RainbWOman, ha deciso di rafforzare i rapporti con la rete per rendersi più vicina ai suoi amati lettori.Quando non viene rapita dai personaggi che ama creare, vive sulla costa ionica della Sicilia. Lettrice vorace e amante dei fiori, adora fare lunghe passeggiate nel folto dei boschi o in riva al mare. Il silenzio, la buona musica, il profumo della terra bagnata e l’immenso blu del cielo sono le condizioni ideali per la sua ispirazione. Autrice di paranormal romance per Fazi Editore.
Come al solito, mi costringo ad essere quanto più sincera possibile. Quando ho sbirciato la sinossi del libro (dieresi errata a parte), ero un filino scettica . “Per le lettrici che hanno amato Cime tempestose di Emily Brönte, giunge in libreria il primo sequel fantasy della storia tra Cathy e Heathcliff: una rivisitazione innovativa ed emozionante di una delle più belle storie d’amore di tutti i tempi”. Il libro a cui la Giuffré si ispira è, a mio parere, un classico complesso nel senso che coinvolge una gamma di sentimenti molto varia. Eppure, su una cosa sono d’accordo: quel libro o si odia o si ama. Io ho faticato nel leggerlo, ma l’ho trovato molto molto innovativo per le narrazioni dell’epoca, specie per la caratterizzazione dei personaggi che di eroico hanno molto poco. Per questo, l’azzardo di scrivere un sequel di un classico del genere, l’ho considerato una forma di grande coraggio da parte di questa autrice esordiente. Il fatto che fosse il suo primo libro, non mi ha dissuasa dal leggerlo, anzi, mi ha spinto a dare una possibilità alla storia. Da qui inizia un parere soggettivo e di gusto squisitamente personale. Elena e Damian sono i Cathy ed Heathcliff moderni: lei è ricca, ma viziata; lui è pieno di potenzialità, ma molto sfortunato. I fantasmi di Cathy ed Heathcliff desiderano rivivere attraverso l’attrazione che i due ragazzi provano, in maniera inspiegabile, l’uno per l’altra. Naturalmente, discendono dagli amanti di Wuthering Heights. Va tutto benissimo e fila che è un piacere. Il problema è che fila troppo. Gli eventi sono prevedibili, l’evoluzione della storia è scontata. Quando i due fantasmi iniziano ad avere voce propria, colloquiando tra loro e non solo sussurrando alle orecchie dei protagonisti, ho avuto serie difficoltà a proseguire. Ho trovato lo stile dell’autrice più curato nella prima metà del libro che nella seconda; troppi luoghi comuni e troppe similitudini classiche ripetute (“teso come una corda di violino” è una delle più ricorrenti e che avrebbe potuto essere elaborata diversamente). Detto stile è poco ricercato, piatto, senza particolari note distintive. Era come leggere un libro come tanti, senza che qualcosa (nella trama, nelle descrizioni) alimentasse “quest’emozione” così bene decantata nella sinossi ufficiale. Eppure è un peccato. Si sente in sordina che l’autrice ha buone potenzialità di crescita, ma l’associazione tra il suo libro ed il capolavoro della Brontë, a mio parere, è più controproducente che altro. Sembra l’unico dettaglio “meritevole” del libro, mentre resta poco incisivo il tentativo di produrre qualcosa di totalmente originale, seppur ci sia la volontà di dare alla trama un intreccio avvincente. L’attrazione tra i due protagonisti si evolve in amore con una rapidità inspiegabile (eccetto che per il legame con i personaggi della Brontë). La conclusione della storia sa di buonismo e un po’ di ingenuità, ma resta coerente con l’impostazione del romanzo. Con dispiacere, ma non più di due stelline.
La pubblicazione di questo libro, annunciato come un sequel paranormal romance di "Cime tempestose", era già in programma dall'estate scorsa e questa attesa prolungata mi ha portata a fantasticare molto sui contenuti della storia. Non riuscivo a immaginare come un'autrice esordiente italiana potesse cimentarsi in un'impresa così ardua (rispolverare i vecchi classici senza cadere in banalità non è semplice neanche per scrittori esperti), ma mi ero fatta l'idea che se una grande casa editrice di cui ho moltissima stima come la Fazi avesse deciso di dare fiducia a questo ambizioso progetto una ragione ci dovesse essere. Dopo aver desiderato questo libro per mesi mi sono quindi apprestata alla lettura con entusiasmo e alte aspettative, e mi duole molto scrivere questa recensione negativa. Iniziamo dalle relazioni con "Cime tempestose". Ok, molte recensioni che ho letto suggeriscono di apprestarsi alla lettura di "Io sono Heathcliff" a mente aperta e senza fare paragoni con il classico, perché è ovvio che non potrebbe reggere il confronto. Io infatti non mi aspettavo minimamente che reggesse il confronto, ma è logico che è impensabile leggerlo cancellando completamente dalla mente il romanzo della Brontë, per vari motivi: 1) già il titolo mi pare eloquente, 2) i rimandi ai personaggi del classico ci sono, 3) l'autrice stessa definisce il suo libro con un sequel di "Cime tempestose". Non avrebbe proprio senso ignorare queste avvisaglie e leggerlo come un libro qualsiasi partito zero, perché così non è. Infatti credo che sarebbe fuori luogo leggere "Io sono Heathcliff" senza avere mai letto "Cime tempestose", perché, soprattutto a causa dei vari rimandi ai due protagonisti Heathcliff e Cathy, credo che ne uscirebbe una lettura un po' sterile. In definitiva quindi io non mi aspettavo un sequel che rivisitasse il romanzo della Brontë arricchendolo e migliorandolo, ma proprio a causa delle tante relazioni con il classico esplicitamente VOLUTE della stessa autrice mi sarei aspettata un minimo di coerenza in più. A questo proposito la prima profonda delusione è stata l'ambientazione: desideravo fortemente che la storia fosse interamente ambientata in Inghilterra. Questo secondo me era proprio il minimo accorgimento possibile per dare al romanzo quel tocco di credibilità in più. Invece la storia è ambientata prevalentemente in Italia, a Roma, e soltanto brevemente si riesce a far visita alla magica e suggestiva campagna inglese di Wuthering Heights, luogo che fortunatamente riesce a mantenere intatto il suo fascino anche descritto dalla penna di Desy Giuffrè, e quindi mi chiedo come mai la stonata e banale scelta romana (forse perché l'autrice preferiva una città che conosceva meglio?). I protagonisti di "Io sono Heathcliff" sono quindi italiani. Elena, che rappresenterebbe una Cathy del futuro, una ragazza ricca e viziata, con genitori assenti e una domestica tutto fare che si occupa di lei come se fosse sua madre. E poi c'è Damian, che rappresenterebbe Heathcliff, un ragazzo pieno di problemi, invischiato pericolosamente nella mala vita a causa di uno zio senza scrupoli che vuole trascinare definitivamente il nipote nel suo mondo. E qui devo dire che gli stereotipi si sprecano. In più non ho mai letto o guardato il film di "Tre metri sopra il cielo" ma da quanto ho capito le due storie si assomigliano molto (scene in motocicletta incluse). Ma ad entrare in gioco ci sono anche i veri Heathcliff e Cathy, ovvero, i loro fantasmi, che vagano sulla terra per coronare finalmente il loro sogno d'amore e la loro ultima possibilità è di far innamorare i due ragazzi (loro discendenti) e di appropriarsi dei loro corpi. E qui altra nota stonata: i due fantasmi comunicano con i due ragazzi parlando in italiano! Così come in italiano si esprimono pure tutti i personaggi che la famiglia di Elena incontrerà nella loro visita a Wuthering Heights. Queste piccole imprecisioni purtroppo saltano all'occhio del lettore in maniera talmente evidente che diventa difficile riuscire a prendere sul serio il romanzo. Ma, anche volendo mettere da parte tutte le piccole mancanze, dovute certamente all'ingenuità e alla scusabilissima mancanza di esperienza dell'autrice, la storia (per quanto concerne lo svolgersi dei fatti e lo sviluppo della trama) risulta comunque molto banale, con personaggi caricaturali e senza spessore, dialoghi immaturi e forzati, e scenette al limite del ridicolo (come il tentativo di scippo finito a "tarallucci e vino"). Inoltre più volte ho notato una cattiva distribuzione del tempo dedicato alle scene più importanti. Alcune scene infatti vengono descritte nei minimi particolari, anche se secondarie e non particolarmente interessanti, mentre altre, che avrebbero meritato più spazio, vengono liquidate frettolosamente in poche parole. Per non parlare dei vari "salti di riga" (che nel romanzo corrispondono ad un cambio temporale) che avvengono frequentemente, magari facendo passare anche giorni o settimane, e creando un po' di fastidio nella mente del lettore, che avrebbe preferito una narrazione più lineare. Neanche il finale è riuscito a risollevare un po' le sorti della storia, anzi, possibilmente è risultato ancora più scialbo, semplicistico e ordinario di come mi sarei mai aspettata :-( Però... dopo questa lista apparentemente infinita di difetti mi sento anche di affermare che nonostante tutto lo stile di scrittura dell'autrice, intesa come padronanza del linguaggio, non è affatto male, anzi, è sicuramente superiore alla maggior parte di young adult in circolazione. Le descrizioni sono ben riuscite, come anche gli stati d'animo, e l'esposizione dei fatti (che appare scorrevole, chiara, non confusa). I termini usati sono vari e il vocabolario ricco e pertinente. Il mio consiglio all'autrice è assolutamente quello di continuare a scrivere (magari lasciando da parte i classici) e lavorare di più sulla storia e sui suoi personaggi per riuscire a creare un qualcosa di più originale e meno stereotipato.
. Dopo aver sentito tanto parlare di questo libro l’ho comprato e sono rimasta molto,ma molto delusa. Il protagonista femminile è Elena Ray figlia ricca e viziata di Gregor Ray,padre sempre assorbito dai suoi affari in giro per il mondo e di Anna .madre delusa che cerca di colmare il vuoto passando da un party ad un vernissage. Ma Elena è anche l’ultima discendente di Cathy Earnshaw, nonché Figlia di Sangue. Vive una vita banale,dedicata allo shopping e alle frivolezze” in lei l’attitudine ad infilarsi in situazioni rischiose,alla ricerca di emozioni nuove e mai contenta di ciò che la vita generosa aveva da offrirle”. Non è completamente sola,è protetta dall’amore fedele della governante Virginia,unico punto fisso che le dà sempre conforto”con amore e sollecitudine aveva seguito negli anni le vittorie e le sconfitte della ragazza”. Il protagonista maschile è Damian Ludeschi figlio della strada ,costretto ad assecondare i voleri di uno zio avido di potere che ricorda a tratti Hindley, fratello di Cathy. Damien è stanco di derubare la gente per sopravvivere”Odiava l’inettidudine che sentiva strisciare dentro di sé,quel senso di impotenza per cui non riusciva,nonostante i suoi sforzi,nonostante a volte ci avesse provato,a liberarsi dalle catene che lo rendono schiavo di quel mondo sporco che lo teneva in pugno da troppo tempo”.Accanto a Damien c’è la figura di Laura,una prostituta che lavora per lo zio e che gli è stata vicino”Laura era rimasta imbrigliata nella rete,schiava delle sue fragilità,del suo incessante bisogno di soldi,forse di droga”. Il problema è che Damien per colpa del padre deve un sacco di soldi alla “Mosca” e per questo dovrà affrontare molti pericoli che correrà la stessa Elena. L’incontro fra i due avviene quando l’amica del cuore di Elena,Stella,verrà scippata da Damien e Marco(figlio di ricchi ma dedito ai furti). Gli occhi si incontrano e scocca la scintilla anche se a lungo i due saranno separati. Le notti di Elena saranno popolate di strani sogni inquietanti,di voci che le parlano. E trasferitasi per un mese con il padre nella villa di Wuthering Heights dove vanno apportati dei restauri comincia a carpire i segreti di chi si intrufola nella sua mente. Catherine Earnshaw,Catherine Heathcliff,Catherine Linton. Insieme a lei c’è Heathcliff che la accompagna e la protegge. Sono spiriti che si voglio impossessare dei corpi di Elena e Damien per poter di nuovo toccarsi e riavere una vita dato che hanno consumato il loro amore nell’orgoglio. Elena e Damien corrono grandi rischi perché lo zio di lui vuole che il nipote si presti a portare a termine un lavoro sporco,ma Damien si rifiuta causando gravi pericoli a lui e a Chaty. Il finale è scialbo,frettoloso,proiettato due anni avanti con una visuale di come sono diventate le vite dei personaggi. Unica nota positiva è che i personaggi sono ben caratterizzati e inseriti nel contesto giusto. Ci sono sentimenti che affiorano in tutte le pagine,ma non c’è niente che riconduca effettivamente al capolavoro della Bronte se non i riferimenti a Catherine e Heathcliff e alla tenuta di Wuthering Heights. La scrittura non è sempre ben comprensibile . A volte mi sono persa nelle chiacchiere degli spiriti o dove Elena si trovasse realmente se in un contesto quotidiano o nei sogni. Non c’è grande azione,né una storia d’amore logica e ben costruita. E’ tutto frettoloso ed è difficile immergersi nel mondo dei protagonisti con 236 pagine all’acqua di rose. Un punto a favore sono le descrizioni della brughiera che comunque di breve durata. E qualche frase ad effetto che mi sono appuntata “Il sapore degli istanti non è mai così intenso come nei verdi anni della giovinezza. Ogni cosa profuma di eterno, ogni colore sembra immune al veleno del tempo”. Credevo di trovarmi di fronte qualcosa di innovativo e comprendo che Desy Giuffrè sia una scrittrice in erba,ma come primo romanzo poteva evitare di cimentarsi andando a proseguire un’opera magna come Cime tempestose. E’ stato quasi un sacrilegio. Apprezzabile comunque il tentativo di dare un seguito ad una storia che ha appassionati milioni di lettori. Una stellina,ma non lo consiglio.
"Cime Tempestose" di Emily Bronte, è un classico che mi è piaciuto molto e che tutti dovrebbero leggere almeno una volta. Ho sempre sentito pareri discordanti su questo libro, c'è chi l'ha amato alla follia e chi l'ha odiato dall'inizio alla fine. In ogni caso l'idea di un sequel paranormal, ha subito catturato il mio interesse e nel momento in cui ho letto la trama di "Io sono Heathcliff", ho immediatamente pensato: "devo assolutamente leggerlo!". Ed infatti eccomi qui a commentarlo...
Protagonisti principali di questo sequel sono due ragazzi romani: Elena Ray e Damian Ludeschi. Elena è molto bella, molto ricca, apparentemente snob e viziata, ma la sua è soltanto una maschera. La vera Elena non la conosce nessuno, finchè nella sua vita arriva qualcuno a cambiarne l'esistenza per sempre: Damian. Lui è un ragazzo particolarmente affascinante ma senza una lira, costretto a fare il ladruncolo di strada per cercare di ripagare i debiti del padre, che si è dileguato lasciandolo in un mare di guai e alle prese con il perfido zio. Un incontro decisamente particolare il loro: Elena interviene in soccorso della migliore amica Stella, mentre Damian e il suo amico Matteo cercano di rubarle la borsa. E tutto cambia. Tra Elena e Damien scatta qualcosa. Così due persone che apparentemente non potrebbero essere più diverse, iniziano a provare dei sentimenti l'uno verso l'altra, ma nello stesso tempo anche a tentare di restare lontani. Anche la sorte tenta di separarli, ma in agguato ci sono gli spiriti di Cathy e Heatcliff, gli amati/odiati protagonisti di "Cime Tempestose", che tentano con ogni mezzo e soprattutto ad ogni costo di unire i due ragazzi, perchè da tanto, troppo tempo, aspettavano una "Figlia di Sangue", per avere una seconda possibilità di vivere il loro sfortunatissimo amore.
"...di qualsiasi cosa siano fatte le anime, la mia e la sua sono uguali"
Ho amato da subito i protagonisti di questo libro: per le loro complicate storie familiari e per il loro bisogno d'amore. E come non amare la presenza costante di due personaggi come Heathcliff e Cathy?! Anche se sottoforma di spiriti, mi è sembrato proprio di sentire parlare e agire gli originali. Seppur disposti a tutto, come ad impossessarsi dei corpi dei due ragazzi, non sono comunque riuscita a considerarli come veri antagonisti. Forse perché ho sempre desiderato per loro il tanto agognato lieto fine, che non abbiamo mai potuto leggere in "Cime Tempestose". Mi è piaciuta l'idea della maledizione di Wuthering Heights e di Elena, ultima discendente di Cathy Earnshaw (per questo definita "Figlia di Sangue"), unica persona in grado di spezzarla. Le ambientazioni della storia mi hanno molto affascinata, si passa da Roma, la città dove abitano i protagonisti, alla campagna inglese dello Yorkshire, dove sorge ancora l’antica tenuta di Wuthering Heights, inizio di tutto.
Desy Giuffré è riuscita a regalarmi delle romantiche ore in compagnia del suo libro, che mi è piaciuto molto e che con le diverse citazioni tratte da Cime Tempestose, mi ha fatto tornare la voglia di leggere questo bellissimo classico!
N.B. Il libro si potrebbe leggere anche senza aver precedentemente letto Cime Tempestose, ma se fossi in voi prima rispolvererei il classico. Secondo me riuscireste a capirlo pienamente ed apprezzarlo fino in fondo, solo leggendoli nell'ordine giusto.
Elena Ray è la classica ragazzina viziata: abituata a vivere nella grande villa di famiglia e ad avere a disposizione qualsiasi cosa, trascorre le giornate a fare shopping con l'amica Stella, incurante dell'invidia delle compagne di scuola e dell'assente legame con i genitori. Damian Ludeschi è invece un teppistello di bassa lega, dedito a scippi e piccoli furti che possano consentirgli di mantenersi; il padre, giocatore accanito, lo ha lasciato solo e con un grosso debito sulle spalle. I due ragazzi non potrebbero essere più diversi, eppure un incontro fortuito farà nascere una curiosità in entrambi, un sentimento che molto rapidamente si rafforzerà nonostante le differenze sociali; ma il loro amore dovrà affrontare un ulteriore ostacolo insormontabile, il profondo e tormentato amore tra Catherine e Heathcliff e la loro voglia di riviverlo..
Un piacevole paranormal romance arricchito dalle citazioni tratte dall'immortale Cime tempestose; questo è, a mio avviso, il romanzo d'esordio di Desy Giuffrè. Classificarlo come sequel del capolavoro della Brontë mi sembra eccessivo e soprattutto rischioso, il confronto tra i due libri sarebbe inevitabile.. Ho preferito fissarmi quest'idea in mente per evitare di ritrovarmi a pensare ad ogni pagina cose del tipo "ma non è fedele", "il carattere è diverso", "sarebbe dovuto essere così" etc. ^^ Fatta questa premessa fondamentale, passiamo ad analizarre il contenuto. L'idea di base è la solita, ormai si trova ovunque: i due protagonisti vivono l'ennesimo amore impossibile, ostacolato da convenzioni sociali, amici e chi più ne ha più ne metta. Ovviamente l'incredibile potenza di questo amore riesce ad andare oltre queste minime cose, nonostante si conoscano da pochissimo tempo Elena è addirittura disposta a sacrificarsi pur di vedere Damian al sicuro. Se non è amore questo.. Insomma, una storia carina certo, ma niente di nuovo. A risollevare il morale del lettore ci pensano gli spettri di Catherine e Heathcliff, anime tormentate dal rimpianto di non aver vissuto appieno il loro amore; la loro presenza conferisce un pò di mistero ad una trama altrimenti scontata, il loro intervento disorienta e confonde il giusto. Cercate, se possibile, di non confrontarli con gli originali, altrimenti rischierete di porvi le domande di cui vi parlavo ^^ L'inesperienza dell'autrice si sente un pò nelle descrizioni dei personaggi di contorno, li ho trovati poco caratterizzati e non molto credibili; mi sono piaciute molto le ambientazioni invece, soprattutto il cimitero sulla collina.. Insomma, per essere un esordio non è male, secondo me partire con un potenziale confronto con un mostro sacro della letteratura è stato un pò azzardato.. Sarebbe stato forse meglio usare come spettri due personaggi inventati, o magari è solo una mia impressione :)
Lo consiglio decisamente alle amanti dei paranormal romance perchè non rimarranno deluse :)
Le labbra porpora del cielo si posavano con un fiammeggiante bacio sulla brughiera e i profumi dei campi s'intensificavano al punto da far bruciare i polmoni
Un amore.bello come il giorno e vero come la morte. Cocciuto,orgoglioso.Vendicativo.Lacerato dall'amarezza di una non vita che l'aveva risucchiato fino al midollo. Catherine e Heathcliff. Erano loro l'anima della brughiera....
ho letto molte recensioni riguardo a questo libro,è evidente che vi erano molte aspettative,forse per questo alcuni sono rimasti delusi.Io l'ho trovato un romanzo scritto bene,coinvolgente,unica pecca che abbia fatto svolgere la storia a Roma,l'Inghilterra è appena accennata,è stato un grosso errore,la storia è a tratti confusa e poco credibile (anche se si parla di paranormale),è comunque un romanzo che attira,ma arrivata al 12simo capitolo ho iniziato a pertdere interesse,la trama prende tutta un'altra strada,diventa ancora più confusa,scontata e insipida.Davvero un peccato!
Sarebbero due stelline e mezzo. Il modo di scrivere dell'autrice e' semplice e scorrevole,ti fa entrare veramente nella storia, ma e' la trama in se' a non convincermi;ho letto cime tempestose,e ho sempre visto il finale come l'unico modo di vivere per i due innamorati,solo dopo la morte potevano vivere il loro amore,alla romeo e giulietta.Quindi pensare a due anime tormentate che vogliono finalmente vivere il loro amore attraverso altre due vite proprio non mi era venuto in mente. coraggiosa comunque la scelta dell'autrice di voler dare un lieto fine a un classico.
Ho letto questo libro in maniera molto casuale...Non è stata una scelta mirata. Il mio parere è che è molto semplice e carino ma forse per lettrici adolescenti. Nel complesso non mi ha colpita molto, anche se sicuramente la storia è curata e scritta bene. XOXO
«Che non si vuole vivere, Elena. E tutto a causa di un amor proprio insensato, di una considerazione di sé che li ha portati a perdersi per sempre. Questo è quello che la leggenda tramanda». Un amore che non hanno voluto vivere… Quel sentimento era stato soffocato da un crudele destino in vita, e trasformato da una maledizione in uno straziante tormento dopo la loro morte.
LizzyGeeCosa succederebbe se all’improvviso Heathcliff e Catherine decidessero di vivere il loro amore? Se ci fosse l’opportunità che una discendente di Cathy vivesse un amore altrettanto profondo del loro, uscirebbero forse dalle ombre per prenderne il posto?
«Le rocce ne saranno custodi. La brughiera prigione. Finché una Figlia di Sangue non giungerà per ridare il sale alle loro ossa. E la terra non griderà più i loro nomi».
Elena Ray è una giovane ragazza romana. È viziatissima e insoddisfatta: cambia interessi e passioni come se cambiasse un paio di scarpe. LizzyS: Devo riconoscere che all'inizio Elena è davvero indisponente, l'autrice riesce a restituire pienamente il ritratto di una ragazzina capricciosa e viziata, superficiale... ma è già chiaro, fin dalle prime pagine, che presto vicende impensabili faranno emergere il suo vero carattere. LizzyP: Elena è perfettamente inquadrata nel ritratto di figlia unica di ricca famiglia, ahimé, "dimenticata" da genitori troppo concentrati nel mantenere il successo della propria individualità, il suo disagio è evidente, apparentemente risolto nell'eccesso di un atteggiamento snob che è estraneo alla sua vera natura. LizzyGee Frequentando una scuola pubblica, non è vista di buon occhio dai suoi compagni. L’unica sua grande amica è Stella Milano, una ragazza ancora più ricca e più viziata di lei. Un giorno le due ragazze stanno per essere rapinate da due giovinastri. In realtà sono due volti noti: uno è Matteo, il figlio di uno degli avvocati più ricchi della città; l’altro è Damian Ludeschi, il figlio di un altro avvocato in rovina, perché ha perso tutto al gioco. Il ragazzo infatti deve trovare al più presto ventimila euro per saldare un debito di gioco di Tony Ludeschi e non si vuole rivolgere allo zio Alex, il fratello del padre che, sotto una patina di rispettabilità, è in realtà un malavitoso. Ma durante questo tentativo di rapina fra Elena e Damian scatta qualcosa: Cathy e Heathcliff sono lì, pronti a spingere i due ragazzi l’uno verso l’altro, perché hanno riconosciuto la forza di un amore potente e predestinato.
Elena già da molti giorni ha degli incubi, in cui vede i due protagonisti di Cime Tempestose, gli spiriti di Cathy e Heathcliff che la attraggono verso di loro. LizzyS: Amore e soprannaturale: una miscela piacevole, molto amata dai giovanissimi a cui questo libro è destinato, qui peraltro raccontata con uno stile di scrittura al di sopra della media di questo genere. Ai miei occhi, è un'ottima caratteristica! LizzyPIl paesaggio che l'autrice evoca nel ritorno a Wuthering Heights rinnova la memoria delle atmosfere gotiche brontiane, la brughiera è protagonista al pari dei personaggi dei quali sente il passo; ho riscoperto i luoghi di Cime Tempestose con la stessa emozione tra la malinconia e l'angoscia di quando si apre una vecchia scatola di latta cercando qualcosa e si scopre una lettera del cui mittente non si ha memoria... e si ha timore nel rileggerla. LizzyGee: Naturalmente la dimora in questione è Wuthering Heights ed Elena, uscita a cavallo nella brughiera, si troverà davanti alla tomba di Cathy e Heathcliff e ai loro spiriti, improvvisamente materializzati. LizzyP: [Altro parallelo tra Elena e Damian con Cathy ed Heathcliff, abbiamo tutti gli elementi in gioco ed il mistero che lega i personaggi s'infittisce!] LizzyGee: In questo spin-off i personaggi ricalcano il modello di quelli del romanzo principale. Elena è Cathy, ma è anche Catherine, sua figlia, quando scopre Wuthering Heights e tutta la storia celata al suo interno. È anche Mr Lockwood, il primo narratore del romanzo di Emily Brontë, l’inquilino di Thrushcross Grange quando, dormendo nella stanza di Cathy, scopre le incisioni con il nome di Catherine abbinato a diversi cognomi. E naturalmente Lucy, la domestica della dimora è l’equivalente di Nellie Dean. Damian, col suo fascino scuro e la sua somiglianza ad Heathcliff è il suo equivalente nello spin-off, ma è anche Hareton Earnshaw, il nipote di Cathy, figlio di Hindley. Proprio quell’Hindley che è rappresentato in Io sono Heathcliff da Alex, lo zio di Damian — lo dice la stessa Cathy —, ma anche da Tony, il padre di Damian, che dilapida tutti i suoi averi al gioco. In questo caso è Alex a ricoprire il ruolo dello stesso Heathcliff, visto che approfitta della debolezza del fratello per il gioco per togliergli tutto. LizzyP: La storia si ripete, come le profezie narrano... Ricordo un passaggio in cui Elena e Damian confrontano la propria condizione e come quest'ultimo sancisce semplicemente la sola cosa che li rende diversi, la possibilità di avere o meno una scelta. LizzyGee: I due protagonisti di Wuthering Heights sono come due angeli custodi che vegliano sui due ragazzi. Tuttavia le loro intenzioni sono tutt’altro che benevole: essi hanno un egoistico desiderio di vivere quell’amore a cui, nel corso della loro vita terrena, avevano rinunciato. LizzyS: È vero: spesso i due antichi protagonisti sono determinanti, provvidenziali, nell'intervenire ma la loro azione, apparentemente buona, si adombra quando si ascoltano i loro dialoghi e si capisce qual è il loro fine. LizzyP: In essi, però, abbiamo ritrovato i due caratteri così diversi e le due anime identiche che ricordavamo, la fermezza e l'equilibrio di Cathy ed il furore selvaggio di Heathcliff.
«Sono disposto a rischiare, Cathy. Qualsiasi cosa sarà meglio che affrontare l’eternità senza la speranza di poterti toccare ancora una volta. Sì… mi basterebbe una volta soltanto, amore mio».
LizzyGee: Bellissime le introduzioni ad ogni capitolo con le poesie di Emily Brontë. LizzyS: Sì, mi è sembrato un ottimo modo per sottolineare la passione romantica che scorre nel libro, il legame con il romanzo a cui si ispira, nonché un omaggio alla scrittrice (che, tra l'altro, permette di far conoscere ai destinatari del libro un altro aspetto di Emily Brontë). LizzyP: Un ottimo suggerimento per coloro che di Emily conoscono soltanto il romanzo.
LizzyGee: E che dire dello stile di Desy Giuffrè? Fluido, scorrevole ma mai banale, prezioso ma estremamente semplice: il giusto connubio per creare una prosa elegante ed accessibile a tutti. LizzyP: Ho amato molto i passaggi in cui rende alcune immagini con parole evocative, dipingere scrivendo è una delle doti che stimo maggiormente e non è una tecnica da imparare, ma un talento che deriva dal modo in cui si "osserva la realtà", Desy ha questo talento, indubbiamente...
«Wuthering Heights si ergeva sulla cima di un colle, poco più che una lieve ondulazione concava nella monotona brughiera dello Yorkshire, stagliandosi maestosa e cupa come un relitto portato dal vento e arenatosi lì da secoli.» «Il vento, con i suoi mulinelli danzanti tra le foglie cadute degli alberi, raccolse le parole di Elena. Su di loro calò il silenzio.»
LizzyGee: Da fan mi sarebbe piaciuto un maggior approfondimento delle figure di Heathcliff e Cathy, che restano sempre lì sospese. In realtà credo che l’esigenza di uno Young Adult sia quella di sviluppare meglio la storia principale lasciando poi alle esigenze e ai desideri dei lettori la possibilità di approfondire — qualora non lo conoscessero ancora — il classico che ha ispirato questo spin-off. LizzyS: Effettivamente, credo che leggere questo romanzo possa ispirare i giovanissimi destinatari ad accostarsi a Wuthering Heights (Cime Tempestose) ed al microcosmo bronteniano, tutto. Ho solo un dubbio su quella sorta di sinossi di Wuthering Heights che si legge nelle ultime pagine del libro, che forse toglie un po' della sorpresa a chi desidera affrontare una prima lettura del romanzo. Forse si poteva risolvere in altro modo, senza svelare proprio tutto della triste vicenda originale, per lasciarla scoprire a chi ancora non la conosce?... LizzyGee: Ti devo dire la verità, LizzyS? Non l'ho trovata affatto una mossa sbagliata, anzi, io avrei dato addirittura più indicazioni, magari anche prima, quando Lucy racconta ad Elena la storia di Cathy ed Heathcliff. Infatti credo che conoscere — anche se solo per sommi capi — la storia di Cime Tempestose sia fondamentale per gustare questo spin-off e lo renda ancora più affascinante! LizzyP: Mi trovo concorde con LizzyGee, lo spin off deve attirare la lettura, o rilettura, di Cime Tempestose così come quest'ultimo ha ispirato la stesura del primo. LizzyS: L'idea è molto interessante: ridare la pace alle anime dei due personaggi tormentati del romanzo di Emily Brontë. In effetti, alla fine di Wuthering Heights, c'è il senso che in realtà il lieto fine (se così lo possiamo definire) non sia tale, che gli manchi qualcosa per essere totale e, quindi, gratificante. LizzyP: Ho pensato la stessa cosa, poiché pochi classici finiscono lasciando in sospeso proprio qualcosa che riguarda direttamente i protagonisti, dunque, un ottimo soggetto, per niente scontato e che dona nuova luce al romanzo brontiano. LizzyS: Mi piace il fatto che, nel modernizzare la vicenda e percorrendo con decisione la strada del soprannaturale, l'autrice abbia comunque costruito una trama originale, intrecciandola bene con la sete di appagamento dei due avi dei protagonisti. LizzyP: Concordo con LizzyS: l'elemento sovrannaturale fa' da "ponte" fra il presente ed il passato in un modo così spontaneo da farci dimenticare che si tratta, in entrambi i casi, di personaggi d'invenzione, sino a concretizzare, potremmo dire, nello spazio-tempo i luoghi delle vicende, quasi fosse storia reale. LizzyS: Perciò, se è vero che troviamo (come giustamente e puntualmente ricordato da LizzyGee) molti riferimenti ai personaggi di Wuthering Heights, è pur vero che le loro versioni moderne conservano una personalità definita e vivono vicende forti e originali, ma sempre funzionali all'obiettivo di fondo (dare pace alle anime "dannate" di Cathy e Heathcliff).
LizzyGee: Decisamente un romanzo che deve comparire nel panorama YA internazionale, quindi DA TRADURRE (in Inglese, stavolta!) LizzyS: Per una volta, sarebbe davvero bello che un derivato italiano avesse l'onore di essere tradotto per i lettori anglofoni! LizzyP: Siamo sicure che sarà un successo anche all'estero, dove, come noi Lizzies ben sappiamo, la cultura dei derivati dai grandi classici è molto diffusa ed apprezzata, sarà per noi orgoglio e piacere presentare loro la nostra giovanissima e promettente Desy!
Con questo libro d’esordio – Io sono Heathcliff – Desy Giuffrè presenta a tutti gli amanti della lettura per questo genere (e non solo) un sequel paranormal romance ad uno dei romanzi più amati e conosciuti del nostro tempo: Cime Tempestose di Emily Bronte.
Le rocce ne saranno custodi. La brughiera prigione. Finché una Figlia di Sangue non giungerà per ridare il il sale alle loro ossa. E la terra non griderà più i loro nomi.
La cosa che più mi ha incuriosito, prima ancora di leggere questo libro, è stato il “tam tam” informatico e la grande aspettativa che si sono sviluppati, in special modo per via internet tra le oramai conosciutissime pagine del social network Facebook e su tantissimi e vari blog, dedicati alla letteratura in generale.
Certamente per questa giovane autrice, non deve essere stato affatto facile creare e realizzare una storia in cui, i suoi personaggi si trovano a condurre una sorta di vita a doppio filo, e quindi di confronto, con gli intramontabili protagonisti del capolavoro della Bronte: Catherine Earnshaw e il suo adorato Heathcliff.
Venendo a parlare un po della storia, senza ovviamente svelare troppo, facciamo conoscenza della protagonista femminile, Elena Ray, una ragazza bella, con occhi di un verde brillante che colpiscono fin da subito, dall’aria altezzosa e sfrontata, unica figlia di una ricca famiglia e alquanto viziata; i suoi interessi sono vari e molto effimeri, ad eccezione per la sua passione per lo shopping per le vie della sua città, Roma, in compagnia della sua migliore amica, Stella, anche lei con un carattere molto simile, proveniente da una famiglia ancora più benestante di quella di Elena, con la quale l’amicizia è praticamente paragonabile a quello di un legame che si ha tra due sorelle.
“Elena, oggi proprio non ti riconosco. Stai male? Sto benissimo, non preoccuparti. Sono solo di malumore per via del viaggio in Inghilterra … La verità è che vorrei esserci io al tuo posto.Un paio di settimane in totale relax, lontana da tutto, solo la natura, l’aria fresca, la solitudine … Fece una pausa, i suoi occhi incontrarono quelli di Elena che la fissava scettica. Sai che palle!Esclamarono in coro, e scoppiarono a ridire.”
È proprio durante uno dei loro soliti giorni dedicato alle spese pazze, tra le vie e i negozi più alla moda della città, che Elena e Stella si imbattono in due ragazzi che tentano di derubarle; Matteo, un ragazzo alto e magro, con caratteristici capelli rasta e Damian, un ragazzo dall’aria carica di sfrontatezza e dotato di un paio di occhi color della notte, i più bei occhi in cui Elena abbia mai posato il suo sguardo.
L’incontro tra i due ragazzi è come un fulmine a ciel sereno, improvviso e imprevisto ma allo stesso tempo carico di aspettative per il futuro di entrambi; un incontro che darà così il via ad un coinvolgente susseguirsi di situazioni, che creeranno nel lettore la giusta scintilla di curiosità per lo svolgersi degli eventi.
Nella manciata di secondi in cui i sensi di Elena e del teppista furono una cosa sola, i due stettero attoniti l’uno di fronte all’altra, soggiogati da qualcosa di misterioso, senza la forza né la capacità razionale di porsi domande.
La caratterizzazione degli ambienti e dei personaggi è posta in maniera semplice e diretta, senza lasciare nulla al caso ma sempre al momento opportuno, come a completare i tasselli di un complicato puzzle senza escludere niente e nessuno come per le figure dei genitori di Elena, Gregor e Anna.
Lui, un uomo ligio al suo lavoro di imprenditoria, sette giorni su sette, e di conseguenza molto spesso assente da casa; lei, una donna che, pur sapendo di essere molto amata dal marito, cerca di tamponare le sue continue assenze, partecipando a tanti incontri, ricevimenti, mostre d’arte e così via; o ancora per le figura di Virginia, la governante di casa Ray, la quale ama Elena come se fosse sua figlia, sempre pronta a capirla e sostenerla in qualsiasi momento.
D’altro canto, abbiamo Damian, il quale appare subito come un’anima tormentata e problematica, a causa dei guai in cui lo ha lasciato il padre e dal continuo tormento da parte dello zio Alex di prendere parte ad un mondo che lui stesso odia e in cui non vorrebbe mai entrare a farne parte.
La rappresentazione scenica poi che l’autrice ci dà della rinomata dimora – Wuthering Heights – è davvero molto dettagliata e capace di condurti in quel posto perduto nel tempo, ricco di mistero e delineato da tratti ora incantevoli, ora cupi e oscuri, tanto da riuscire a ricreare le atmosfere che lo hanno reso così conosciuto.
Wuthering Heights si ergeva sulla cima di un colle, poco più che una lieve ondulazione concava nella brughiera dello Yorkshire, stagliandosi maestosa e cupa come un relitto portato dal vento e arenatosi lì da secoli.
L’interesse per la storia arriva in un tranquillo e trascinante crescendo, dove le sorti per ciò che affronteranno Elena e Damian (e mi complimento con l’autrice poiché questi nomi scelti sono proprio belli) e parallelamente anche per gli spiriti irrequieti di Cathy e Heathcliff, vedono un susseguirsi di forti emozioni e cambiamenti insperati, come il ritrovamento sincero e profondo dei veri valori affettivi all’interno della famiglia di Elena, il riaffermarsi di vecchie e durature amicizie e il grande gesto di sacrificio che porterà verso il compimento di un grande ed eterno amore.
L’autrice sembra essere una poetessa d’altri tempi, catapultata in questo nostro presente, in cui riesce a destreggiarsi grazie alla sua capacità di alternare l’uso di una dialettica ora moderna e quotidiana, ad una basata su pensieri poetici, che potrebbe apparire dal retro gusto un po’ ostico solo agli occhi di quei pochi profani che non sanno cogliere il senso profondo di quando ci si esprime in questo genere di forma letterario.
È stato interessante vedere come all’interno della storia, ad un certo punto, i ruoli si siano un po’ scambiati. Elena, bella, giovane, viziata, padrona del suo mondo praticamente perfetto, si trasforma in una impavida eroina che si lancia all’avventura per salvare il suo amato, fidandosi dell’aiuto di coloro che oramai imperversano i suoi sogni da tempo e che solo lei potrà aiutare, con l’aiuto di Damian.
Percepiva in modo netto, quasi tattile, l’invisibile laccio che lo legava ormai a quella ragazza. Elena non era più una sconosciuta che il caso gli aveva fatto incontrare. Non era nemmeno un’amica. Le si avvicinò. Lentamente.
Tutto questo non ha fatto altro che contribuire a rendere la trama ancora più interessante da scoprire, portandoti a seguire gli eventi che si srotolano passo passo, tra dinamicità e aspettative rivelate che alla fine ti fanno sorridere all’idea di come l’autrice, amante da sempre di Cime Tempestose, abbia voluto dare a tutti i personaggi il suo personale finale, magari chissà! Forse ipoteticamente parlando, spinta a creare tutto questo, per la sua grande voglia di vedere quel tanto sospirato finale che Emily Bronte, nel suo romanzo, non ha concesso a quel lettore che ama sempre e comunque, gli Happy Ending.
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Che dire, la nota positiva è che rispetto ai sentimenti iniziali, che mi stavano facendo abbandonare la lettura dalle prime pagine, alla fine il libro non è stato così tremendo come pensavo. Mi aspettavo veramente di peggio. Il libro non è scritto male, anzi devo dire che la lettura è abbastanza scorrevole.. è tutto il resto il problema. I due personaggi sono sinceramente insignificanti, stereotipo della ricca e viziata e del povero e pieno di problemi... I dialoghi tra i personaggi sono vuoti e senza un particolare coinvolgimento tra i due, per non parlare dell'uso spropositato del !?, insomma questi ragazzi non sanno esprimersi senza essere melodrammatici. Si capisce bene che la scrittrice sia italiana, sia per quanto riguarda il modo di far conversare i suoi personaggi che l'ambientazione romana che non c'entra niente con l'idea della brughiera e Wuthering heights. E' tutto troppo.. meh, si poteva rendere tutto diversamente anche solo ambientando la storia in Inghilterra, per renderla almeno un po' più affine con il romanzo a cui si sta facendo riferimento C'è qualcosa di fondo che infastidisce il tutto, dai comportamenti infantili dei personaggi, sopratutto della protagonista, alle dinamiche molto improbabili che stonano sul fondo di una storia che dovrebbe riguardare due discendenti di Cathy e Heathcliff, personaggi che sinceramente non ho nemmeno particolarmente apprezzato. Per chi ha letto Cime tempestose, si può perfettamente notare quanto in realtà questa storia non ci azzacchi niente. Poi se vogliamo prenderla come una storia per ragazzi, dove non ci soffermiamo particolarmente a ragionare sulle dinamiche e la verificità del tutto, e soprattutto alla storia a cui ci stiamo riferendo, allora forse può anche essere di intrattenimento. Ma considerarlo come un sequel.. NO. Assolutamente no.
"Le rocce ne saranno custodi. La brughiera prigione. Finché una Figlia di Sangue non giungerà per ridare il sale alle loro ossa. E la terra non griderà più i loro nomi."
Il voto è 3.5
Io sono Heathcliff viene presentato come il sequel paranormale del celebre capolavoro di Emily Brontë, Cime Tempestose. Pur non avendo letto Cime Tempestose conosco molto bene la sua fama e la sua storia, a differenza dalla protagonista di Io sono Heathcliff. Parlare di un sequel paranormale di Cime Tempestose è una cosa alquanto eratta, dal mio punto di vista. Certo, Catherine e Heathcliff sono presenti nella storia, ma non si tratta di un sequel.
La storia parla di due ragazzi. Elena Ray, ricca, viziata e apparentemente superficiale; Damian Ludeschi, invece, è un ladro di strada che è costretto a pagare i debiti del padre. Elena e Damian vivono in due mondi completamente diversi ma le loro vite sono destinate a incrociarsi. Durante il primo incontro alquanto bizzarro, avvenuto mentre Damian e un suo amico cercano di rubare la borsetta a Stella (amica di Elena), Damian e Elena hanno la sensazione di conoscersi già, ma la questione viene lasciata in secondo piano da entrambi. Elena, infatti, parte per l'Inghilterra con i genitori e si reca nella famosa tenuta di Wuthering Heights dove comincerà ad avvertire presenze strane. In un primo momento, la ragazza non vuole rimanere in una casa vecchia quasi a pezzi, ma cambia idea poco dopo, convinta che in quella casa succedano cose strane. La famiglia trascorre giorni felici, cosa che avveniva di raro, se non mai. In pochi giorni il rapporto fra Elena e i suoi genitori cambia, ma cambia anche il suo carattere. Elena ricca e capricciosa lascia spazio a Elena carina e premurosa.
Damian, dall'altra parte, cerca di sfuggire alle grinfie di un criminale potente e pericoloso. Il padre lo ha lasciato con i debiti fino al collo e lo zio non è disposto ad aiutarlo. Catturato e pestato per bene dai cattivi, Damian riesce a sfuggire dai nemici grazie a una donna giovane e misteriosa che nemmeno lui è certo di aver visto.
Elena torna in Italia e la sua vita prende una piega decisamente inaspettata. Conosce meglio Damian e i due trascorrono del tempo insieme. Dopo poco tempo, pochissimo direi, si innamorano ma le cose non sempre sono facili.Catherine e Heathcliff sono spiriti che rivogliono indietro il loro amore. Sin da subito cercano di spingere Elena verso Damian poiché solo grazie a loro due, anche Catherine e Heathcliff possono amarsi di nuovo.
Cime Tempestose è un capolavoro della letteratura e voler scrivere un sequel - o quasi sequel - in chiave paranormal è una scelta molto azzardata. Riprendere i personaggi principali dall'opera della Brontë e ridare loro la credibilità richiede una grande, grandissima abilità che, purtroppo, Desy ancora non ha. Io sono Heathcliff rientra nella categoria (per i miei gusti) dei romanzi carini che potevano essere migliorati.
Sono molti aspetti che non mi hanno convinto pienamente e che avrei cambiato senza esitazioni. Prima di tutto la velocità che è spesso il difetto dei romanzi d'esordio. Trovo che sia leggermente difficile scrivere una grande storia d'amore quando i personaggi si incontrano tre volte nell'arco di una settimana e l'amore epico nasce proprio durante quella settimana. Elena e Damian sono attratti l'uno dall'altra per molte ragioni che però noi non conosciamo. Da un lato abbiamo la maledizione che cerca di unirli, dall'altra i loro veri sentimenti che però sono poco espressi è semplicemente abbozzati.
Un tema che ricorre spesso nei romanzi è il rapporto difficile tra i figli e i genitori. Elena, infatti, non comunica molto con i genitori però il suo rapporto cambia durante il periodo che passano in Inghilterra. Tutto accade troppo velocemente in modo semplice da risultare innaturale.
L'idea iniziale del romanzo era molto bella ma io semplicemente mi aspettavo qualcosa di diverso. Di sicuro non avrei mai pensato a Catherine e Heathcliff, pur non conoscendoli, come gli ha dipinti Desy. Gli ho trovati un po' troppo tranquilli. Forse io mi ero fatta un'idea sbagliata dei personaggi di Cime Tempestose, non so. Lo scoprirò appena leggo il libo e ho intenzione di farlo a breve. Catherine, intanto, è sempre lì, pronta ad aiutare i due innamorati. Avete presente l'usanza greco-latina di Deus ex machina? Proprio come gli Dei intervenivano nelle tragedie per risolvere situazioni difficili, così fanno anche Catherine e Heathcliff. Ho avuto la sensazione che l'autrice non abbia saputo come risolvere certi problemi e abbia scelto la via più facile, e di conseguenza meno credibile.
Per quanto riguarda la storia in generale, non ho da lamentarmi perché l'idea era molti carina. Sviluppo migliore sarebbe stato sicuramente il risultato di un libro ancora più bello. L'autrice ha avuto idee interessanti ma l'inesperienza l'ha portata un po' fuori strada. Troppe cose vengono presentate e introdotte ma mai spiegate, dettagli lasciati per strada e, in qualche modo, dimenticati.
Lo stile è interessante ma incerto in alcune punti, soprattutto nella parte iniziale. L'autrice cerca di dar un tocco poetico al libro che a volte risulta strano e forzato. Naturalmente apprezzo lo sforzo perché in fondo ho trovato questa lettura leggera e semplice che, pur non essendo perfetta, non mi lasciava tregua. Una pagina dopo l'altra la storia mi trascinava con sé ed ero sempre curiosa di sapere come sarebbe finita. Sul finale, in effetti, avrei da ridire però queste sono scelte personali.
Nel complesso il romanzo mi è piaciuto. Nonostante alcuni difetti, mi ha fatto piacere leggerlo e lo consiglio sicuramente. Se anche voi volete un romanzo spensierato che si legge senza troppe pretese allora leggete Io sono Heathcliff. Non aspettatevi però un capolavoro della letteratura perché non lo troverete. Per quanto riguarda l'autrice, le consiglio di continuare a scrivere ma di concentrarsi su altre cose e riprendere i classici più in là, quando l'esperienza sarà maggiore...
Cosa dire... difficilmente ho trovato un libro che non mi piacesse molto tanto da pensare di non finirlo. L’ho concluso ma è stato a tratti demenziale e a tratti demotivante. Due stelle per il tentativo di averlo scritto .
Su Io sono Heathcliff, primo romanzo di Desy Giuffré, ricade l'enorme responsabilità di far rivivere una tra le più strazianti e famose storie d'amore della letteratura, quella di Cime Tempestose di Emily Bronte, fatta di desiderio e pregiudizio, di rifiuto e unione, di fuga e vendetta. Un'eredità non facile da gestire, ma che Desy ha raccolto a testa alta, producendo un'opera romantica e originale, degna di essere letta sino all'ultima pagina. Nuovi protagonisti, nuove ambientazioni e nuovi tormenti amorosi, si avvolgono a filo doppio alla nota storia di Wuthering Heights, Cime Tempestose, e dei suoi etenri proprietari: Cathy e Heathcliff.
La protagonista assoluta del romanzo è Elena Ray, ricca rampolla della Roma bene che ama deliziarsi con passioni passeggere e storie d'amore altrettanto effimere. Sin da subito il lettore viene conquistato dall'introduzione delle dinamiche familiari in cui vive la protagonista e dalle raffinate descrizioni della Città Eterna, sfarzoso teatro di eventi di ogni sorta. Bella, altezzosa e senza peli sulla lingua, Elena trascorre il suo tempo nelle vie più modaiole della Capitale, facendo shopping con la sua compagna di follie, Stella. Nemmeno gli incubi che tormentano le sue notti, popolati di voci e suoni terrificanti, sembrano poter distogliere Elena dal desiderio di mondanità. E, proprio in una delle classiche missioni di shopping, Elena e Stella vengono assalite da due ladruncoli di strada determinate a scipparle. Mentre Stella lotterà per proteggere la sua borsetta, Elena verrà derubata del proprio cuore da un paio di occhi neri che cambieranno per sempre il corso della sua vita. Un incotro fugace eppure significativo, che introduce nel romanzo la figura di Damian Ludeschi, ragazzo di umili origini determinato a fuggire dalla terribile eredità di malefatte e crimini, che incombe su di lui minacciando di inghiottirlo.
Con un pizzico di malizia, l'autrice ha deciso di intrecciare le vite di due ragazzi agli antipodi, rendendo Elena e Damian quasi dipendenti l'uno dal ricordo dell'altra, se pur increduli sentimenti appena nati. I due vengono intrappolati in una giostra fatta di inconvenienti e incontri fugaci, intervallati da rocamboleschi momenti di vita, narrati, in terza persona, dal punto di vista di entrambi i personaggi. Mentre Damian cercherà di scappare dalla propria famiglia, Elena vivrà dei magici momenti con la sua, nella Wuthering Heights di cui un tempo Emily Bronte scrisse e che, secondo le storie locali, è l'eterno salone da ballo in cui le anime di Cahty e Heatchliff danzano ogni notte. Proprio in quel misterioso luogo, Elena s'immergerà in un universo fatto di profezie e fantasmi apparentemente interessati a lei e, tra inquietanti apparizioni e momenti romantici, Desy Giuffré introdurrà la spettrale presenza dei protagonisti di Cime Tempestose, offrendone un ritratto perfettamente attinente a quello originale. In un crescendo di sentimenti e colpi di scena, la trama prenderà corpo arricchendosi di particolari ed emozioni che lasciano trasparire la passione dell'autrice per le belle e intense storie d'amore, senza però cadere nella trappola della monotonia e della ripetitività. Elementi paranormali, amore, crimine e passione si intrecciano sino all'ultima pagina, che sembra quasi giungere troppo presto per quanto il romanzo è coninvolgente.
Io sono Heathcliff è un buon romanzo d'esordio che dimostra senza ombra di dubbio l'abilità narrativa di Desy Giuffré. Dalle sue pagine, spesso arricchite da meravigliose citazioni di Cime Tempestose, si respirano freschezza e originalità. Protagonisti credibili e ben caratterizzati, in particolar modo quello di Damian Ludeschi, che appassionano per la loro profondità e la storia che hanno alle spalle. Anche Elena Ray, pur peccando spesso di immaturità, è un personaggio che riesce a farsi amare e con cui è semplice creare un rapporto empatico. La storia parallela che vede protagonisti i genitori di Elena, dona al libro un tocco di umanità e buoni sentimenti che scalda il cuore. La naturalezza con cui Desy ha saputo gestito la presenza di Cathy e Heathcliff lascia intuire il suo amore per questi personaggi, oltre a rendere il romanzo alla portata di tutti: anche coloro che non hanno mai letto Cime Tempestose possono amare questa lettura. Lo stile classico e raffinato di Desy e il meraviglioso utilizzo dell'italiano, dettaglio da non sottovalutare al giorno d'oggi, soddisfano il lettore e pongono il romanzo su un livello superiore rispetto a tanti altri Young Adult italiani in circolazione, rendendo il libro adatto a qualsiasi età.
"Io sono Heathcliff", romanzo d'esordio della giovane autrice Desy Giuffrè, edito dalla Casa Editrice Fazi nella collana Lain, lo scorso 30 marzo.
«In un tempo e in un luogo lontani, ci fu un amore che bruciò senza speranza. Nello stesso luogo, a Wuthering Heights, oggi quell'amore è rinato all'improvviso, vincendo la morte e la polvere del tempo, in attesa di travolgere due nuove vite.»
Roma, giorni nostri. Elena Ray è una giovane studentessa ricca e capricciosa. Lunghi capelli color del miele, grandi occhi color giada, un profilo purissimo, labbra piccole e rosee, dall'atteggiamento indolente, snob e con vezzi aristocratici. Insomma... non proprio un personaggio che si fa amare immediatamente dai lettori... È l'inconsapevole discendente di sangue di Catherine Earnshaw. In quanto a feste, ricevimenti, denaro, vestiti all'ultimo grido, shopping sfrenato insieme alla sua amica Stella, non le manca nulla, ma ben presto si renderà conto che i soldi non regalano la vera felicità...
Incubi, antiche leggende, un breve periodo trascorso proprio nello Yorkshire, a Wuthering Heights, un incontro/scontro piuttosto casuale con il giovane Damian Ludeschi, un ladruncolo di strada, e la vita di Elena, fatta di sicurezze e certezze a poco a poco si sgretola per far spazio all'amore.
La superficialità e frivolezza della protagonista lasciano ben presto il posto a sentimenti più puri ed ammirevoli, ma a mio avviso, forse un pò troppo velocemente, anche se ciò non rende meno godibile il romanzo.
Gli avvenimenti sono ben collocati nel presente. Non mancano dettagli che ci riportino al mondo moderno: dalle canzoni di Katy Perry all'ultimo modello iphone...
Il ritmo è abbastanza incalzante. Non ci sono momenti morti, e per questo è un libro che non annoia e si fa leggere tutto d'un fiato in un giorno. Per rallentare il ritmo incalzante della narrazione l'autrice, con un linguaggio poetico e ricco di immagini, inserisce splendidi affreschi descrittivi che fanno sognare il lettore.
«Il momento della giornata che preferiva era quello appena precedente il tramonto, quando le labbra porpora del cielo si posavano con un fiammeggiante bacio sulla brughiera e i profumi dei campi s'intensificavano al punto da far bruciare i polmoni.»
Desy Giuffrè non manca mai di "lanciare l'amo", per così dire, al lettore con piccole frasi che anticipano il seguito ed incuriosiscono: "Come un presentimento che non sarebbe finita lì" ... e questo credo che abbia i suoi pro ed i suoi contro. Da un lato smorza la tensione, dall'altro non lascia molto spazio all'imprevedibilità. È abbastanza facile intuire il seguito.
Essendo nato come sequel paranormale dell'intramontabile classico "Cime tempestose", compariranno all'interno del romanzo i fantasmi di Heathcliff e Catherine, che parlano, tessono i fili della vicenda e interagiscono con i protagonisti di "Io sono Heathcliff". Se "Cime tempestose" di Emily Brontë accenna alla superstizione locale secondo cui gli spiriti di Heathcliff e Catherine vagano per la brughiera tenendosi per mano, finalmente liberi di amarsi, la Giuffrè ha avuto un'idea geniale nel cogliere lo spunto su cui costruire il suo libro. Unica pecca, secondo me, è che i due spiriti intervengano un pò troppo spesso per sistemare le situazioni di svantaggio, spinti dalla necessità di poter finalmente avere una seconda occasione per vivere il loro amore. Ad ogni inghippo basta un loro intervento per mettere a posto gli ingranaggi e far scorrere tutto liscio.
Da vera amante di "Cime tempestose" della Brontë l'autrice ci regala, ad inizio di ogni capitoletto, magnifici stralci poetici del romanzo originale che apprezzerete sicuramente.
Tanto di cappello a Desy che è riuscita nel suo intento: come i nomi di Heathcliff e Catherine sono conosciuti a tutti per la loro travagliata storia d'amore, altrettanto faranno i nomi di Elena Ray e Damian Ludeschi che resteranno scolpiti nei nostri cuori. Un'idea grandiosa, dei protagonisti speciali, un linguaggio poetico, una storia d'amore che arriverà dritta ai vostri cuori, fanno di questo libro un romanzo adatto a tutti, giovani e adulti. Un romanzo che consiglio sicuramente.
Invito chi volesse leggerlo a sbirciare sul sito ufficiale dell'autrice per trovare tante curiosità e dare un'immagine visiva ai personaggi.
Io sono Heathcliff è il romanzo d'esordio dell'autrice Desy Giuffrè e il sequel paranormale del romanzo ottocentesco Cime Tempestose, della famosa Emily Bronte.
Il libro aveva ricevuto non poca pubblicità nei giorni precedenti la sua uscita: avevo letto che la Giuffrè, seppur giovane ed esordiente, era riuscita a ridare vita agli indimenticabili amanti Cathy e Heathcliff con un intensità pari a quella del romanzo originale. Forse mi aspettavo troppo, forse dopo aver letto Cime Tempestose avevo un idea del romanzo che andava al di là della realtà, fatto sta che alla fine di Io sono Heathcliff sono rimasta in parte delusa.
La trama racconta le vicende di Elena Ray, ragazza bella e viziata, e di Damian, affascinante delinquente di strada, coinvolto a causa dei debiti del padre in una faccenda di vita o di morte. I due sembrano non avere nulla in comune, le loro vite non potrebbero essere più diverse, ma un giorno, dopo un incontro casuale, tra i due scatta una scintilla impossibile da spegnere, un'attrazione che crescerà sempre di più fino a diventare impossibile da ignorare. Quello che lega i due ragazzi è infatti una maledizione centenaria, tramandata nei secoli e custodita tra le mura di Wuthering Heights, la famosa dimora di Cathy e Heathcliff. "Le rocce ne saranno custodi. La brughiera prigione. Finché una Figlia di Sangue non giungerà per ridare il sale alle loro ossa. E la terra non griderà più i loro nomi."
I due amanti fantasmi, non avendo trovato la pace nemmeno dopo la morte, cercano un modo per tornare alla vita, per poter ricominciare a vivere quell'amore tormentato che hanno rinnegato quando ancora vivevano.
Riconosco che la storia narrata dalla Giuffrè sia carina e abbastanza originale, il suo stile è semplice, scorrevole e a tratti poetico, ma credo che a penalizzare il libro sia stato il legame con Cime Tempestose. Se il libro fosse stato indipendente, con protagonisti semplicemente due fantasmi in cerca di un corpo attraverso il quale tornare a vivere, il mio giudizio sarebbe stato sicuramente superiore. Indicare questo romanzo come il seguito di Cime Tempestose, invece, lo ha, a mio parere, penalizzato. Questo perché credo che Desy Giuffré non sia riuscita a far rivivere i personaggi di Emily Bronte con la stessa intensità con cui li avevamo conosciuti. Cathy e Heathcliff erano due ragazzi tormentati e dall'animo pieno di odio. Il punto cruciale di Cime Tempestose, attraverso il quale ruotava tutto il romanzo, era proprio la violenza dell'amore tra Cathy e Heathcliff, un amore non dolce o innocente, ma colmo di rancore e vendetta. In Io sono Heathcliff, i due fantasmi sono quasi irriconoscibili. Non ho percepito l'amore assoluto, intenso e violento che aveva caratterizzato Cime Tempestose, ho anzi trovato i due fantasmi quasi gentili. E la gentilezza, per i due protagonisti del romanzo della Bronte, è qualcosa di estraneo. Un ulteriore conferma mi giunge dal finale: non farò spoiler, ma personalmente credo che Cathy e Heathcliff non avrebbero mai preso la decisione che invece viene prese alla fine del romanzo della Giuffrè.
Ritengo che Io sono Heathcliff sia un romanzo carino, che piacerà agli amanti del genere e che Desy Giuffrè sia una scrittrice con grandi possibilità e un grande talento. Per chi spera in un libro all'altezza di Cime Tempestose, rimarrà deluso: d'altronde, uguagliare un capolavoro della letteratura come il romanzo della Bronte, non è un impresa facile, specialmente per un esordiente. Il libro comunque si legge con piacere, è una lettura leggera e spensierata per chi ha voglia di una storia d'amore romantica, ma senza grandi pretese. Personalmente mi aspettavo di più, e forse è anche questa la causa della mia delusione.
Quella di Desy Giuffrè è un'opera originale e romantica, che attraverso l'amore eterno fa da ponte tra la tradizione e i giorni nostri; ed è in questo modo che Wuthering Heights, Cathy e Heathcliff si legano a nuovi luoghi e nuovi personaggi. La protagonista del romanzo, Elena Ray, proveniente dalla Roma benestante e nonché amica da sempre di Stella Milano, si scontra già all'inizio della storia con la persona che le cambierà la vita, Damian Ludeschi, figlio della strada e della malavita. I due protagonisti appaiono sin da subito al lettore completamente distanti per provenienza da mondi differenti, ma il loro incontro è scritto nel destino e a voler che le loro vite si uniscano ci pensano gli spettri di Cathy e Heathcliff, antichi amanti di Wuthering Heights. Elena trascorre il suo tempo facendo shopping per le vie di Roma accompagnata dall'inseparabile amica Stella. Proprio in una delle loro uscite pomeridiane, le due ragazze vengono avvicinate da due ladri della strada, intenzionati ad appropriarsi della borsetta di Stella. A sorprendere è il legame visivo che si crea tra rapinatore, Damian, e rapinato, Elena. Saranno proprio quel paio di occhi neri a stravolgerle la vita, e farle uscire allo scoperto la sensibilità d'animo che celava dietro ad una finta superficialità. Elena ci appare infatti capricciosa e viziata, ma sarà la sua caparbietà a guidarla, insieme ai sentimenti, alla scoperta di una nuova esistenza. Damian viene introdotto come un ragazzo dalle umili origini, costretto a compiere piccoli furbi per sopravvivere a quella vita che l'ha legato al mondo dell'illegalità, a causa dei debiti che Tony Ludeschi, il padre, gli ha lasciato in eredità. Damian è costretto a fuggire, perché sulle sue tracce ci sono gli uomini della Mosca senza tralasciare lo zio Alex, che cerca in tutti i modi di coinvolgerlo nei suoi affari loschi. Recensione sul blog: http://walkswithgio.blogspot.it/2013/...
Come già detto le vite dei due protagonisti, che per l'appunto appaiono così agli antipodi, sono destinate a incrociarsi ancora e ancora. Il legame che si è creato non li lascerà indifferenti, tanto da riuscire a scorgere quel paio di occhi neri anche durante una corsa in moto, mentre Elena era pronta per il suo viaggio verso Wuthering Heights, lì dove si ricongiungerà con la sua famiglia e scoprirà di essere molto più della semplice ragazzina viziata. Attraverso quel luogo, Elena entrerà in contatto con un mondo magico fatto di spiriti e profezie di cui si accorgerà di essere la protagonista, lei è la Figlia di Sangue. La trama prende corpo in un intreccio di sentimenti, e nella convinzione che l'altro è la persona per cui vale la pena lottare, per la speranza di poter vivere l'amore vero. A rendere il romanzo coinvolgente sono le varie tematiche affrontate: l'amore, il pericolo, il crimine, il mistero e la passione travolgente, ma non dimentichiamo una buona dose di romanticismo che hanno reso la storia magica. Io sono Heathcliff è un romanzo che dona speranza, induce il lettore che l'amore vero esiste e che tutti possono sperare, un giorno, di incontrarlo. Crea quella giusta suspense che fa si che le pagine vengano divorate, finché quasi inaspettatamente si arriva alla fine. Desy è riuscita a gestire perfettamente la forte eredità che pesava sul romanzo, dando la possibilità di immergersi completamente in questo magico mondo evadendo per qualche ora da quella che è la vita reale. Personalmente ho amato questo romanzo, che consiglio assolutamente. Romanzo nostrano, originale e ben scritto fanno di Io sono Heathcliff un buon libro da leggere. Non vi fate scoraggiare dall'etichetta Young Adult, è davvero adatto a tutti.
Partiamo dal principio: “Cime Tempestose” di Emily Bronte è stato ed è tutt’ora un grandissimo romanzo, ma l’amore tra Heathcliff e Catherina che non era mai riuscito ad arrivare a un punto di incontro, se così si può dire, mi aveva lasciato l’amaro in bocca. Questo sequel tanto atteso mi aveva fatto fare i salti di gioia, non vedevo l’ora di poterlo leggere e in questi giorni finalmente ci sono riuscita! Iniziamo ad analizzarlo: I personaggi di “ Io sono Heathcliff” sono così ben descritti da sembrare reali, forse perché li possiamo riconoscere nel compagno di classe o nell’amico. Elena, ragazza ricca, è abituata ad avere sempre tutto quello che desidera, eppure le cose in famiglia non vanno particolarmente bene: si sente trascurata dai suoi genitori. Il suo personaggio nel corso della storia si evolve, mostrando al lettore il suo vero carattere e sacrificando ogni cosa a lei cara pur di non mettere nessuno in pericolo, ma di lei mi ha colpito il suo modo di vedere il mondo, sarà perché anche io sono così, lei non conosce sfumature, ogni cosa è o bianca à nera, se non è amore è odio… Damian invece ha un passato e un presente difficile e non può neppure scegliere il suo futuro perché già scelto da suo zio mafioso. Il suo perseverare, il non arrendersi mai e i suoi profondi occhi neri ha colpito il centro del mio cuore facendomi innamorare di lui. La storia si basa su due storie d’amore: tra cui quella di Catherine e Heathcliff che vengono risvegliati da una discendente, Elena una figlia di sangue, e cercheranno di impossessarsi dei loro corpi per poter vivere, come diceva la profezia, la loro storia d’amore che non avevano saputo, o per meglio dire voluto, vivere quando erano ancora in vita. Elena e Damian dovranno affrontare più di una peripezia, ma un caldo e dolce amore sboccerà fra loro, facendoci sognare ad occhi aperti ancora una volta. Un tema che viene toccato all’interno del racconto è quello della famiglia, infatti il padre del protagonista maschile è scappato e nessuno sa dove sia e il figlio, appunto Damian, deve cercare di risanati i debiti da lui lasciati, mentre i genitori di Elena ossessionati dal lavoro sono completamente disinteressanti a lei tant’è che lei cerca in tutti i modi di farli arrabbiare pur di ricevere attenzioni. Lo stile e la scrittura sono davvero eccezionali per una scrittrice esordiente: scorrevole, lessico semplice ma ricco, anche se troppo spesso ci sono sbalzi temporali, si passa da un giorno alla settimana dopo, creano un po’ di confusione e non concedono molto tempo per far vagare la fantasia del lettore. Eppure in tante virtù c’è sempre un ma, all’interno della storia ci sono alcune incoerenze che saltano subito all’occhio e rendono il romanzo un po’ meno credibile come ad esempio il fatto che i due protagonisti di “ Cime Tempestose” parlino perfettamente l’italiano. Il finale purtroppo non è riuscito ad emozionarmi, era piatto e ne sono rimasta delusa, mi aspettavo di più anche perché il resto del racconto mi piaceva, l’ho letto tutto d’un fiato, la narrazione non ti lascia mai un attimo per tirare un sospiro di sollievo, ti incita a continuare per scoprire cosa succederà ai due grandi amori! La scrittrice ha un grandissimo potenziale, ma si vede che è ancora alle prime armi e secondo me ha sbagliato a cimentarsi in un sequel di un grande romanzo, ma ne è uscita vincitrice a mio parere!
L’idea della storia è carina. Certo verrebbe da chiedersi (o sembra assurdo solo a me?) come sia possibile che una ragazza dei giorni nostri ignori completamente non solo la trama di Cime Tempestose ma anche i nomi dei suoi protagonisti.. Il prologo è accattivante e inquietante (Desy ricrea bene questa atmosfera!); peccato solo per il personaggio della ragazza, ho letto tutto il libro chiedendomi chi fosse, come fosse collegata a Elena & co. e come andasse a finire quella scena ma l’autrice non ne parla più. L’epilogo tutti felici e contenti sinceramente mi sembra un po’ semplicistico, perde in verosimiglianza. È orinale invece la ripresa finale del sogno di Cathy – Il paradiso non è fatto per me. Piangevo calde lacrime perché volevo tornare sulla terra, e gli angeli si arrabbiarono tanto che mi scaraventarono giù, tra l’erica, sul tetto di Wuthering Heights, dove mi svegliai piangendo per la felicità… – in cime tempestose era (o almeno io, in linea con la voce narrante di Nelly, l’ho percepito come tale) una visione angosciante, mentre qui sembra quasi un lieto fine. Cose che ho apprezzato particolarmente? Dunque.. Ad un certo punto c’è una metafora Il momento […] appena precedente il tramonto, quando le labbra porpora del cielo si posavano con un fiammeggiante bacio sulla brughiera – non saprei spiegare perché (la poeticità? l’emozione che trasmette? la fusione di sensi diversi?), ma mi ha colpito veramente molto. La presa di posizione, implicita, dell’autrice in merito ad alcune questioni sociali rilevanti (e umanamente tragiche) – come droga e prostituzione, mafia e gioco d’azzardo – credo che innalzi qualitativamente il livello del libro. I sentimenti e le speranze di Elena nei confronti dei suoi genitori, della propria famiglia sono molto realistici (e attuali, quanti giovani vivono oggi il dramma di una famiglia che si sgretola, che si sfascia) e l’autrice costruendo un lieto fine per questa famiglia dona un segno di speranza a tutte le altre. Vogliamo concludere con le citazioni (vere o immaginate, volontarie o involontarie che siano)? Allora.. Trovo che l’idea di utilizzare alcuni versi delle sorelle Brontë per introdurre i capitoli del romanzo sia non solo originale, ma anche molto ben azzeccata. Mi sembra che la giovane coppia ricordi un po’ – ma forse è solo una mia impressione – quella di Tre metri sopra il cielo; lei bionda, bella e ricca figlia dell’èlite romanesca, lui invischiato in brutti giri pur senza essere un cattivo ragazzo e sempre in sella ad una moto, un primo incontro burrascoso.. La figura di Élena – bionda, bellissima e superficiale (ma solo all’apparenza) reginetta del liceo – mi ha rammentato un po’ la prima descrizione che Lisa J. Smith dà di Elèna ne Il diario del vampiro e direi che le due sono accomunate anche da un’inspiegabile attrazione per le situazioni pericolose ed il paranormale (o è forse il contrario?). L’inquietante quadro raffigurante Heathcliff – Con grande sottigliezza psicologica, il pittore era riuscito a imprigionare in quello sguardo i sentimenti del soggetto ritratto […] Gli occhi dell’uomo del ritratto vibrarono di una luce crudele. Un’allucinazione? – mi fa invece pensare a Il ritratto di Dorian Gray.
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Il tempo non ha speranza. Quel che concede, toglie. Ma è al tempo che ognuno si aggrappa per continuare a sperare che quel "qualcosa" prima o poi accadrà... ...Il tempo non conosce letti di sabbia, né la cenere in cui si disfa il mondo. Il tempo ha solo quell'alito perpetuo di vita, che soffia sulle speranza degli innamorati. In eterno.
Una storia che prende spunto da un capolavoro quale Cime tempestose di Emily Bronte. Una storia che ha il sapore dell'incredibile, un amore che cerca di ritrovarsi in ogni dove, senza tempo, intrappolato tra un passato che non muore mai e un futuro pieno di speranze. Catherine e Heathcliff, Elena e Damian, quattro cuori che palpitano di un amore travolgente, di una passione che li consuma in un tempo che pare non arrivi mai. Un incontro di anime, di pensieri; paure, gioie, dolori, frasi e parole dette e non. Due giovani, catapultati in un epoca, in una storia, in una trama così contorta che non possono far altro che accettare l'inevitabile, innamorarsi di un amore che sfonda le pareti del cuore, che porta l'inverosimile al vero. Io sono Heathcliff è un libro che leggi con piacere, se hai già vissuto le trame di Cime tempestose, lo assapori in un modo diverso perché l'intreccio creato dalla scrittrice è interessante. Elena e Damian, sono due ragazzi con stili di vita diversi, di estrazione sociale differente e seppur in tempi moderni le differenze potrebbero essere invalicabili se qualcuno non ci avesse messo qualcosa di suo. L'intrusione di Cathy e Heathcliff, risvegliati proprio da Elena, li costringe a intervenire affinché sbocci quell'amore nascosto nei loro cuori, ma la realtà contemporanea è ben diversa dal passato vissuto nelle brughiere, con lo scorrere delle giornate attraverso i campi o le letture. Tra una serie di rocambolesche vicende i quattro protagonisti vivono il loro amore in un crescendo, ma non mancheranno i colpi di scena. http://labibliotecadellibraio.blogspo...
Questo libro era in lista già da tempo. Ho letto “Io sono Heathcliff” più per pura curiosità che per vero interesse. Di questa sorta di seguito, mi ha colpito inizialmente il suo book trailer, la parola e definizione paranormal-romance un po’ meno. Non capita spesso di cogliere un titolo di un libro che abbia come trama il possibile seguito di un classico, soprattutto se l’autrice è italiana, soprattutto se prende spunto da un classico che possiede il calibro feroce di “Cime Tempestose” di Emily Bronte. Solo una cosa: assolutamente no! Sono dell'irremovibile idea che certi libri e classici debbano restare tali, senza costruirci storie e storielle che non si avvicinano minimamente all'originale! Tuttavia non posso non continuarmi a chiedere sotto quale prospettiva io debba vedere la storia. Nel mondo creato da Desy Giuffrè, Catherine e Heathcliff sono due persone realmente esistite? Sono due amanti sfortunati e disperati protagonisti di un romanzo quale effettivamente sono? La cara Emily Bronte ha ricamato sopra una leggenda della brughiera, ignara che quella stessa storia sarebbe diventata una colonna portante della letteratura inglese? Mi è sorto questo enorme punto interrogativo dal momento in cui Stella si ritrova a rispondere alla domanda della sua professoressa riguardo proprio all’autrice di “Cime Tempestose”.
Credo che scrivere il sequel di un libro come Cime tempestose sia impossibile. L’autrice ci ha provato, e ha tutto il mio rispetto per il coraggio dimostrato. Il risultato è un romanzo fresco, spigliato, giovane. Una lettura di intrattenimento piacevole e poco pretenziosa, chi volesse vederci o trovarci qualcosa di più resterebbe deluso. Non è nemmeno lentamente vicino all’ombra perversa e feroce che aleggia nel classico, non ha l’ironia che lo rende leggero nonostante le crudeltà dei protagonisti. Ma è un altro libro, bisogna tenerlo presente ed evitare i confronti. Se preso come opera in sé, non è né migliore né peggiore di tanti altri. È grazioso e ingenuo a tratti. Una lettura spensierata ogni tanto non fa male. In ogni caso devo riconoscenza a questo libro perché grazie a esso ho letto Cime tempestose che da anni giaceva nella polvere della mia libreria e ne ho scoperta la bellezza sublime.
Questo libro mi è piaciuto molto, malgrado il legame superficiale con il capolavoro della Bronte. Infatti, gli unici rimandi a Cime Tempestose sono creati da un viaggio in Inghilterra e dai fantasmi di Catherine e Heatcliff che, pur di poter vivere il loro amore, sono pronti ad aiutare due giovani ragazzi e a farli innamorare.
Avrei preferito un legame più marcato con Wuthering Heights, ma il libro l'ho trovato interessante: ben scritto, lettura scorrevole e personaggi carini (Elena è una ragazza viziata e infelice che si innamora follemente, perchè scritto nel suo destino, di Damian, un ladruncolo di strada che non ha mai avuto niente dalla vita).
Consigliato a coloro che cercano una lettura leggera.
Non avrò pace se tu non sarai con me... Mai! I miei grandi dolori, in questo mondo, sono stati i dolori di Heathcliff, io li ho tutti indovinati e sentiti fin dal principio. Il mio gran pensiero, nella vita, è lui. Se tutto il resto perisse e lui restasse, io potrei continuare ad esistere; ma se tutto il resto durasse e lui fosse annientato, il mondo diverrebbe, per me, qualche cosa di immensamente estraneo: avrei l'impressione di non farne più parte. Il mio amore per Linton è come il fogliame dei boschi: il tempo lo trasformerà, ne sono sicura, come l'inverno trasforma le piante. Ma il mio amore per Heathcliff somiglia alle rocce nascoste ed immutabili,dà poca gioia apparente ma è necessario...
"Io sono Heathcliff" sarebbe dovuto essere un viaggio nella suggestiva location del capolavoro della Brontë, e invece ci si ritrova circondati da luoghi comuni, metaforicamente parlando, dato che la vicenda è prevedibile su tutta la linea. Ciò che mi ha maggiormente infastidito è stata però la presenza di Cathy ed Heathcliff o, meglio, la percezione che non fossero quelli veri, perché l'autrice non riesce proprio a renderne l'essenza. Comunque sia, il libro in sé non è così malvagio: tutto sommato, la vicenda è piacevole da leggere, tiene anche un po' col fiato sospeso. Elena e Damian, inoltre, ricordano davvero i protagonisti di "Cime tempestose", quindi è impossibile non essere coinvolti dalla loro storia d'amore.
Da un sequel di un grande classico senza tempo come Cime Tempestose inutile dire che mi aspettasi di più. La storia di Cathy e Heathcliff la conoscono in molti. Il loro amore non vissuto in vita sarà possibile solo dopo la morte. Qualcuno ha pensato che questo finale non era abbastanza, e quindi perchè non scrivere un seguito nel quale dare una seconda possibilità agli spiriti dei due amanti che vagano per la brughiera? [...]
Ho trascinato questo libro fino alla fine, ho sperato in qualcosa che non è arrivato.. non ho trovato niente di bello in questo libro, la storia d'amore viene trattata in un modo che, non so.. è come se tutto fosse preso troppo sul serio, anche il modo di esprimersi dello scrittore. Usa uno stile per niente scorrevole, volevo smettere di leggere il libro ogni cinque secondi ma.. vabbè. Troppi termini ricercati che non si adattavano alla storia, appesantivano e basta.