Dopo Aspetta primavera, Bandini, il suo primo romanzo pubblicato nel 1938, seguito l'anno successivo da Chiedi alla polvere, John fante raccoglie in volume i racconti tra il 1932 e il 1938, alcuni apparsi su riviste e altri inediti, con il titolo dago Red (1940). È un momento magico nella carriera dello scrittore italoamericano, che nei testi qui selezionati offre al lettore una serie di istantanee, ora comiche ora struggenti, del suo mondo narrativo, profondamente radicato nelle storie di emigrazione della sua famiglia.
Fante's early years were spent in relative poverty. The son of an Italian born father, Nicola Fante, and an Italian-American mother, Mary Capolungo, Fante was educated in various Catholic schools in Boulder and Denver, Colorado, and briefly attended the University of Colorado.
In 1929, he dropped out of college and moved to Southern California to concentrate on his writing. He lived and worked in Wilmington, Long Beach, and in the Bunker Hill district of downtown Los Angeles, California.
He is known to be one of the first writers to portray the tough times faced by many writers in L.A. His work and style has influenced such similar authors as "Poet Laureate of Skid Row" Charles Bukowski and influential beat generation writer Jack Kerouac. He was proclaimed by Time Out magazine as one of America's "criminally neglected writers."
Il mio primo Fante. Si tratta di cinque short stories che trasportano il lettore, con una scrittura semplice e immediata, nelle famiglie di italoamericani che tanto hanno popolato l’immaginario sia cinematografico che letterario, basti pensare a Mario Puzo. Entriamo, attraverso le istantanee scattate da Fante, nelle case in cui madri sfiancate dalla fatica portano avanti la famiglia numerosa giorno dopo giorno sopportando i capricci dei figli e le stranezze dei mariti, nonne dai grandi fazzoletti neri, contadine italiane sradicate dalla loro terra e trapiantate nel nuovo mondo senza che il loro cuore vi abbia attecchito, mariti grandi lavoratori dal carattere burbero, che non hanno dimenticato le loro origini. Sono istantanee che suscitano una dolce malinconia.
Cinque storie tratte da Dago Red, volume di racconti scritti tra il 1932 e il 1938. Un tuffo nella Little Italy, nelle misere famiglie di immigrati italiani arrivate in America per coltivare il sogno del riscatto sociale. Storie di emarginazione e miseria. Un 'istantanea di C'era una volta in America. Grande la capacità di Fante nel condividere il suo mondo, le sue radici.
"Rapimento in famiglia e altri racconti" è una breve selezione di cinque racconti raccolti in una rivista chiamata "Dago red" ("Dago" o "Wop" erano gli appellativi, spesso dispregiativi, con cui gli americani chiamavano gli immigrati italiani) pubblicata nel 1940. In questi suoi cinque lavori incontreremo storie disparate di vite da immigranti (John Fante lo era a sua volta), dalla scrittura fluida e il linguaggio colorito al punto giusto affronteremo scene d'allegria ma anche struggenti. Conosceremo donne ormai fiaccate e invecchiate dai lavori di casa e dalla cura della numerosa prole, mariti burberi, ragazzini spesso derisi ed emarginati per le loro radici e anche l'atavica mancanza di lavoro. Con queste "istantanee" Fante riesce ad immergerci nel mondo dell'immigrazione Italia fatta spesso di rinunce e sacrifici ma anche di rivincite.
- "Rapimento in famiglia": Un bambino, figlio di immigrati Italiani a Denver, rovistando di nascosto nel baule della madre trova una foto di lei giovane e vedendo la donna estremamente cambiata nell'aspetto e stanca chiede che gli venga raccontata la storia di come lei e suo marito si sono conosciuti ma si sa che ai bambini piacere ricamare sulle cose e così da storia vera si passa ad avventura.
- "Muratore nella neve": Colorado, Montagne Rocciose, un muratore, fermato nel suo lavoro dalla neve passa le sue giornate in casa con rabbia e inquietudine cercando di far passare il tempo nei modi più strani. Dai modi burberi, resi ancora più aspri dalla mancanza di lavoro tratta la povera moglie e i figli in maniera spesso brutale e in certi casi quasi sadica.
- "La canzonetta scema di mia madre" Due ragazzini colti a rubare benzina vengono arrestati e tradotti in prigione dove prima di uscirne vengono ben bene picchiati dai rispettivi padri per il gesto commesso. Tutti sono convinti della loro colpevolezza tranne la madre di uno dei due e questo porterà a conseguenze ancora meno piacevoli per il povero ragazzino.
- "L'odissea di un Wop": "Wop", "Dago", questi sono gli appellativi dispregiativi con cui gli americani chiamano gli immigrati italiani e proprio questo disprezzo porta un giovane ragazzino ad odiare le proprie radici, sino a nasconderle, cercando con forza e rabbia di scrollarsi di dosso in ogni modo possibile le sue origini.
- "Casa dolce casa": Un giovane rimasto lontano dalla famiglia per tanto farà finalmente ritorno a casa e ad attenderlo, oltre ad un pranzo tipicamente Italiano, ricco e abbondante, la famiglia intera riunita si racconterà aneddoti del passato.
Questo inserto pubblicato da "IlSole24Ore" contiene cinque racconti tratti dalla raccolta "Dago Red", in cui "Dago" sta per "italiano", che assume però un significato più dispregiativo. Erano due i termini applicati per denominare gli italiani: "dago" e "wop". Non era una semplice burla da parte di ragazzini scalmanati o uomini maleducati. Nacque, intorno al 1900 - prima generazione italiana ad essere emigrata in America - un vero e proprio pregiudizio "italiano", che se portato all'estremo poteva diventare italofobia. Nella comunità in toto, dai negozi ai collegi, dalle scuole alle chiese, ovunque si percepiva questo disprezzo nei confronti dei "figli dei latini". Sentimento che Fante ha provato sulla propria pelle, essendo figlio di papà abruzzese e mamma americana, i cui genitori erano a loro volta lucani. Questi racconti si soffermano quindi sul concetto di appartenenza, di comunità, di origini e di tradizioni. Sicuramente da leggere, soprattutto per gli appassionati del Fante "romanziere".
Fante scrive di un mondo lontano, eppure non si può non provare assonanza con questo mondo. è il mondo degli italiani di seconda generazione che crescono e vivono nel Stati Uniti. Un mondo fatto spesso di famiglia, appartenza, identità, ma anche di povertá, discriminazione, disagio. I racconti presenti in questa raccolta sono talvolta struggenti, altre volte tragicomici. Esiste però un elemento comune che si respira in ogni pagina, ed è quell'onesta dei sentimenti che solo scrittori del calibro di Fante riescono a tradurre in parole, ed è forse la ragione per cui questi racconti in fondo ancora oggi risultano così godibili.
Le tematiche sono sempre le stesse: la famiglia, la vita dura e grama, il rapporto con il padre manesco, l'immigrazione. Però i racconti, per giunta così brevi, non sono il terreno ideale per sprigionare tutta la potenza della prosa di Fante. Certo la cifra stilistica rimane alta e non mancherò di leggere qualche altra raccolta ma la grandiosità dei suoi romanzi e l'epica che si respira in quelle pagine qui la si riesce solo ad intuire.
"E io so che sarà sempre così, e pure mio padre. Mio padre continuerà a riempirmi il bicchiere, e insieme berremo; sempre sentiremo quel legame come un abisso dal quale non possiamo scappare." (Casa, dolce casa, p. 73)
In realtà una rilettura, sono gli stessi racconti di Dago Red, letti molti anni fa e dimenticati. Alcuni sono bellissimi (Rapimento in famiglia), altri no. Facciamo tre stelle e mezza, per simpatia.
John Fante lo si legge con piacere. Non è mai pesante nella narrare la quotidianità di una famiglia italo-americana. 'Un treno a vapore' mi viene in mente se penso al suo stile letterario. Frase degna di nota: - io uscirò davanti, accenderò una sigaretta, mi stenderò sul prato e comincerò a sentirmi inquieto. Le stelle cominceranno a brillare e mi verrà in mente il verso preferito di L'universo Misterioso "E il numero totale delle stelle dell'universo è probabilmente qualcosa come il numero totale di granelli di sabbia di tutte le spiagge del mondo". Indugerò su quelle parole, desiderando di aver scritto un verso simile. Penserò Claudia, la mia ragazza, così lontana, e mi parrà di vederla vestita di rosso, e penserò di baciarla. Lei verrà tra me e le stelle, e tutto il cielo ne sarà pieno. Mi alzerò e butterò via la sigaretta, e avrò voglia di essere con lei, non qui, in questa dannata, insignificante città dimenticata da Dio-. Consigliato. Alla prossima.
Serie di cinque racconti legati nel contesto, caratterizzato dalla vita degli emigrati in America. Da essi traspare la povertà, la vita di tutti i giorni con le sue mille sfaccettature tristi e ironiche, la difficoltà dell'inserimento sociale e la vita semplice che molte famiglie italiane conducevano. La situazione instabile della famiglia di cui i racconti parlano disegna un contesto a tratti provante ma coloro che ne fanno parte dimostrano spesso la capacità di apprezzare ciò che hanno rinunciando alla ricerca del superfluo. Un pranzo ed una torta sono sufficienti a riunire i famigliari ed a far dimenticare le passate disquisizioni che animano ogni famiglia.
Con John Fante si va sempre sul sicuro e non si rischia mai di restare delusi.Voi però fate una cosa saggia,lasciate perdere questo volumetto e andate a comprarvi la raccolta originale da cui questi racconti sono tratti e sappiate che se Mr.Fante non diventerà uno dei vostri scrittori preferiti,ahivoi,di letteratura non ne capite proprio nulla! ;)
Dopo aver letto Chiedi alla polvere, con questa serie di racconti comincio ad affezionarmi ad Arturo Bandini, alter ego di Fante. "Io, Arturo Bandini, autore de Il cagnolino rise", a tratti fiero del suo talento, altre volte "né carne né pesce né niente". Ora inizio a capire perché Bukowski lo ritenesse il suo Dio. Chiunque aspiri a diventare uno scrittore dovrebbe leggere i suoi libri.
Che tristezza 'sti racconti... Un po' troppo pieni di gente che fa a botte, di donne casalinghe che stanno a casa a fare i piatti e di mocciosi che non vedono l'ora di diventare grandi per fare a botte pure loro. Mah. Non � proprio il mio genere.