La guarigione, la terapia, la cura dei malati, la prevenzione, la funzione della ricerca e della tecnica. Infine la voce dei doveri, dei principi morali, della coscienza: l’arte medica nelle pagine di uno scienziato filosofo.
Indagine profondissima della medicina. Metto una riflessione iniziale sulle origini della medicina: “La leggenda si basava sull'opinione che la medicina fosse antica quanto l'uomo, il quale, fin dai tempi della sua comparsa sulla terra, sarebbe stato medico di se stesso per istinto di sopravvivenza in un ambiente ostile e vulnerante. Il cavernicolo guaritore di sé sarebbe poi diventato il primitivo guaritore di altri, iniziando a esercitare il mestiere più antico del mondo.” Continua poi col ruolo del medico, legando concetti religiosi e filosofici greci. Esso è simile al divino creatore, in quanto ridà vita piena (salute) a chi ha perduto tale pienezza (per colpa della malattia), avvicinandosi quindi a Dio, il quale ha dato la vita per primo. Evidenzia infatti il “miracolo della guarigione”. Poi si perde un po’ ma ci sono comunque riflessioni interessanti sul progresso scientifico e farmacologico, sulla prevenzione e sulla riabilitazione.
La medicina è una scienza esatta? Una via di mezzo, forse no. Lo sono quelle che permettono di comprendere a pieno “Il grandissimo libro” di cui parla Galileo, cioè fisica chimica e biologia, oltre alla matematica, la medicina non fa perfettamente parte di questo insieme. Il mestiere del medico è il ponte che lega materie scientifiche a quelle umanistiche, serve sì la conoscenza del corpo umano, delle malattie e in generale del mondo scientifico, ma un esemplare medico deve anche essere empatico, un grande oratore, un ancora di salvezza e tranquillità per il paziente. Qui si ha la simbiosi dei due campi. Il legame fra il medico e il malato è prevalentemente umano, non scientificamente fondato, è un intimo rapporto ad personam, ed è proprio questo che distingue un medico da una macchina. È un intreccio teorico-pratico tra scienze naturali e scienze umane. Osservazione interessantissima. In più in medicina fa da padrona l’incertezza, che sicuramente non è un connotato delle scienze pure ed esatte. Cito dal libro “Più che una scienza, la medicina è una pratica basata su scienze ed esercitata in un mondo di valori.”
Infine si ritorna al progresso scientifico e ad alcuni ruoli come quello della cura e del farmaco, ormai abusati. Poi si parla di Bioetica e della filosofia della medicina, identificando la vita nel complesso: l’insieme delle funzioni che resistono alla morte, quindi definendola partendo dalla sua negazione, secondo un modello Eracliteo e Taoista. La medicina inoltre non è solo diagnosi di malattie e cure fisiche, ma è un quadro vasto, dato che la stessa salute è condizionata da fattori somatici, psichici, ambientali e sociali.
“Va detto, per inciso, che la pienezza di vita ridata dal guaritore corrisponde a quanto affermato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel definire la salute uno «stato di assoluto benessere fisico, mentale, sociale». Si tratta di un benessere completo, inteso anticamente dal padre della medicina Ippocrate come giusta mescolanza degli umori somatici, come bilanciato equilibrio dei temperamenti psichici, come perfetta armonia psicosomatica - corpo e anima - dell'uomo in pace con il mondo.”