Erice, borgo medievale costruito sulla roccia, oggi tempio mondiale della fisica. I maggiori scienziati del nostro tempo sono riuniti in un convegno riservato per discutere delle grandi emergenze planetarie. Tra gli invitati ci sono anche Massimo Redi, professore universitario che della scienza ama indagare soprattutto le zone oscure, e Fabio Moebius, analista di reti informatiche a Stanford, hacker geniale e capace di qualunque sorpresa. Una sera, rientrando in camera, i due trovano in fin di vita Alexander Kaposka, fisico ucraino noto nell'ambiente per aver firmato uno scomodo rapporto sulla sicurezza della centrale nucleare di Chernobyl. È un malore o qualcuno ha voluto tappargli la bocca? E cosa ci fa a Erice Giulia Perego, la donna che Massimo ha follemente amato e di cui aveva perso le tracce? Tra i vicoli di una città assediata dalla polizia e immersa in una nebbia spettrale, lui e Fabio si troveranno al centro di uno spietato intrigo internazionale, in cui vincerà soltanto chi possiede l'arma più la conoscenza. Pieraccini demolisce dall'interno tutti i luoghi comuni sulla scienza e ci racconta la magia di un sapere che vive di enigmi e grandi passioni. Lo fa in un thriller che non ha paura di frantumare le nostre certezze, di mostrarci la realtà e le sue profonde anomalie.
E' un romanzo che si apprezza se letto sotto lo sguardo del saggio di divulgazione scientifica più che del thriller. Anche perchè del thriller ha davvero poco. La storia è banalissima, scontata e per nulla realistica. Ma escludendo la trama e la storia "d'amore" a limiti del pietismo trash, è un testo pieno di riferimenti storico-scientifici e un delizioso intermezzo storico-politico sul disastro di Chernobyl.
I personaggi comunque rimangono piatti e senza personalità, molto poco verosimili come anche le situazioni che si creano.
Unica cosa veramente bella, ma veramente bella, è il finale. Nel senso letterale, le ultime righe.
Mi piace molto il genere di romanzo che, oltre alle emozioni di un racconto, trasmette anche nozioni scientifiche, o storiche. Però i due elementi devono essere bene amalgamati e dosati, e queste nozioni devono essere funzionali alla storia, altrimenti diventano ripetute e fastidiose interruzioni. Purtroppo la storia mi è parsa insipida e i personaggi senza spessore, il protagonista in primis. Bello il flashback ambientato a Chernobyl, però anche qui tanta cura nel raccontare il disastro nucleare, ma poca attenzione ai personaggi e alla trama del romanzo, che sembrano scomparire.
...le aspettative che avevo erano diverse. Il libro si lascia leggere ed è carino, ma sembra un thriller scientifico costruito a forza, il tentativo di essere un thriller italiano di stampo americano. Da amante del genere ho apprezzato gli ingredienti e l'idea... ma purtroppo ho da ridire sul resto. Ambientare la storia durante un convegno scientifico non crea un thriller scientifico, tanto per cominciare. La maggior parte dei temi scientifici viene accennata appena e poi abbandonata, sicchè il lettore si becca questa bella lista della spesa senza andare molto oltre. Poi finalmente arriva il tema scientifico vero e proprio, il nucleare e i suoi vari retroscena. E qui la cosa si fa più interessante, anche parecchio, ma trattata in maniera un po' anomala: un po' perchè slegata dagli altri temi scientifici trattati, un po' perchè vissuta quasi di ricordi e sviluppata come un reportage. Insomma, tematica scientifica + delitto non dà come risultato un thriller scientifico. La tematica "sentimentale" poteva essere elusa. Va bene che Rollins, Crichton, Brown, Follett e compagna bella di solito la introducono, ma in maniera totalmente diversa... con più coinvolgimento ed una visione maggiormente positiva. La storia come elemento propulsivo ulteriore insomma. Viste le critiche vanno ricordati gli lelemtni positivi, l'ambientazione estremamente reale, l'effettiva presenza e trattazione (anomala tra l'altro rispetto a quello che sentiamo di solito) della tematica scientifica del nucleare, in chiave di attualità e storica, gli effetti sorpresa. Tirando le somme direi che il libro è carino ed interessante, con i suoi difetti, giustificabili essendo un'opera prima. Come altri libri, subisce gli effetti di quello che hanno voluto fare di lui. Ottima la presentazione, decisamente accattivamente, sia come copertina che come sito. Peccato che sia poco corrispondente e crei aspettative fuorvianti. E' vero che il pubblico italiano ama la letteratura internazionale, ma sa apprezzare anche qualcosa di diverso. Soprattutto se non viene deviato in partenza.
Pieraccini va forte finché fa il suo lavoro, cioè parlare di scienza: le sue digressioni a tema tecnico-scientifico sono affascinanti, e mi auguro che tra i suoi progetti futuri ci sia un testo divulgativo.
Per il resto: l'autore ha una bella prosa, evocativa e scorrevole, ma è totalmente incapace di raccontare una storia. Anche perché prima bisognerebbe avercela, una storia; qui ci sono solo fatti ammonticchiati a caso, suggestioni random, name-dropping di luoghi ed eventi storici a casaccio.