Appena ho avuto fra le mani "Buon compleanno Malcolm" e ho passato le dita sulla splendida e particolare copertina raffigurante nient'altro che un pigiama, ho fatto una cosa che, per curiosità, faccio sempre: sono andata a leggere il titolo originale, convinta di trovarmi un altrettanto squillante "Happy Birthday Malcolm!".
E invece no.
Ho trovato un secco "Bed". Una sentenza piatta, dura, senza ritorno, senza redenzione. E da questo titolo, più azzeccato del nostrano, ho immediatamente intuito che in questo romanzo avrei trovato soprattutto tanto dolore.
E così è stato.
Nella storia, per tanti versi paradossale e simbolica, di questo Malcolom, che, nel giorno del suo venticinquesimo compleanno decide di non alzarsi più dal letto e così farà, fino a diventare un omone di oltre 600 kg, ingrassato dai manicaretti preparati ogni giorno dalla madre, ho letto la storia dell'uomo che, consapevole di non poter vivere come vorrebbe, raggiungendo ciò che vuole, decide di lasciarsi morire. Ho letto arresa, sconforto, mancanza di vera comunicazione, tra l'altro alla fine fatta quasi passare come una sorta di "sacrificio" perchè Malcolm s'illude che la sua infermità abbia in qualche modo aiutato la famiglia a riscattarsi.
No, no, no.
Ho adorato lo stile di David Whitehouse, una penna sensibile e profonda, ma quanto al messaggio che mi è arrivato, io dico no. Mi dispiace Malcolm, ma io non si sto. E per quanto possa essere spietata, sfortunata, dannata e sfuggevole, io sono per la vita, sempre...vale la pena di essere vissuta, sempre, anche se tutto ti sembra vano, anche se sai già che non potrai viverla al massimo ottenendo ciò che vuoi, anche se ti senti un burattino fra le mani di un destino beffardo e incontrollabile. E' difficile un po' per tutti, anche per me. Ma la vita è l'unico dono che non avremo due volte e se bisogna battersi, è solo per conquistarla, viverla e tenersela stretta. Mentre leggevo questo romanzo mi sono tornate alla mente le parole della canzone di Vasco Rossi, "Vivere"..."Vivere, anche se sei morto dentro, senza perdersi d'animo mai e combattere e lottare contro tutto contro!..Oggi non ho tempo, oggi voglio stare spento"...
O io non ho capito il messaggio del libro, oppure, tu, Malcolm, hai voluto stare spento.
Quattro stelline comunque, per stile, scrittura, approfondimento psicologico dei personaggi.