«Tradurre vuol dire prendere un testo e spostarlo nella lingua che abbiamo alle spalle, che ci spalleggia, ci sostiene, dalla quale ci siamo spencolati nell'altra.
Il traduttore ha puntato i piedi e allungato le braccia per portarlo su questa sponda.
Si tratta di trasporto o di trasposizione, come per la musica.
Il movimento inverso, a ritroso, va in un certo senso controtempo, contro il tempo: e il tempo è irreversibile. Sarà per questo che al nostro orecchio ha un che d'innaturale, di sforzato, che va contro l'ordine del tempo.».
2 ⭐️ Finché c’è qualcosa da tradurre c’è vita