Ai genovesi si attribuiscono le sole qualità di far di conto e di navigare per mare ed un interesse esclusivo per il puro utilitarismo degli affari. Certo, furono i genovesi a fondare la società finanziaria più forte del Mediterraneo, a inventare il primo capitalismo industriale dell'Italia unita, la prima banca d'Italia, la prima Borsa. Eppure quella stessa spregiudicatezza che ha consentito loro di essere guerrieri di ventura, mercanti e finanzieri, i genovesi l'hanno applicata anche nella politica, nella musica e nella poesia.
Storia dei genovesi è un bel racconto dell’evoluzione della città e della sua cittadinanza. Lingua é in grado, con una prosa scorrevole e piacevole, di raccontare gli avvenimenti principali della vita di Genova. Grande spazio é dato ai periodi più pregnanti di Genova (XII, XIV-XVI e metà del XIX secolo), con ampi approfondimenti ad esempio sulla vita di Andrea Doria. La narrazione non é faziosa e nel corso del testo viene evidenziato più volte le criticità che la città ha affrontato più volte, anche a causa della visione più incentrata agli affari e al benessere privato, in particolar modo le famiglie genovesi più illustre che nel corso del tempo ne hanno retto le sorti. Vengono raccontate molte storie nascoste e particolari, come la nascita del vecchio ospedale Pammattone, la grande generosità dei genovesi per i poveri e i derelitti della città, l’afflato internazionale delle famiglie genovesi. Il risultato finale é un testo scorrevole, molto interessante ed esaustivo, pur nella sua brevità. Avrei preferito una bibliografia per capitoli, così da aver modo di approfondire con ulteriore letteratura, invece di una unica.