«È mio: ne ho bisogno in campagna»: le parole con cui Abramo strappa il figlio da scuola per obbligarlo a custodire un gregge di pecore sulle montagne suonano come una condanna definitiva. Da quel giorno saranno la solitudine, il duro lavoro e la natura aspra e selvaggia della Sardegna a insegnare a Gavino la vita: da bambino analfabeta, poi soldato ammutolito fra i continentali durante la leva, giungerà alla laurea grazie a una determinazione incrollabile, senza mai rinnegare l’amore per la natura sua prima confidente.
Gavino Ledda (born December 30, 1938) is an author and a scholar of the Italian language and of Sardinian. He is best known for his autobiographical work Padre padrone (1975).
Ledda was born in Siligo, in the Province of Sassari, Sardinia, into a poor family of shepherds. Gavino's father made him leave school at the age of six, when he was only in the first year of his primary school education. Bursting into the classroom in the middle of a lesson, Ledda's father justified his position by saying that he needed the boy's help for his agricultural work, as Gavino was his eldest son. In scenes that feature in Padre padrone, he went on to say that school was a luxury that poor shepherds could not afford, and demanded that his son be handed over to him. Although primary education had been compulsory in Italy since the Casati Act of 1859, Ledda's father accused the authorities of wanting to make school compulsory while, according to him: "la povertà, quella è obbligatoria" ("poverty, that's compulsory") (quote from Padre padrone).
Having only attended school for a few weeks, Gavino could not yet read or write. His father, to all intents and purposes, had condemned him to illiteracy, in the same way that he had been treated by his own father, who had removed him from school in a similar fashion. Gavino's father promised him that he would be able to study when he was older, taking the elementary school leaving exams — usually taken at the end of five years of primary schooling — as an external candidate.
Ledda's father gradually introduced him to life as a herder, however his father's teachings were always given with a certain amount of brutality, and were often accompanied by beatings. Initially, Ledda's father allowed him to live in the village of Siligo together with his mother and his siblings, but he was soon sent to live at the family steading in the isolated Baddevrùstana, in order that he could run it by himself, leaving his father to concentrate on his work in Siligo. Baddevrùstana is only a few kilometres from Siligo, but the only means of transport the family had was a mule, so the journey seemed long to the young Ledda.
Gavino, still a child, had difficulty getting used to living and working alone at Baddevrùstana, and the more intolerant and rebellious he became, the more violent his father's punishments were. On one occasion, for example, Ledda's father tied him behind the mule and dragged him from Siligo to Baddevrùstana. On another occasion, his father chased him with a spiny branch, with which he thrashed him so much that he deformed his son's face. After this punishment, Ledda's father became seriously concerned that he had irreparably damaged his son's health, and his eyes in particular. He took Gavino to Siligo and called a doctor who, in spite of the explanations put forward by Gavino's parents, realised how the young boy's face was really damaged. The doctor threatened to report Ledda's father if the incident ever repeated itself.
Ledda spent the rest of his childhood and adolescence working under his father in a state of substantial slavery, and often forced to endure excessive amounts of work and stress. During Gavino's adolescent years, his father decided to send the entire family to Baddevrùstana. Gavino's younger brothers also began to work like him.
Gavino's emancipation from his "padre padrone" (the title of his biographical work has been translated into English as "My Father, My Master") began towards the end of his adolescence, when his father allowed him to take his elementary school exams as he had promised. Around the same period, his father's olive grove was destroyed by frost, and so Gavino and his brothers were denied the prospect of inheriting such valuable property.
Ledda began to develop a passion for learning and a dogged determination to free himself from his life as a poor, illiterate shepherd trapped in a backward environment. First, he planned to emigrate to
کتاب خوبی بود. از آن دست کتابهایی که کمتر دیده شده. گاوینو لدا را پدرش از مدرسه خارج میکند تا به او در کار چوپانی و کارهای خانه کمک کند، او که شیفتهی آموختن بوده، مجبور به ترک مدرسه شده و در سن بیست سالگی تازه شروع به آموختن میکند. پدرش، خود را مالک او میداند و تا میتواند از او کار میکشد. گاوینو ارتباط خوبی با طبیعت داشته و خودش را با کوششی پایان ناپذیر و خستگی ناپذیر از دام جهل نجات میدهد و همینها باعث میشه که ذهن خلاق او در جامعهی پدرسالارانهی بیرحم این اثر را خلق کند. آب بابا ارباب نه فقط گزارش پیروزی یک مبارزهی طولانی غولآسا، که قصهی خود این مبارزهی روز به روز و سال به سال هم هست، مبارزهای که در دو سطح فردی_ درونی و اجتماعی _ تاریخی پیش میرود.
Storia vera dell’autore, dal giorno in cui il padre lo prelevò dalla scuola elementare, a 5 anni, per obbligarlo a fare il pastore, fino al giorno in cui, a 24 anni, si trasferisce a Salerno per avviarsi verso il diploma di liceo classico. Tutti quelli che mi hanno parlato di questo libro, ed anche i recensori qui attorno in giro, tendono a soffermarsi particolarmente sulle violenze e ingiustizie, sia fisiche che psicologiche, che questo padre usa sul figlio, fino a rendere il loro rapporto un qualcosa come padrone-servo e non, per l’appunto, padre-figlio. A mio avviso, però, l’aspetto notevole di questa storia non sta tanto in questa situazione, quanto nel poter osservare il modo in cui il giovane Gavino se ne è tirato fuori. Importante è anche osservare come fa presto un ragazzo o un uomo a diventare una bestia se gli si tolgono educazione e socializzazione. Abramo, in effetti, ha solo messo in pratica quello che suo padre aveva fatto con lui stesso, e suo nonno con suo padre, e così all’infinito risalendo all’indietro le generazioni. Dunque la crudeltà del padre è un fatto tutto sommato secondario, è un retaggio del passato, fa parte di altri millenni, egli è solo l’ultimo rappresentante di un mondo antichissimo, che, incredibile a dirsi, è scomparso solo pochi anni fa - e il modo in cui Gavino è riuscito ad entrare nel ventesimo secolo è un’azione che assume un valore a maggior ragione eroico. Più in generale, il valore di questa lettura sta nella forza della sua testimonianza, mi pare del tutto superfluo mettermi a illustrarne il valore educativo; comunque non è da meno neanche la qualità della scrittura, pulita e misurata, che parte con il ritmo lento dell’infanzia, quando il tempo sembra non passare mai, per poi prendere via via il ritmo: la trasformazione/maturazione dell’autore è ben espressa con il cambiamento dei toni, del vocabolario e dei contenuti dei dialoghi e delle riflessioni. Significative anche le osservazioni sulla borghesia che non è tanto, o comunque non soltanto, una condizione di coloro che si sono arricchiti e detengono una qualche forma di potere sui subordinati, quanto una condizione mentale in cui si trovano gli stessi pastori, pur nella loro miseria, nell’esercitare il diritto di proprietà sul loro fazzoletto di terra e sui loro pochi averi come un contrasto esasperato tra “il mio” e “il tuo” (e mi vien da notare come questa cosa in montagna esista ancora tutt’oggi, è davvero più radicata di quanto si pensi). Altro passaggio notevole è quando si parla degli emigranti, del loro rapporto di amore e odio con la propria terra, e questo si applica a tutta l’Italia dell’epoca, certo non soltanto alla Sardegna, e bisognerebbe rileggerlo anche in chiave attualizzata. E ancora, un altro passaggio che voglio sottolineare è la rivelazione che la musica rappresenta per il giovane Gavino quando impara a suonare la fisarmonica: una cosa semplice come la musica, ancora oggi dai più ritenuta una cosa superflua, è quella che lo ha tirato fuori dalla sua condizione: “Sono io che sto suonando! Non mi sembra vero. Però ci debbo credere. Anch’io suono. Con volontà rozza, animalesca, ma inflessibile, le mie dita, callose e storte dalla zappa, per la prima volta ebbero l’opportunità di esprimere, alle querce secolari, la sensibilità di generazioni e generazioni mai educate alla musica. E attraverso le mie dita l’uomo delle caverne, ancora intatto dentro di me, ma sensibile in tutta la sua umanità, incominciava a raddolcirsi con la musica: a scavare dentro di sé e a scoprire che al di là dei suoi campi il mondo non finiva con l’orizzonte e che la miniera delle sue risorse sconfinava dal quel cielo che fino allora conosceva.” Lo scontro tra l’antico mondo ancestrale/pastorale/contadino e la contemporaneità è un qualcosa di veramente complesso, ci sarebbe da parlarne per ore e ore… quando uno pensa al cemento, allo scempio del territorio e al modo in cui l’uomo moderno insulta e distrugge gli animali e la natura tutta, allora viene da rimpiangere l’antichità; però quando si leggono testimonianze come questa, quando si parla di fatica bestiale, di pulci e di analfabetismo, allora penso anche che non è poi tutto sbagliato nel mondo moderno… a chi vuole approfondire il tema e magari anche restare in ambientazione sarda, suggerisco di leggere Assandira di Angioni.
Each book I read offers a new perspective. In this post, I share my thoughts on this book in Persian and English. I hope this will be enjoyable for you :)
هر کتابی که می خوانم دریچه ای به دنیایی جدید است . تو این نوشته دیدگاه و تجربه ام از مطالعه ی این کتاب رو به دو زبان فارسی و انگلیسی با شما به اشتراک می ذارم امیدوارم خوندنش براتون لذتبخش باشه :)
Persian (فارسی)
گاوینو لدا در ادبیات امروز ایتالیا پدیدهای یگانه و شگرف است. چوپانزادهای که تا سن بیستسالگی بیسواد بوده و در زادگاهش، گوشهای دورافتاده از جزیرهی ساردنی، زندگی میکرده. زندگی چوپانی، زندگی گیاهی، زندگی درختچهی بختبرگشتهای که دستِ هوسبارِ باد، دانهاش را جایی نامناسب، بالای دیواری یا لبهی پرتگاهی نشانده باشد.»
این توصیف شاعرانه از مترجم، با ظرافت، جهانی سرکوبشده را ترسیم میکند که لدا از دل آن عبور کرده. کتاب «آب، بابا، ارباب» فقط یک زندگینامه نیست—روایتیست از جدال با جهل، سلطه، و سکوت. صداییست بیرونزده از صخرهی خاموشی که میخواهد راهی به آزادی، انسانیت و زبان بیابد.
واژههایی سنگفرش مسیر 🔍
سه واژهی عنوان، مثل سه علامت هشدارند، یا سه مرحلهی عبور: - آب، پنهان ولی جاری؛ تمنای پاکی و روشنی. - بابا، حضور پررنگ سنت و قدرت پدرسالار؛ ترکیبی از محبت و ترس. - ارباب، جلوهی نظم اجتماعی، مدرسه، قانون، و دیوارهایی که بیرون از خانه هم کشیده شدهاند.
ترکیب این سه، شکلدهندهی راهیست که لدا با پاهای زخمیاش پیموده.
روایتی صادق، تصویری بیپیرایه 🌄
لدا با نثری بیپیرایه و عاری از تظاهر، لحظههایی از درد و بیداری را برمیچیند و به خواننده میسپارد. نه خود را قهرمان میداند، نه قربانی صرف—بلکه شاهدیست بر مکانی که انسان در آن، میتواند سخن بگوید، حتی اگر از زبان زخم یاد گرفته باشد.
صدایی علیه سازوکار سلطه 🏛️
آب، بابا، ارباب فقط شرححال یک انسان نیست—اعتراض شاعرانهایست به ساختارهایی که کودکی را با قفس شروع میکنند. از پدری که با تازیانه زبان خود را میسازد، تا آموزشی که بهجای پرورش، رام کردن را میطلبد. لدا با هر فصل، سنگی بر پایههای قدرت میکوبد؛ قدرتی که میخواهد صدای فردیت را خفه کند.
هشدار لطیف اما ضروری ⚠️
مطالعهی این کتاب نیازمند آمادگی روانیست. بخشهایی از اثر بهصراحت از خشونت خانگی، بهویژه از سوی پدر یا نهادهای قدرت، سخن میگوید. اگر چنین تجربههایی در گذشتهتان دارید، خواندن این کتاب ممکن است احساساتی سنگین، ناگهانی یا آزردهکننده را در شما برانگیزد. لطفاً پیش از آغاز، با مهربانی و صداقت، آمادگی روانی تان را بسنجید. مراقبت از خود اولویت بیقیدوشرط است—اگر در هنگام خواندن نیاز به مکث داشتید، به آن پاسخ دهید. میتوانید با کسی همدل گفتگو کنید یا از همراهی حرفهای بهره بگیرید. این کتاب قرار نیست شما را در رنجتان تنها بگذارد. روایت لدا، همدلیست با آنهایی که رنج را زیستهاند و هنوز صدایشان را باور دارند—صدایی که قرار نیست قهرمان باشد، کافیست واقعی باشد.
فراتر از مرزها، نزدیک به جان آدمی 🌱
این کتاب به ما یادآوری میکند که تجربهی سکوت و سلطه جهانیست. رنج، بومی نمیشناسد، و امید هم همینطور. از ساردنی تا هر گوشهی جهان، جهل، ترس و سلطه بارها تکرار میشوند. اما لدا نشان میدهد که حتی از دل این تکرار، میشود نوشت، میشود سخن گفت، و میشود به روشنایی پناه برد.
برش سینمایی از یک زندگی 🎬
سرگذشت گاوینو لدا نهتنها روی کاغذ، بلکه روی پرده هم جان گرفته. در سال ۱۹۷۷، فیلم Padre Padron به کارگردانی برادران تاویانی، از دل همین کتاب ساخته شد؛ روایتی سینمایی از مبارزهی یک کودک برای یافتن صدای خود، آنهم در برابر پدری سختگیر و نهادهایی رامکننده.
این فیلم، با لحنی واقعگرایانه و شاعرانه، همان بستر سلطه، جهل و خاموشی را میکاود؛ و تصویرگریست از گریز و رهایی از دنیایی که فقط سکوت میطلبد. برنده شدن نخل طلای جشنوارهٔ کن، تأییدیست بر قدرت جهانی این روایت محلی—صدایی که نهتنها شنیده شد، بلکه به تصویری ماندگار تبدیل شد.
واپسین واژهها 🌙
آب، بابا، ارباب روایت عبور است؛ عبور از صخرههای سکوت، از کوههای سلطه، و از پیچدرپیچِ بیصدایی. صدای گاوینو لدا، در دل رنجهای خاموششدهای زاده شده که سالها در گلو مانده بودند؛ بیآنکه مجالی برای بیان بیابند.
این کتاب، نه دعوتی به تماشای یک زندگی، بلکه سفریست به اعماق انسانیت—جایی که واژهها از پوست زخم جوانه میزنند، و معنا در مسیر درد شکل میگیرد. لدا راویِ آن چهرهی نادیدهایست که نه در کتابهای رسمی، نه در نهادهای آموزشی، و نه در تاریخ قدرتها جایگاهی ندارد؛ اما در خاطرهی هر انسانی که روزی خاموش بوده، بازتاب دارد.
English (انگلیسی)
Gavino Ledda is a singular and extraordinary figure in contemporary Italian literature—a shepherd’s son who was illiterate until the age of twenty and lived in a remote corner of the island of Sardinia. Shepherding life is a vegetative existence, like a luckless little shrub whose seed was whimsically planted by the wind atop a wall or on the edge of a cliff.
This poetic description by the translator delicately paints a picture of a suppressed world from which Ledda has emerged. “Water, Father, Master” is not merely a biography—it is a narrative of confrontation with ignorance, dominance, and silence. It is a voice breaking out of a mute stone, seeking a path toward freedom, humanity, and language.
Words That Pave the Way 🔍
The two title words are like warning signs—or stages of passage:
- Father: The dominant presence of tradition and patriarchal power; a blend of love and fear. - Master: The face of social order—school, law, and the walls drawn even outside the home.
Together, they shape the path Ledda walked, with wounded feet.
An Honest Tale, A Bare Image 🌄
With unpretentious prose, Ledda selects moments of pain and awakening to share with the reader. He sees himself neither as a hero nor merely a victim—but as a witness to a place where one can speak, even if their language is forged from wounds.
A Voice Against the Machinery of Power Water, Father, Master is not just one person’s memoir—it’s a poetic protest against systems that begin childhood in cages. From a father who carves language with his whip, to an education system that seeks to tame rather than nurture, Ledda strikes at the foundations of power in every chapter—the power that wishes to silence individuality.
A Gentle but Necessary Warning ⚠️
Reading this book requires emotional readiness. Some sections speak openly about domestic violence, especially from a father or other authorities. If you’ve had similar experiences, the text may evoke heavy, sudden, or distressing emotions. Before diving in, please assess your mental readiness with kindness and honesty. Self-care is a non-negotiable priority. If you need a break while reading, take it. Talk to someone empathetic or seek professional support. This book is not here to leave you alone in your pain. Ledda’s story is an act of compassion—for those who’ve lived suffering and still trust their voices. A voice that need not be heroic—it just needs to be real.
A Voice Against the Machinery of Power 🏛️
My Father, My Master isn't just a personal account—it’s a poetic rebellion against structures that begin childhood with confinement. From a father whose language is shaped by a whip, to education that demands submission, Ledda relentlessly strikes at power's foundation—a force that seeks to drown the voice of individuality.
Beyond Borders, Close to the Soul 🌱
This story affirms that the silence and oppression it reveals exist worldwide. Pain doesn’t recognize passports—and neither does hope. Ledda teaches us that from the heart of repetition, one can still speak, still write, and still take refuge in light.
A Cinematic Slice of Life 🎬
Gavino Ledda’s story has come to life not only on paper but also on screen. In 1977, the film Padre Padrone, directed by the Taviani brothers, was born from the heart of this very book—a cinematic portrayal of a child’s struggle to find his voice against a stern father and taming institutions.
With a tone both realistic and poetic, the film explores the terrain of dominance, ignorance, and silence. It depicts escape and liberation from a world that demands only quiet compliance. Winning the Palme d'Or at the Cannes Film Festival was a testament to the global power of this local narrative—a voice not only heard but transformed into an enduring image.
Final Words🌙
My Father, My Master is a journey—through the rocks of silence, the mountains of dominance, and the winding paths of voicelessness. Gavino Ledda’s voice was born from silent suffering that stayed lodged in the throat for years, seeking expression.
This book is not merely an invitation to witness a life—but a voyage into the depths of humanity, where words sprout from wounded flesh and meaning is shaped along the path of pain. Ledda is the narrator of the unseen face—unrecognized by official books, education systems, or historical power—but present in the memory of every human who has once been silenced.
With simple yet wounded language, Water, Father, Master places us at the heart of darkness to show that light isn’t only at the end—sometimes, the act of reading, of facing, of enduring, is the light itself.
Per i temi trattati mi ha ricordato un libro che uno o due anni fa aveva avuto molto successo, cioè L'educazione di Tara Westover. Entrambi raccontano percorsi di emancipazione da un ambiente oppressivo e violento grazie ad un'educazione tardiva. Eppure, mentre la Westover mi ha dato spesso l'impressione di esagerare gli eventi per fini sensazionalistici, con il memoir di Gavino Ledda non ho mai avuto quest'impressione. Molto belle e sentite le descrizioni della natura; gli episodi violenti sono descritti senza morbosità.
Quando un giornalista de “La Nuova Sardegna” chiese ad Abramo Ledda di accompagnarlo a Baddevrustana, egli, con il suo modo autoritario seppure quasi centenario, rispose: “Io lì non ci vado. Quello, per la mia famiglia, è stato un posto maledetto”. Abramo, in quasi un secolo di vita ha vissuto il cambiamento della Sardegna (ma anche di tutta l’Italia) da com’era stata per secoli con le sue tradizioni, i suoi riti, le sue usanze; dove un padre era un padrone, “capo” in una società fortemente patriarcale, fondata sul suo nucleo principale: la famiglia, a come la vediamo oggi. Gavino, primo di sei figli, a cinque anni fu ritirato da scuola dopo poco più di un mese, perché il padre lo voleva con sé all’ovile a Baddevrustana, perché la scuola non serviva, era addirittura “nociva” come dirà anni dopo Abramo ("Tu stai seguendo una strada sbagliata da cui ho cercato più volte di distoglierti. La tua è una fissazione, chi sei tu a pretendere di laurearti?”), quasi che il desiderio di acculturamento e ascensione sociale fosse un disonore. Il bambino si trovò così ad affrontare situazioni molto più grandi di lui, completamente solo (”Spesso facevo soliloqui. E a furia di star solo e di parlare con il mio intimo o con la natura tramite il silenzio, le parole per me stavano perdendo importanza”) e non poteva sbagliare a eseguire gli ordini del “padrone”, altrimenti erano botte, anzi veri e propri pestaggi (”Mi aggredì urlando come una furia e mi tempestò di colpi senza guardare dove andassero a finire, come si faceva con le bestie”) e lui, Gavino, era stato “fortunato […] Molti miei coetanei morivano come agnelli invernali nati in gelida notte che i loro padri non riuscivano a imboccare tempestivamente mentre sbucavano dall’utero della madre”. Ma Abramo era il padrone e non importava se Gavino fosse un bambino, secondo lui a sette anni “avrei dovuto essere un pastore completo” contribuendo a mandare avanti il bestiame e a coltivare la terra, perché a casa sua non si poteva stare “a cozzones a fogu” (“inoperosi”). In tutti gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, Gavino visse all’ovile, con solo poche puntate a Siligo per consegnare o ritirare merci e prodotti, perdendo i contatti con altre persone (ad eccezione di alcuni pastori), parlando solo a fischi o a versi con gli animali, ma anche con suo padre (“Non ero in grado di parlare con nessuno. Mi vergognavo e avevo soggezione della presenza altrui. Conoscevo solo le pecore.”). Verso i vent’anni iniziò la voglia di riscatto. Forse egli non era più in grado di proseguire quel tipo di vita fatta di fatica e umiliazioni (“[…] anche in Sardegna c’era una strada aperta a ogni pastore, una strada che si poteva imboccare senza leccare i Don. Era il banditismo. Una strada infida dove puoi sprigionare tutto quello zelo che ti prude sotto i muscoli […] Continuai ad essere bandito civile, come tutti i pastori.”) e seguì la strada più difficile, ma anche la più onesta. Dapprima fu la musica con le lezioni di Thiu Gellòn rubate alle rare trasferte a Siligo, poi il tentativo, fallito, di emigrare in Olanda e infine l’arruolamento volontario al corso sottufficiali dell’esercito. Qui, nonostante fosse arrivato praticamente analfabeta e senza quasi conoscere l’italiano, anche grazie all’aiuto di persone che hanno preso a cuore la sua situazione come il poeta Franco Manescalchi, inizio la sua personale scalata all’istruzione, che in realtà era forse una scalata sociale e di riscatto da una vita di privazioni. Gavino ce l’aveva fatta, non era più quel bambino percosso, umiliato e impaurito dei primi anni a Baddevrustana. La Sardegna nel frattempo era cambiata, si stava trasformando in qualcosa di diverso (e non so se migliore). “Quello che restava era un mondo già mutilato. Solo i vecchi, i bambini e lo scarto fisico e psichico che ne risultava in seguito alle selezioni delle emigrazioni e delle forze dell’ordine, si aggiravano in quei campi privati dei giovani sani.” E tutto questo forse Abramo non lo aveva mai capito né accettato.
از صفحهی ۸۶ تا ۸۹ حدودا بین چهار تا هشت صفحه حذف شده. طبیعتا من به صورت کامل بررسی نکردم اما قطعا اگر کل کتاب رو بررسی کنی به احتمال زیاد، حذفیات بیش از این خواهد بود. واقعا من نمیدونم که چرا انتشاراتیها حاضر میشن به هر قیمتی کتابشون رو چاپ کنند؟! اون صفحاتی که در بالا گفتم که حذف شده در واقع میشه گفت یکی از شاهکارهای طنز ادبی ایتالیای معاصر هستش. حالا گیرم در اون قسمتها جناب گاوینو لدا با دوستانش رفتن با خر و گوسفند و مرغ جماع کردند. مگر در داستان "خر و کنیز" مثنوی معنوی، خر با کنیز جماع نکرد اما انتشاراتیها آن را چاپ کردند؛ آیا باعث شد که ملت به پیروی از این داستان برن با خر جماع کنند؟ من نمیدانم که این قسمتهای حذف شده با اطلاع مرحوم سحابی حذف شده یا نشر مرکز برای خوش خدمتی حذف کرده ولی در هر حال نباید زیر بار این سانسور میرفت و کتاب را چاپ میکرد. آیا واقعا پانصد نسخه که آن هم چند سال طول کشید تا به فروش برسه، ارزش این رو داشت اینطور این کتاب رو لجن مال کنند؟ ********* درباره خود کتاب بابد بگم کتابی بیاندازه متاثر کننده بود؛ تا جایی که ناخواسته در جاهایی اشک به چشمانم میدوید. که انسانها در هر جای این کرهی خاکی باشند به نوبهی خود متحمل سختیها و مشقات فراوان میشوند، که از رنج و سختی گریزی نیست.
Gavino ci conduce nel suo passato, nella sua terra, mostrandoci quanto triste può essere la realtà di un bambino al quale viene strappato tutto; l'infanzia, l'istruzione, gli amici e la spensieratezza. Gavino figlio di un padre padrone, usato e sfruttato come mezzo di sussistenza per la famiglia. Ho scoperto con lui tante cose di cui ignoravo l'esistenza, ho vissuto con lui la povertà, la miseria, la paura e il terrore. E poi ho gioito per lui per la sua forza e la sua rinascita. Un libro che suscita tante emozioni e che difficilmente si dimentica. Un'autobiografia di una vita dura che ha saputo riscattare con coraggio.
"Vi giuro che se riesco a mettere piede fuori, non ci ritornerò più in questo luogo maledetto. Si vede che il Creatore quando ha fatto il mondo avrà chiesto aiuto al diavolo e gli avrà detto di fare la Sardegna."
Gavino's idyllic school days were cut short at the tender age of six. His father, with a stern practicality common in 1940s Sardinia, yanked him from the classroom and thrust him into the harsh reality of the family, a life tending sheep. This isn't a sentimental shepherd's diary, though. "Padre Padrone" is a stark memoir, the foundation for an award-winning film. Its strength stems from the raw, antagonistic relationship between father and son. It's a story of a tough upbringing culminating in a dramatic rebellion at 24.
The father figure here is devoid of warmth, even basic kindness. Instructions are barked, not explained, and mastery is expected immediately - milking, herding, anything. The slightest misstep, like enjoying a neighbor's song, earns a savage beating. Ledda masterfully paints a picture of these Sardinian hills, where bandits roamed free and women were valued no higher than "a sheep without a tail."
By the mid-fifties, the old ways were crumbling. Young people, lured by opportunities in Canada and Australia, began leaving the island. Gavino found his escape route through the army. Here, his fight for education was a point of pride. He used the army not just for escape, but to build himself up, to confront his father on equal footing and challenge the cruelty that had defined his life.
"Padre Padrone" unfolds slowly, drawing the reader into a world dominated by a terrifying, tyrannical father. The title itself, "My Father, My Master," reflects a double meaning. It describes the harsh reality of their dynamic, but also hints at Gavino's newfound joy in language, his exultation in the nuances of a vocabulary that had been denied to him for so long. By the time Gavino returns to Sardinia, his father seems diminished. Stubbornness remains, but it's overshadowed by a sense of pettiness, of a fading power. Freedom comes at a terrible price, but Gavino has finally won his right to choose his own path.
Gavino Ledda, fino all'età di circa diciotto anni, è stato praticamente analfabeta. Costretto fin da piccolo a lavorare come pastore da un padre dispotico e a volte molto violento, che teneva sotto il suo pugno di ferro ogni membro della numerosa famiglia. Eppure questo povero pastore analfabeta ha una volontà di ferro. Durante il servizio militare, prende la licenza elementare e media, supera con profitto un corso che non sarebbe stato assolutamente in grado di superare per mancanza di basi scolastiche, si laurea in glottologia e diventa pure membro dell'accademia della Crusca. Questo libro è la cronaca di questa persona straordinaria, di questo incredibile intellettuale.
Credo che chiunque, almeno una volta nella propria vita, debba leggere Ledda. Perchè questo libro sprigiona speranza da tutti i pori. Ci insegna che non è mai troppo tardi, anche se sembra non ci siano speranze. Gavino Ledda insegna che chiunque può farcela, basta avere forza di volontà.
Un grande libro, che mi ha commosso fino alle lacrime e mi ha dato la speranza di inseguire i miei sogni. Non posso che essere grata a questo piccolo, grande intellettuale sardo.
جبر جغرافیایی چقدر در تعیین مسیر زندگی یک فرد موثر است؟ انسان چگونه می تواند از سرنوشتی که برایش تعیین شده سر باز بزند و برخلاف جریان در جهت تعیین سرنوشت خود حرکت کند؟ پاسخ این سوالات را میتوان در زندگی گاوینو لدا جستجو کرد. گاوینو لدا در سال 1938 در جزیره ی ساردنی متولد شد. پدرش بنابر رسم پدر سالاری حاکم خود را ارباب او می دانست و به این ترتیب بود که گاوینو را در سن 6 سالگی مجبور به ترک تحصیل کرد تا درکار چوپانی کمکش کند. گاوینو در سال های طولانی تنهایی در صحرا در خود احساسات و ظرایفی را کشف کرد که پدرش و سایر چوپان ها آنها را بی ارزش می دانستند چرا که زندگی برای اهالی دهکده ی سیلیگو تنها به معنی تلاش برای بقا بود گاوینو خود زندگی خود در این دوران را به خوبی توصیف کرده است : "زندگی درختچه ی بخت برگشته ای که دست هوسباز باد بذر آن را در جایی نامناسب بالای دیواری یا لبه ی پرتگاهی نشانده باشد". ولی گاوینو که تا سن 20 سالگی بی سواد بود رفته رفته به یاد گرفتن موسیقی و ادبیات پرداخت و این گونه راه فراری از زندگی ای که پدر برای او تعیین کرده بود پیدا کرد ،از زیر سلطه ی "ارباب" بیرون آمد و بدل به یکی از نویسندگان بزرگ ادبیات ایتالیا شد. کتاب آب بابا ارباب داستان این مبارزه ی طولانی و این پیروزی بزرگ است از زبان خود او. مبارزه ای از یک طرف با خودش که سال ها به وحشت از پدر و اطاعت بی چون و چرا از او عادت کرده است و از طرف دیگر بر مناسبات حاکم بر جامعه که هرگونه تلاشی را که در جهت اطاعت گوسفند وارانه از ارباب نباشد مذمت می کند نویسنده می کوشد در کنار روایت داستان زندگی خود به کالبد شکافی جامعه ی استثمار زده ساردنی در میانه ی قرن بیستم بپردازد. جامعه ای که بر پایه ی اطاعت نوکر از ارباب و پسر از پدر بنا شده است. از نقات قوت کتاب نثر ساده و گیرای آن است که مرحوم مهدی سحابی به خوبی آن را به فارسی برگردانده است برادران تاویانی در سال 1977 اقتباسی سینمایی از کتاب را با همین نام کارگردانی کردند که برنده ی نخل طلای کن شد.
I destini simili di due persone che, percorrendo strade diverse, hanno raggiunto un obiettivo comune: il riscatto sociale e culturale. Entrambi hanno patito la povertà, avevano un padre che, anche se in modo diverso, ha scritto parte della loro storia, preparando loro un futuro senza speranza, ed entrambi hanno avuto la spinta finale per sfuggire a un destino già scritto grazie al servizio militare, via di fuga per cominciare una nuova vita. Alla fine, dopo tanti sacrifici e forza di volonta hanno raggiunto una posizione che nessuno riteneva possibile. Storie del nostro tempo.
Drammatico ma con momenti ironici legati alla vita pastorale e ad alcune millanterie dei piccoli pastorelli in tema di precocità sessuale. Ledda scrive in maniera semplice ma elegante e coinvolge con il ritmo narrativo che non rallenta mai. Consigliatissimo.
Un libro che mi ha sorpreso, pensando ad una noia facile mi ha invece letteralmente rapito a tal punto da immedesimarmi in Gavino, e provare nel mio io ciò che lui sentiva sulla sua pelle. La descrizione di un mondo vero, duro, crudo che è quello della pastorizia è fatta in maniera superba, come poteva fare solo una persona istruita a fare il pastore da quando aveva sette anni.
کتاب «آب، بابا، ارباب» نوشته گاوینو لدا، رمانی نیمه زندگی نامه است که به روایت زندگی نویسنده از کودکی در روستاهای فقیرنشین ساردینیا تا جوانی و تحصیلات دانشگاهیاش میپردازد. لدا در این کتاب با نثری روان و گیرا، تصویری واقعی و بیپرده از زندگی سخت و طاقتفرسای خود و خانوادهاش ارائه میدهد. این کتاب نه تنها داستان زندگی یک فرد، بلکه روایتی از جامعهای سنتی و بسته است که در آن فقر، جهل و سنتهای غلط، زندگی مردم را تحت تاثیر قرار داده است.
نقاط قوت کتاب * موضوعات مهم : کتاب به موضوعات مهمی مانند فقر، جهل، سنتهای غلط و تلاش برای رهایی از آنها میپردازد. این موضوعات نه تنها در جامعه ساردینیا در زمان نویسنده، بلکه در بسیاری از جوامع دیگر نیز وجود دارند و به همین دلیل، داستان لدا برای خوانندگان مختلف در سراسر جهان قابل لمس و مرتبط است. * شخصیتپردازی قوی: لدا شخصیتهای داستان را به خوبی و با جزئیات توصیف میکند. پدرش، شخصیتی پیچیده و متناقض دارد. او مردی سختگیر و خشن است، اما در عین حال، پدری مهربان و دلسوز نیز هست. خود لدا نیز شخصیتی مصمم و با اراده دارد که با وجود تمام مشکلات، هرگز از رویاهایش دست نمیکشد. این شخصیتپردازی دقیق و چندبعدی، باعث میشود که خواننده با شخصیتها همذاتپنداری کند و در احساسات و تجربیات آنها شریک شود. * نثر روان و گیرا: نثر لدا روان و گیرا است و خواننده را از همان ابتدا جذب داستان میکند. او با استفاده از زبانی ساده و صمیمی، به خوبی توانسته است احساسات و افکار خود را به خواننده منتقل کند. توصیفات زیبای او از طبیعت ساردینیا و زندگی روستایی، از دیگر نقاط قوت کتاب است. * روایت صادقانه و بیپرده: لدا با صداقت تمام، چالشها و موانعی که در مسیر زندگیاش با آنها روبرو بوده را به تصویر میکشد. او از بیان سختیها و مشکلات زندگی خود و خانوادهاش ابایی ندارد و همین امر، باعث میشود که داستان او برای خواننده تاثیرگذارتر باشد. در مجموع، کتاب «آب، بابا، ارباب» رمانی است که ارزش خواندن دارد. «آب، بابا، ارباب» اثری است که میتواند مخاطب را با خود همراه کرده و او را به فکر فرو ببرد. این کتاب تصویری واقعی از زندگی در شرایط سخت و دشوار ارائه میدهد و نشان میدهد که چگونه میتوان با امید و تلاش، بر سرنوشت خود غلبه کرد.
How do you recommend a book about servitude that borders on slavery, desperate poverty, illiteracy, child mistreatment, oh, and bestiality? Well, I recommend it completely, in fact, it's one of my favorite books. What could easily have been an unspeakably depressing memoir of poverty and cruelty in a primitive society, instead is evokes a kind of poetry in the barren landscape, that transforms the book beyond a familiar story of "overcoming adversity." Although it is indeed that, there are no cliches, no "modern" explanations added to leave the reader feeling comfortable and superior. And for all the horrors depicted, both human actions and the brutal whims of nature, the book has a great wit and self-awareness. Ledda's writing style is so minimal and flowing, that the reader forgets that this is not effortlessness, but a rare example of excellent autobiographical writing.
Una storia di sfruttamento e riscatto. Umiltà e orgoglio, poveri contro poveri, un vero scontro tra generazioni e epoche, il racconto di una terra arcaica e brutale, ma da cui non ci si stacca se non a malincuore. Una lettura straordinaria, goduta a pieno è assolutamente da consigliare.
كتاب خوبى بود، اما تا نيمه كتاب و حتى بيشتر نويسنده از كودكيش گفت!اما دوره جوانى رو خيلى زود پيش رفت و تموم كرد!اولش يكم كتاب كُند پيش رفت اما در آخر خوب شد.. كتاب داستان تلاش يه انسان بود كه قابل ستايشِ!
„Ale nie byłem już uczniem. Stałem się pasterzem. Osioł wciąż stukał kopytami, pozostawiając w tyle szkołę i mych kolegów, których na zawsze zachowałem w pamięci. Odwróciłem się i z grzbietu zwierzęcia patrzyłem na szkołę. Podskakując przy każdym jego ruchu, odnosiłem wrażenie, że szkoła cała drży, jakby słowa ojca poruszyły nią niczym trzęsienie ziemi. Wkrótce nawet szczyt jej dachu zniknął z mego pola widzenia. I tylko głęboko w wyobraźni utrwalił mi się jej żywy obraz. Pozostawiając za sobą ostatnie chaty Siligo, znaleźliśmy się po jakimś czasie w otwartym polu. Osioł dreptał szybko po piaszczystej i wysypanej żwirem drodze. Stawiając ostrożnie kopyta miedzy kamieniami, pospiesznie oddalał się od Siligo: wiózł mnie zupełnie tak samo jak żarcie dla psa, paszę dla świń czy nasiona, którymi ojciec zasiewał ugór. Ja też czułem się podobny do ziarna. Miałem wzejść samotnie na naszym polu, zgodnie z rządzącymi tu prawami przyrody.”
Witajcie w świecie, w którym życie kilkuletniego Gavino odmierzane jest w rytmie szczekania psów, uderzania siekiery w drewno, ryku osła i beczenia owiec. W książce „We władzy ojca” Ledda opowiada swą zbeletryzowaną autobiografię, pełną samotności i życia zgodnego z prawami przyrody rządzącymi sardyńskimi pasterzami.
Jego ojciec uznaje, że obowiązkowa w życiu jest tylko bieda, a nie obowiązkowe nauczanie w szkole wprowadzone przez włoski rząd. W związku z tym wkracza pewnego dnia do klasy i zabiera stamtąd pięcioletniego syna prosto w paszczę samodzielności, by w ciagu jednego dnia z ucznia stać się pasterzem i sługą swego ojca. Od tej pory czytamy o życiu w milczeniu przyrody, którą zawsze przerywa przybycie brutalnego ojca.
Ledda do dwudziestego roku życia żyje w zgodzie z naturą, ale też pod nieustanną musztrą i przemocą ze strony ojca. Książka jest opisem dramatu patriarchatu, ale Gavino hoduje w sobie chęć ucieczki. Czuję, że jest stworzony do czegoś większego. Gdy emigracja nie dochodzi do skutku, to wybiera wojsko. Jednak nie jako źródło kariery, ale wiedzy. Tutaj fascynującym staje się fakt, że autor pozostał analfabetą do 20. roku życia. Dzięki samozaparciu zalicza kolejne egzaminy, uczy się włoskiego, ponieważ dialekt sardyński był wówczas w oczach innych kpiną.
„We władzy ojca” doczekała się ekranizacji, ale nie wątpię, że jej największe piękno pozostaje w słowach. Język książki jest surowy niczym krajobraz i trudy dzieciństwa autora. Nie brakuje mu jednak lirycznego zdobienia, które przenosi czytelnika w świat pasterzy, a potem dojrzewającego mężczyzny, który z rosnącej wiedzy i znajomości języka czyni oręże walki z opresją i rządami ojca.
To niewątpliwie kolejna „książka życia”, którą będę Wam nachalnie polecać! :)
چیزی که من آن همه به آن عشق میورزیدم نمیتوانست حتی به فکر پدرم خطور کند. از نی لبک هایی که خودم برای خودم میساختم و از سازدهنی که همیشه در جیب داشتم به این عشق سرکوب شده ام پی میبرد. اما تنها سازی که به اعتقاد او میتوانستم بزنم ساز 《کار》بود، تنها نوایی که باید با او گوش میکردم موسیقی سرنوشت اجتماعیمان بود. مارش عزای اجباری کار هر روزهمان با بیل، با گاوآهن، زیر چتر و دمبال گوسفند ها در هوای یخبندان: موسیقیای که برای نوازش گوشها و ارضای علاقهی سوزانم از بس هم بستر بود.
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بد از آنکه تصمیم گرفتم خودم را با محیط تازه وفق بدهم تنها چیزی که کمکم میکرد و نمیگذاشت خودم را ببازم این بود که با همهی وجودم تصمیم داشتم موفق بشوم. ____
این پدر هایی که اینطور سروری میکنند به عمرشان دوکار بیشتر نکرده اند : تا مدتی فرمان برده بعد هم فرمان دادهاند. ____ ؛
Początkowy niesmak wynikający z, w mojej opinii, zbyt prostej formy narracyjno-fabularnej przepadł. Zastąpiło go poczucie, że Ledda w tej autobiograficznej powieści przedstawił 1) horror dzieciństwa wielu Sardyńczykow, 2) marginalizację wyspy i protekcjonalną postawę kontynentalnych Włoch, 3) panoramę zachowań społecznych połowy XX wieku, 4) promyki nadziei na przyszłość, 5) świetnie sportretowanych, żywych, pogłębionych bohaterów.
Słyszałem, że w tej serii PIW-u nie wychodziły rzeczy słabe. I choć konwencjonalności formy na początku mnie od tego przekonania odciągała, tak przełom, jaki w literaturze sardyńskiej, włoskiej i światowej przyniosło “We władzy ojca”, sprawia, że na razie trudno mi się z taką tezą nie zgodzić.
نویسنده ,داستان را بر اساس زندگی واقعی خود نگاشته است و می تواند به عنوان یک تک نگاری در دو موضوع مورد استفاده قرار گیرد: ۱- سیستم پدرسالارانه ۲- فرهنگ دهقانی
نیمه اول کتاب به نظر من جذابیت و رنگ و لعاب خوبی دارد اما در نیمه دوم به تدریج کمی رنگ و رو رفته می شود. درنهایت، با توجه به این که نویسنده تا اوایل سنین جوانی (۲۰ سالگی) بی سواد بوده است، نوشتن این کتاب کار بزرگی تلقی شده و می شود ...
Padre padrone è un romanzo autobiografico scritto da Gavino Ledda nel 1975, in cui l’autore racconta la sua infanzia e giovinezza in Sardegna, dominata dalla figura autoritaria del padre. Strappato dalla scuola a soli sei anni, Gavino viene costretto a lavorare come pastore, vivendo in solitudine e privazioni. Tuttavia, la sua voglia di emancipazione lo spinge a ribellarsi, a riprendere gli studi da autodidatta e infine a ottenere una laurea, rompendo così il destino imposto dalla sua famiglia e dalla cultura arcaica della sua terra.
Uno dei punti di forza del libro è la straordinaria capacità di Ledda di descrivere il conflitto tra tradizione e modernità, tra obbedienza e autodeterminazione. La sua scrittura è intensa e diretta, capace di trasmettere il senso di oppressione e di isolamento vissuto dal protagonista. La narrazione è anche un importante documento antropologico sulla vita pastorale sarda del Novecento, mostrando le rigide gerarchie familiari e sociali dell’epoca.
Padre padrone è un libro consigliato a chi ama le storie di riscatto personale, la letteratura autobiografica e le opere che esplorano il rapporto padre-figlio in contesti culturali particolari. È una lettura toccante e potente, che offre una riflessione profonda sulla libertà, sull’educazione e sulla possibilità di cambiare il proprio destino nonostante le difficoltà.
Un libro di una pesantezza assurda. Stile lento e noioso, ridondante in certi punti. Protagonista-narratore che personalmente ho trovato insopportabile. Storia che a livello storico non mi dice nulla di nuovo e a livello umano mi ricorda quanto l'uomo a volte faccia proprio pena. Neanche i Malavoglia hanno toccato tanta penosità nelle vicende della loro vita: almeno quella a tratti era una storia anche interessante, con dei personaggi decenti. Ed erano inventati. In Padre padrone invece, che è la biografia dell'autore, tutti i personaggi sono veri, e non ce n'é uno che mi sia piaciuto. Alla fine ho dovuto abbandonare il libro a 50 pagine dalla fine perchè mi era proprio presa la nausea. Non credo che lo riprenderò mai.
���l���ordine sociale del pastore coincideva con un intimo ordine naturale divenuto biologico. Contravvenire alle leggi del padre equivaleva, dunque negare l���ordine naturale e immutabile delle cose���
Gavino Ledda prende il coraggio di contravvenire all���ordine imposto dal padre che presto si trasforma in padrone. A 20 anni l���autore �� ancora analfabeta dopo 8 anni (circa) riesce a laurearsi.
Un libro che racchiude in se paure, violenze, terrore. Ma anche la speranza, la volont�� e la voglia di lottare, perch�� in fondo non �� mai troppo tardi per ricominciare���.!!!!!
"Tutto suggeriva che se volevo farmi crescere ali capaci di volare dovevo farmele spuntare altrove"
Quando mio nonno ha saputo che stavo leggendo questo libro, mi ha detto "quando leggi di Gavino, pensa a me. L'unica differenza tra noi è che lui aveva il padre, io avevo i padroni". Davvero interessante, mi è piaciuto molto il cambiamento di stile e di lessico in sintonia con la maturazione fisica, emotiva e culturale del protagonista. Essendo un'autobiografia, poi (la prima che leggo, tra l'altro, hmm), l'introspezione psicologica è massima. Cosa che mi gaaaarba molto.
Great book that was the source of the famous movie. Exciting, moving, dramatic story, convicing on every page. There are some scenes that really make great literature. The way the protagonist succeeds in escaping his very rudimentary upbringing is amazing and deserves the deepest respect.
تلاشش برای رهایی از سلطهی پدرش قابل ستایشه بیشتر از دوران کودکیش صحبت کرده و دوره جوانیش رو خیلی مانور نداده بود روش، و خیلی سریع کتاب رو بسته. به نظرم یه کم بیشتر باید این دوره رو راجع بهش صحبت میکرد. در کل واقعا عالی بود و انگیزهدهنده تاحدودی. ترجمه هم که حرف نداشت 🌱
Autobiografia di un riscatto e di una consapevolezza faticosamente maturata, "Padre Padrone" di Gavino Ledda rappresenta una pietra miliare dello scontro generazionale al centro del dibattito dei primi anni settanta. Il romanzo - vincitore del Premio Viareggio Opera Prima - offre una cruda rappresentazione del mondo pastorale sardo degli anni '50, un universo in cui la vita era scandita da ritmi immutabili e da un'aspra lotta per la sopravvivenza. La narrazione, in un primo momento, è incentrata sull'infanzia di Gavino, caratterizzata da un vero e proprio calvario di privazioni, ignoranza e soprusi. Strappato dal padre dalla scuola primaria dopo appena poche settimane di lezioni, il piccolo Gavino viene di fatto condannato all'analfabetismo per aiutare nel duro lavoro all'ovile, a Baddhevrùstana (Valle Frondosa), lontano dalla piccola cittadina di Siligo. Con il trascorrere del tempo, il carico di lavoro sulle spalle del bambino aumenta inesorabilmente, senza alcuna possibilità di svago e di riposo: oltre alla mungitura delle pecore all'alba e al tramonto, lo attende l'estenuante fatica nei campi e nelle vigne prese a cottimo. In un'età delicata, cruciale per l'apprendimento del linguaggio umano, Gavino passa quotidianamente diverse ore in completo silenzio e nella più totale e desolante solitudine, completamente al di fuori del consorzio umano. Il silenzio della campagna sarda, spesso interrotto solo dal belato delle greggi o dalle urla paterne, diventa così metafora dell'isolamento culturale e affettivo in cui Gavino è forzatamente immerso. Tuttavia, crescendo, con una forza di volontà incredibile e ammirevole, Gavino riesce ad affrancarsi grazie al potere liberatorio della cultura e dell'istruzione. Il vero spartiacque nella sua vita è segnato dal servizio militare. L'allontanamento forzato dalla Sardegna e dalla tirannia paterna, sebbene inizialmente traumatico, si trasforma in un'occasione inaspettata. È infatti nel rigido ambiente della caserma che Gavino sperimenta per la prima volta un contatto significativo e prolungato con persone provenienti da contesti diversi. La necessità di comunicare, di integrarsi, lo spinge con ancora maggiore determinazione verso lo studio e, lontano dagli sguardi inquisitori del padre, egli può finalmente dedicarsi con assiduità ai libri, imparare a leggere e scrivere correttamente l'italiano, e apprendere le nozioni impartite dai superiori durante la coscrizione. Il periodo della leva è una vera e propria illuminazione: non solo Gavino acquisisce le basi dell'istruzione formale che gli erano state negate (riuscendo persino ad ottenere la licenza media), ma sviluppa anche una coscienza critica di sé e del mondo. Comprende la profondità del suo isolamento precedente e l'ingiustizia finora subita. La conquista di una corretta conoscenza della lingua, più che un semplice strumento comunicativo, si trasforma in un atto di ribellione, in una chiave per aprire le porte di una nuova realtà, una dimensione in cui il pensiero può finalmente liberarsi dalla gabbia dell'ignoranza. Il ritorno a casa segna lo scontro, financo fisico, con il sistema di regole obsoleto e tirannico, rappresentato appunto dal padre padrone, che non ammette deroghe a una vita intesa come animalesco tentativo di avanzamento sociale attraverso il lavoro, incapace di comprendere il valore della conoscenza e dell’emancipazione culturale che suo figlio ha faticosamente conquistato. Naturalmente, la volontà di riscatto e di autodeterminazione di Gavino avrà la meglio: una volta diplomatosi, sebbene non specificato nel testo, l'autore alcuni anni dopo riuscirà a laurearsi in glottologia, dando prova della sua determinazione e del suo proficuo impegno.
Unico appunto che ha influito sul mio giudizio personale: la narrazione, a mio avviso, risulta essere molto più avvincente nelle pagine finali (indicativamente dal servizio militare in poi), che però ho trovato piuttosto scarne se rapportate a quelle iniziali, ricche di dettagli e minuziosità. Quasi come se l'autore avesse avuto fretta nella conclusione del romanzo, sul quale, ad onor del vero, desiderava «andare più in profondità» (come ha di recente ribadito in un'intervista) ma che, per ragioni editoriali, e stato accettato così com'è. Ciononostante, resta uno dei libri maggiormente in grado di mostrare quanto la cultura sia in grado di cambiare l'essenza delle persone, evidenziando uno sconto tra epoche e generazioni inconciliabili.
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