Keiko Takemiya (竹宮惠子), earlier known as 竹宮恵子 (note: it's the first kanji in her given name, 恵→惠) is a Japanese mangaka.
She is one of the 24-Gumi (Magnificent 49ers), the group of female manga artists that pioneered the shoujo genre. Professor of manga studies at Kyoto Seika University.
Sono giunto a questo manga seminale del genere space opera grazie a dei disegni esposti in una mostra al British Museum.
Lo consiglio vivamente!
Questo fu il primo manga che Takemiya scrisse anche per ragazzi (si faceva e si fa, ancora, in Giappone, una distinzione tra manga per ragazze e manga per ragazzi, anche se poi li leggono tutti). Questo passaggio da atmosfere melodrammatiche e romantiche a situazioni più cupe e disastrose è forse la chiave per interpretare questo piccolo capolavoro.
La mangaka pone al centro dell'opera il dibattito su cosa ci renda umani o meno, e rende i protagonisti delle diverse parti in causa tutti ugualmente apprezzabili. Il suo tratto è solo abbellito dai primi piani in stile shojo che si contrappongono a vicende di scontri e guerre, dove la vera vittima è l'emotività umana.
Più volte, nel corso della lettura, ho trovato il suo modo di gestire la narrazione delle diverse parti in causa simile al modo in cui oggigiorno si scrivono le serie TV, con un'attenzione importante per i personaggi secondari e di sfondo.