Georges Joseph Christian Simenon (1903 – 1989) was a Belgian writer. A prolific author who published nearly 500 novels and numerous short works, Simenon is best known as the creator of the fictional detective Jules Maigret. Although he never resided in Belgium after 1922, he remained a Belgian citizen throughout his life.
Simenon was one of the most prolific writers of the twentieth century, capable of writing 60 to 80 pages per day. His oeuvre includes nearly 200 novels, over 150 novellas, several autobiographical works, numerous articles, and scores of pulp novels written under more than two dozen pseudonyms. Altogether, about 550 million copies of his works have been printed.
He is best known, however, for his 75 novels and 28 short stories featuring Commissaire Maigret. The first novel in the series, Pietr-le-Letton, appeared in 1931; the last one, Maigret et M. Charles, was published in 1972. The Maigret novels were translated into all major languages and several of them were turned into films and radio plays. Two television series (1960-63 and 1992-93) have been made in Great Britain.
During his "American" period, Simenon reached the height of his creative powers, and several novels of those years were inspired by the context in which they were written (Trois chambres à Manhattan (1946), Maigret à New York (1947), Maigret se fâche (1947)).
Simenon also wrote a large number of "psychological novels", such as La neige était sale (1948) or Le fils (1957), as well as several autobiographical works, in particular Je me souviens (1945), Pedigree (1948), Mémoires intimes (1981).
In 1966, Simenon was given the MWA's highest honor, the Grand Master Award.
In 2005 he was nominated for the title of De Grootste Belg (The Greatest Belgian). In the Flemish version he ended 77th place. In the Walloon version he ended 10th place.
En la novela hay suficientes elementos de la literatura de Simenon para que guste, aunque a mí me ha faltado uno, quizás el más importante.
Una nueva trama de relaciones entre individuos corrientes, sin nada que los haga especiales, entre los que surge un conflicto causado por una de nuestras muchas miserias como especie. En este caso, una chiquilla despliega caprichosamente su poder de seducción ante dos hermanos.
Aunque el planteamiento no podía ser más atractivo, el resultado no es lo satisfactorio que uno pudiera esperar del autor. No he encontrado ese ambiente sórdido, no me ha producido esa inquietud, ese desasosiego que me produjeron sus otras obras y que es aquello que para mí marca la gran característica de su literatura, al menos de la que a mí me gusta.
Esta es una obra primeriza en la carrera del autor, quizás no había llegado todavía a la maestría con la que me ha encandilado en otras ocasiones.
Certainly, Simenon is a great writer. Nevertheless, I was winning over this novel, which is not in a detective genre, in which Maigret does not intervene but which, from start to finish, attests to perfect mastery. The atmosphere is oppressive to perfection; the "uneasiness" that Edmée experiences, her stubbornness and hysteria, the fatality which weighs on all protagonists. Their crude and brutal character, their lust, resignation, their lechery too, the climate's austerity and Limburgish customs, all this is given with force. Great art.
“Non aveva forse sentito una minaccia nell'aria fin da principio?”
Oscurità, pioggia battente e il vestito nero di Edmée. La giovane protagonista è seria, altezzosa. Non rivolge né sguardi né parole a nessuno durante il viaggio che da Bruxelles la conduce al piccolo villaggio di provincia. Rimasta orfana è attesa da parenti ma incontrati prima. Verso l'ignoto...
Non solo il buio del cielo; non solo il nero degli abito. Una tetraggine negli animi dei protagonisti di questa storia che sono segnati dal tragico destino fin dalle prime battute.
Merveilleux!
”La vita scorreva tranquilla, eppure serpeggiava l'inquietudine. Tutto era inquietante, perfino il silenzio profondo della casa quando non c'erano estranei a interrompere il ritmo troppo regolare della vita.”
Después de la muerte de su padre médico, la joven Edmeé (no Demeé como la nombran en el comentario), ahora huérfana, se ha visto obligada a mudarse de la ciudad cosmopolita a la granja de sus tíos, campesinos, gente simple, en las tierras de Flandes.
Su despertar sexual y su astucia citadina, despectiva pero asombrada respecto a sus extraños familiares, la lleva a desarrollar su red con artimañas, coqueteos y manipulaciones, con lo cual logra que toda la familia, y en especial sus dos primos, giren en torno a ella.
Una buena historia, sin la sutileza que desarrollaría Simenon en sus escritos más tardíos, y teñida de un dramatismo juvenil, con aires de tragedia griega.
A oggi lo ritengo fra i romanzi migliori di Simenon. Si racconta dell'arrivo di una cugina nella vita della famiglia Van Elst, proprietari, nella zona delle Irrigations, di una immensa distesa boschiva nella zona dei canali, della provincia di Limburgo. Questa cugina, Edmèe, ha una personalità controversa, e pur catapultata in una realtà assolutamente distante, accentuata da barriere linguistiche (francese/fiammingo) e di stile di vita (città/ambiente rurale) riesce ad assumere il controllo psicologico dei parenti. Pur essendo un romanzo praticamente privo di azione, la tensione e il pathos sono invece costanti ed elevati. Fin da poche pagine dopo l'inizio si intuisce che il dramma è in arrivo. Non si capisce quando e quanto; ma si avverte che è dietro l'angolo.
Eccezionale, forse più che in altri libri, la descrizione climatica e geografica di luoghi a noi veramente distanti; così come la caratterizzazione fisica dei personaggi; in quanto quella psicologica è una costante di (quasi) ogni lavoro di Simenon
- Ceviri cok iyi. Oktay Rifat farkini hissediyorsunuz her satirda.
- 16 yasindaki yeniyetme bas karakter cok sinir bozucu ve gercek.
- Her an yasanacak bir felaketi bekleyerek, diken ustunde okuyorsunuz. Hikaye, aslinda kirilma noktasindan cok daha once yon degistiriyor, bu detaylandirma hosuma gidiyor.
- Son olarak, polisiye romanlarda genelde olay anlatiminin basinda gordugumuz cinayet, burada romanin son kisminda yer aliyor. Bir nevi okurun intikami aliniyor denebilir.
Georges Simenon okumaya devam edecegim.
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Improvvisamente orfana, Edmée si trova trasferita dalla capitale Bruxelles a condividere una nuova esistenza con la famiglia degli zii in una desolata località del Limburgo. Non solo per l’ignoranza della lingua fiamminga, unico idioma per gran parte della comunità, ma soprattutto per il delicato aspetto fisico ed i modi raffinati, la “cugina di città” è (e non fa nulla per evitarlo) un vero corpo estraneo che respinge e attrae pericolosamente zii e cugini, soprattutto i due maschi, fungendo da detonatore di tensioni mai risolte e solo celate dietro il rispetto delle regole ataviche che governano l’andamento della famiglia e de “Les Irrigations”, l’enorme tenuta circostante.
Simenon questa volta lascia da parte Parigi e altri contesti urbani e compone uno dei suoi, più rari ma ugualmente efficaci, dipinti di campagna, illustrando con poche efficaci pennellate un ambiente che sembra richiamare i paesaggi di “La vedova Couderc”.
Tuttavia, al posto della campagna della regione francese del “Centre” sfolgorante di sole, l’autore pone a sfondo di questo racconto l’inospitale scenario di una regione belga di cui sembra di percepire l’umidità malsana e penetrante nella casa isolata tra i filari di pioppi e “i canali che tagliavano i prati in tanti rettangoli”.
In questa scenografia magistralmente evocativa si compie il dramma dei Van Elst, mentre la pioggia scroscia incessante sui tetti fradici, sui laghetti ghiacciati, sulle chiuse e i canali, sui destini senza speranza dei miseri abitanti, figurine sgraziate che sembrano uscite da un dipinto di Bruegel.
Soffro di una forma di masochismo letterario recidivo. Il sottofondo malinconico, le atmosfere cupe e brumose, la percezione di solitudini laceranti e insanabili, il silenzio claustrofobico, i personaggi tormentati e i drammi consumati che costituiscono l'impalcatura dei romanzi di Simenon, mi spengono. Ma, in un continuo gioco ad incastro di attrazione e repulsione, imperterrita, continuo a cibarmi dei suoi piccoli capolavori fermi e compiuti. Le descrizioni vivide e meticolose dei luoghi e dei personaggi offrono una lettura paragonabile all'osservazione estasiata di dipinti realisti, mentre l'angoscia che le incornicia rende faticoso sostenere la trama fino alla fine.
le atmosfere cupe e meste del belgio, gli equilibri delicati di una famiglia qualunque (ma segnata da stranezze e malattie), una ragazza eterea e morbosa che sconvolge la calma apparente- portando con sé una scia di eventi luttuosi, gli affari che si mischiano con la quotidianità e l'irruenza quasi bestiale dei sentimenti. un libro breve e nerissimo, senza una parola di troppo- in cui si intuisce fin dalla prima pagina un epilogo drammatico. ennesima conferma della bravura di simenon.
According to biographer Patrick Marnham, Simenon considered this work his first roman dur. A year previously, Simenon had published The Flemish House in his Maigret detective series. Like that book, the instant work is set in Belgium, and it is somewhat based on some of his Flemish relations. While with Halloween approaching in a couple weeks I had planned to read a novel in the ghost story or horror genre, this book contains enough horror, I might just skip it.
My 1952 English edition also contains "The Ostenders"[1947].
The story begins with the protagonist, Edmee Van Elst, 16 years old, traveling from her urban home Brussels, the recently orphaned daughter of a doctor, to the rural farmhouse home of her mother's brother where Flemish is the predominant language and which she does not know speaking only French. Upon her arrival she learns her uncle has just died from gangrene. Her aunt only speaks Flemish, and Edmee is left to imagine what her aunt thinks about her. The oldest cousin, Fred, 21; his brother Jef 19, sister Mia 17, and 3 younger children. Edmee meets another maternal uncle Louis who tries to help the family after the death of their patriarch who unexpectedly left the farm in dire financial straits. He comes in conflict with Fred who has has been abusing the remaining family so he can carouse and whore in the city.
Edmee does not become close with Mia who she dislikes along with the women of the district who appear too plump for her tastes. She doesn't have much affection for the family who she considers backwards and diagnoses each family member with some type of medical condition from the knowledge her deceased doctor father gave her. Edmee has a lot of critical thoughts on her family and the other locals during the course of the novel. While Fred passes himself off as a sophisticated businessman, Jef is the humble, jack of all trades worker on the farm who actually gets things done, but is socially awkward and backwards.
Edmee begins to become "close" with Jef one day when she discovers him butchering a squirrel he had killed, apparently in preparation of having a snack. Edmee is given a potato partially smeared with squirrel blood to eat. Later at the family's dinner table, Edmee asks Jef if she can have the squirrel skins Jef collects in order to make a coat. Mia informs her that this is not the type of squirrel for such endeavors, Mia responds "Why not, if I want one?" Jef does her bidding.
It starts one winter's afternoon, when Edmee convinces Jef to take her home in the carriole while the other family members are skating and sledding. Edmee has the following question and answer session with Jef:
"Don't you feel anything when you kill an animal?" "Nothing special... Why?" "And if it was a big animal?" "Once we got a wild boar." "And if it were a human being?"
Jef doesn't respond, Edmee asks whether Fred can hunt and whether he is afraid of Fred, Jef informs her that is not Fred's thing. Edmee then asks Jef if he has ever done anything "dangerous" and informs him she could never love a man who wasn't "capable of killing, of real killing, of risking his neck." Later Edmee tests Jef by challenging him to steal the stones of the church's pyx which she believes are extremely valuable.
Shortly thereafter, a disaster occurs on the nearby canal. A barge is damaged and quickly draws on water. The two horses pulling the barge are dragged into the water and caught up in their ropes and harnesses, and despite struggling to keep their heads above water, are drowned. In the interim, everyone is looking for Jef who is the only one who might be able to save the day, but he is absent... off stealing the jewels from the church. He returns after the sinking, dives in the canal and retrieves the wallet of the barge's skipper. The church theft loses its thrill when Edmee learns the stones were not precious, but merely glass.
Due to the blockage of the canal, there is a backup of barges. A man makes a remark about Edmee to Fred, who begins looking at her with different eyes. Edmee is considered a beauty in these parts due to the angular aspects of her features, a sharp contrast to the chubby locals. One Sunday morning, Edemee does not go to mass with the family and Fred - who always sleeps in and claims to attend a later mass - attempts to molest her. Edmee scratches his face. While Edmee does not tell on Fred, she received satisfaction from his fear that she will do so.
Shortly thereafter, Jef steals the platinum lightening rod from the church and melts it to form a metal "E "on a homemade box which he presents to Edmee. After an illness, Edmee loses interest in her squirrel skin coat and the box. While going for a walk in the woods, she is accosted by Fred whose attempt to rape her fails when he is interrupted by a youth of the region who is accidently killed by Fred when he won't agree to not tell on Fred. Fortunately, Jef arrives on the scene and helps conceal the body in the canal.
I could go on... the book ends with Edmee marrying Fred and then being raped and murdered by Jef. The inspector asks Jef why, and Jef responds "What would you have done in my place?" This is a haunting book containing horrors that are too often part of everyday life.
Again Simenon masterfully evokes time and place. One does not doubt that this is an accurate portrayal of the Flemish countryside in the first quarter of the 20th century. The characters are complex. One struggles with how to judge Edmee. She comes off as manipulative and hateful at times, but does not live beyond her teen years. She is shocked into seclusion and illness by the killing of the witness to the attempted rape. A couple passages to illustrate my point:
1. "They had to pass the head sluice, and Fred made an effort not to look in that direction. So did Edmee. They had returned from the cemetery where every tomb was covered in flowers. Here was another one that was only covered by grey, wintry water."
2 "At last Edmee thought of looking down. They had just crossed one of the ditches. The ice there was smoother than elsewhere and a whole line of boys and girls shot past on their skates.
Under their feet Edmee noticed a patch of red. Letting go of Fred's arm, she walked over to examine it.
The ice must have been three or four inches thick. The red object was just beneath it, and looking closely she could clearly make out the form of a beret. The ice seemed to act as a magnifying glass and she could even see the stitches of the knitting."
Edmee is haunted as much as the reader.
I understand a movie was made of this book, but it does not appear to be available in the US.
Everest Yayınları çok başarılı bir iş yaptı ve usta isimlerin Simenon çevirilerini yayınlamaya başladı. Simenon Türkiye'de hep sevilen bir yazar olmuş. Şimdilik Sait Faik çevirisi 'Yaşamak Hırsı' ve Oktay Rifat çevirisi 'Kanaldaki Ev' çıktı. Devamı da gelecek. Kanaldaki Ev karanlık ve depresif bir kitap. İlk sayfadan itibaren bizi bir felaketin beklediğini biliyoruz. Durmadan yağan yağmur, hissettiğimiz soğuk ve çıkmayan güneş sıkıntıyı hissettiriyor. Simenon en büyük ustalığı olan, süslü cümlelerden, sıfatlardan, tanımlamalardan uzak kalarak bir aile trajedisini en derinden yaşatıyor bize. Kısa cümleleri derin anlamlar için yeterli.
Simenon schreef, naast de Maigrets, een aantal ‘romans durs’. Dit is er een van. De sfeer is, van bij het begin, geladen. Een jong meisje dat haar ouders verloor, komt inwonen bij haar Vlaamse familie. De ambigue aanwezigheid van haar twee neven wekt bij haar gevoelens die ze nooit eerder voelde. Ze wordt meegesleurd in een duistere spiraal van feiten en verlangens.
Romanzo appartenente alla prima fase della produzione di Simenon, contemporaneo ai primi Maigret, ‘La casa sul canale’ non ha la potenza di altri suoi romanzi succesivi ma mostra il talento e l’istinto sicuro del narratore nato. La lunga sequenza iniziale con il solitario viaggio in treno della sedicenne orfana Edmée, chiusa nel suo dolore, attraverso il Belgio lascia presagire, senza dire nulla di esplicito, il dramma che seguirà: tanti decenni prima che si parlasse di ‘show and tell’, Simenon fa capire gli stati d’animo dei personaggi da semplici gesti, senza mai entrare nei loro pensieri. Il romanzo si svolge nel Limburgo, fazzoletto d’Europa che la Storia ha posto all’incrocio tra Belgio, Paesi Bassi e Germania, nota solo per uno dei suoi paesini diventato celebre solo di recente e in fondo per caso: Maastricht. Ottimo allievo di Maupassant, Simenon traccia un racconto in stile naturalista, creando una delle sue prime donne fatali (rispetto al maestro, ammiratore della Comune e ateo dichiarato, la principale differenza del Nostro, conservatore e sempre ripettoso della Chiesa, pur non sentendosene parte, è politica). Di nessuno sapremo il cognome, della zia e delle cugine più piccole nemmeno il nome. Anche la casa dei ricchi cugini agricoltori è in lutto: anche loro padre è morto da poco. In questa situazione fluida la cugina di città, povera ma figlia di un medico, si inserisce con diffidenza e un po’ di alterigia, tenendo a distanza la coetanea Mia e giostrandosi tra i due fratelli ventenni, Fred, tronfio dell’autorità di primogenito di cui è stato investito, e Jef, sorta di Quasimodo goffo e sgraziato ma onnipresente, lavoratore instancabile e tuttofare indispensabile. Né la madre dei ragazzi, ‘una santa’, né l’autorevole zio materno Louis riescono a costituire un’autorità certa e la famiglia rischia di sfaldarsi, con i giovani abbandonati ai loro istinti: Edmée dapprima affascina Jef ed è a sua volta affascinata dal sangue degli scoiattoli a cui lui dà la caccia per scuoiarli, poi provoca ripetutamente Fred, pur sapendo delle sue amanti o forse proprio per questo, come se volesse spingerlo ad approfittare di lei. Alla fine, femmina cacciatrice esperta nonostante l’età, si legherà davvero a lui solo quando lo avrà visto umiliato davanti al resto della famiglia, per dettargli le sue condizioni; ma dal ghiaccio della pista da pattinaggio, già teatro di seduzione, emerge un fosco presagio.. Non diciamo altro, se non che in un romanzo di Simenon le pulsioni torbide hanno sempre il sopravvento finale; che il paesaggio piovoso, geometricamente diviso dai canali sopraelevati e punteggiato da ‘terrils’ minerarii, parla a sua volta con una sua lingua che incanta e inquieta. Forse il momento più poetico è quando Edmée, per la prima volta a passeggio da sola nel borgo capoluogo, riece a scoprire dove Fred si rifugia: un bistrot un po’ squallido, dove può amoreggiare con la cameriera quando questa non è impegnata a servire; un non-luogo dove può dimenticare le responsabilità che gli sono piovute addosso. Come nell’ ‘Uomo che guardava passare i treni’, serpeggia anche qui il tema pirandelliano della rivolta contro le maschere che la società ci ha imposto: con il dubbio però che, tolte quelle, rimanga il nulla. Dal punto di vista storico, vale la pena notare il terrore della sifilide, che si riteneva potesse causare degenerazioni anche nelle generazioni successive, e di qualunque segno di decadenza quasi ‘razziale’ nei cugini di campagna (eczemi della pelle, asimmetrie fisiche, zoppìe..): paura costante in una Francia biologicamente impoverita dai massacri della I Guerra Mondiale e in calo demografico.
Simenon, una garanzia nei libri con Maigret si lavora a rovescio: prima si trova il cadavere poi si torna indietro per ricostruire la storia che l'ha prodotto. Nei libri senza il commissario si assiste al maturare della tragedia e pur sapendo come andrà a finire si attende il quando. Anche in questo libro già nella prima pagina la protagonista ha un'aura di tragedia, una ragazzina aliena nella cupissima campagna delle fiandre, con una personalità forte e febbrile: la catastrofe è dietro l'angolo. Come sempre personaggi trattegiati in modo maiuscolo e la solita grande capacità dell'autore di rappresentare le atmosfere.
Un romanzo crudele e asciutto, alla maniera del miglior Simenon. Ambientato nelle Fiandre, narra la vicenda di una giovane di Bruxelles che, rimasta orfana, va a vivere in campagna dalla numerosa famiglia della sorella di sua madre. L'arrivo della giovane creerà tensioni e liti in famiglia in un crescendo di incomprensioni e crudeltà.
Beh, Simenon lo conoscono tutti, perchè il suo nome è indissolubilmente legato a quello del commissario Maigret, tanto ben rappresentato dal Gino Cervi in una gradevolissima serie TV di parecchia anni fa, intitolata appunto "Le inchieste del commissario Maigret".
Ma in questo libro, del 1933, il famoso investigatore non c'è. Questa, infatti, è proprio l'epoca in cui l'autore belga sta accarezzando l'idea di abbandonare il suo personaggio più conosciuto, per dedicarsi ad altro. Lo farà, in effetti, ma molto più avanti. Uomo dalla vita inquieta e agitata, di certo non si rispecchia nella bonaria figura del commissario. E' probabilmente invece nei suoi altri romanzi che si ritrova di più il suo spirito.
Ne La casa sul canale, il centro della scena è occupato da Edmée, un'adolescente rimasta orfana e costretta dalle circostanze a trasferirsi dalla città alla campagna, presso gli zii. E' qui che la ragazza compie il passaggio dall'infanzia alla maturità, un risveglio dei sensi che sarà portatore di sventura per tutti. La sua presenza, tanto diversa dalla rozza semplicità ed ignoranza dei parenti presso cui alloggia, finirà per incantare ed ammaliare i due cugini, che, per lei o per sua causa, giungeranno a macchiarsi di due omicidi.
L'atmosfera è cupa, pesante, sempre intrisa di umidità e freddo, esattamente come il clima del luogo. L'eros inteso come vita, gioco e apertura al mondo qui è completamente negato e si trasforma, invece, in una passione torpida, che isola e abbruttisce, facendo ripiegare sempre più su se stessi i personaggi, sino al compiersi dell'inevitabile tragedia.
Da non leggersi, se siete già depressi di vostro.
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Sel Yayınları'nın çıkardığı ¨Ustaların Türkçesiyle George Simenon¨ serisinin ikinci kitabı bu. İlki Sait Faik'in çevirdiği ¨Yaşamak Hırsı¨ adlı kitap. Aslına bakarsanız ben ¨Yaşamak Hırsı¨nı konusu itibariyle daha çok sevdim ama Abasıyanık tamamen serbest çeviri yapmış o yüzden Abasıyanık mı okuyorsunuz Simenon mu anlamak çok güç. Bazen bu iki çağdaş yazar birbirine karışıyor adeta. Oktay Rifat çevirisi aslına daha sadıktır hissi oluştu içimde okurken kitabı. Yanlış anlaşılmasın, Sait Faik'i çok ama çok severim, sadece çevirdiği metne bu kadar üstünlük kurmasından rahatsız oldum ki metni çok sevdiği için de elinde olmadan bunu yaptığını düşünmeden edemiyorum. Gelelim ¨Kanaldaki Ev¨e. Edmee'nin Van Elstler'in evine gelmesi felaketlerin başlangıcının habercisi adeta. Daha geldiği gün evin babası ölüyor, iki kardeş arasındaki gerilim artıyor. Edmee de tabiat olarak bencil, kendine dönük bir insan. Olan biten hiçbir şey doğrudan kendisine dokunmuyorsa umrunda bile değil. Zaten bu aile trajedisine sebep olan olaylar silsilesi de Edmee'nin kişiliğinin ürünü. Ona femme fatale demek iddialı olurdu ancak başkasının utancı ve acısından zevk alan bir yönü de var. Metin tezatlıklar üzerine kurulu ve Simenon her fırsatta Edmee ve Van Elst ailesi arasındaki tezatları ön plana çıkartıyor. Edmee'nin kıyafetleri ve Mia'nın zevksizliği, teyzenin Fransızca bilmemesi ve Edmee ile arasındaki iletişimsel uçurum, Jef ve Fred arasındaki tezatlar; bunların hepsi metnin zıtlıklardan beslenen mekaniğine hizmet ediyor. Son olarak da söylemeden edemeyeceğim Önsöz keşke sona konsaymış çünkü eğer okuyucu Önsöz'den başlarsa metni kendi başına çözümleme fırsatını kaçırıyor.
Psikolojik ağırlıklı polisiye denebilir belki. Olay örgüsünün gerçekleştiği yerleşim yerlerinin hepsini yıllar önce gezip görmüş olmam heyecan oluşturdu. Keşke daha önce okusaymışım dedim. Zaman tam belirtilmemiş fakat 1920-30’lı yılların dönemi gibi hissedilmesini sağlayan teknolojik aletler kullanılmakta. Kabalcı yayınlarından okudum kitabı. Oktay Rıfat bir tercüme yapmış iyi güzel olmuş belki o dönemde. Fakat 2008 yılında basılan bir kitabın Oktay Rifat tercümesinde kalmasına hayret ettim doğrusu. Yahu “attorney” kelimesinin aynen aktarılmasını anladım da “uyandın” diye bir kelimenin ne anlama geldiğini ancak bir kaç tekrardan sonra kahkaha ile gülünecek tercümeler olduğunu gördüm. Bu sefer kitap, tercümenin anlamsız zevki içinde keyifli bir şekilde okundu diyebilirim.
Edmee ile kuzenleri arasındaki ilişki, güçlüyle güçsüz arasındaki, kompleksler ve ego arasındaki ilişki gibi... Simenon ne yazsa okunur. Hele de çeviri Oktay Rifat’tan olunca. Ama farklı bir Simenon eseri, bunu da söylemek gerek.
Okurken hep şimdi ne olacak merakıyla okudum. Tahminlerim çıksa da hep bir heyecan devam etti. Adeta Jack London okur gibiydim. Hikayenin tarzı, anlatılışı, gerçekçiliği aklıma hep onu getirdi.
Het boek is vertaald uit het Franse boek "La maison du canal" van de auteur Simenon Georges. Het telt 7 hoofdstukken met achteraan nog een aantal pagina's over het leven van de auteur. De auteur heeft een zeer grote succes ervaren. Hij is wereldwijd één van de meest verspreide auteurs. De meeste van zijn 440 romans werden wereldwijd vertaald. Het boek bevat ware beschrijvingen van het huis en van de omgeving uit die tijd, want de auteur heeft zelf gewoond in dat huis. Het huis ligt weliswaar niet zo dichtbij het kanaal zoals in het boek wordt beschreven.
Edmée is de hoofdpersonage. Ze is al van haar zestiende een wees. Ze komt bij haar verre familie terecht. Hier wordt ze goed behandeld, maar ze mist "haar rijke" Brussel. Met haar jongste nichten en haar tante kan ze niet communiceren, want ze verstaan enkel Vlaams. Edmée vond dat niet erg, want ze had de gezelschap van haar neven liever dan van haar nichten en tante. Ze haatte de dingen waarmee haar tante en nichten zich bezighielden. Ze hield meer van gevaar en keek graag naar hoe de mannen aan het werk waren.
Ik vond het boek langdradig. Ik heb dat niet graag als de beschrijvingen langer zijn dan het dialoog. Het is een boek dat je uitleest zonder te piekeren over het verhaal. Ik vind het lijken op een dagboek. Het einde vond ik geweldig, want Jef had zich toch aan zijn belofte gehouden en ik hou van thrillers. De auteur had de lezer in de schoenen van een commissaris gezet waardoor wij in het begin niet wisten wat er gebeurde in het laatste hoofdstuk. Het ging over een lijk dat ook nog verkracht was.
Over welke belofte van Jef gaat het hier? Wie is vermoord en verkracht geweest? Lees het boek en je blijft met geen enkele vragen meer over.
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È un piccolo libro che ho letto velocemente e con avidità. I personaggi sono descritti molto bene, sia fisicamente che psicologicamente, al punto che sembra di poterne leggere anche i pensieri. È una storia cupa, quasi gotica che si svolge nell'immenso proprietà delle Irrigations a Neeroetoren, provincia belga del Limburgo, dove la giovane Edmee si trasferisce perché affidata alle cure degli zii materni dopo la morte dei genitori. La campagna che Simenon ci descrive non è ridente e baciata dal sole, al contrario alle Irrigations piove o fa freddo per buona parte dell'anno e l'acqua ha ormai impregnato la terra e la grande casa degli zii. Edmee è graziosa e minuta, molto diversa dalle ragazze contadine del luogo, grossolane e abituate alla fatica. Lei non vuole aiutare in casa la zia e la cugina Mia, vuole studiare grazie ai libri che le ha lasciato il padre. Edmee non tarderà a scoprire il suo acerbo potere di seduzione sui due cugini: Fred il maggiore e il più bello, e Jef, il minore col viso deforme e l'umore sempre cupo. I tre si troveranno a condividere un terribile segreto fino al tragico epilogo finale. È inutile dire che mi sono aspettata la tragedia fin dalla prima pagina, ma non per questo la lettura è stata meno avvincente.
Una adolescente de ciudad que al quedarse huérfana tiene que ir a vivir con su familia a un ambiente rural. Una niña caprichosa y manipuladora que desde el principio no ha hecho nada por integrarse y adaptarse al nuevo entorno.
Desde las primeras páginas queda de manifiesto la ruptura, el contraste entre los dos mundos, el aislamiento y la inadaptación de la niña, pero dada la situación de la tía tampoco hay una persona adulta y fuerte que pueda tomar las riendas. Coexisten en paralelo, pero prácticamente no interactúan y esa sensación se ve remarcada con la barrera del idioma. Ni la niña aprende flamenco ni la tía aprende francés.
Es un libro muy corto, de poco más de 100 páginas con capítulos cortos, pero su lectura no fluye. Intuyes desde el primer momento la tragedia, sospechas que algo más va a ocurrir, pero desde el principio parece que leas con el freno puesto.
No he terminado de empatizar con los personajes, tal vez algo con Jef, el hermano menor. Me ha gustado todo lo que se dice en el último capítulo sin necesidad de recogerlo por escrito, pero no ha terminado de gustarme el libro.