Matilde Serao (Italian pronunciation: [maˈtilde seˈraːo]; March 7, 1856 – 25 July 1927) was a Greek-born Italian journalist and novelist. She was the founder and editor of Il Mattino, and she also wrote several novels.
L'infedeltà citata sotto vari aspetti, dal compiacimento, al pentimento, al senso di colpa. In questo caso, pur con le migliori premesse, la narrazione della Serao non brilla granché. A mio parere i singoli racconti avrebbero avuto bisogno di uno sviluppo maggiore e, in tal caso, avrebbero dato frutti migliori.
Mi piace il manierismo narrativo, la ridondanza, le spiegazioni che spiegano altre spiegazioni, la verbosità (come si può ben notare! XD). Però, in questo racconto, l'eccesso, che sembrerebbe volto a generare una qualche tensione, una drammaticità, mi comunica solo un gran senso di patetico. Non ho provato nessuna forma di simpatia o empatia nei confronti dei personaggi. Quello maschile poteva suscitarmi dell'antipatia, ma si perde nell'esasperatamente noioso. Alla fine, perciò, le loro vicissitudini non mi hanno minimamente coinvolta. Una lingua che ho apprezzato, ma che non è stata affatto sufficiente per "farmi digerire" la storia narrata. Che dire? Un matrimonio che non si doveva fare.
«Paolo, non era... non era tutto finito? L'amore fra te e Luisa Cima.» «Tutto non era finito». «Come? T'amava ella, ancora?» «No. Non mi amava, più.» «Perché? Non dire questo, non lo dire di nessuna donna» ella mormorò, con bontà. «Mai, Chérie, mai! Non la conosci! Non la sai! Mi ha mentito, non mi ha mai amato!» «Tutti mentiscono un poco, nell'amore» «No ero legato». «Come? Non ti capisco» ella disse, ancora, guardandosi le perfette mani. «Io l'amavo...» «Ebbene?» «E l'amo.» «Ah!» diss'ella, senz'altro. «L'amo sempre, l'amerò sempre, non amerò mai altra donna, è così, nessun'altra!»
Descritta dal marito Edoardo Scarfoglio come "convenzionale e pettegola e falsa .... vanitosa .... brutta .... incorreggibile e arruffona", questa scrittrice dalla "sagoma un po' tozza, la mimica ed i modi spesso troppo spontanei, la risata grossa" si introdusse nei salotti bene della capitale spinta dalla forte ambizione di una rapida scalata sociale, ma non venne ovviamente accettata da quell'ambiente così sensibile alle buone maniere e alle doti dispensate da madre Natura. La Nostra meditò vendetta contro queste odiose signore e lo mise nero su bianco: "Quelle damine eleganti non sanno che io le conosco da cima a fondo, che le metterò nelle mie opere; esse non hanno coscienza del mio valore, della mia potenza". A completare il contesto nel quale inserire quest'opera, va detto che nel 1894 il sunnominato Edoardo Scarfoglio ebbe dall'amante Gabrielle Bessard una bambina. Poiché il marito infedele non aveva intenzione di lasciare la scrittrice per la cantante di teatro, questa si presentò il 29 luglio 1894 alla porta del fedifrago, depositò la neonata sui gradini dell'ingresso e si sparò in testa, lasciando questo biglietto: "Perdonami se vengo a uccidermi sulla tua porta come un cane fedele. Ti amo sempre". Cosa ci si può attendere da un'autrice di tal guisa? Una storiella, un triangolo, tra persone altolocate, vacue, insipide. In effetti, non c'era da sperare in molto di più. Ma passi il soggetto, se la narrazione fosse ispirata. La Serao esordisce con le carte d'identità dei tre protagonisti, nettamente separate, infarcite di prosopopea, improbabili descrizioni, banalità e cattivo gusto. Quando finalmente la vicenda ha inizio, non esiste narrazione, i fatti sono sintetizzati, liofilizzati in un magma omnicomprensivo nel quale si percepisce pesante ed immanente, ahimé, la mano della scrivente. Lo stile, sgradevole ed urticante quanto la persona dell'autrice, è insaporito inoltre da errori banalissimi, come attribuire all'inizio al protagonista, Paolo Herz, trentasei anni, per poi, dopo solo qualche pagina, affibbiargliene trentaquattro per ben due volte e tornare a trentasei poco dopo. Ad aggravare la situazione si aggiungano gli errori di ortografia, in particolare la spensieratezza con la quale la Nostra dissemina e sparge virgole con grande gaiezza, ora tra soggetto e predicato, ora nei punti più impensabili dei disgraziati periodi. In sintesi, uno sfacelo. Giudizio: 32/100
Ringrazio la bookutur per la collaborazione e ovviamente avete l'autrice @natalia
Anna è una donna con una vita apparentemente perfetta , un lavoro,un marito fantastico , due figli e sta per risolvere uno dei problemi matematici più famosi di sempre . La sua vita cambia completamente dopo che un suo alunno, Alex, dopo averle confessato che non la citerà e non ammetterà mai che alla soluzione del problema abbia partecipato anche lei, si è suicidato. Distrutta dalla notizia si era in ufficio dal marito e scopre due calici di vino, da quel momento Anna inizia a sospettare che nella sua relazione non sono più in due ma bensì in tre. Lei non si piange addosso e non urla contro il marito anzi continua a sospettare di lui ma comportandosi da moglie e mamma perfetta perché il suo matrimonio non può fallire, lei nasconde segreto troppo grande. Ovviamente la polizia bussa alla sua porta per avere dei chiarimenti sulla morte di Alex, e da quel momento iniziano una serie di eventi come bugie, segreti, messaggi intimidatori sull'auto, che portano il segreto di Anna non solo ad ingrandirsi sempre di più ma la portano anche a scoprire che nel suo passato e nel suo presente qualcosa non torna. Anna sarà davvero in pericolo o è lei il primo?
LA MIA OPINIONE: Ho con la certezza di trovarmi davanti a una lettura leggera, un thriller psicologico ma senza troppe congetture, ovviamente mi sbagliavo perché questo è un vero thriller psicologico. Ho amato tutto sin dall'inizio, nonostante sia difficile empatizzare con Anna durante le prime pagine, il seguito del libro si legge con una velocità ed una facilità pazzesca. La storia è interamente raccontata dal punto di vista di Anna quindi ci troviamo per tutta la durata del libro dentro la sua mente che è piena di punti interrogativi. La suspance la si percepisce sin da subito, il susseguirsi di eventi rende il libro scorrevole e coinvolgente . C'è un momento verso la fine dove io personalmente ho iniziato a mettere in dubbio anche me stessa per le norme confusione nella testa di Anna, ad un certo punto si è quasi sicuri al 100% che lei sia pazza ma il finale ha un colpo di scena inaspettato. Grandissima capacità di scrittura dell'autrice a cui riconosco il merito di aver scritto per me un bestseller che merita di essere citato e ricordato nel tempo. A me è piaciuto tantissimo lo consiglio a chi ama questo genere ❤️
Il racconto mi è risultato abbastanza pesante e non sembra ben organizzato. Non è esplicitato come Paolo si diriga verso Chérie dopo essere stato malamente lasciato da Luisa e ciò risulta poco consequenziale. Troppo lunghi i resoconti dei suoi strazi d'amore. L'attesa e Zig-zag, in calce, invece sono gradevoli, anche se non capolavori.
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Tanto era stato interessante, crudo, realistico Il ventre di Napoli, quanto questo libro si è rivelato scialbo e "piagnone". Purtroppo datato (e comunque lamentoso mode on).
Storia completamente rimossa: l'ho riletta oggi e la sua nullità mi pare ancora più grave...