«Che la scuola si sia staccata dalla vita ha determinato la crisi della scuola. La partecipazione realmente attiva dell’allievo può esistere solo se la scuola è legata alla vita.» Le riflessioni su scuola e apprendimento che attraversano l’opera di Antonio Gramsci sorprendono per la loro modernità. Nemico del nozionismo fine a sé stesso, fautore di uno studio «disinteressato», non subordinato a immediati scopi pratici, Gramsci rivendica l’importanza dell’istruzione come formazione a tutto tondo dell’individuo. In questa prospettiva, il processo educativo significa prima di tutto ricerca, conoscenza, scoperta di sé come condizioni per la comprensione dell’altro. In un percorso di crescita personale che punta allo sviluppo di spirito critico, capacità creative, coscienza morale, Gramsci riconosce nella scuola il laboratorio per una società consapevole e, giorno dopo giorno, sempre più democratica
Antonio Francesco Gramsci was an Italian Marxist philosopher, linguist, journalist, writer, and politician. He wrote on philosophy, political theory, sociology, history, and linguistics. He was a founding member and one-time leader of the Italian Communist Party. A vocal critic of Benito Mussolini and fascism, he was imprisoned in 1926, where he remained until his death in 1937.
During his imprisonment, Gramsci wrote more than 30 notebooks and 3,000 pages of history and analysis. His Prison Notebooks are considered a highly original contribution to 20th-century political theory. Gramsci drew insights from varying sources — not only other Marxists but also thinkers such as Niccolò Machiavelli, Vilfredo Pareto, Georges Sorel, and Benedetto Croce. The notebooks cover a wide range of topics, including the history of Italy and Italian nationalism, the French Revolution, fascism, Taylorism and Fordism, civil society, the state, historical materialism, folklore, religion, and high and popular culture. Gramsci is best known for his theory of cultural hegemony, which describes how the state and ruling capitalist class — the bourgeoisie — use cultural institutions to maintain wealth and power in capitalist societies. In Gramsci's view, the bourgeoisie develops a hegemonic culture using ideology rather than violence, economic force, or coercion. He also attempted to break from the economic determinism of orthodox Marxist thought, and so is sometimes described as a neo-Marxist. He held a humanistic understanding of Marxism, seeing it as a philosophy of praxis and an absolute historicism that transcends traditional materialism and traditional idealism.
Un estratto delle riflessioni di Gramsci in merito alla scuola e alla sua missione educativa e sociale. Una selezione di scritto che ruotano attorno alla necessità di legare la scuola alla vita e di fare in modo che anche gli strati più bassi della società abbiano garantito l'accesso ad un'istruzione non utilitaristica: un'istituzione che abbia come primo obiettivo la formazione del cittadino in quanto essere umano autonomo e pensante.
Molto interessante il racconto su Giordano Bruno, mi è rimasto particolarmente impresso anche perché io come lui da bambino non parlavo e ora la gente mi dice di stare zitto :')
Anche in questo breve estratto dalle opere di Gramsci, traspare la grandezza della sua mente, la profondità dei suoi ragionamenti e la sua visione della società. In particolare in questo volume egli analizza il problema dell'educazione scolastica e dell'organizzazione della scuola in Italia. Con estrema lucidità tratteggia la necessità di un sistema scolastico in cui "la intera funzione dell'educazione e formazione delle nuove generazioni diventa da privata, pubblica, poiché solo così essa può coinvolgere tutte le generazioni senza divisioni di gruppi o caste". Nel contempo la scuola deve essere ben coperta dal corpo insegnante "perché la efficenza della scuola è tanto maggiore e intensa quanto più piccolo è il rapporto tra maestro e allievi". Parallelamente alla riorganizzazione della scuola, occorre prevedere un potenziamento degli asili, in modo da abituare i bambini in età prescolare a una vita collettiva per l'apprendimento di nozioni e concetti prescolastici. Egli teorizza inoltre un'interoperabilità tra scuola/università e mondo del lavoro. Secondo le sue teorie, che per esperienza sposo in pieno, "Non si imparava il latino e il greco per parlarli, per fare i camerieri, gli interpreti, i corrispondenti commerciali. Si imparava per conoscere direttamente la civiltà dei due popoli, presupposto necessario della civiltà moderna, cioè per essere se stessi e conoscere se stessi consapevolmente". Dalla lettura traspare una modernità di pensiero fuori dal comune e mai ripreso totalmente dalle varie riforme della scuola che si sono susseguite nel corso dell'ultimo secolo. Se ce ne fosse ancora bisogno da questo volume traspare la genialità di una mente brillante che purtroppo è stata messa a tacere, perché spaventava.