Marco Buticchi nasce a La Spezia il 2 maggio del 1957 e risiede a Lerici, in quella pittoresca parte della costa ligure chiamata Golfo dei Poeti. E’ sposato dal 1987 con Consuelo, con la quale ha due figlie. Laureato in Economia e Commercio all'Università di Bologna nel 1982 ha lavorato per diversi anni come Trader Petrolifero presso una multinazionale, lavoro che lo ha portato a viaggiare spesso in Medio Oriente, Africa, Europa e Stati Uniti. « Scrivevo fin da quando ero bambino e la storia, in particolare, mi ha sempre interessato enormemente. Ci sono strane coincidenze di date, fatti e nomi che hanno del misterioso. Se si riesamina la Storia con le moderne possibilità di ricerca si riescono a scoprire risvolti interessanti, lati oscuri e spesso inquietanti!»
"Leggenda e superstizione fanno parte della vita di ogni marinaio". Classica lettura da "mordi e fuggi" che, in pochissime pagine, condensa una storia "marinaresca" e maledetta. E come per gran parte dei libri con protagonista il geniale Oswald Breil, Marco Buticchi mescola egregiamente storia e fatti veri (in questo caso le origini della Coppa America) con fatti inventati di sana pianta. Bella ambientazione e bella storia… anche se non proprio originale ma, anzi, largamente sfruttata sia in campo letterario che cinematografico (si veda, ad esempio "Nave fantasma", il film del 2002 con Gabriel Byrne e Julianna Margulies). [https://lastanzadiantonio.blogspot.co...]
Un bel raccontino scorrevole e ben strutturato nel classico stile della doppia narrazione, efficace e lineare, che ricorda molto lo stile del Maestro Lovecraft, tanto nel condurre il lettore a comprendere la spiegazione della vicenda un attimo prima del protagonista così da poter meglio gustare l'impatto di questa sullo stesso, tanto nel tema del racconto che pur essendo attualmente "ingenuo", a maggior ragione sottolinea le capacità narrative dello scrittore che si è cimentato in quella scelta narrativa che a torto viene di solito definita "solo" un racconto. A questo proposito infatti a mio parere un racconto efficace è molto più difficile e complicato da scrivere rispetto ad un romanzo, e questo aumenta di certo il valore di questo piccolo librettino.
L'anima dell'albero motore dello scafo dal valore di ghinee cento, è marcio. Marcescente la sua linfa nera ebano, occhi sinuosi d'ossidiana talassofobi; nera abisso. Si traveste da migrante seminudo. Lasciarlå li, con le unghie inchiodate nel paliolato sacca d'aria? Suonata è la campana azzurrognola...
Non sono una fanatica delle storie di fantasmi (non di quelle ‘marinaresche’, almeno), ma questo racconto ha un suo fascino. Inquietante sebbene prevedibile, Evil è una storia d’acqua, maledizioni e vendetta. Un classico da campeggio estivo.