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Au pays des brigands gentilshommes

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Nel 1920 nessun occidentale aveva mai messo piede in Tibet. Questo libro è il resoconto del primo tentativo di Alexandra David-Néel di raggiungere quella terra sconosciuta percorrendo migliaia di chilometri in sella a un mulo e più spesso a piedi. Imprese folli e rischiose raccontate da una voce acuta e sincera che ci svela tutto il fascino dell'Oriente.

352 pages, Paperback

First published January 1, 1933

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About the author

Alexandra David-Néel

131 books255 followers
Alexandra David-Néel was an explorer, anarchist, spiritualist, Buddhist and writer. She is most known for her visit to the forbidden (to foreigners) city of Lhasa, capital of Tibet (1924). She was born in Paris, France and died in Digne, Alpes-de-Haute-Provence. She wrote more than 30 books, about Eastern religion, philosophy, and her travels. Her well-documented teachings influenced the beat writers Jack Kerouac and Allen Ginsberg, and philosopher Alan Watts.

Her real name was Louise Eugenie Alexandrine Marie David. During her childhood she had a strong desire for freedom and spirituality. At the age of 18, she had already visited England, Switzerland and Spain on her own, and she was studying in Madame Blavatsky's Theosophical Society.

In 1890 and 1891, she traveled through India, returning only when running out of money. In Tunis she met the railroad engineer Philippe Néel, whom she married in 1904.

In 1911 Alexandra traveled for the second time to India, to further her study of Buddhism. She was invited to the royal monastery of Sikkim, where she met Maharaj Kumar (crown prince) Sidkeon Tulku. She became Sidkeong's "confidante and spiritual sister" (according to Ruth Middleton), perhaps his lover (Foster & Foster). She also met the thirteenth Dalai Lama twice in 1912, and had the opportunity to ask him many questions about Buddhism—a feat unprecedented for a European woman at that time.

In the period 1914-1916 she lived in a cave in Sikkim, near the Tibetan border, learning spirituality, together with the Tibetan monk Aphur Yongden, who became her lifelong traveling companion, and whom she would adopt later. From there they trespassed into Tibetan territory, meeting the Panchen Lama in Shigatse (August 1916). When the British authorities learned about this—Sikkim was then a British protectorate—Alexandra and Yongden had to leave the country, and, unable to return to Europe in the middle of World War I, they traveled to Japan.

There Alexandra met Ekai Kawaguchi, who had visited Lhasa in 1901 disguised as a Chinese doctor, and this inspired her to visit Lhasa disguised as pilgrims. After traversing China from east to west, they reached Lhasa in 1924, and spent 2 months there.

In 1928 Alexandra separated from Philippe. Later they would reconcile, and Philippe kept supporting her till his death in 1941. Alexandra settled in Digne, and during the next 10 years she wrote books.

In 1937, Yongden and Alexandra went to China, traveling there during the second World War, returning to France only in 1946. She was then 78 years old.

In 1955 Yongden died. Alexandra continued to study and write till her death at age 100.

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Elettra.
441 reviews28 followers
December 29, 2023
Finalmente sono riuscita a leggere un’opera di questa indomita esploratrice, che ho conosciuto tramite il libro di Sandra Petrignani: La scrittrice abita qui. Questo testo è il resoconto di uno dei tentativi che la David- Neel ha provato per raggiungere Lhasa, la capitale del Tibet, allora interdetta agli stranieri. Siamo nel primo ventennio del ‘900 e la condizione delle strade, dei mezzi di trasporto e soprattutto la situazione politica dell’Oriente e della Cina, in piena guerra civile, in quell’epoca non erano dei più favorevoli. Ma Alexandra, donna dal carattere forte, curiosa e attratta da tutta la cultura e la filosofia orientale, studiò tantissimo, soprattutto il buddhismo e il lamaismo e viaggiò ovunque, dall’India al Giappone. Tanti sono stati i libri da lei scritti, frutto della sua esperienza e tante le onorificenze ricevute. Ad attraversare altopiani, montagne, spesso senza sentieri e in balia dei fiumi ci vuole un grandissimo coraggio e anche forza fisica. In questo libro con stile asciutto e chiaro, con un atteggiamento piacevolmente ironico la scrittrice ci descrive un mondo arcaico, lontanissimo dal nostro immaginario, pieno di credenze e tradizioni particolari. Questi uomini e queste donne che vivono in condizioni a dir poco disagevoli, si comportano spesso, soprattutto verso di lei, con generosità e senso dell’onore. Non male, veramente. Ho gustato la descrizione di queste popolazioni con molto piacere e senza dubbio leggerò il seguito dell’avventura, costituito dal libro Viaggio di una parigina a Lhasa, che mi aspetta da tempo sulla scrivania.
Profile Image for Mosco.
471 reviews46 followers
April 21, 2021

5* per interesse, 3* per difficoltà di lettura 

Ma voi lo sapete cosa sono i Lha kang? e i chang thang e la tsampa? Io no. E' questo il grande "limite" di questo libro, altrimenti molto interessante e piacevole.
Narra in prima persona gli 8 mesi del viaggio movimentato, azzardato, difficile e magnifico di questa straordinaria donna, nel Tibet vietato agli stranieri e nella Cina medievale degli anni 20 del 1900, fra briganti, monaci, alluvioni e scaramucce di confine. A piedi, mica in fuoristrada. Coi muli e le tende, mica in B&B. Al caldo, al freddo, sotto il diluvio, su sentieri improbabili, guadando fiumi in piena, dormendo dove capitava, spesso accolti nelle sporchissime e miserande casupole degli abitanti che, pur non avendo niente da dividere, spesso (mica sempre eh) dividevano con loro la poca tsampa e la loro catapecchia. A volte sostavano nei numerosi monasteri nei quali l'autrice, esperta orientalista, studiosa di filosofie orientali e antropologa, si perdeva in lunghe discussioni filosofiche e religiose.
E il limite? Sono le millantamila note (anche 4 per pagina) che spiegano il significato dei termini usati nel libro. Un continuo e fastidiosissimo su e giù che spezza il ritmo del racconto. E per fortuna ho il testo in elettronico, le note sono link e non costringono sfogliare su e giù le pagine fra un segnalibro e l'altro. Inoltre, dopo 50 pagine e 100 altri termini tibetani, cosa sono i chang tang l'ho bello che dimenticato e devo andare a ricercarmelo nel testo.
Alternative? Boh. Veramente non saprei. Il significato fra parentesi nella pagina? Qualche volta c'è e l'ho trovato meno fastidioso della nota.
In sostanza, libro magnifico e pesantissimo. Molto molto difficile da stellinare.
Consiglio di dare una scorsa alla biografia dell'autrice perché era veramente un personaggio interessante
https://it.wikipedia.org/wiki/Alexand...

Profile Image for Francesca Lorenzini.
629 reviews28 followers
July 13, 2026
Seconda fase del viaggio dell'esploratrice dalla Cina al Tibet, che ci insegna che il vero scopo del viaggiare è scoprire differenze o somiglianze nei popoli, ma sempre senza giudizio.
Profile Image for LaCitty.
1,110 reviews187 followers
January 19, 2024
La virtù non risiede sempre dove si crede che sia, seguendo rigidi codici morali. Dipende dalle circostanze e ritengo che in determinate occasioni il miglior criterio sia la carità. Essere buono con gli altri, non provocare dolore, è la migliore regola di condotta

Alexandra David-Neel era una donna coraggiosa, oltre che una pioniera degli studi sulle religioni orientali. Questo suo reportage di viaggio ne è una testimonianza.
L'autrice viaggia per la Cina e il Tibet nella speranza di raggiungere Lhasa, all'epoca preclusa agli stranieri, non ci riuscirà (per lo meno non in questo libro), ma le sue peregrinazioni sono tutt'altro che inutili poiché le permettono (e ci permettono) di entrare in contatto con una varietà di popolazioni, conoscere culti differenti, superstizioni, leggende di indubbio fascino, oltre che il modo in cui funzionano la società cinese e quella tibetana all'epoca.
Un reportage interessante e piacevole che mi ha fatto conoscere una autrice che spero di poter approfondire in futuro.
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