Perché questa raccolta di poesie? Se ne sentiva il bisogno? Francamente no. Ma tant'è. Chissà quale impellente necessità ha spinto l'autore a condividere con il mondo il suo multiforme universo interiore, a raccontarci nell'arco degli ultimi anni eventi e personaggi di stringente attualità (dei quali, tra l'altro, dopo cinque minuti non si ricorda più un cazzo nessuno) . Ma soprattutto, cosa gli ha fatto pensare che a noi ce ne fregasse qualcosa? Mistero. Ma lui niente, imperterrito ha continuato a pubblicare per anni sui social questi trojai, queste rare perle di bruttezza che hanno almeno il pregio, nella maggior parte dei casi, di esser brevi. Sì, perché poi all'autore gli parrebbe talvolta anche di essere un novello Ungaretti, quando non uno scoppiettante Marinetti. Insomma, tutte quelle robe lì che, solitamente, finiscono in etti. E invece è il Bianchi. E si sente (continua...)