- Un viaggiatore Immaginario cosa deve possedere?
- Non lo so. Una valigia?
Il vecchio giardiniere ridacchiò. - No. Deve possedere immaginazione. E cos'è l'immaginazione?
- Fantasia?
- No di nuovo. Immaginazione è "immagine in azione". Per poter partire, un viaggiatore immaginario deve mettere in moto qualcosa che si trova... dentro di sé. Lui conosce il posto in cui vuole arrivare ancora prima di fare il primo passo. Ce l'ha dentro la testa. Lo vede, lo immagina. Sa che c'è. Ne è convinto. E a questo punto... se si decide a partire e ha quello che gli serve... alla fine lo raggiunge.
Leggere questo libro è stato come entrare in un luogo già conosciuto dove però si aprono nuove porte; è stato come vivere le avventure da un nuovo punto di vista esterno, come se stessimo leggendo la nostra storia nella storia.
Ulysses Moore deve essere un grande amante di Venezia, riesce a descriverla in modo impeccabile, lasciando trasparire quel lato magico e misterioso.
Io posso dirlo perché abitandoci vicino, ogni volta che ho la possibilità di andarla a vedere cerco sempre di guardarla con gli occhi da turista, con la spensieratezza di un bambino che vede la magia ovunque; in ogni libro che Baccalario ha anche solo sfiorato è riuscito a trasmettere poesia.
I nuovi personaggi introdotti sono interessanti e portano con se altri misteri: Maurice Moreau, gli Incendiari e la Città che muore.
Quelli che avevamo lasciato li ritroviamo un po' più grandi, pronti all'azione quando sentono suonare il campanello di un nuovo mistero da scoprire ma sempre loro. Era come tornare a scuola dopo le feste estive.
E' uno di quei libri che ti fa sentire le farfalle nello stomaco, la voglia di partire e avere amici con cui condividere avventure.
E quando mi trovo con un pessimo umore e zero idee da scrivere, prendo in mano un libro di Ulysses Moore e mi torna la voglia di scrivere la mia avventura.
Non mi stancherò mai di dire che parla di amicizia, quella vera piena di complicità e sostegno. Mi ricorda quando ero piccola e ingenua, ma pronta all'avventura. Quando non c'erano cellulari che rovinavano i rapporti umani ma, se si litigava, lo si faceva guardandosi negli occhi senza paura di esprimere la propria opinione.
Ecco, quando sento la mancanza degli amici veri, di quei tempi andati, prendo in mano un libro di Ulysses Moore e mi lascio andare all'avventura insieme a Rick, Jason, Julia, Anita e Tommy. Questo accade senza malinconia ma con l'enorme necessità di entrare in un nuovo mondo per rigenerarmi.
Non posso fare altro che ringraziarlo di nuovo per quello che mi regala ogni volta... Grazie Ulysses Moore! Alla prossima avventura! Rebecca