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L'anello di ferro
Italia, 1135. Giselda attende il suo promesso, il valoroso Manlius. Da diversi anni la guerra lo tiene lontano dal feudo di Tarsia, dove potrebbe non far più ritorno. Giselda è giovane, impavida, intraprendente, e quando durante un torneo cavalleresco riceve un invito dal figlio del barone di Rosetum, antico avversario della sua famiglia, accetta senza esitare. L’appuntamento è nel bosco vicino, al tramonto. Purtroppo, però, il suo nome diverrà un’eco spenta, perché di lei non si troverà più traccia. Proprio adesso che Manlius è tornato... Risorge così l’ombra di intrighi e misfatti arginati per lungo tempo. Le due famiglie metteranno in campo tutte le loro armi per ridisegnare i confini di un odio che non dà tregua. Ma forse solo il sorriso di una donna e la magia tutta femminile riposta in un anello di ferro riusciranno a riportare la pace laddove dimoravano rabbia e morte.Segreti, intrighi, colpi di scena e sensualità per un’autrice che ha già conquistato il favore delle lettrici italiane, e che a ogni sua prova si riconferma come una sicurezza, un solido punto di riferimento nel suo genere.
- GenresItalian Literature
288 pages, Paperback
First published July 1, 2011
About the author
Ornella Albanese
42 books22 followersInventare storie è una passione che Ornella Albanese ha avuto da sempre e infatti fin da piccola ha scritto favole, poesie, racconti.
Dopo un'assidua collaborazione alla narrativa di alcune riviste con racconti gialli e rosa, e dopo la pubblicazione di otto romanzi contemporanei con la casa editrice Le Onde, è finalmente approdata al genere che considera più congeniale. Ha infatti pubblicato tredici romance storici per la collana I Romanzi Mondadori e due thriller storici con ricca componente romance per Leggereditore: L'anello di ferro e L'Oscuro mosaico.
Nei suoi romanzi, l'autrice ama creare storie a mosaico, con tanti tasselli che alla fine devono trovare il loro posto. E con tanti personaggi che si conquistano il loro spazio accanto ai protagonisti. Quindi molti fili aggrovigliati, spesso un mistero da risolvere, colpi di scena che sorprendano il lettore, e uno stile narrativo che renda il tutto fluido e naturale.
Con L'Oscuro mosaico Ornella Albanese ha ricevuto il Premio La Vie en Rose, il premio Scrittori con gusto dell'Accademia Res Aulica, il premio internazionale Castrum Minervae e il premio Festival Nazionale della Letteratura Città di Giulianova
https://www.facebook.com/ornella.alba...
Dopo un'assidua collaborazione alla narrativa di alcune riviste con racconti gialli e rosa, e dopo la pubblicazione di otto romanzi contemporanei con la casa editrice Le Onde, è finalmente approdata al genere che considera più congeniale. Ha infatti pubblicato tredici romance storici per la collana I Romanzi Mondadori e due thriller storici con ricca componente romance per Leggereditore: L'anello di ferro e L'Oscuro mosaico.
Nei suoi romanzi, l'autrice ama creare storie a mosaico, con tanti tasselli che alla fine devono trovare il loro posto. E con tanti personaggi che si conquistano il loro spazio accanto ai protagonisti. Quindi molti fili aggrovigliati, spesso un mistero da risolvere, colpi di scena che sorprendano il lettore, e uno stile narrativo che renda il tutto fluido e naturale.
Con L'Oscuro mosaico Ornella Albanese ha ricevuto il Premio La Vie en Rose, il premio Scrittori con gusto dell'Accademia Res Aulica, il premio internazionale Castrum Minervae e il premio Festival Nazionale della Letteratura Città di Giulianova
https://www.facebook.com/ornella.alba...
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Community Reviews
Displaying 1 - 8 of 8 reviews
March 9, 2018
quasi 4 stelline - Questo libro è la riprova che un'autrice italiana può misurarsi alla grande con il genere del romance storico, senza dover rinunciare alla qualità e a imprimere il proprio stile.
Sarà perchè di recente mi sono sciroppata alcune uscite self di autrici straniere (che all'estero sono venerate e che personalmente m'hanno lasciata tiepida), ma rileggendo questo vecchio (vecchio riferito solo al libro, eh...) successo, ora ripubblicato, ho avvertito proprio la profonda differenza che c'è tra scrivere romance e schiaffarli in qualche epoca storica, scelta a caso nell'enciclopedia, e far muovere i personaggi in una collocazione storica che si è prima studiata e indagata.
Con questo non voglio dire che l'ambientazione risulti gravosa o troppo preponderante.
Al contrario, Ornella Albnese riesce a far sembrare tutto molto credibile e lineare, senza mai far perdere il ritmo alla narrazione.
Mi spiace sempre per il povero Manlius che, dopo aver fatto il proprio dovere, desiderava soltanto sposarsi e godersi il suo castello in santa pace. Quando torna si ritrova in una sorta di "Beautiful", con fidanzate scomparse, servi reticenti e un fratellino tutto ombre. Per fortuna, le donne sanno il fatto loro, e la scaltra Silia riesce a gestire in modo egregio la situazione.
Concordo quindi con la mia socia sul fatto che questa nuova edizione sia un ottimo motivo per tornare a leggere "L'Anello di ferro": romanzi così ben fatti non meritano di cadere nell'oblio.
Sarà perchè di recente mi sono sciroppata alcune uscite self di autrici straniere (che all'estero sono venerate e che personalmente m'hanno lasciata tiepida), ma rileggendo questo vecchio (vecchio riferito solo al libro, eh...) successo, ora ripubblicato, ho avvertito proprio la profonda differenza che c'è tra scrivere romance e schiaffarli in qualche epoca storica, scelta a caso nell'enciclopedia, e far muovere i personaggi in una collocazione storica che si è prima studiata e indagata.
Con questo non voglio dire che l'ambientazione risulti gravosa o troppo preponderante.
Al contrario, Ornella Albnese riesce a far sembrare tutto molto credibile e lineare, senza mai far perdere il ritmo alla narrazione.
Mi spiace sempre per il povero Manlius che, dopo aver fatto il proprio dovere, desiderava soltanto sposarsi e godersi il suo castello in santa pace. Quando torna si ritrova in una sorta di "Beautiful", con fidanzate scomparse, servi reticenti e un fratellino tutto ombre. Per fortuna, le donne sanno il fatto loro, e la scaltra Silia riesce a gestire in modo egregio la situazione.
Concordo quindi con la mia socia sul fatto che questa nuova edizione sia un ottimo motivo per tornare a leggere "L'Anello di ferro": romanzi così ben fatti non meritano di cadere nell'oblio.
May 12, 2018
3.5 - voto
Ho comprato l’e-book attirata dalla copertina, senza sapere bene cosa aspettarmi. Lo so, non si dovrebbe fare, ma è un mio vizio e stavolta mi è andata bene.
Il racconto inizia come il più classico dei romance. Lui è un bel cavaliere valoroso che perde la sua promessa sposa (di cui non è innamorato) e incontra e si scontra con la figlia dei nemici.
Fin qui tutto nei canoni normali, compresi dei personaggi simpatici e accattivanti.
Ma la storia d’amore pur essendo una parte centrale del libro non è l’unica presente. Infatti, inaspettatamente mi sono trovata immersa in un bel giallo con tanto di assassino da scoprire e colpi di scena niente male.
Il finale poi, benché l’avessi quasi immaginato, è riuscito a stupirmi.
Aggiungo che la scrittura è veloce e accattivante, i personaggi sono ben delineati e li scopriamo poco a poco: in fondo il merito del libro è proprio quello di nasconderne alcuni tratti per poi svelarli all’improvviso.
Concludo dicendo che, secondo me, è adattissimo a chi ama le storie d’amore senza sesso esplicito, in salsa storica, con cavalieri, damigelle e quant’altro, e che abbia la voglia di leggere un qualcosa che non sia solo la conquista della bella di turno da parte del tosto guerriero, ma cerchi anche una storia articolata densa di misteri, dove il bianco e il nero tendono a fondersi in una bella sfumatura di grigio.
.
La Dama del bosco - per RFS
Ho comprato l’e-book attirata dalla copertina, senza sapere bene cosa aspettarmi. Lo so, non si dovrebbe fare, ma è un mio vizio e stavolta mi è andata bene.
Il racconto inizia come il più classico dei romance. Lui è un bel cavaliere valoroso che perde la sua promessa sposa (di cui non è innamorato) e incontra e si scontra con la figlia dei nemici.
Fin qui tutto nei canoni normali, compresi dei personaggi simpatici e accattivanti.
Ma la storia d’amore pur essendo una parte centrale del libro non è l’unica presente. Infatti, inaspettatamente mi sono trovata immersa in un bel giallo con tanto di assassino da scoprire e colpi di scena niente male.
Il finale poi, benché l’avessi quasi immaginato, è riuscito a stupirmi.
Aggiungo che la scrittura è veloce e accattivante, i personaggi sono ben delineati e li scopriamo poco a poco: in fondo il merito del libro è proprio quello di nasconderne alcuni tratti per poi svelarli all’improvviso.
Concludo dicendo che, secondo me, è adattissimo a chi ama le storie d’amore senza sesso esplicito, in salsa storica, con cavalieri, damigelle e quant’altro, e che abbia la voglia di leggere un qualcosa che non sia solo la conquista della bella di turno da parte del tosto guerriero, ma cerchi anche una storia articolata densa di misteri, dove il bianco e il nero tendono a fondersi in una bella sfumatura di grigio.
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La Dama del bosco - per RFS
June 1, 2012
Quattro settile molto scarse. Mi aspettavo un libro davvero più avvincente e più accattivante, intendiamoci non dico che questo libro sia noioso, ma mi aspettavo decisamente qualcosa di più.
Nel complesso comunque una bella storia molto scorrevole e poco impegnativa per chi vuol passare un po' di tempo rilassandosi.
Per concludere un libro che mi è piaciuto ma che poteva essere gestito meglio o non vedo l'ora di leggere il seguito su Livio, un personaggio che mi ha incuriosito sin dalla prima sua scena.
Nel complesso comunque una bella storia molto scorrevole e poco impegnativa per chi vuol passare un po' di tempo rilassandosi.
Per concludere un libro che mi è piaciuto ma che poteva essere gestito meglio o non vedo l'ora di leggere il seguito su Livio, un personaggio che mi ha incuriosito sin dalla prima sua scena.
August 14, 2021
Era da tempo che non leggevo un bel Romance storico italiano nonostante il medioevo non sia uno dei miei periodi storici preferiti.
Niente da eccepire sulla curata ricostruzione storica e sulla perfetta combinazione tra eventi storici e il frutto della fervida fantasia dell'autrice.
Un romanzo che si legge tutto d'un fiato e che ti coinvolge sin dalle prime pagine perché non c'è solo un'intensa storia d'amore ma anche un mistero da risolvere.
I punti di vista non sono solo quelli dei due protagonisti ma anche dei personaggi secondari senza problemi per il lettore.
Stile scorrevole, trama intrigante ed originale, giusta dose di suspense e per finire personaggi (sia principali che secondari) ben caratterizzati.
Dimenticatevi la donzella in pericolo e il cavalier servente che corre a salvarla: Manlius è un uomo forte, con grande senso dell'onore e coraggioso ma non solo... mentre Silia è una donna combattiva ma allo stesso tempo arrendevole, intelligente, coraggiosa e molto astuta. Una bella coppia.
Se siete alla ricerca di un romanzo fatto di lotte, intrighi e misteri allora questo è il libro che fa per voi.
Niente da eccepire sulla curata ricostruzione storica e sulla perfetta combinazione tra eventi storici e il frutto della fervida fantasia dell'autrice.
Un romanzo che si legge tutto d'un fiato e che ti coinvolge sin dalle prime pagine perché non c'è solo un'intensa storia d'amore ma anche un mistero da risolvere.
I punti di vista non sono solo quelli dei due protagonisti ma anche dei personaggi secondari senza problemi per il lettore.
Stile scorrevole, trama intrigante ed originale, giusta dose di suspense e per finire personaggi (sia principali che secondari) ben caratterizzati.
Dimenticatevi la donzella in pericolo e il cavalier servente che corre a salvarla: Manlius è un uomo forte, con grande senso dell'onore e coraggioso ma non solo... mentre Silia è una donna combattiva ma allo stesso tempo arrendevole, intelligente, coraggiosa e molto astuta. Una bella coppia.
Se siete alla ricerca di un romanzo fatto di lotte, intrighi e misteri allora questo è il libro che fa per voi.
July 30, 2011
Il cavaliere bianco e la Regina nera
Amelina non riusciva a capire come la sua padrona fosse stata così stupida. E così incauta. Mettere a repentaglio tutto quello che la vita le aveva offerto su un vassoio d’argento, per correre a un convegno d’amore con un cavaliere di cui si raccontavano spregevoli infamie. Se solo avesse avuto qualche ora in più di pazienza. Se solo fosse riuscita a controllare la sua smania. Avrebbe saputo dal messaggero che il suo promesso era sulla via del ritorno e adesso sarebbe stata ancora viva.
Leggendo questo romanzo pensavo ad una partita a scacchi. Già il contesto storico in cui è ambientato, l’Italia Meridionale del 1135, ci fa pensare a quei pezzi scolpiti che sembrano provenire dritti dal Medioevo. Immaginavo i due re rivali, contrapposti da una faida antichissima: Timoteo di Tarsia il bianco e Alberico di Rosetum il nero; due Torri, o rocche quasi inespugnabili: Tarsia all’interno nell’impervia Calabria e Rosetum a picco sul mare; cavalieri ed alfieri e tantissimi pedoni (anche di sesso femminile).
Ma subito, dopo pochi capitoli, la presunta regina bianca scompare dalla scena, lasciandoci spiazzati. Diciamo che viene ‘mangiata’ da uno dei cavalieri neri: la giovane Giselda, promessa sposa di Manlius di Tarsia, stanca di aspettare il suo promesso che è andato in guerra a sostenere re Ruggiero II nella conquista di Napoli, raggiunge in convegno amoroso il giovane Aureliano di Rosetum, e da quel momento si perdono le sue tracce. La sua cameriera personale, Amelina, una pedina sfrontata e disubbidiente (dato il suo ruolo all’interno del castello) testimonia di avere visto il giovane Rosetum che, dopo aver stuprato la sua signora, l’ha uccisa tagliandole la gola. Confesso di avere pensato che, come protagonista femminile Giselda fosse un personaggio piuttosto debole: infatti la protagonista femminile del romanzo non era lei!
Appena tornato a casa, Manlius dovrà ripartire verso la costa e la rocca di Petrae Roseti per vendicare il massacro della sua promessa sposa. Con lui ci sono i due alfieri bianchi, anche se in realtà provengono dall’Africa ed uno di loro, Gauda, è un possente nubiano, mentre l’altro, Yusuf, è un esperto chirurgo. I due alfieri ed il cavaliere bianco (Manlius) si sono incontrati nell’esercito di Ruggiero ed ora sono legati da vincoli di lealtà e di amicizia. Insieme a loro c’è anche il mercenario germanico Wilhelm che, quando Manlius è partito per la guerra, è diventato comandante della guarnigione del castello di Tarsia. Wilhelm è una infida pedina fondamentale su questa scacchiera: si tratta di un guerriero prezzolato, un mercenario, ed ha un carattere irascibile e violento, anche con le donne.
Lungo il tragitto per andare a Rosetum, in una notte nebbiosa, il drappello incontra un mercante accompagnato da una misteriosa schiava, legata con una catena. Questa schiava bellissima comincia a risvegliare i desideri degli uomini nell’accampamento.
Sarà la nuova regina bianca? Sarà una pedina? Una cosa è certa: a questo punto della narrazione si sente fortemente la mancanza di una figura femminile di spicco. E comprendiamo che questa schiava potrebbe essere importante quando veniamo a sapere che è dotata di poteri magici e che la punta del suo anello di ferro ha tenuto lontani gli uomini da lei: contiene un veleno che con un solo graffio darebbe la morte.
“Il mercante ha detto che hai dei poteri” disse piano.“È così. Una magia che mi scorre nelle vene.”Manlius sorrise, facendo parte alla parte razionale di sé. “Io penso che la magia di una donna sia sempre una buona magia.”
Il mercante si ubriaca e gioca a dadi perdendo la sua bellissima schiava, e Manlius, che l’ha sottratta alla sicura violenza di Wilhelm, si ritroverà, suo malgrado, ammaliato dalla donna. Ma il mistero della scomparsa di Giselda si fa sempre più fitto, le pedine continuano a muoversi sulla scacchiera, mentre noi le guardiamo dall'alto una per una, mossa dopo mossa, finché non entrerà in scena la regina nera, con una mossa inaspettata.
Un romanzo storico ambientato in un periodo buio e misterioso, su cui viene voglia di far luce. Un romanzo romantico la cui eroina, la regina nera, è un personaggio indipendente e fiero, pieno di coraggio e di spirito di iniziativa. La ricostruzione storica è, per quanto possibile, accurata, con le imprese di Ruggiero II a fare da sfondo alla vicenda, e personaggi realmente esistiti, come il medico arabo Abu-al-Qasim ed il cartografo Al-Idrisi, che vengono citati dai personaggi di fantasia del libro.
La narrazione in terza persona completamente impersonale mi ha fatto immaginare questa partita a scacchi, anche perché il cavaliere bianco Manlius non risulta da subito il protagonista della storia. Lo diventa in seguito, a partita iniziata, quando i pezzi si dispongono sulla scacchiera in modo tale che Manlius si trovi necessariamente a condurre il gioco. Tuttavia la partita si continua a giocare su vari fronti, con pedine, alfieri e torri, e con una visione globale dei personaggi.
Con uno stile molto elegante e ricco, Ornella Albanese muove dall’ alto i pezzi sulla scacchiera. Il suo linguaggio è sempre adatto alle situazioni e ai paesaggi descritti e ci fa indovinare le passioni che si agitano in ogni personaggio. Un’appassionante partita a scacchi, dunque, romantica e ricca di passione, e con un velo di mistero che ci lascerà con il fiato sospeso fino all’ultimo capitolo e che finirà con la vittoria sia dei bianchi che dei neri.
Per leggere la mia recensione completa:
http://greenyellowale.blogspot.com/20...
Amelina non riusciva a capire come la sua padrona fosse stata così stupida. E così incauta. Mettere a repentaglio tutto quello che la vita le aveva offerto su un vassoio d’argento, per correre a un convegno d’amore con un cavaliere di cui si raccontavano spregevoli infamie. Se solo avesse avuto qualche ora in più di pazienza. Se solo fosse riuscita a controllare la sua smania. Avrebbe saputo dal messaggero che il suo promesso era sulla via del ritorno e adesso sarebbe stata ancora viva.
Leggendo questo romanzo pensavo ad una partita a scacchi. Già il contesto storico in cui è ambientato, l’Italia Meridionale del 1135, ci fa pensare a quei pezzi scolpiti che sembrano provenire dritti dal Medioevo. Immaginavo i due re rivali, contrapposti da una faida antichissima: Timoteo di Tarsia il bianco e Alberico di Rosetum il nero; due Torri, o rocche quasi inespugnabili: Tarsia all’interno nell’impervia Calabria e Rosetum a picco sul mare; cavalieri ed alfieri e tantissimi pedoni (anche di sesso femminile).
Ma subito, dopo pochi capitoli, la presunta regina bianca scompare dalla scena, lasciandoci spiazzati. Diciamo che viene ‘mangiata’ da uno dei cavalieri neri: la giovane Giselda, promessa sposa di Manlius di Tarsia, stanca di aspettare il suo promesso che è andato in guerra a sostenere re Ruggiero II nella conquista di Napoli, raggiunge in convegno amoroso il giovane Aureliano di Rosetum, e da quel momento si perdono le sue tracce. La sua cameriera personale, Amelina, una pedina sfrontata e disubbidiente (dato il suo ruolo all’interno del castello) testimonia di avere visto il giovane Rosetum che, dopo aver stuprato la sua signora, l’ha uccisa tagliandole la gola. Confesso di avere pensato che, come protagonista femminile Giselda fosse un personaggio piuttosto debole: infatti la protagonista femminile del romanzo non era lei!
Appena tornato a casa, Manlius dovrà ripartire verso la costa e la rocca di Petrae Roseti per vendicare il massacro della sua promessa sposa. Con lui ci sono i due alfieri bianchi, anche se in realtà provengono dall’Africa ed uno di loro, Gauda, è un possente nubiano, mentre l’altro, Yusuf, è un esperto chirurgo. I due alfieri ed il cavaliere bianco (Manlius) si sono incontrati nell’esercito di Ruggiero ed ora sono legati da vincoli di lealtà e di amicizia. Insieme a loro c’è anche il mercenario germanico Wilhelm che, quando Manlius è partito per la guerra, è diventato comandante della guarnigione del castello di Tarsia. Wilhelm è una infida pedina fondamentale su questa scacchiera: si tratta di un guerriero prezzolato, un mercenario, ed ha un carattere irascibile e violento, anche con le donne.
Lungo il tragitto per andare a Rosetum, in una notte nebbiosa, il drappello incontra un mercante accompagnato da una misteriosa schiava, legata con una catena. Questa schiava bellissima comincia a risvegliare i desideri degli uomini nell’accampamento.
Sarà la nuova regina bianca? Sarà una pedina? Una cosa è certa: a questo punto della narrazione si sente fortemente la mancanza di una figura femminile di spicco. E comprendiamo che questa schiava potrebbe essere importante quando veniamo a sapere che è dotata di poteri magici e che la punta del suo anello di ferro ha tenuto lontani gli uomini da lei: contiene un veleno che con un solo graffio darebbe la morte.
“Il mercante ha detto che hai dei poteri” disse piano.“È così. Una magia che mi scorre nelle vene.”Manlius sorrise, facendo parte alla parte razionale di sé. “Io penso che la magia di una donna sia sempre una buona magia.”
Il mercante si ubriaca e gioca a dadi perdendo la sua bellissima schiava, e Manlius, che l’ha sottratta alla sicura violenza di Wilhelm, si ritroverà, suo malgrado, ammaliato dalla donna. Ma il mistero della scomparsa di Giselda si fa sempre più fitto, le pedine continuano a muoversi sulla scacchiera, mentre noi le guardiamo dall'alto una per una, mossa dopo mossa, finché non entrerà in scena la regina nera, con una mossa inaspettata.
Un romanzo storico ambientato in un periodo buio e misterioso, su cui viene voglia di far luce. Un romanzo romantico la cui eroina, la regina nera, è un personaggio indipendente e fiero, pieno di coraggio e di spirito di iniziativa. La ricostruzione storica è, per quanto possibile, accurata, con le imprese di Ruggiero II a fare da sfondo alla vicenda, e personaggi realmente esistiti, come il medico arabo Abu-al-Qasim ed il cartografo Al-Idrisi, che vengono citati dai personaggi di fantasia del libro.
La narrazione in terza persona completamente impersonale mi ha fatto immaginare questa partita a scacchi, anche perché il cavaliere bianco Manlius non risulta da subito il protagonista della storia. Lo diventa in seguito, a partita iniziata, quando i pezzi si dispongono sulla scacchiera in modo tale che Manlius si trovi necessariamente a condurre il gioco. Tuttavia la partita si continua a giocare su vari fronti, con pedine, alfieri e torri, e con una visione globale dei personaggi.
Con uno stile molto elegante e ricco, Ornella Albanese muove dall’ alto i pezzi sulla scacchiera. Il suo linguaggio è sempre adatto alle situazioni e ai paesaggi descritti e ci fa indovinare le passioni che si agitano in ogni personaggio. Un’appassionante partita a scacchi, dunque, romantica e ricca di passione, e con un velo di mistero che ci lascerà con il fiato sospeso fino all’ultimo capitolo e che finirà con la vittoria sia dei bianchi che dei neri.
Per leggere la mia recensione completa:
http://greenyellowale.blogspot.com/20...
September 11, 2012
UN CAVALLO VINCENTE PER IL ROMANCE ITALIANO. CAVALCHIAMOLO!
Una ventata di lingua italiana! Una frustata di talento italiano. Un'immersione senza respiro nell'italianità storica. 48 ore e un pezzetto, questo il tempo che ci ho messo a leggere questo ritorno alla grande di Ornella Albanese, autrice conosciuta in circostanze per me molto tristi e adesso credo nel destino: meritava d'essere conosciuta e merita d'esser seguita. Non si tratta di una sviolinata, avrei potuto semplicemente dire 'bello, avvincente' e chiudere il commento. No, se questo è davvero un ritorno, direi che è trionfale. Il romanzo in questione rasenta la perfezione (rasenta, perchè, come avrò modo di dire dopo, una noticina ce l'ho d mettere).
Il contesto storico: andare a becchettare nel Medioevo è azzardato, io per prima lo farei in punta di piedi, essendo il periodo complicato, frastagliato, oscuro e distante, riuscire a districarsi in quegli anni fatti di guerra e brutalità richiede uno studio approfondito anche per chi lo conosce e lo ama. L'autrice ha fatto tutto questo rendendo la storicità dettagliata ma non pesante, niente di didattico e saccente, piacevole entrare in vicissitudini che sinceramente io non conoscevo (non si può sapere tutto nella vita, no?).
La tramna: retta com maestria, perchè scrivere un libro non è solo raccontare, è anche tenere il filo e non perdersi dimenticando pezzi dietro di noi oppure risolvendo una questione frettolosdamente senza giustificazioni. Essendo questo romanzo un intrigo in piena regola, lo stesso è portato avanti con quella sorta di suspance tipica del giallo e qui abbiamo un altro punto vantaggio di un romance imprevedibile, per nulla scontato, con uno sviluppo della faccenda che mi intriga, amando io il 'niente è come sembra'. Non voglio fare spoiler, ma è davvero tutto un ribaltamento delle parti!
I personaggi: ognuno con il suo carattere, ognuno con il suo temperamento, ognuno con le sue positività e negatività, ma niente di esasperato, niente di plateale da far sorridere, non ci sono sbavature, ogni azione ha motivo d'essere perchè giustificata da ciò che è il personaggio. Pur mantenendo la coerenza del tempo, cioè uomini maschilisti sino allo spasimo e donne succubi degli stessi, l'autrice è riuscita a elevare le donne stesse con una sottigliezza difficile da definire. Alla fine del romanzo non ci si sente sminuite perchè donne, piuttosto si sorride e ci si sente superiori. Bisogna leggere per capire, questo è un altro punto a vantaggio della nostra autrice colosso.
Le scene d'amore: ecco un esempio di capacità narrativa senza il dettaglio, cosa che io amo in maniera particolare (non il dettaglio, la capacità narrativa di evitarlo!). Al di là di un muscolo obiettivamente importante e cicatrici varie che innalzano il fascino del maschio (più di uno), non si va. Il resto sono emoizioni, pensieri, paure e sicurezze. Niente di volgare, niente di eplicito eppure le immagini degli amplessi sono così nitide da farci credere d'essere un po' maliziose non avendo effettivamente letto nulla di descrittivo (fisicamente parlando). Questa è l'arte del romance, secondo me.
La nota dolente: ah! Ah! Se dolente la si può definire! E' piccina piccina, dettata dalla mia deformazione 'professionale' (e mi si conceda la definizione superba di me stessa, perchè io non sono una professionista dello scrivere... purtroppo). Evitando lo spoiler, direi che alla fine c'è una certa tipa che meriterebbe due parole dal certo tipo, cosa che non avviene lasciando tutto in sospeso. Due insultini io glieli avrei riservati alla tipetta, ma è solo una mera opinione che non screzia questo bellissimo romanzo.
Consigliato? Certamente. Senza dubbio. In assoluto. Io lo vedrei letto bene anche da un pubblico maschile, perchè abbiamo dei brani di mera brutalità che al maschio piace (vai a capire i maschi, tu!) e il sentimento descritto è visto più che altro dal punto di vista dell'uomo. Decisamente una bella lettura che, paradossalmente per i miei ritmi noti, è finita troppo presto.
Una ventata di lingua italiana! Una frustata di talento italiano. Un'immersione senza respiro nell'italianità storica. 48 ore e un pezzetto, questo il tempo che ci ho messo a leggere questo ritorno alla grande di Ornella Albanese, autrice conosciuta in circostanze per me molto tristi e adesso credo nel destino: meritava d'essere conosciuta e merita d'esser seguita. Non si tratta di una sviolinata, avrei potuto semplicemente dire 'bello, avvincente' e chiudere il commento. No, se questo è davvero un ritorno, direi che è trionfale. Il romanzo in questione rasenta la perfezione (rasenta, perchè, come avrò modo di dire dopo, una noticina ce l'ho d mettere).
Il contesto storico: andare a becchettare nel Medioevo è azzardato, io per prima lo farei in punta di piedi, essendo il periodo complicato, frastagliato, oscuro e distante, riuscire a districarsi in quegli anni fatti di guerra e brutalità richiede uno studio approfondito anche per chi lo conosce e lo ama. L'autrice ha fatto tutto questo rendendo la storicità dettagliata ma non pesante, niente di didattico e saccente, piacevole entrare in vicissitudini che sinceramente io non conoscevo (non si può sapere tutto nella vita, no?).
La tramna: retta com maestria, perchè scrivere un libro non è solo raccontare, è anche tenere il filo e non perdersi dimenticando pezzi dietro di noi oppure risolvendo una questione frettolosdamente senza giustificazioni. Essendo questo romanzo un intrigo in piena regola, lo stesso è portato avanti con quella sorta di suspance tipica del giallo e qui abbiamo un altro punto vantaggio di un romance imprevedibile, per nulla scontato, con uno sviluppo della faccenda che mi intriga, amando io il 'niente è come sembra'. Non voglio fare spoiler, ma è davvero tutto un ribaltamento delle parti!
I personaggi: ognuno con il suo carattere, ognuno con il suo temperamento, ognuno con le sue positività e negatività, ma niente di esasperato, niente di plateale da far sorridere, non ci sono sbavature, ogni azione ha motivo d'essere perchè giustificata da ciò che è il personaggio. Pur mantenendo la coerenza del tempo, cioè uomini maschilisti sino allo spasimo e donne succubi degli stessi, l'autrice è riuscita a elevare le donne stesse con una sottigliezza difficile da definire. Alla fine del romanzo non ci si sente sminuite perchè donne, piuttosto si sorride e ci si sente superiori. Bisogna leggere per capire, questo è un altro punto a vantaggio della nostra autrice colosso.
Le scene d'amore: ecco un esempio di capacità narrativa senza il dettaglio, cosa che io amo in maniera particolare (non il dettaglio, la capacità narrativa di evitarlo!). Al di là di un muscolo obiettivamente importante e cicatrici varie che innalzano il fascino del maschio (più di uno), non si va. Il resto sono emoizioni, pensieri, paure e sicurezze. Niente di volgare, niente di eplicito eppure le immagini degli amplessi sono così nitide da farci credere d'essere un po' maliziose non avendo effettivamente letto nulla di descrittivo (fisicamente parlando). Questa è l'arte del romance, secondo me.
La nota dolente: ah! Ah! Se dolente la si può definire! E' piccina piccina, dettata dalla mia deformazione 'professionale' (e mi si conceda la definizione superba di me stessa, perchè io non sono una professionista dello scrivere... purtroppo). Evitando lo spoiler, direi che alla fine c'è una certa tipa che meriterebbe due parole dal certo tipo, cosa che non avviene lasciando tutto in sospeso. Due insultini io glieli avrei riservati alla tipetta, ma è solo una mera opinione che non screzia questo bellissimo romanzo.
Consigliato? Certamente. Senza dubbio. In assoluto. Io lo vedrei letto bene anche da un pubblico maschile, perchè abbiamo dei brani di mera brutalità che al maschio piace (vai a capire i maschi, tu!) e il sentimento descritto è visto più che altro dal punto di vista dell'uomo. Decisamente una bella lettura che, paradossalmente per i miei ritmi noti, è finita troppo presto.
October 20, 2016
Recensione
Mi piacciono molto i romanzi con ambientazione storica, e devo dire che appena ho aperto la prima pagina di questo libro, non sono riuscita a placare la curiosità per questa meravigliosa storia!
L’ho terminato in pochi giorni e ne sono rimasta affascinata davvero tanto! Tutto comincia con l’agguerrito e implacabile antagonismo che esiste tra le due antiche stirpi dei Rosetum e dei Tarsia, come spesso accade nei buoni romance storico-medievali che si rispetti. Per non parlare del fatto che la trama sia pervasa da quel pizzico di tono ‘rosa’ che mette al centro di tutto un bacio rubato. La classica causa che scatena nuovamente i rancori, per un po’ rimasti sopiti, ma mai cancellati fra due valorose famiglie nemiche. Le vicende ambientate in una selvaggia e indimenticabile Calabria medievale riescono a includere ogni genere romanzesco: l’intrecciarsi dei profili di tanti personaggi principali e secondari, le appassionate storie d’amore, ma soprattutto questo libro è adatto per chi ama il periodo ‘buio’ del Medioevo, i suoi colori di contrasto e la passionale istintività degli uomini di quel tempo. In tutto aleggia il mistero che vibra intorno alla scomparsa di Giselda, cugina e futura sposa di Manlius di Tarsia. Il prode guerriero dopo un lunghissimo tempo trascorso in battaglia lontano da casa torna al suo castello per ritrovare il padre Timoteo e il fratello Goffredo. Non appena viene a sapere che la sua promessa sposa non ha aspettato il suo ritorno ed è fuggita con Aureliano dei Rosetum, il quale l’ha brutalmente uccisa e stuprata, Manlius viene accecato dalla rabbia e dall’antico rancore che serba da sempre per quella famiglia. Ma sarà davvero tutto come sembra? O è molto più facile vedere come colpevole un antico nemico rispetto che guardare in faccia la realtà? Questo libro ci mostra ancora una volta come le cose spesso non siano come sembrano. Non mancheranno colpi di scena e personaggi essenziali come la serva Amelina e il piccolo storpio Livio: per non dimenticare di Gauda e Yusuf, grandi amici da sempre di Manlius. E poi il mistero che racchiude il titolo del romanzo,il quale apre le porte ad un’affascinante e bellissima donna dal temperamento forte e davvero sorprendente: Silia, la figlia di Alberico dei Rosetum. Una ragazza dal fascino diabolico, ma che mostrerà una fervida saggezza e intelligenza. Un libro dai risvolti emozionanti che non ti fa staccare gli occhi dalle sue pagine! Una lettura consigliata soprattutto a chi ama questo periodo storico e gli intrighi familiari.
Francesca Ghiribelli.
Mi piacciono molto i romanzi con ambientazione storica, e devo dire che appena ho aperto la prima pagina di questo libro, non sono riuscita a placare la curiosità per questa meravigliosa storia!
L’ho terminato in pochi giorni e ne sono rimasta affascinata davvero tanto! Tutto comincia con l’agguerrito e implacabile antagonismo che esiste tra le due antiche stirpi dei Rosetum e dei Tarsia, come spesso accade nei buoni romance storico-medievali che si rispetti. Per non parlare del fatto che la trama sia pervasa da quel pizzico di tono ‘rosa’ che mette al centro di tutto un bacio rubato. La classica causa che scatena nuovamente i rancori, per un po’ rimasti sopiti, ma mai cancellati fra due valorose famiglie nemiche. Le vicende ambientate in una selvaggia e indimenticabile Calabria medievale riescono a includere ogni genere romanzesco: l’intrecciarsi dei profili di tanti personaggi principali e secondari, le appassionate storie d’amore, ma soprattutto questo libro è adatto per chi ama il periodo ‘buio’ del Medioevo, i suoi colori di contrasto e la passionale istintività degli uomini di quel tempo. In tutto aleggia il mistero che vibra intorno alla scomparsa di Giselda, cugina e futura sposa di Manlius di Tarsia. Il prode guerriero dopo un lunghissimo tempo trascorso in battaglia lontano da casa torna al suo castello per ritrovare il padre Timoteo e il fratello Goffredo. Non appena viene a sapere che la sua promessa sposa non ha aspettato il suo ritorno ed è fuggita con Aureliano dei Rosetum, il quale l’ha brutalmente uccisa e stuprata, Manlius viene accecato dalla rabbia e dall’antico rancore che serba da sempre per quella famiglia. Ma sarà davvero tutto come sembra? O è molto più facile vedere come colpevole un antico nemico rispetto che guardare in faccia la realtà? Questo libro ci mostra ancora una volta come le cose spesso non siano come sembrano. Non mancheranno colpi di scena e personaggi essenziali come la serva Amelina e il piccolo storpio Livio: per non dimenticare di Gauda e Yusuf, grandi amici da sempre di Manlius. E poi il mistero che racchiude il titolo del romanzo,il quale apre le porte ad un’affascinante e bellissima donna dal temperamento forte e davvero sorprendente: Silia, la figlia di Alberico dei Rosetum. Una ragazza dal fascino diabolico, ma che mostrerà una fervida saggezza e intelligenza. Un libro dai risvolti emozionanti che non ti fa staccare gli occhi dalle sue pagine! Una lettura consigliata soprattutto a chi ama questo periodo storico e gli intrighi familiari.
Francesca Ghiribelli.
August 11, 2017
Molto carino, con un mistero di sottofondo e una ricostruzione storica interessante.
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