Primo romanzo di GioPizzi che leggo. Lo spunto è molto interessante e la trama è molto avvincente e ti trascina rapidamente attraverso le vicende. Un libro certamente leggero, nonostante le 552 pagine. Il problema è, però, nelle sue stesse virtù: "Verranno dalle pianure" è quasi un action thriller e del cinema ha anche la forma, con capitoli brevi e molto dialogati, molto poco descrittivi se non a livello ambientativo, proprio come fossero scene di un film. Apprezzabili i flussi di coscienza dei vari personaggi, ma forse un po' eccessivi e ridondanti (un tentativo forzoso di dare al racconto un'aria da romanzo?). I protagonisti sono forse un po' piatti: così come li conosciamo in principio saranno alla fine e non cambiano sensibilmente - tratto non per forza realistico: gliene capitano davvero di tutti i colori, a tal punto che anche una "persona reale" muterebbe radicalmente. Avrei gradito qualche pagina in più sulla storia di Trentanove e Salvia, per comprendere "di più" Serpe - a mio avviso il vero protagonista di questo racconto, nonostante l'intento corale -, benché comprenda che "Verranno dalle pianure" non è un romanzo di formazione; dico solo che una "backstory" meglio delineata avrebbe giovato all'indagine della psicologia del personaggio.
Ad ogni modo non è un cattivo romanzo; mi ha dato più l'idea di un'opera... incompleta.
In definitiva mi ha piacevolmente intrattenuto per qualche giorno e mi ha regalato un paio di spunti geopolitici su cui riflettere, nonostante il dialogo finale tra Winters e Barkov.
Vorrei dare 4 stelle, ma ritengo, onestamente, che non le meriti. Queste 3 stelle vanno considerate più un "3,1/2 stelle". Credo che Giovanni possa produrre opere migliori.
Sicuramente leggerò anche "Carne sprecata" e "Rapaci", i due scritti precedenti; "Rapaci", in particolar modo, mi attira parecchio.