«Il futuro non si risolve come un'equazione, e nessuna mirabolante tecnologia a venire oggi concepibile illuminerà di un millimetro le incognite ultime degli sviluppi sociali e politici dei prossimi millenni, se ci saranno. Nessuna soluzione tecnologica guiderà perfettamente lo sviluppo della civiltà umana, consentendo di predirlo scientificamente. Non c'è risposta giusta a un problema posto nei termini errati». Con queste parole, Fabio Chiusi mette in chiaro, fin dall'introduzione, che questo non è l'ennesimo libro in lode di Elon Musk, il «Tony Stark in carne e ossa», l'uomo (quasi) più ricco del mondo, l'acclamato miliardario eccentrico e altruista che vuole salvare l'umanità, il geniale ideatore di SpaceX, Tesla, Starlink, Neuralink, e ora anche padrone di Twitter. Questo libro è un'operazione differente e più articolata. Attraverso l'analisi del pensiero di Musk e di quello dei suoi eroi personali, Chiusi indica la matrice culturale e filosofica di riferimento del tycoon sudafricano e ce ne mostra le debolezze e, soprattutto, la pericolosità. Perché una cosa è certa, Elon Musk non opera solo per massimizzare il proprio profitto: ha un progetto a lungo termine e ha i mezzi per realizzarlo. E questo progetto ci coinvolge tutti, per cui conviene conoscerlo, anche perché – e qui sta il punto – le sue azioni hanno la tendenza a sfuggire a un reale controllo pubblico, critico e su base democratica.
Questo libro vorrebbe essere una critica verso Elon Musk e le sue idee, ma risulta in realtà un resoconto di idee e azioni a lui associate - a volte in maniera arbitraria - senza veramente giungere a una critica ragionata. Ne risulta un testo che mischia continuamente idee e azioni di Elon Musk con conclusione tratte senza un verso filo logico che unisca evidenze e risultati, mescolando invece realtà e fantascienza in maniera ingiustificata. Faccio qualche esempio per chiarire meglio il concetto.
L'autore parte con una critica al fatto che Elon Musk abbia deciso di lanciare la sua Tesla nello spazio con il primo lancio del vettore Flacon Heavy. L'autore probabilmente non conosce i dettagli dei cosiddetti "mass simulator" e fa finta di non capire che questa azione sia stata soprattutto di marketing, peraltro ben riuscita. Dico "fa finta" di non capire, perché in realtà non solo ha capito, ma sfrutta la stessa tecnica per vendere il libro, che infatti porta in copertina la iconica immagine della automobile nello spazio.
L'autore passa poi a discutere dei concetti di Legge Zero della Robotica, della Fondazione di Asimov e del cosiddetto "Longtermismo". In questo caso, in maniera del tutto arbitraria, viene affibbiata a Elon Musk la caratteristica, propria dei Robot della fantascienza, di essere pronti a sacrificare vite umane purché l'umanità nel suo complesso sopravviva. Questo viene pretestuosamente collegato alla "missione" che Musk si è dato di rendere l’umanità una civiltà multi-planetaria. L'autore finisce quindi per concludere che Musk sarebbe pronto a sacrificare delle persone per andare su Marte.
L'autore è altresì convinto che il Longtermismo sia una sciagura per l'umanità, spingendo a non occuparsi dei problemi presenti, per concentrarsi su quelli di lungo termine, appunto. Sarà forse sfuggito all'autore che l'umanità ha ignorato i problemi di lungo periodo a proposito di energia, inquinamento e transizione energetica per tutta la seconda metà del XX secolo e che questa è esattamente la ragione per cui oggi l'umanità è in pericolo. Al contrario sarebbe forse necessario avere più lungimiranza nell’affrontare i problemi, ma questo è un argomento nemmeno sfiorato nella critica.
Non vado oltre questi pochi esempi che credo siano sufficienti a far capire a quale tipo di ragionamento sconclusionato ci troviamo di fronte. Per dirla con un aforisma che l'autore sicuramente fraintenderebbe, definirei questo libro "mostly harmless"