Από την παιδική του ηλικία ο Κάρλο Μαρότσι φαίνεται οτι έχει μια παράξενη, πλούσια και γόνιμη φαντασία και επιδιώκει την ευτυχία. Ήταν ανεπιθύμητο παιδί για τους γονείς του. Ποτέ όμως δεν το έβαλε κάτω. Πάντα προσπαθούσε για την επιβίωσή του. 'Αλλαξε δουλειές, προσπάθησε να σταθεί στα πόδια του, γονάτισε και ξανασηκώθηκε. Έκανε μικροκομπίνες, έπαιξε, έχασε, συνέχισε. Ερωτεύτηκε, αλλά η γυναίκα του ήταν δύσκολο να αποδεχτεί αυτό που ο Κάρλο έλεγε "τρόπο ζωής". Το <<Και η ζωή θέλει ταλέντο>> είναι ένα γήινο πορτραίτο που μας μοιάζει, ή μας θυμίζει κάποιο γνωστό, κάποιον που περνάει δίπλα μας και μας σκουντάει. Ενός ανθρώπου που αγαπάει τη ζωή, παρ' οτι αυτή του αντιστέκεται και προσπαθεί με κάθε τρόπο να κερδίσει την εύνοιά της. Ενα βιβλίο γραμμένο με λογοτεχνική μαεστρία και απόλυτα ρεαλιστικό ύφος, ένα συγγραφικό έργο που όλοι συμφώνησαν πως δίκαια βραβεύτηκε με το Βραβείο της Ιταλικής Λογοτεχνίας <<Καμπιέλο>>.
Il Talento del titolo è quello di cui è convinto di essere in possesso il protagonista, quello di sapersi barcamenare in una vita che poco gli offre. Ed altrettanto poco è in grado così di offrire lui alla vita stessa: a sua figlia, a sua moglie, agli altri (anche i pochissimi amici saranno scelti solo tra persone cui poter chiedere qualcosa). Un uomo arido, anche se capace di soffrire e di riconoscere le altrui sofferenze, un essere sgangherato nell’Italia sgangherata degli anni del boom, quelli di quando il vero talento veniva riconosciuto principalmente a chi faceva soldi e lo mostrava spendendoli.
Scritto in un italiano ineccepibile, con uno stile elegante ma senza inutili fronzoli, mostra appieno le grandi doti dell’autore e “il suo” talento. Con il pregio di non sbattercelo in faccia spocchiosamente. Tuttavia la storia narrata non è riuscita a catturarmi appieno, pur apprezzandone molto alcuni spunti e alcune scene, raccontate con grande efficacia. Solo per questo non mi spertico nel giudizio “stellare” come per il suo successivo "La furia del mondo".
Che cosa sia il "talento di vivere" di Carlo non è chiaro, data l'esistenza fallimentare che conduce inseguendo il suo "diritto alla gioia" (tutte parole sue). A me ha messo addosso una certa angoscia, ma il libro è bello, scritto pregevolmente, e disegna un ritratto preciso di un'epoca, il dopoguerra e oltre fino a Berlusconi.