«Prima di Sabbia nera Vanina era a Catania già da un anno e aveva risolto altri casi. Ho pensato di raccontarvene uno» (Cristina Cassar Scalia).
Arrivata da poco a Catania, Vanina sta facendo conoscenza con la città quando le piomba addosso un caso delicato, di quelli che richiederebbero anche un po’ di tatto. Non proprio la sua dote principale.
Prima qualche pillola dentro vaschette di gelato, poi un omicidio. Questo è solo l’inizio di un mistero parecchio strano che il vicequestore aggiunto Giovanna Guarrasi, detta Vanina, palermitana tornata in Sicilia dopo un periodo alla questura di Milano, è chiamata a risolvere. Per fortuna attorno a sé ha una squadra di gente in gamba, collaboratori preziosi che nonostante il suo carattere spigoloso hanno imparato subito ad apprezzarla. A fare il resto ci pensano l’istinto e il metodo investigativo che segue da sempre: scavare nel passato delle vittime.
Cristina Cassar Scalia è originaria di Noto. Medico oftalmologo, vive e lavora a Catania. Sabbia nera (Einaudi 2018 e 2019), il suo primo romanzo con protagonista il vicequestore Vanina Guarrasi, ha conquistato lettori e critici. I diritti sono stati venduti all'estero e opzionati per il cinema e la tv. Sempre per Einaudi ha pubblicato La logica della lampara (2019).
Questo è per me il primo libro letto della serie di Vanina Guarrasi. Era da un po’ che ne sentivo parlare qui e ne ero attratta ma poi rimandavo sempre, avendone molte altre aperte. Ma poi è comparso questo prequel e quale occasione poteva essere migliore per cascarci, se non quella di dare sfogo alla mia ossessione di leggere tutti i volumi in ordine fin dal primissimo? E ne sono rimasta piacevolmente colpita.
L’ambientazione in quella Sicilia che tanto amo è perfetta, corrispondente a verità, ricreata talmente bene come solo una siciliana può riuscire a fare, prestando tanta attenzione ad aspetti e abitudini secondarie alle indagini vere e proprie, ma fortemente caratteristiche. In particolar modo emerge il ruolo del cibo a farla da padrone, come succede un po’ dovunque nel sud Italia.
In parte mi ha evocato ricordi del miglior Montalbano, anche nella scelta del ricreare i suoni del dialetto parlato a Catania e richiamare le differenze tra la città e Palermo, al punto da poterla considerare, a mio parere, l’alter ego femminile del commissario. A parte che qui si tratta del vice questore e che è tornata in Sicilia dopo essersi trasferita per diversi anni a Milano. Lì però si sente straniera e non a casa, un po’ tormentata e poco stabile. Il personaggio è decisamente sopra le righe, dai modi non proprio delicati, e non esattamente una salutista, a cominciare dalle abbuffate che si fa ogni giorno, partendo dalla colazione al bar di Alfio con brioche e granita, alla trattoria di Nino e alla nuova scoperta della gastronomia di Sebastiano, e per cui si dichiara apertamente disprezzando la scelta vegana della Bonazzoli, per finire al dormire poco e fumare tanto, spesso e volentieri anche in ufficio, sostenuta dal dirigente della mobile, il napoletano Tito Macchia. Tra tutta la squadra, composta da elementi decisamente pittoreschi, con dinamiche del tutto siciliane a cui anche la Bonazzi, arrivata da Brescia, risulta estranea e appare come un pesce fuor d’acqua, mi hanno conquistata Spanó e Calì, affezionati aiutanti e sostenitori della donna, e dalla simpatia incontenibile e i modi diretti.
Il caso riguarda, come dice il titolo, la minaccia alla catena di gelaterie più famose della città, quelle dei Lomonaco. Le indagini fanno emergere diversi particolari scabrosi legati alla famiglia, tanto da far ipotizzare diverse piste ugualmente plausibili, anche se poi quella che si rivela esatta è anche quella meno battuta.
Devo dire che però non è stata del tutto azzeccata la scelta di leggere questo libro per primo perché, se da un lato incuriosisce molto sulla storia della protagonista, dall’altro lato sembra di non saperne abbastanza e questa sensazione come se mancasse sempre un pezzo mi ha accompagnata durante tutta la lettura. Al punto da indurmi a pensare di leggerne almeno qualche altro volume il prima possibile per sopperire a questa mancanza! 😁
Il vice questore Vanina Guarrasi, in questo episodio che precede Sabbia nera, in ordine temporale, è stata da poco trasferita da Milano a Catania. Sono passati tre anni da quando la sua storia con Paolo è finita: è tutto racchiuso in quegli scatoloni che non si decide a svuotare: quanta vicinanza in questa difficoltà del vicequestore; l’ho vissuta pure io nel mio trasferimento da Padova a Roma.
Adesso Vanina è di nuovo in Sicilia. E lo stare a Catania non è come stare a Palermo. E non è vero che tanto “sempre Sicilia è”.
Timidamente sullo sfondo iniziano ad affacciarsi i protagonisti paesaggistici che poi domineranno le altre storie di Vanina: l'Etna, con la sua imponenza, e il mare con la sua vastità.
Emergono i tratti caratteriali di questa vice questore adorabile: la tenacia e l’ironia sferzante.
Il primo caso di cui si deve occupare riguarda delle pillole trovate in delle “confezioni” di gelato della più grande gelateria di Catania. Un caso tranquillo che si trasforma in un duplice omicidio.
Grazie alla collaborazione di tutti, questo caso complicato troverà soluzione:
“Si presentarono tutti, tranne Lo Faro che era partito per le scale per accompagnare Macchia. – Picciotti, siete stati bravi anche stavolta. – Grazie, dottoressa, – rispose Spanò a nome di tutti. – C’è bisogno di un po’ di rodaggio, dobbiamo conoscerci meglio, ma la squadra promette bene. Ho fiducia in voi. – Quindi possiamo chiamarti capo come i tuoi uomini fidati di Palermo? – chiese Marta.”
Forse dopo aver già pubblicato tanti libri della serie, non c’era bisogno di questo libro. Però l’autrice ci teneva a presentarci la sua Vanina durante i primi giorni a Catania: il suo approccio con la città, la ricerca di un nido tutto suo, la conoscenza di Bettina e della sua nuova squadra, persone capaci che in breve imparano ad apprezzarla. E, come vuole la migliore tradizione per un esordio, le capita subito un caso particolare, da trattare con le pinze. Ma, ormai si sa, la parola “tatto” nel suo vocabolario si è un po’ sbiadita, non si leggono bene le varie accezioni della parola. Dicevo... forse non c’era bisogno di questo breve romanzo, Vanina la conoscevo già, ma a me è piaciuto così tanto...
Ho amato gli altri libri. Ma questo purtroppo non aggiunge nulla al personaggio né alle storie che abbiamo già letto. Mi spiace ma sembra un'uscita forzata.
Carino è carino, ma non aggiunge nulla alla serie a chi come me la segue da Sabbia nera. Il costo del libro, che è poco più di un racconto, è secondo me decisamente alto.
«Dove siamo nel "Commissario Montalbano" per caso?», è stato il primissimo pensiero che mi è balenato in mente. L'ambientazione nella medesima regione, il carattere dei sottoposti del Commissario, i modi di fare, i modi di esprimersi, tutto identico. «Da vedere in televisione ci può stare, è carina come cosa, ma da leggere...», è stato il successivo e naturale pensiero dopo un paio di capitoli di lettura. Rimango personalmente di questa ottica. Non ho amato particolarmente il lessico -dialettismi, parole abbreviate- e tutta la sintassi improntata sul luogo d'origine della storia, per esempio con tempi verbali diversi. Come non ho amato l'uso dei trattini nei dialoghi, mi confondono e non li apprezzo affatto in una lettura. Punti estremamente soggettivi, certo, ma che delimitano molto la mia votazione per questo libro. Peccato perché la storia di per sé si è rivelata interessante.
Voto 2 e 1/2 In questa indagine torniamo indietro nella vita di Vanina Guarrasi il tempo che basta a vederla insediata nel suo nuovo ruolo a Catania. La troviamo già nella sua casa fuori città e con le conoscenze già diventate amicizia con il medico Calì e l'avvocato De Rosa. Appaiono solo di sfuggita l'ex fidanzato e l'ex capo della squadra che non viene nominato ma è presente. L'indagine è intrigante e riguarda il re del gelato, un personaggio che, dal carretto di famiglia è riuscito a mettere su ben quattro gelateria più la vendita ai negozi locali. Quando si trovano delle pillole sparse nei gusti più richiesti scatta il panico e la chiusura delle gelaterie. Vanina è costretta a lavorare a questo caso che non la entusiasma più di tanto quando ci scappa anche il morto, facciamo due. E allora tutto cambia.
In questo romanzo non ho trovato nulla di nuovo (o di antico). Come ha detto l'autrice nella postfazione, voleva far conoscere Vanina al sua arrivo a Catania ma non ho trovato nulla di diverso rispetto alle altre storie. Sembra semplicemente che ci abbia scritto "tre anni prima" ma tutti i meccanismi che ci ha fatto vedere negli altri romanzi già ci sono. Ha tolto la parte delle investigazioni di mafia che spesso appesantisce già altri romanzi perchè alla fine non arriva da nessuna parte, ha tolto Patanè ma poi tutto il resto è uguale. Non ho visto un'evoluzione un nascere di qualcosa. I rapporti con i suoi sottoposti o superiori sono già quelli degli ultimi libri. Insomma, pur essendo l'indagine simpatica e bel strutturata, anche se arriva a risolvere il caso solo grazie ai tracciamenti telefonici, non è stato quello che mi aspettavo.
In questo romanzo Vanina è appena arrivata a Catania e si trova ad indagare su uno strano episodio: nei gelati di un famoso distributore vengono rinvenute delle strane capsule: una burla, un sabotaggio o un tentativo di estorsione? Subito dopo, il proprietario della gelateria viene ammazzato. L'indagine si dipana mentre la Guarrasi comincia a familiarizzare con la nuova squadra, Spanò su tutti. Ogni personaggio è abbozzato per essere poi definito negli altri libri. Lettura piacevole, anche se non il migliore dei romanzi della serie.
Romanzo breve che si legge in una sera. Semplice e senza troppe pretese. Ho fatto un po’ fatica a leggerlo perche molte parti sono scritte in siciliano ed essendo milanese ho fatto un po’ fatica a capirle. Romanzo carino, non capisco tutto il clamore attorno a questo libro ma nel complesso è una lettura gradevole.
Prequel degli episodi che han per protagonista la vicequestore Vanina Guarrasi. Ancora una volta si conferma una lettura scorrevole, godibile, perfetta tra un "mattone" e l'altro.
Una delle prime indagini di Vanina a Catania. I personaggi sono gli stessi, ma si fa un passo indietro, per cui, sembra che Scalia ammicchi complice al lettore, che conosce già cosa si nasconde dietro a certi atteggiamenti, al contrario degli altri personaggi. E infatti, anche se è contrassegnato come 0,5, consiglio vivamente di leggere questo romanzo seguendo l'ordine di pubblicazione. L'indagine non mi è dispiaciuta, anche se mi sembra che siamo tornati ai primi casi, in cui Vanina sembra trascurare dettagli macroscopici che la porterebbero molto prima alla risoluzione del caso. Ma questa serie non mi piace solo per la parte gialla, quindi ci passo sopra. Però... Scalia, ma quanto si abbuffa Vanina? E uffa!
Giallo ambientato nella Sicilia bedda. Lettura breve, piacevole e molto scorrevole. Ho personalmente apprezzato molto lo stile di scrittura dell’autrice e l’inserimento di frasi in dialetto qua e là che ti fanno immergere ancora di più nella storia. Racconto senza grandi pretese che ti intrattiene e che ti fa venire voglia di seguire le vicende della protagonista leggendo gli altri libri della serie. Come direbbero le mie colleghe e amiche: un ‘’libro cuscinetto’’ perfetto.
È il primo libro che leggo dell'autrice e non mi ha soddisfatta. Non trovo sia un giallo ben costruito e oltretutto il finale è campato in aria dal nulla. Magari mi ricrederò leggendone un altro...
Racconto un po' breve che si discosta lievemente dai precedenti volumi per contenuti e forma, con uno stile di scrittura a tratti diverso e più "crudo" rispetto agli altri racconti, anche se alla fine rimane comunque un piacevole prologo delle vicende che hanno ufficialmente inizio con "Sabbia Nera".
5 stelle alla Scalia per l'inizio delle avventuredella Guarrasi a Catania, 1 stella per la lettura, mi è mancata la Anicito, ho faticato ad ascoltarlo fino alla fine
Una famosa catena di gelaterie catanesi, una particolare contaminazione del gelato con delle pillole, ed infine delle strane morti. Questa la base per le indagini per Vanina, appena arrivata in città, una casa piena di scatoloni e una squadra tutta da conoscere, anche se già ne ha compreso le dinamiche interne. Non conosciamo ancora tutti, manca il vecchio ispettore Patanè anche se si muove in incognito sullo sfondo. Una storia in cui gli intrighi di famiglia stanno alla base del mistero, vecchi soci o rivali, vecchie passioni che tornano a galla e fanno venire strane idee al "re" del gelato. La storia in se è molto lineare e semplice seppur molto scorrevole come tutti gli altri scritti dell'autrice. Per quanto riguarda la figura e la storia di Vanina non aggiunge nulla, anzi, si sa molto di più con il terzo libro della serie. Le informazioni che ci vengono fornite sono tutte già note, in realtà. Quindi un di più che si poteva anche evitare se vogliamo considerare questo libro come il prequel, come viene indicato, della serie. Di fatto, però, è una storia breve che fa sempre piacere leggere, perché quando si ama un protagonista, non bastano mai le letture e più ce ne sono meglio è!
"Inutile negarlo: il mondo della notte le piaceva assai. In città come in campagna, in riva al mare o in pizzo all’Etna, l’ora piú bella per lei si collocava tra quelle in cui la maggior parte della gente era nel sonno migliore..." 🙂
La trama mi ha coinvolta sin dalle prime righe, con Giovanna Guarrasi detta Vanina, vicequestore, dal passato misterioso e dalla personalità spigolosa, ora chiamata a risolvere un mistero che inizia prima con strani avvenimenti legati al gelato, forse qualcuno vuole boicottare il Re del gelato di Catania... però poi all'improvviso, l'indagine prende una strada molto diversa e si trasforma in "inchiesta per omicidio" 😨 L'ambientazione in Sicilia aggiunge un tocco di fascino e atmosfera al libro... molto divertente trovare termini tipici del dialetto siciliano 🤣 una spruzzata di simpatia in più 👍🏻 per conoscere Vanina la protagonista, lei Siciliana di Palermo e tornata da poco a lavorare nella sua terra... ma dalla parte di Catania, trasferita dalla questura di Milano alle pendici dell’Etna 🥰
"– Ha mangiato, ispettore? – Sí, dottoressa. Salvatore e io ci accattammo quattro arancini qua vicino. – Buone erano? – Che cosa? – Le arancine. Il nome corretto quello è. – Ah… certo –. Spanò non si sarebbe mai sognato di contraddire una dirigente palermitana su una questione spinosa come quella dell’arancino/arancina. Tanto, per lui, come lo chiamava chiamava, contava solo che fosse buono." 😋🤣
Vanina comunque ha un'ottima squadra, tutta gente in gamba e preziosi collaboratori, poi c'è l'istinto e il suo talento naturale per l'investigazione, formidabile, specialmente quando si tratta di scavare nel passato delle vittime. Chi è l'assassino? Chi ha ucciso "Il Re del gelato"?? Adoro i thriller e gialli italiani ma ammetto che non conoscevo Cristina Cassar Scalia e i suoi romanzi, ho anche scoperto, dopo la lettura, che il libro è un prequel della serie che vede come protagonista il vicequestore aggiunto Vanina Guarrasi, questo è un romanzo breve dove assistiamo alla sua prima indagine a Catania 😊 Ricco di personaggi interessati, tutti ben strutturati e "troppo simpatici" 😁 infatti è stata una lettura piacevole e divertente, scorrevole e intrigante!! Sarei partita subito per andare a mangiare il tuppo della brioche inzuppato nella granita 🤪 "Il Re del gelato" è un libro che si legge con piacere, proprio per passare qualche ora in tranquillità! Consigliato 👍🏻
«Prima di “Sabbia nera” Vanina era a Catania già da un anno e aveva risolto altri casi. Ho pensato di raccontarvene uno». Così scrive Cristina Cassar Scalia e così troviamo in questo prequel una Vanina arrivata da poco a Catania. Sta giusto facendo conoscenza con la città quando le piomba addosso un caso delicato, di quelli che richiederebbero anche un po’ di tatto. Non proprio la sua dote principale. In una partita di gelati prodotti da Agostino Lomonaco, soprannominato “il Re del gelato”, sono state trovate dai clienti delle pillole misteriose. I poliziotti iniziano a indagare, ma prima che abbiano il tempo di formulare delle ipotesi, Lomonaco viene trovato ucciso nella sua gelateria più nota, col cranio sfondato. Il caso si complica. Per fortuna Vanina ha attorno a sé una squadra di gente in gamba, collaboratori preziosi che nonostante il suo carattere spigoloso hanno imparato subito ad apprezzarla. La sua squadra si mette al lavoro; più di una persona aveva qualche motivo per liberarsi di Agostino Lomonaco e diverse sono le ipotesi da vagliare: la rivalità commerciale con l’ ex socio, i timori della figlia Corinna che Agostino riteneva frutto una relazione extraconiugale della moglie; e, infine, anche l’ intimidazione mafiosa per un pizzo non pagato. Saranno l’istinto e le capacità investigative a mettere la dottoressa Guarrasi sulla strada giusta, permettendole di risolvere l’indagine. Un libro breve, ma piacevole che aggiunge dettagli alla figura di una protagonista che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare negli anni. Una donna decisa; amante del buon cibo e dei vecchi film. Sincera, a volte un po’ “burbera”, ma intuitiva e generosa. Una lettura semplice e veloce per gli ammiratori del vicequestore Vanina Guarrasi.
“Il re del gelato” di Cristina Cassar Scalia pag. 144
Nonostante sia uscito dopo il sesto volume della serie di Vanina Guarrasi, in realtà questo romanzo breve è il primo in ordine temporale e racconta una piccola indagine del vicequestore dopo poche settimane dal suo arrivo a Catania. In una afosa domenica d’agosto Vanina riceve una telefonata da uno dei suoi uomini: nei gelati della catena di gelaterie più famosa della città sono state ritrovate pillole di natura sconosciuta. Nonostante non sia di loro competenza l’ispettore Spanò, amico del titolare Lomonaco, inizia a indagare e Vanina accetta per spezzare la calma piatta di quei giorni. Quella sera, però, Lomonaco viene ritrovato morto dal figlio con la testa sfondata dietro al bancone della sua gelateria Numero uno, quella originaria e in cui ha sede il laboratorio. La trama è abbastanza pasticciata, poco strutturata, con i personaggi appena abbozzati senza nessuna caratterizzazione. Le tracce anziché portare alla soluzione tendono a nascondere l’andamento delle indagini mentre la soluzione finale viene data in modo affrettato nelle ultime pagine del libro. Lo stile resta gradevole e scorrevole, ma privo di originalità e profondità rispetto agli altri volumi della serie. In generale si tratta di una opera carina, ma decisamente inferiore alle altre,
📖🍦 Une lecture chaleureuse quoi de mieux pour un polar de l'été !
Vanina Guarrasi débarque à Catane pour une enquête explosive autour du "re del gelato" 🕵️♀️🍨 Un mystère de santé publique, des pilules suspectes et un complot qui tient en haleine !
Cristina Cassar Scalia nous offre un giallo sicilien parfait pour vos journées ensoleillées. Un policier qui se dévore comme un excellent gelato !
Qui a intérêt à empoisonner le roi de la glace ? 🤔
#PolarsicilienChaud #GelatoCrime #lecturedété ITALIANO 🍦🕵️♀️ GIALLO SICILIANO ALERT!
Il nuovo policier di Cristina Cassar Scalia vi farà impazzire!
Vanina Guarrasi, vicequestore da Milano a Catania, si ritrova in un complot tutto da scoprire: pasticche misteriose nella gelateria più famosa della città. Il re del gelato è nei guai? 🍨🚨
Chi è stato? Perché? Un giallo che vi terrà incollati dalla prima all'ultima pagina, perfetto per un'estate tra sole, mare e suspense!
Gelato allucinato? "Nei reati di mafia il movente era quasi sempre presumibile, e l'ambiente in cui andare a cercare i criminali più o meno circoscritto. Ampio, certo, viscido da pigliare scivoloni memorabili, ma comunque circoscritto. Vittime e carnefici si scambiavano i ruoli di continuo. Nel caso in cui l'ammazzato o l'ammazzata erano persone 'normali', invece, le indagini potevano prendere qualunque direzione. Sul principio le pareva di girare in tondo senza concludere niente. Capire da dove veniva e che vita aveva fatto la vittima aiutava a inquadrarla meglio. O almeno, così funzionava per lei." L'indagine che si sviluppa a partire da un gelato con delle pillole di provenienza sospetta è la prima per una Vanina Guarrasi da poco arrivata a Catania. L'idea del prequel è sempre azzeccata perché è interessante vedere personaggi che ormai sono diventati quasi degli amici ai loro primi incontri, per scoprire come si sono create certe dinamiche e certe situazioni. Al di là di questo però l'indagine, complice anche la brevità del romanzo, manca di spessore e lascia un po' insoddisfatti. Per fortuna c'è l'ultimo romanzo con cui rifarsi presto...
Apprezzo sia l'ambientazione siciliana sia la mancanza di serial killer siciliani che abbiano ucciso in Sicilia (ci sono mai stati nella storia dell'isola?). Gli assassini che crea l'autrice sono sempre persone comuni, con pregi e difetti, che uccidono per mantenere un segreto, per vendetta, per denaro, per gelosia ecc. Le armi utilizzate non sono mai molto strampalate, ma oggetti qualsiasi. Mi piacciono anche perché l'assassino è spesso interrogato, come testimone o familiare, dalla polizia. Solo alla fine del giallo, i poliziotti riescono a incastrare il colpevole. Devo confessare però che preferisco i gialli di Scalia ambientati ai giorni nostri, rispetto a questo prequel. Forse perché adoro la figura di Patanè, il vecchio commissario di polizia che sa tutto di tutti ;)
“E più rifletteva, più si accorgeva di quanto si sentisse straniera in un posto che, a rigor di logica, avrebbe dovuto sentire un po' come casa sua. Era tornata in Sicilia, per i suoi amici milanesi era di nuovo a casa. Catania, Palermo, cosa cambiava? Sempre Sicilia era. Invece non era cosí. Vanina era palermitana e palermitana restava, fino al midollo. E un palermitano a Catania, per definizione, non ci si poteva trovare bene. Il fatto che non avesse nemmeno tentato – o meglio che avesse evitato – di tornare nella sua città la diceva lunga su quanto profonda e dolorosa fosse la ferita che continuava ad allontanarla da tutto quello che amava. La fila si sbloccò in tempo per evitare che i pensieri la portassero troppo lontano.”
Un romanzo breve che fa da prequel alla serie dedicata a Vanina Guarasi. Non so se sia la consapevolezza che i lettori già conoscono la vicequestore h0 avuto la sensazione che alcuni dettagli siano stati trascurati e si perde il motivo principale per un prequel. Di suo l'indagine non ha nulla di interessante e la storia è un po' scontata e prevedibile. Mi è mancata anche la lettura di Chiara Anicito che al mio ascolto dava più vita. Qualche lacuna anche nella regia di lettura con i numeri di capitolo attaccati ai periodi seguenti e nessuna pasa in alcuni stacchi temporali che, letti tutti di fila, spiazzano l'ascoltatore.
Ancora una volta si conferma la bravura di questa autrice con una storia che questa volta ci racconta un caso accaduto poco dopo l’arrivo a Catania di Vanina e prima degli avvenimenti di Sabbia Nera. Una storia che inizia col ritrovamento di misteriose pasticche dentro delle vaschette di gelato a cui segue poi un omicidio. Sarà questa anche l’occasione per la vicequestore Guarrasi di testare la nuova squadra con cui dovrà lavorare. Avvincente come sempre, un romanzo breve ma che mi ha intrigato e che mi è molto piaciuto. Aspetto di leggere tanti altri libri di questa serie che si conferma tra le mie preferite.