Milano, fine febbraio. Nel cuore di Brera, il maestro Yamafuji Sowa inaugura la nuova sede della scuola del tè Tsubaki celebrando il koicha temae, l’esclusiva cerimonia durante la quale gli invitati degustano una miscela pregiatissima da un’unica tazza. Per l’occasione, sono state chiamate le personalità più in vista della comunità nipponica – cantanti liriche, attrici di teatro No- e altre esponenti del mondo della cultura – nonché alcune appassionate della Milano bene, tra le quali spicca Ludovica Cattaneo, mecenate e regina dei salotti cittadini. Ma, inaspettatamente, qualcosa va storto: dopo aver bevuto, la donna si accascia sui tatami in seguito a un malore. A prima vista sembrerebbe trattarsi di un infarto, ma Nora Valli – intrepida giornalista di moda, amante del Giappone e rigorosa cultrice dello smalto rosso – intuisce subito che l’espressione della vittima tradisce una sofferenza di altra natura. Ma quale potrebbe essere, allora, la causa del decesso? E chi, tra i raffinati ospiti della cerimonia, potrebbe essersi macchiato di un simile delitto? Costantemente in bilico tra passioni opposte – rincorsa da Agata, la sua direttrice, e spronata da Gigi, il suo mentore e caporedattore della cronaca –, Nora decide di seguire l’istinto per sbrogliare la matassa di un caso apparentemente irrisolvibile, cercando al tempo stesso di mettere ordine nel suo cuore in tumulto: ad avere la meglio sarà il fascino sfuggente del collega Arturo, oppure il misterioso charme del commissario Malacarne?
Stefania Viti è nata a Sinalunga (Siena) nel 1970 e si è laureata in Lingua e Letteratura giapponese all'università Ca' Foscari di Venezia. Giornalista e nipponista, ha vissuto per circa dieci anni a Tokyo, dove ha lavorato per una rivista femminile giapponese. Prima di diventare giornalista ha lavorato nel mondo della moda. Ha collaborato con testate nazionali e internazionali per le quali si è occupata di società e cultura del Giappone contemporaneo. Con Gribaudo ha creato, scritto e curato una collana di cultura gastronomica giapponese; un libro taccuino per gli appassionati di viaggi e cultura nipponica e tradotto il dizionario dei sapori di Richard Hosking. "Matcha al veleno" è il suo primo romanzo giallo.
Che fatica finirlo!! Fatto solo perché non lascio mai libri a metà Una protagonista antipatica,boriosa e saccente Con sta fissa dello smalto rosso(Rouge Chanel mi raccomando) fissazione per la moda tanto da conoscere tutti gli stili e gli abbinamenti...ma per favore ! Un delitto da risolvere che sarebbe stato anche pensato bene ma con un indagine caotica e confusionaria Personaggi a macchietta( qua abbiamo scopiazzato il solito cliché dell' amica farfallona e.amico gay) con aggiunta di commissario figo of course Il tutto intervallato da parole e frasi in giapponese per fare capire quanto brava ed esperta è l'autrice sulla lingua e cultura giapponese No non ci siamo
P.S. se volete leggere un bel libro giallo che parli di Giappone e vi faccia piacere e conoscere le sue usanze leggetevi quelli di Tommaso Scotti
Ho fatto una fatica immensa a finirlo. Le premesse erano ottime: ambientazione milanese, giallo, cultura giapponese. Peccato che il risultato sia stato disastroso. In ogni parola della protagonista trasuda il fatto che l'autrice voglia farci sapere quanto ne sa di usi, costumi e storia giapponese attraverso divagazioni lunghe e inutili ai fini della trama. Questo invece che rendere la lettura più interessante la appesantisce immensamente. Inoltre la protagonista è una dei personaggi più insopportabili che abbia mai letto: una saputella di prima categoria che si tenta di far passare per un personaggio profondo e tormentato ma di cui, di fatto, ci viene mostrato che la più grande preoccupazione è l'abbinamento delle scarpe con la borsa. Memorabili le quattro pagine di delirio in cui tenta di spiegare a noi lettori e a due suoi basiti interlocutori il motivo per cui un certo colore di smalto abbinato a un certo abbigliamento non è accettabile. Il resto dei personaggi è tragicamente piatto e privo di approfondimento, lo pseudo suggerimento di storia d'amore mi ha fatto cadere le braccia, specialmente nella risoluzione che trova nel finale, che definire patetica è dire poco. L'indagine di per sè poteva essere interessante, peccato che è lenta e inconcludente per la maggior parte del tempo. Insomma, un libro probabilmente dedicato a un target di donne che non leggono, vista la superficialità e il focus ossessivo sulla moda. Chi è abituato a leggere non lo tollera.
Ho comprato questo libro per la copertina e per il titolo, volevo provare a leggere un giallo senza scegliere sempre scrittori che conosco, ma lasciandomi trasportare dalla novità, ma questa novità mi ha lasciata prima perplessa e poi indifferente. La scrittrice laureata in Lingue e Letteratura giapponese e avendo vissuto in Giappone e avendo scritto libri sulla cultura giapponese ovviamente si è cimentata in questo romanzo giallo facendo digressioni proprio sulla cultura giapponese, cosa che mi ha incuriosita molto ma ad un certo punto mi ha anche annoiata. La noia mentre si legge un giallo non è mai un buon segno, avere la tentazione di abbandonare il libro e gridare che poi tutta la storia sul te e sui maestri cerimonieri del te e sui maestri zen poco mi interessa perché se avessi voluto leggere di cultura giapponese mi sarei comprata un testo apposito e non un libro giallo. Non c'è abbastanza tensione, non c'è neanche curiosità di scoprire chi abbia ucciso Ludovica Cattaneo che sembra la benefattrice modello e grande amica e invece è solo una tronfia egoista, e anche la protagonista Nora Valli può essere davvero un personaggio simpatico, la sua ossessione per lo smalto rosso, il suo ex marito giapponese che è ora il suo migliore amico, ci sono tanti presupposti per rendere questo libro un esordio della scrittrice nel mondo dei gialli, ma la sua scrittura non mi piace, non fa focalizzare l'attenzione sull'omicidio e le indagini, descrive poco i personaggi perché troppo concentrata a descrivere la cultura orientale, troppo presente il Giappone anche quando potrebbe sorvolare, fare brevi accenni, rendere la trama più fluida e accattivante. Nel libro ci si perde così tanto che anche verso la fine non si capisce di trovarsi di fronte ad un giallo ma si pensa si stia leggendo un romanzo di narrativa contemporanea. Non mi soffermo molto sulla trama perché sono le impressioni che mi ha suscitato il romanzo ad essere in questo contesto la mia priorità, la trama poteva funzionare. Ludovica Cattaneo muore avvelenata con il cianuro durante la cerimonia del té, sono presenti in quell'occasione delle amiche di Ludovica o donne la cui vita si intreccia alla sua ed è presente Nora, una giornalista di moda che deve scrivere un pezzo sulla diffusione della moda della cerimonia del té nella Milano bene, ma Nora è attratta dalla cronaca nera e non si tira indietro ad aiutare il suo amico Gigi il capo redattore della cronaca nera nel giornale in cui lei lavora.
Purtroppo non è scattata la scintilla come speravo. La trama mi ispirava tantissimo e anche i primi capitoli sono stati intriganti... Ma ahimè finisce qui. La protagonista è alquanto antipatica, un po' "so tutto io" che deve perennemente mostrare quanto è brava e quante ne sa. Personaggi secondari poco approfonditi ed è un peccato poiché molti li ho trovati particolarmente interessanti. Le descrizioni sono eccessive, specialmente quando si tratta di delineare puntualmente l'abbigliamento di ogni comparsa. In questo caso (di nuovo) la protagonista si ripete e ripete in concetti già sentiti, rendendo la narrazione molto lenta. Ho apprezzato l'uso di parole e frasi giapponesi, ma magari avrei preferito una traduzione su note e non subito dopo la frase, come se i personaggi promuncoassero due volte la stessa cosa. Buono il finale ma ci si arriva davvero con tanta fatica. Un vero peccato... Occasione sprecata.
Buon intreccio ma molto piatto. A metà tra un rosa e un giallo. Caratterizzazione dei personaggi estremamente stereotipata, protagonista addirittura antipatica in alcuni pezzi; non mi è piaciuto nemmeno l'uso eccessivo della lingua giapponese:i personaggi la parlano tra di loro facendo subito seguire la traduzione in italiano, rendendo i dialoghi inverosimili e noiosi. Non ci siamo
Grazie a questo fantastico libro ho “conosciuto” Stefania Viti. La sua scrittura ti rapisce, la storia ancora di più. Ho letto il libro in due mezze giornate. Aspetto il prossimo!