A raccontare questa storia, la sua storia, è una donna che ha superato da poco i quarant'anni. La sua voce è esatta, limpida, dura, il suo sguardo senza filtri. La sua mano non fa che infilare banconote nella fessura delle slot e premere il tasto start, per anni. Mentre la sua vita va a rotoli, lei aspetta «l'eco prolungata del solfeggio, le schegge di luce che si propagano al monitor». Perché ogni vincita è un battito in più nel petto. Alessandra Mureddu racconta dall'interno, con una scrittura infiammata, potentissima, un mondo che pochi conoscono, eppure descrive un sentimento in cui è impossibile non rispecchiarsi: la dipendenza di cui parla - che passa dalle macchinette alle relazioni sessuali e affettive, al padre, al cane, e potrebbe estendersi a qualsiasi cosa - è il segno del nostro tempo. Azzardo è uno sfolgorante e feroce romanzo su ciò che abbiamo di piú umano: le nostre debolezze.
Ogni volta giuro a me stessa che sarà l’ultima, ogni volta torno in sala senza poter decidere altro, ho una corda legata al collo che mi strozza e mi porta lì
Il gioco compulsivo non è un vizio, è una patologia , una dipendenza molto difficile da superare, se hai perso continui a giocare perché devi rifarti, e se hai vinto continui , perché vuoi di più, sempre di più, non riesci a fermarti. Il giocatore d'azzardo non gioca perché vuole vincere , gioca per sentire l'eccitazione che sale, l'adrenalina , tutto il resto non conta. La macchinetta diventa la tua unica amica, ti accoglie sempre , ad ogni orario, anche nei giorni di festa , pigiare i tasti è un piacere insostituibile, che si rinnova ogni volta .
È un amore malato quello che ho per il gioco, un amore che mi annulla e mi distrugge, lo sento come si sente un livido , una bruciatura , mi assottiglia la pelle, mi rende priva di volontà, di energie, di difese, più esposta a catene di eventi devastanti
Scrittura cruda , diretta, un memoir che descrive la dipendenza dal gioco (che non è disgiunta da altre dipendenze ) che parla di solitudine, di debolezze , di sconquassi esistenziali, di abissi di vergogna, di fughe dalla realtà , delle patologie emozionali del nostro tempo.
“Concedimi la pazienza per i cambiamenti che richiedono tempo, la capacità di apprezzare tutto quello che ho, tolleranza per quelli che hanno lotte diverse dalla mia e la forza di rialzarmi e provarci di nuovo un giorno alla volta”
Ci vuole coraggio per raccontare di se’ in questo modo! un’opera prima davvero convincente.
La protagonista racconta la sua dipendenza dal gioco e la sua vita governata e offuscata dalla ludopatia. In un climax di situazioni sempre più fuori controllo, Alessandra Mureddu affronta questo argomento delicatissimo che, come una ragnatela, raggiunge e coinvolgente la sua rete familiare,il suo lavoro, i suoi amici e la sua vita sociale in generale. È un romanzo breve,ma intenso. Il tema viene affrontato con semplicità e schiettezza; le drammatiche dinamiche famigliare, i complessi meccanismi mentali e il disagio che sta alla base di questa dipendenza sono narrati in modo chiaro e diretto, ponendo il lettore in una posizione di spettatore impotente e in una situazione di incredulità e, probabilmente, di vera e propria incomprensione. Libro senza dubbio interessante e originale.
Libro coraggioso che racconta un'esperienza di vita dolorosa e da cui è difficile sfuggire come quella delle dinamiche ludopatiche. La scrittura resta acerba e in alcuni punti superficiale. Lettura comunque consigliata per avvicinarsi a un tema estremamente presente nella nostra società e di cui è difficile avere conoscenza di storie vere di chi ci sia passat3 ne abbia avuto la forza di trovare una via d'uscita
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3 stelle e mezzo in realtà. Comunque prima metà un po' ripetitiva. Ho temuto che non acquistasse velocità e intensità ma dalla seconda metà cambia tutto. Entrano personaggi e dinamiche che pregnano ogni rigo di significato e profondità.
A me questo libro ha messo angoscia. Se da un lato non l'ho trovato bello, dall'altro penso che l'autrice abbia fatto centro perchéha reso bene il suo stato d'animo. Quindi metto 3 stelle che è una via di mezzo 🙃
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Un libro scritto molto bene, con uno stile asciutto e maturo che personalmente apprezzo molto. Ho trovato un po' ostica la seconda parte del romanzo, però, per via di continui sbalzi temporali che mi hanno reso difficile la lettura.
Un libro verità. Doloroso al punto giusto. Quasi uno schiaffo in faccia per chi è lontano da dipendenze da gioco e per chi le ha solo sfiorate queste dipendenze. Un libro verità che racconta la vita di una giocatrice compulsiva e può essere utile per capire come poterne uscire!