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La montagna dei gatti: Fiabe e leggende del terzo fratello Grimm

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Nella famiglia Grimm a scrivere fiabe furono in tre. Oltre ai celebri Jacob e Wilhelm, infatti, anche il fratello minore Ferdinand raccolse e compose storie tratte dalla fantasia popolare. Ma di quella stessa famiglia Ferdinand fu anche la pecora nera. L’indubbio talento narrativo, l’assidua attività di scrittore e il lavoro di redattore delle edizioni di autori come Heinrich von Kleist non bastarono a garantirgli la stima degli illustri fratelli, che giunsero anzi a misconoscerlo per via della personalità anticonformista e dell’omosessualità che probabilmente dichiarò in un burrascoso Natale del 1810.
Le fiabe e le leggende che compongono La montagna dei gatti presentano per la prima volta in italiano il meglio dell’opera letteraria del «terzo Grimm»: un universo magico e sorprendente, popolato di nani e re scontrosi, di gigantesse bambine e prodi cavalieri, dove i castelli sorgono sul fondo dei laghi e i cavalli spiccano il volo verso i Campi Elisi.
Una scoperta letteraria affascinante che riporta alla luce un tesoro di immaginazione e incanto.

144 pages, Paperback

Published January 1, 2023

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for AlenGarou.
1,741 reviews134 followers
April 30, 2023
La gioia di non avere una tbr è quella di poter inficcare libri random nella propria pila senza sentirsi in colpa. Perché sebbene non sia una persona sentimentale, il briciolo di sentimento che possiedo lo uso tutto per gli acquisti compulsivi, come in questo caso.
La montagna dei gatti è una raccolta delle fiabe trascritte da Ferdinand, il terzo fratello Grimm, nonché la pecora nera della famiglia. E se vi state immaginando il cugino emo che nelle cene di famiglia continua a dar sfogo al suo essere alternativo e alle sue preferenze sessuali… beh, ci avete visto giusto.
Ciononostante, si nota che il suo lavoro si distingue da quello dei suoi fratelli. Ok, non posso dirlo con assoluta certezza dato che sono testi tradotti, ma dal modo in cui sono stati scritti e dagli elementi che li compongono risultano più grezzi e vicini alla tradizione orale. Vi sono anche molti più dettagli geografici e punti di riferimento storici, oltre che una partecipazione maggiore delle creature del folklore germanico.
A dirla tutta, mi sono piaciuti quasi di più di quelli che ho letto finora dei Grimm. Non so, risultavano più genuini, dato che non sono passati sotto la pesante censura voluta dagli editori di quegli anni.
Inoltre, mi sembra giusto menzionare la cura di questa edizione. Non solo è ben fatta, ma si prendere il tempo di creare una piccola biografia dell’autore e a introdurre il suo lavoro, offrendo un’ottima introduzione.
Se siete appassionati di fiabe, quest’opera potrebbe interessarvi per una visione meno accademica della tradizione orale. In caso contrario, è comunque una raccolta interessante e gradevole da leggere. Riesce a trasportare il lettore in un altro tempo e a riesumare la sensazione infantile del “C’era una volta”.
Ah, i bei vecchi tempi.
Profile Image for Paola.
11 reviews1 follower
September 15, 2023
Fiabe e favole dal terzo fratello Grimm (in realtà erano in cinque ma Ferdinand era "il terzo" a scrivere/trascrivere le fiabe). Ho trovato la sua storia personale molto affascinante, degno di un'intera biografia, direi. Notevole il primo racconto sui tre fratelli con i tre diversi doni magici.
Profile Image for Mariù.
32 reviews1 follower
November 3, 2024
bellissime atmosfere, come il lago delle donne "pacifico e muto come una tomba"
182 reviews1 follower
December 17, 2024
Una raccolta carina, con favole che sono più simili a leggende, interessante la storia del terzo fratello Grimm!
Profile Image for Eustachio.
703 reviews72 followers
January 28, 2024
Comincio con un’osservazione marginale: se in altre raccolte a cura dei tipi de L’orma editore il titolo rispecchiava sempre il racconto più rappresentativo (penso ai libri di Marcel Aymé che non mi stanco mai di consigliare), con La montagna dei gatti mi chiedo se l’intento non fosse piuttosto quello di attirare la gente che entra in libreria e cerca un regalo a casaccio per una persona che conosce poco. Del tipo: ha un gatto, le piacciono i gatti, ha già letto robe tipo Io sono un gatto e Se i gatti scomparissero dal mondo, compriamole La montagna dei gatti e andiamo sul sicuro.

La verità è che di gatti qui ce ne sono pochissimi, il racconto intitolato La montagna dei gatti occupa una pagina e mezzo ed è composto da due storielle slegate tra loro abbastanza trascurabili. Il sottotitolo, Fiabe e leggende del terzo fratello Grimm, è più calzante e rimanda alle edizioni tedesche di riferimento.
Se dovessi cercare un filo conduttore migliore dei gatti, così su due piedi mi vengono in mente i nani, che tornano spesso in vesti diverse: benevoli aiutanti che vivono ai margini della società (sotto terra, in montagna o nei boschi), da rispettare e temere al tempo stesso perché se non li accogli volentieri prima o poi si vendicheranno, e se ti distrai potrebbero comunque sottrarti un pargolo (salvo poi magari restituirtelo molti anni dopo, in buona salute e con una lunga vita davanti).

Ferdinand Grimm, come ci spiega l’accurata introduzione a cura di Marco Federici Solari, non è passato alla storia con la stessa fama di Jacob e Wilhelm perché era dichiaratamente omosessuale, un bohémien rinnegato dalla famiglia il cui lavoro di scrittore e studioso del folclore è caduto a lungo nel dimenticatoio. Nonostante alcune fiabe, attingendo alle stesse leggende, ricordino quelle raccolte dai fratelli maggiori, è impossibile non notare spesso un certo sottotesto omoerotico, che semmai lo accosta ad Andersen. È il caso de Il castello di Lusignano, dove la rottura di un giuramento condanna una fanciulla con un terribile segreto alla solitudine e a un’esistenza mostruosa lontano dall’amore della sua vita, un finale non molto diverso da quello de La sirenetta.

In altri due racconti, tra i più corposi e strutturati, questo aspetto si fa ancora più evidente per via dell’obiettivo puntato sul legame tra due uomini. Ne Il signore del castello i protagonisti sono amici fraterni «uniti da legami di sangue, cresciuti assieme fin dalla più tenera infanzia, forgiati da un’immutabile fedeltà» che potranno stare insieme solo nell’aldilà, mentre ne Il lago delle donne gli amici trovano conforto l’uno nell’altro una volta separati dalle amate («lì, in preda a sentimenti inauditi, caddero l’uno nelle braccia dell’altro» e poi: «Senza proferire parola, l’amico strinse la mano all’amico»).

Al di là del contenuto queer più o meno esplicito, così su due piedi non mi vengono in mente altre fiabe in cui venga rappresentata un’amicizia platonica tra due uomini, con legami non transazionali all’interno di storie non pensate per trasmettere un insegnamento morale. Non a caso Il signore del castello e Il lago delle donne non appartengono alla tradizione popolare, bensì sono racconti originali, dove tra l’altro spicca anche uno stile più ricercato. Ad esempio, nelle notti estive in cui le donne del lago vanno sulla Terra a cantare e ballare «una falce di luna pende melanconica in cielo rischiarando morbidi prati di erba odorosa», e ne I nani il cielo al tramonto viene descritto come «intessuto degli ultimi fili d’oro della sera».

È un libro che consiglio agli appassionati di fiabe, anche solo per vedere un altro punto di vista rispetto a quelle degli altri fratelli Grimm.
Ne La montagna dei gatti non troverai una montagna di gatti, semmai una montagna di nani da non far arrabbiare, fanciulle ammalianti condannate a un destino crudele, cavalieri valorosi che si amano e non hanno le parole per dirselo, roccaforti leggendarie e in ultimo qualche simpatico mago furfante.
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