Berlino, 1945. Nella sua casa-clinica sul Wannsee il dottor Krieger conduce esperimenti crudeli su bambini e adolescenti, costringendoli a rimanere svegli giorno e notte. Suo figlio Max incontra due delle sue vittime, due coetanei destinati a segnare la propria vita: Thomas, uno zingaro focoso e ribelle per il quale egli proverà un disprezzo ricambiato, e Sophie, una mezza ebrea bellissima e fragile di cui presto si innamorerà. Separati dalla catastrofe finale del Reich, i tre ragazzi si ritroveranno quindici anni dopo a Parigi: Thomas vi e arrivato con il suo circo, Sophie, divenuta attrice, deve girarvi un film e Max lavora come psichiatra in una clinica della città. Non ancora guariti dai ricordi e dalle ferite del passato, i tre verranno uniti nella caccia a un feroce assassino che strappa gli occhi alle vittime. E saranno costretti a rituffarsi in quel drammatico mondo della loro adolescenza che speravano di essersi lasciati per sempre alle spalle.
Cinzia Tani, giornalista e scrittrice, è inoltre autrice e conduttrice di programmi radiotelevisivi, tra cui “Il caffè di Rai Uno”, “Visioni Private”, “FantasticaMente”, “Assassine” e “Italia mia benché”. Nel 2004 è stata nominata Cavaliere della Repubblica per meriti culturali. Ha pubblicato fra l’altro per Mondadori: Assassine (1998), Coppie assassine (1999), Nero di Londra (2001), Amori crudeli (2003), L’insonne (2005), Sole e ombra (2007, premio Selezione Campiello), Lo stupore del mondo (2009), Charleston (2010), Io sono un’assassina (2011), Il bacio della dionea (2012), Mia per sempre (2013), La storia di Tonia (2014), Il capolavoro (2017), Figli del segreto (2018), Donne di spade (2019), rispettivamente primo e secondo volume della trilogia “Il volo delle aquile”.
Sullo sfondo della Germania nazista, tra deportazioni, programmi di sterilizzazione dei "reietti" e fanatismo, si sviluppano le storie di tre ragazzini - Max, Sophie e Thomas, un ariano, una mezza ebrea e uno zingaro - accomunati da vicende terribili che li legheranno in maniera indissolubile anche dopo la guerra. un thriller ben costruito che, per certi versi, mi ha fatto pensare a un "Cime Tempestose" moderno.
Si perde un poco la linea base del libro... Ti perdi in lei, in lui e l'altro. Odi ed Ami insieme a loro, comprendi tutta la rosa dei sentimenti che sono stati portati a provare. Del sonno alla fine però solo uno di loro ne è stato privato. E l'umanità? È meno umano un assassino che uccide con una mano stanca e costretta? O colui che segue un ideale o -ancor peggio- il proprio padre? Una cicatrice fa più male nel tempo che nel momento stesso in cui viene creata. Ma la cicatrice più profonda è quella che scava per anni e si annida nelle paure più grandi. Mai porre una domanda a chi sta per morire: corrode l'assenza di una risposta o l'averla posta solo allora? "Dormir" è la più grande bugia scritta sulla porta di un cimitero.
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Buona scrittura, la storia non valorizza a dovere l'idea. L'idea del medico nazista aguzzino di suo figlio che lo obbliga ad ammaestrare il sonno e poi estende l'idea a un gruppo di bambini in una speciale clinica, con le dinamiche che si instaurano fra i tre piccoli protagonisti (Max, Sophie e Thomas) è brillante; scorrevole la scrittura, che finisce per catturare. La seconda parte in Francia indugia un po' a mo' di romanzo rosa sul triangolo amoroso e solo a tratti ravviva l'interesse della prima parte, per poi precipitare verso un finale un po' banale e non all'altezza della storia. Resta complessivamente positivo il mio giudizio.
Libro davvero interessante. Descrizioni accurate per quanto dolorose su quelli che furono gli esperimenti dei medici nazisti su bambini di “razza inferiore” quali zingari gemelli down ebrei etc. Al contempo si sviluppa una bellissima quanto sofferta storia di Amicizia/Odio/Amore/ OSSESSIONI tra i tre ragazzini protagonisti: Max, figlio del SS psichiatra responsabile degli esperimenti e studi sulla resistenza al sonno Necessaria al miglioramento dei soldati al fronte. Sophie, internata in quanto mezzosangue figlia di padre ebreo e madre tedesca, con gravi problemi di epilessia. E Thomas, zingaro, ragazzo sfuggente come un anguilla è dotato di incredibile forza e resistenza. La storia nella seconda parte si evolve sino alla fine del conflitto con la resa di Berlino e con i protagonisti che per vari episodi seguiranno ciascuno la propria strada. Separatamente. Più o meno. Ed in questa parte che il romanzo purtroppo perde colpi in modo proporzionale alle pagine che a mio parere potevano esser risparmiate. L’autrice si dilunga più volte, troppe volte, nel ripeterci e ricordarci il passato dei protagonisti fino a far sì che alcune pagine le si salterebbero volentieri. ( io l’ho fatto) Di ciò trovo conferma anche nelle recensioni di altri lettori. Ed è un gran peccato poiché nella metà della seconda parte si sperde l’energia creata nella prima. Davvero un peccato. In ogni caso il romanzo merita di esser letto fino all’ultima riga. Tani, 50 pagg in meno, e sarebbe stato perfetto.
I'm not a big fan of the way it is written. The story is slow, it's not and easy read and it didn't cought me untill the end... The interesting part for me starts around more then a half book. I wouldn't recommand it to someone.
In questo romanzo Cinzia Tani immagina la vita di tre ragazzini sottoposti agli esperimenti medici compiuti dai nazisti al fine di creare l'individuo ariano perfetto. Sophie Stark, una mischling, meticcia "mezzosangue", soffre di crisi epilettiche e viene strappata alla sua famiglia per essere eliminata ad Auschwitz, insieme agli altri ragazzi ebrei e malati. Viene, però, salvata dal dottor Martin Krieger, che ha in serbo per lei un progetto ben più ambizioso: farà parte delle cavie per i suoi studi sul controllo del sonno. Insieme a lei ci sono anche Max, figlio adolescente del dottore, e Thomas Rose, uno zingaro ed artista ambulante dall'indole pacifica. Tra i protagonisti si creano delle dinamiche di odio e di amore che li legheranno per il resto delle loro vite, così come a legarli sono anche la perdita degli affetti e la convivenza con genitori egoisti e crudeli (Barbara, Martin e Oskar sono la personificazione del male, mentre i "buoni" sono i genitori scomparsi prematuramente, Leopold, Nathalie e Therese). Cinzia Tani esaspera i contrasti (bianco contro nero, bene contro male, amore contro odio), in una maniera troppo didascalica e banalizzata. I suoi personaggi sono piatti, fasulli e scontati nei loro sentimenti. Anche i colpi di scena, che potrebbero essere davvero sconvolgenti, accadono troppo tardi, quasi a rappezzare situazioni ormai diventate noiose persino per l'autrice. Tuttavia, L'insonne ha il grande pregio di presentare una interessante - anche se romanzata - contestualizzazione storica delle vicende: la descrizione degli anni del Reich, delle persecuzioni razziali e degli esperimenti sui bambini e sui malati psichici e fisici sono meticolose e puntuali. Nella seconda parte del romanzo, trascorsi quindici anni dalle vicende ambientate a Berlino, ci spostiamo a Parigi, città in cui Sophie, ora attrice, Max, neurologo, e Thomas, musicista e acrobata del circo Rosenberg, si ritrovano e danno corpo all'ultimo atto della loro storia. Purtroppo il finale, così come lo svelamento dell'assassino seriale, avvengono in maniera troppo semplicistica, confusa e rapida, quasi come se l'autrice volesse chiudere velocemente il romanzo e dedicarsi ad altro. Rimane anche il dubbio di cosa voglia rappresentare L'insonne: una storia d'amore? Un romanzo di formazione? Una storiografia del nazismo? Una fiaba? Un giallo? Alla fine, resta soltanto il sapore un po' amarognolo di parole taciute ed occasioni perse.
Ho letto questo libro parecchi anni fa, poco dopo la sua uscita, per questo è dura scriverne ora, dopo tanto tempo; nonostante ciò ci tengo a lasciare una recensione, anche se superficiale, perchè ne serbo un bellissimo ricordo. Conoscevo l'autrice per le sue trasmissioni televisiva, "Assassine" in particolare, ed ho ritrovato qui lo stesso stile narrativo, semplice ed efficace, in grado di affascinarti e innestare quella curiosità che ti permette di addentrarti nella storia e volerla "vivere" fino alla fine. Il lettore entra subito in contatto con i personaggi e, tra le emozioni contrastanti che essi possono provocare, rimane legato a doppio filo con la vita dei protagonisti...E' uno di quei libri, insomma, che dispiace portare al termine, per non dover uscire dal racconto e separarsi da chi ti ha accompagnato dentro di esso per tante pagine. La storia è dura, narrando di esperimenti dell'epoca nazista, ma nonostante ciò la trama ti tiene incollata fino all'ultimo, senza tralasciare, nel thriller e nella crudeltà del racconto, il lato umano e sentimentale. Un perfetto mix tra thriller e storia d'amore che affascina e trascina. Da allora ho comprato parecchi libri dell'autrice, ma questo sento proprio di consigliarlo agli amanti del genere.