Scorci d'interni
Che meraviglia!
Ho letto solo il primo racconto ed è stato come una scossa elettrica, come innamorarsi la prima volta.
-------------------
Raggelanti, così sono definiti in quarta di copertina i racconti di Maeve Brennan e secondo me non c'è aggettivo migliore per descriverli.
Solo il primo racconto, quello che mi ha folgorata - ma anche gli altri sono tutti di altissimo livello - lascia intravedere un tiepido raggio di sole, uno di quei raggi che scalda più alla sola vista che non nella realtà.
Le storie di Maeve Brennan sono storie di coppie, due in questi sei racconti ambientati, come spesso nei suoi scritti, in Irlanda: Rose e Hubert Derdon e Delia e Martin Baggot. Li incontriamo in varie fasi della loro vita, in momenti differenti del loro rapporto e in età differenti: all'inizio della loro storia, con i figli già grandi, alla morte di uno di loro, ma non c'è mai, mai, se non ancora una volta nel primo racconto, uno scambio diretto tra loro; le loro storie sono sempre storie di grandi solitudini, di attese vissute nella speranza di un gesto che non arriva mai, di insofferenza e di insoddisfazione, di ricerca di una parola che potrebbe dare un nuovo corso alle loro vite.
Nel primo racconto Rose e Hubert ci fanno sperare in un futuro luminoso, nonostante la loro sia una storia segnata sin dall'inizio dal dramma dell'incomunicabilità, incomunicabilità che è presente in tutti i racconti e che mina sia il rapporto tra Rose e Hubert che quello tra Delia e Martin; incomunicabilità di cui è vittima anche Min, gemella di Martin, che è l'io narrante del racconto che dà il titolo alla raccolta, quello forse più sconvolgente per la sua lucida e umana follia. Ci fanno sperare in un futuro luminoso dicevo, e dall'esterno forse, per chi li avrà osservati o conosciuti, lo sarà stato: una vita insieme, la loro, così come quella dei Baggot.
Maeve Brennan però non ci descrive le loro storie esteriori, ma quelle vissute dall'interno da ciascuno di loro, e dà voce ai pensieri più nascosti e alle delusioni più forti, narrandoci di attese e speranze che non finiscono mai, di giardini e case che con i loro colori e con i loro profumi sembrano essere anch'essi persone vive, di tende azzurre che racchiudono, con la loro storia, una vita intera.
La sua scrittura è limpida, cristallina, tagliente, perché descrive senza indugiare su particolari inutili, ma allo stesso tempo capace, con pochi tratti, di restituire al lettore una realtà ben precisa in cui immergersi, e di trasportarlo in ambienti, atmosfere e situazioni talmente vive, di analisi talmente spietate, da lasciare alla fine spossati per l'intensità e la vividezza delle storie.
Quello che stupisce, leggendo la biografia della Brennan, nata a Dublino e cresciuta da quando aveva l'età di sedici anni a New York dove il padre fu primo ambasciatore irlandese e dove poi visse fino alla morte, è la sua capacità di ricreare alla perfezione situazioni e ambienti di luoghi nei quali lei stessa aveva vissuto solo per una breve parte della sua vita. Mi viene da chiedermi se sia mai tornata in Irlanda anche se solamente in viaggio e se la sua scelta di ambientare sempre nel suo paese d'origine le sue storie non fosse in fondo un modo per continuare ad abitare quelle stesse case, quelle stesse vie, quelle stesse città. In fondo, come mi è capitato di leggere di recente, la propria casa, anche quando non c'è materialmente più, resta per sempre un luogo dell'anima al quale ricorrere e nel quale ricercare conforto e sicurezza.
Devo ringraziare @SFranz per aver parlato di Maeve Brennan nel gruppo dedicato a Irène Némirovsky ( e per me qualsiasi autore venga accostato a Irène Némirovsky, per qualsiasi motivo, è sempre un autore che devo leggere :-))) e, ancora una volta, @míol mór per la sua splendida recensione che non ha fatto altro che convincermi, una volta di più, che dovevo leggere Maeve Brennan.
Così come scrissi quando mi capitò di leggere Willa Cather (chissà se si conobbero mai in quei pochi anni in cui entrambe vivevano a New York!) è una consolazione, per me, sapere che nel panorama letterario mondiale c'è ancora così tanto da scoprire e da leggere.