Nove racconti su altrettante derivazioni delle tematiche del perturbante kafkiano. Nove storie che spaziano dall'horror alla distopia, dalle mutazioni fisiche alle distorsioni spazio-temporali, dai fantasmi al weird burocratico e istituzionale. Nove autori e altrettanti modi per raccontare le inquietudini dell'impossibile e le loro incursioni nel quotidiano.
Kafkapunk è un progetto Plutonia Publications. Ciascun racconto è accompagnato da un'illustrazione. Copertina di Luca Morandi.
Kafkapunk è un'antologia multiautore che reinterpreta in chiave moderna il mito di Kafka. I nove racconti che ne fanno parte spaziano dall'horror alla distopia ma tutti hanno sempre come filo conduttore le atmosfere stranianti che caratterizzano appunto le opere di Kakfa. Come in tutte le antologie, lo stile e la qualità dei racconti è differente. A mio parere i racconti migliori sono quelli di Flavio Troisi, Michela Mosca e Alessandro Girola ma il più riuscito è senza dubbio l'inquietante "Commissione perpetua" di Fabrizio Borgio.
Molto interessante questa antologia horror curata da Alessandro Girola e contenente opere di soli autori/trici italiani/e. Tutti i racconti sono di buon/ottimo livello, ma personalmente ho gradito maggiormente quelli di Fabrizio Borgio, Flavio Troisi ed Alessandro Girola. Tutti comunque meritano una lettura approfondita. Segnalo anche l'ottima qualità del volume e della copertina.
Se ci fossero le mezze stelle, darei un 3,5 (un 7 su 10, insomma). Tutti i racconti hanno degli spunti di partenza interessanti, ma alcuni sono realizzati molto bene, altri un po' meno.
Piccola nota sull'edizione e-book: i diversi racconti non sono indicizzati, quindi non si può far altro che partire dall'inizio e andare avanti, senza poter avere una visione d'insieme dell'opera. Ciò fa sì che io abbia difficoltà nell'associare i nomi degli autori e i titoli alle diverse storie, dal momento che non ho una buona memoria.
Mi è dispiaciuto un po' per il racconto di Sveva Simeone (credo fosse il suo), potenzialmente molto potente, ma fiaccato da una prima parte super riassunta, che avrebbe avuto bisogno di molto più spazio.
Uno dei racconti più potenti è sicuramente quello di Flavio Troisi, che riesce a infondere un'angoscia enorme tramite un tema sociologico/ambientalista dagli echi Cronenberghiani.
Un altro che mi è piaciuto molto (che ora non riesco ad associare all'autore) è quello della madre, anche se ho notato un'eccessiva somiglianza col finale di un altro racconto (che non espliciterò, per evitare spoiler).
In generale, un libro che consiglio di leggere, soprattutto a chi ricerchi narrazioni originali e immaginifiche. Di certo vi lascerà in testa del materiale su cui riflettere.