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Tutto quello che non abbiamo visto: Un viaggio in Eritrea

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«Quello che mi interroga è il bambino fermo, la donna che si è trovata un po’ d’ombra e si è seduta e guarda. Cosa guarda? Cosa vedono i crocchi di ragazzi che al limite di ogni mazzetto di case hanno una loro garitta immaginaria dove si accovacciano, di sera, spaziando in silenzio sull’orizzonte? Penseranno agli affari loro e all’immortalità dell’anima, come tutti gli adolescenti di ogni paese, d’accordo. Ma è tutto qui?»

Un viaggio insieme ad alcuni amici in Eritrea diventa l’occasione per una riflessione tanto intima quanto collettiva. O forse è il contrario: lo sguardo rivolto da Tommaso Giartosio al mondo e al sé è così intenso e concentrato che assume, quasi naturalmente, la forma di un viaggio. Ma non di un viaggio qualsiasi: l’Eritrea è il nostro compagno segreto, di noi italiani, l’alterità più prossima e per questo rimossa e sempre ritornante. «Per la prima volta io occidentale, io italiano, andavo a trovare a casa sua gente che avevamo conquistato e tormentato e poi piantato lì e dimenticato, e che spesso compiva il percorso inverso e trovava in Italia lo stesso razzismo di cent’anni fa»: ma il viaggio, il viaggio reale, l’incontro con l’altro, come sempre danno corpo a ciò che fino a quel momento aveva la minacciosa indefinitezza del fantasma. E riescono a sorprenderci. Tommaso Giartosio ci racconta in maniera sensibile e inaspettata un paese tanto importante quanto poco conosciuto: e lo fa con lo sguardo mai ingenuo del poeta e dell’intellettuale, dello scrittore capace di rendere conto dei filtri che si annidano in ogni punto di vista (l’orientalismo, il razzismo inconscio, il pauperismo estetizzante…) Attraverso la sua scrittura precisa e poetica il viaggio diventa il sismografo più sensibile nel registrare le tracce, sfuggenti e spesso misteriose, che l’esperienza lascia sulle nostre anime e sui nostri corpi.

184 pages, Paperback

First published February 21, 2023

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Tommaso Giartosio

17 books2 followers

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Profile Image for Dagio_maya .
1,115 reviews353 followers
March 29, 2023
” Nel gioco del vedere, si rischia la cecità etica.”

Poetico, storico, sociologico, filosofico.
Quante dimensioni in questo libro che solo apparentemente parla di un viaggio ma (da subito, in realtà) rivela il suo vero volto: quello della sostanza di cui è fatto un viaggio.
La relazione con l’Altro fatta di corpi che vengono in contatto, sguardi che si indagano, spazi che vengono occupati. L’immedesimarsi nell’Altro ma anche l’inevitabile confronto (forzato, non voluto ma inevitabile).
In questo libro trovate tutto questo ed altro perché la meta del viaggio, ossia l’Eritrea carica l’esperienza di ulteriori significati. Innanzitutto, il peso e la vergogna di un passato colonialista che disconosciamo ma non possiamo cancellare.
Siamo eredi di una colpa che imbarazza e vergogna.
Tommaso Giartosio (poeta, scrittore e conduttore di Rai RadioTre Fahrenheit) si reca con alcuni amici in Eritrea nel 2019, all’indomani della firma al Trattato con l’Etiopia dopo una sanguinosa guerra durata ben sessant’anni. La pace durerà solo il tempo del viaggio.
Una volta tornato, Giartosio decide di scrivere queste riflessioni e lo fa sotto forma epistolare indirizzando le lettere ad Antonio fotografo e compagno di viaggio.


” Antonio, cos’è il racconto di viaggio? Secondo me è l’esperienza del non esperto: definizione che ne racchiude la forza e il limite.”

Non una narrazione lineare in termini di spazio-tempo ma un percorso che pone al centro l’atto del “vedere” con tutti le barriere che può porre un pensiero soggettivo.
Siamo fatti di pregiudizi che lo si voglia o no.
Un viaggio di questo genere pone succubi dei sensi: immagini, suoni, odori che assalgono.

” Cosí MI FERMO.
Tiro lo sciacquone.
Tutto si svuota. Anch’io mi svuoto.
E dopo avere raccontato tutto quello che ho visto, fin dove potevo, fin dove dovevo, scopro che ciò che ora veramente mi interessa è altro: quello che non abbiamo visto.
Ma preferisco fermarmi qui
Continuo.
Quello che non abbiamo visto, Antonio.
(…)
tutto quello che non riusciamo a vedere con i nostri occhi stranieri; tutto quello che ci siamo persi ignorando per decenni il nostro legame con questo paese; tutto quello che giace in una tomba di terra o d’acqua; tutto quello che nessuno può vedere perché è fatto di parole, pensieri, emozioni; tutto quello che possiamo solo immaginare o postulare. Penso invece a quello che a volte viene chiamato il “regime visivo” di un popolo: frutto della sua storia, della sua cultura, e di qualcos’altro di imponderabile.”


Bellissima lettura consigliata a tutti coloro che sanno vedere oltre il proprio naso…



https://www.youtube.com/watch?v=AKWPN...

Profile Image for Paolo Leveni.
46 reviews1 follower
June 22, 2023
Un bel libro con cui approcciarsi e comprendere un pezzo del puzzle coloniale italiano. L'Eritrea ci viene restituita dall'autore come una terra in cui eredità coloniale ed emancipazione contemporanea coesistono e delineano un paesaggio urbano, una società e una cultura e la cui unicità conferisce all'Eritrea un'aurea di terra in equilibrio tra passato e presente. L'autore, in particolare, si concentra sull'aspetto umano degli abitanti e sulle sfaccettature di un paese storicamente posto sotto il controllo di potenze straniere, le quali, però, malgrado le imposizioni culturali, hanno solo temporaneamente silenziato l'identità etnica e culturale di un popolo fedelmente attaccato alle proprie tradizioni.
L'autore si addentra, laddove possibile, in un paese a noi oggi quasi inaccessibile, ma a noi vicino per influenze e passato comuni.
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