Recensione a cura della pagina instagram pagine_e_inchiostro:
Sulla tua pelle é la storia del caso di cronaca nera di Carol Maltesi, il cui 0micidio fu sventato dal giornalista e scrittore Andrea Tortelli.
Nel 2022, il corpo di una donna fatto a pezz! viene ritrovato in una scarpata, chiuso in alcuni sacchi dell’immondizia. Il corpo, dai connotati sfigurati, non permette l’identificazione della vittima; riconoscibili solo alcuni tatuaggi, i cui resti saranno cruciali per il riconoscimento.
Ed ecco che entra in gioco Tortelli, giornalista in smart working post Covid, in cerca di risposte. In dodici ore, con il solo uso di un telefono e di un pc, il giornalista riesce ad indagare a fondo, chattando direttamente con l’assass!no. Riesce così a svelarne l’identità, trovare il suo movente e denunciare l’identità della vittima: Carol Maltesi. Nota come Charlotte Angie nel mondo dell’h4rd, la giovane mamma era stata ucc!sa e nascosta in un congelatore ormai da tre mesi, svanendo nel silenzio più totale.
Andrea Fontana, suo amico, amante e manager, confesserà i dettagli di un delitt0 spietato e i processi tramite cui é arrivato ad assumere l’identità della vittima (sui social e con i familiari), portando avanti la convinzione che la ragazza fosse ancora in vita.
I social e i media impazziranno a riguardo: piattaforme su cui si sprecheranno giudizi e dure sentenze ai danni della stessa Carol.
Perché la vittima é sempre quella su cui puntare il dito per prima.
“Hai 30000 seguaci su Instagram
ma nessuno si accorge che ti hanno ucc!sa.”
Sulla tua pelle é romanzo potente e trasparente, che dipinge l’affresco di una ragazza alla ricerca della propria felicità, che ha ingiustamente perso la vita troppo giovane, senza se e senza ma.
Il romanzo é anche un saggio lucido sulle piattaforme social, sulle ombre che cela, sulla solitudine che vi abita, appena dietro le apparenze.
Nell’era di Internet tutto é possibile, anche smascherare un assassin0, in sole dodici ore, da casa propria.
Sulla tua pelle mostra la tecnica di un’indagine 2.0, quella sul caso Carol Maltesi, portato avanti con due soli aiuti: tenacia e passione di un giornalista e uso della tecnologia.
Tramite ricerche e interviste con persone legate a Carol, Tortelli ci regala il quadro di una donna che non era solo vittima, madre o attrice p0rno, ma che era prima di tutto una giovane ragazza con un futuro davanti. Il suo omaggio a Carol é sincero e il lettore non può che prenderne atto: passando nelle mani di Tortelli, questo tremendo caso di true crime si modella, si arricchisce di prosa poetica e si scolpisce nelle nostre memorie.
Ciascuno di noi é toccato da casi di cronaca differenti, che abbiano un punto di contatto con il nostro vissuto o che ne sventino le paure più recondite. Per me puntare il dito contro Carol, come hanno fatto molti, é impossibile; la ragazza ha deciso, in un momento di difficoltà economica, di addentrarsi senza preconcetti in un mondo nuovo, e certamente avrà avuto le sue ragioni. Quello che posso dire é che leggere le sue condivisioni sui social mi ha fatto sentire estremamente a disagio. La sua storia urla incomprensione, solitudine, speranza. La speranza di usare i social come una mano tesa, per trovare qualcuno dall’altra parte.
Grande sensibilità quella di Tortelli, che tratta la vicenda con il giusto tatto e una totale assenza di giudizio. Avrei preferito che si lasciasse andare anche ad un giudizio personale sull’analisi psicologica delle parti, ma il caso é ancora aperto e sarebbe forse stato troppo audace.
Personalmente, penso che la storia di Carol Maltesi non sia solo un affascinante caso di true crime, ma anche lo spaccato di una società moderna alienante. Un libro da leggere e rileggere, da cui imparare.
“Carta stampata, online e TV hanno parlato del brutale omicidio come del «delitto della porn0star ucc!sa e fatta a pezz!». Un titolo un po' crudo, ma giornalisticamente efficace, forse.
Io, però, lo chiamerei “il delitt0 della solitudine e dell'inganno ai tempi dei social". Di come si possano avere trentamila seguaci su Instagram, eppure il primo che vuole a tutti i costi sentire la tua voce, dopo due mesi, è un giornalista di Brescia.”