Moreno Zanon è un campione di Mma, le arti marziali miste che vedono i combattenti darsi battaglia senza esclusione di colpi all’interno di una gabbia. Ha il corpo ricoperto di tatuaggi e un passato burrascoso. Era convinto di esserselo lasciato alle spalle, ma il caso è pronto a fargli capire che si sbaglia. Proprio nel momento in cui le cose sembrano girare per il verso giusto, infatti, con un incontro importante alle porte e una storia d’amore appena nata, il maresciallo Di Ciolla gli comunica che il fratello Marco è stato accoltellato in carcere a causa di un debito contratto con un ex appartenente alla Mala del Brenta, accanito scommettitore. Per ripagarlo, Moreno sarà costretto a diventare l’attrazione principale del Combat Circus, una sorta di moderno Colosseo dove i lottatori si affrontano in feroci incontri clandestini. Ma nulla è come sembra, e l’unico modo che Moreno troverà per uscire dalla spirale di ricatti in cui è finito sarà allearsi e lottare con chi, come lui, pare destinato alla sconfitta. Ambientato in una Marghera soffocata da un’estate torrida e da fabbriche abbandonate, il romanzo di Cosmo racconta in un susseguirsi di colpi di scena la periferia urbana e umana della parte più oscura del Veneto, dove l’estasiante bellezza di Venezia è solo un lontano miraggio, trascinando il lettore verso una zona grigia nella quale legalità e illegalità si confondono e un pugno di disperati pronti a tutto inseguono illusori sogni di riscatto.
Noir pieno di: cattivoni, carabiniere canaglia, migranti neri grossi e buoni, cinesi piccoli e cattivi, dark lady, e soprattutto “ercolino sempre in piedi” nonostante tante, ma tante, botte.
Non so se sia un termine appropriato per un libro ma pensando a questo racconto mi viene in mente una sola parola: Ruvido. Avete presente la carta abrasiva che si compra per pulire il legno, scartavetrare le imperfezioni e rovinarvi le mani? Ecco. Parte forte e scava piano piano fino al baratro. Al protagonista si vuol bene, si capisce quanto sia disperatamente alla ricerca di qualcosa di buono in una vita di merda. E poi i tatuaggi, la barba che nasconde gli schiaffi, la gabbia, le botte, la mala del brenta, l'amore impossibile, il razzismo, un pezzo di Italia che molti non vedono, altri non sanno nemmeno che esiste. Un libro feroce che, come la come la carta abrasiva, lascia i segni del suo passaggio.
Si nota che l’autore è alle prime armi da più dettagli, ad esempio il nome che viene scelto per lo sfidante McConnor molto simile a McGregor. Tra l’altro entrambi irlandesi e entrambi lottatori di mma.
Non lo so Rick. (Cit)
In alcuni punti la prosa appare un po’ confusa ma ha del potenziale.
2 punti glieli do solo per il fatto di aver ambientato il romanzo nei luoghi dove sono cresciuto.
4.5 stelle davvero un ottimo noir.. per tutta la lettura ho pensato a Nordest di Carlotto.. e infatti nei ringraziamenti poi ho visto che tra i suoi amici c'è Massimo.. il libro di Cosmo raccatta a piene mani "l'eredità" di Carlotto e gli da un bel tocco di freschezza aggiungendo le arti marziali miste.. a differenza di molti libri noir che hanno una narrazione corale, e che di solito amo, qui il punto di forza è il Pov fisso su il Barba e che funziona benissimo così.. lottatore di MMA, con un fratello al gabbio, innamorato perso della cognata, tirato dentro a vicenda nere che tentano di fagogitarlo a ogni passo.. e nel mentre si mischiano temi reali, come l'immigrazione, lo sfruttamento dei migranti, il razzismo e i soliti pregiudizi degli italiani, la corruzione e la droga nel nord-est, i combattimenti clandestini e le violenze su i più sfortunati.. quella che all'inizio era una piacevole storia abbastanza lineare, si infittisce e contorce e poi sul finale ti bastona forte sui denti, con un paio di plot twist assurdi, imprevisti e con un finale unico.. amo i libri a se stante, ma questa volta sono contento che anche a vicenda conclusa, nelle ultime pagine si gettano le basi per un continuo, che già da qua sembra ancora più intrigante.. davvero un ottimo lavoro..
Noir-poliziesco piacevole e veloce. Risente, a mio avviso, di una grande influenza da parte di Carlotto: dove però l'ambientazione non è tanto il Nord-Est quanto specificatamente Marghera, raccontata in maniera nerissima e che avrei voluto veder emergere ancora di più.
Si percepisce che l'autore conosce bene l'ambientazione e il mondo delle arti marziali miste, e intorno a questo costruisce una storia dove forse la scrittura è troppo spezzettata e il protagonista a tratti assume i contorni dell'invincibilità. Doppio colpo di scena finale: uno davvero a sorpresa, l'altro invece stantìo e utile solo a preparare la strada per un sequel.
Il noir/thriller all’italiana e’ sempre un po’ poliziesco, con molto intreccio e qui anche con molti personaggi, forse un po’ troppi. Ambientato in una bollente Marghera, avrei fatto emergere l’ambientazione di piu’ come vera protagonista con piu’ altoforni e container e qualche personaggio in meno. Scritto bene, consigliato.