All’inizio del Novecento un antenato dell’autrice lascia improvvisamente l’Italia per motivazioni misteriose: perché partire così, senza avvisare nessuno? Eldorado, Terra Promessa, Paese di Bengodi? Per chi emigra il distacco dalla Patria equivale spesso a morire, e l’approdo in Sudamerica è la speranza di una rinascita. Più di 100 anni dopo l’autrice, dopo essere lei stessa emigrata in Inghilterra, decide di mettersi in viaggio per l’Argentina per ritrovare le radici dell’albero genealogico della famiglia. E le sue ricerche, grazie alla scoperta di documenti d’archivio inseriti nella narrazione, le permettono di ricostruire a poco a poco un affresco storico e sociale di un fenomeno che ha coinvolto una nazione intera: quella di noi italiane e italiani, popolo di migranti.
COMMENTO PERSONALE: In primo luogo desidero davvero di cuore l’autrice per avermi mandato questo piccolo gioiellino che sicuramente un giorno riuscirò a recuperare anche in cartaceo. Si tratta di una delle graphic novel più particolari che abbia mai letto per la struttura e le nozioni che sono contenute al suo interno. Come viene detto dalla trama la protagonista scova un giorno della documentazione inerente a un suo antenato, più precisamente a Gracco che parrebbe essere stato isolato e diseredato completamente dalla sua famiglia per la decisione di essere emigrato all’estero ed essersi rifatto una vita. Onestamente il pensiero di oggi potrebbe essere ma chi glielo ha fatto fare avendo già una “carriera” e un futuro spianato. Lui aveva le sue motivazioni che sono molto forti e leggendo tra le righe oltre che nelle parole si possono capire e apprezzare pienamente. La struttura di questa graphic novel si basa su salti temporali che vanno dai giorni nostri sino a tornare indietro al 1919 se non ancora prima. Mi è piaciuta molto l’idea che siano state inserite al suo interno delle fotografie, delle documentazioni, delle immagini di disertazione e dell’esercito. Ho scoperto grazie a questa graphic novel che l’esercito sapeva di tutto, anche i segreti di coloro che vi avevano fatto parte. La protagonista si sentiva molto simile a questo suo antenato e si domandava se le radici fossero importanti. Un altro fatto che ho apprezzato riguarda lo stereotipo dell’italiano emigrato. Consiglio caldamente questa lettura sia per chi voglia dare un senso più profondo alla parola radici sia chi ama la storia
Ed eccoci qua giunti al termine di questa chiacchierata. Conoscevate questa autrice? Cosa avete letto della Becco giallo? Detto questo passo e chiudo
Questa graphic novel è un memoir, un racconto di cosa voglia dire essere esule. L’autrice ci racconta la sua storia, che inevitabilmente è intersecata a quella di un avo, un prozio che all’inizio del ‘900 è emigrato in America.
Attraverso la ricostruzione della storia passata, la Martini ci porta a riflettere su diverse cose, tra cui la condizione attuale degli immigrati (purtroppo le cose in questo sono cambiate poco) e il fatto di non sentirsi a casa in nessun posto, la vita appunto da esule.
Immedesimarmi per me non è stato semplice, io vivo dove sono nata, così come gran parte dei miei parenti. Posso cercare di capire le sensazioni, posso intuire le motivazioni, ma comprendere a fondo tutto il groviglio di emozioni che l’autrice ci presenta per me è stato complesso.
Sentirsi fuori posto sempre, voler capire dove si trova il proprio posto nel mondo, questo traspare da queste pagine, senza però polemica né recriminazioni. ... continua sul blog
L'autrice va alla scoperta del proprio albero genealogico, trovando un antenato dimenticato da tutti che era emigrato in Argentina. Essendo anche lei un'emigrante, o meglio una expat, si sente coinvolta.
La storia è raccontata con gusto e ironia, che avevo già trovato nel suo primo libro, Patria. Crescere in tempo di guerra. A questo punto spero pubblichi presto qualcos'altro, il suo stile narrativo mi piace molto.
Affronta un tema importante che è quello dell’emigrazione e tutti gli effetti legati ad essa: bisogno di allontanarsi dal proprio paese, senso di appartenenza ad un luogo, sensazione di sentirsi sempre fuori posto.