Avevo letto diverse recensioni così così, ma ammetto che a me in realtà è piaciuto.
Cupo, buio, umido, puzzolente, per me è un romanzo anche molto attuale, il disfacimento del Partito potrebbe esser rapportato alla nostra società odierna, una miriade di sotto partiti in guerra e che tramano gli uni contro gli altri.
Certo il finale è senza speranza, ma d'altronde non è che il mondo stia andando verso la strada giusta ...
Desolante l'evidenza della fine collettiva. Desolante la cecità delle alte sfere del Partito che, contro ogni logica, contavano ancora sul fatto di poter mobilitare le masse per assicurare all'umanità migliori condizioni di sopravvivenza.
Desolante e idiota l'idea che nulla fosse andato definitivamente perso, che nulla fosse spacciato, che fosse normale per la polizia continuare a onorare compiti di ordine pubblico e di difesa della speranza.
Rimasero uno di fronte all'altra senza dir nulla, per un bel pezzo, come in certi film taiwanesi disastrosamente influenzati dall'estetica francese, o come in uno zaconto post-esotico prima di una scena di violenza criminale.
Io ti guardo. Tu sorridi. Mi sorridi. Il tuo viso è raggiante, a volte sostenevi di avere antenati yburi o buriati, il tuo viso ne è il riflesso ed è molto giovane, molto duro e sublime, e mi sorridi. Ammiro di nuovo in te la forma perfetta delle labbra, delle sopracciglia, degli zigomi. Ancora una volta mi immergo nelle profondità dei tuoi occhi color miele scuro, cosparsi di pagliuzze dorate. Ti dico che vorrei tanto svanire, perdutamente, in te, cerco le parole giuste, follemente, insensatamente, e tu mi rispondi allargando ancora il tuo sorriso. In quel momento sembra a entrambi di aver di fronte l'eternità.