Nella Grecia delle origini la follia non fu solo malattia, ma mezzo per forzare i limiti dell'anima e dilatare la personalità. Faceva parte dell'esperienza religiosa, stava alla base dell'attività di profeti e persino di politici, era la voce degli oracoli. C'era metodo in quella pazzia: ispirava poeti e cantori, né mancavano culti estatici, come quello di Dioniso, in cui gli adepti avevano esperienze visionarie, come tuttora avviene nei riti di possessione diffusi in numerose altre civiltà. In Grecia i pazzi non venivano reclusi: piuttosto la società era capace di modellare la follia al proprio interno, sfruttandola in modo creativo. Questo libro mostra quanto la stessa civiltà dell'Occidente debba alla non-ragione.
Giulio Guidorizzi (Bergamo, 1948) è un grecista, traduttore e accademico italiano. È codirettore, con Alessandro Barchiesi, della rivista Studi Italiani di Filologia Classica. Autore di numerosi saggi critici, è traduttore di testi greci, in prosa e in poesia. Per l'Istituto nazionale del dramma antico ha tradotto Eracle (2007) e Ifigenia in Aulide (2015) di Euripide. Nel 2013 ha vinto il premio Viareggio Rèpaci per la saggistica con Il compagno dell'anima. I Greci e il sogno e il premio De Sanctis (categoria saggio breve) per l'Introduzione a Il mito greco (Gli eroi). Vive a Milano.
Libro ben scritto (l’ho letto in un lampo) e documentatissimo su un argomento affascinante. Si può considerare un ideale complemento al super-classico “I Greci e l’irrazionale” di Dodds. Offre anche molteplici spunti per riflessioni e letture ulteriori.
Libro didascalico, sicuramente ricco di informazioni, ma privo di un qualunque tipo di rielaborazione da parte dell’autore. È completamente assente una conclusione che dia un senso autoriale all’opera, e finito il libro si ha l’impressione di aver letto un elenco tipico del nostro attuale ministro dei trasporti. La letteratura e la storia antica non possono essere trattate come se fossero un fine ultimo, ma come potenti mezzi in grado di offrirci strumenti per affrontare al meglio e con più consapevolezza la nostra vita. Altrimenti che senso ha? Così si rischia solo di confermare lo stereotipo di molti, ossia che il mondo classico sia inutile e solo per persone saccenti e professoroni. Sono libri come questo che uccidono la cultura classica.
Saggio molto esauriente e ben scritto, indicato per tutti gli interessati all'argomento. Non annoia per nulla ed è perfettamente scorrevole. Lo consiglio vivamente!
Scritto da un grecista noto. Libro molto interessante sulla discussione del termine ‘mente’ e ‘follia’ nel mondo antico da vari punti di vista. Consigliatissimo.