Paccottiglia esoterica.
Non ho apprezzato lo sbandierato autobiografismo. Non mi interessa che l'autore racconti storie vere, personali, intime, dolorose. Non mi interessa sapere che l'autore ha scelto lulu perché "non poteva vendere una storia così intima e dolorosa". Mi interessa solo che la storia regga e che l'autore abbia qualcosa da raccontare. Il raccontare fatti personali NON è un valore aggiunto.
Non ho apprezzato il protagonista, mi sta antipatico. È paranoico, infantile, ossessivo, vile e un po' pervertito. Genna fa scopare il protagonista ai piedi del letto di morte del padre e pretende che questa geniale trovata letteraria sia densa di simbolismi. Non sono mai riuscito a immedesimarmi.
Non ho apprezzato lo spaccio di stronzate esoteriche per vere. Questa ridicola quanto inopportuna razionalizzazione delle storie di fantasmi. Dan Brown ha almeno avuto il buon senso di dire che la storia dei merovingi è "fiction".
Non ho apprezzato la retorica pietista. Il romanzo non mi ha commosso neanche per scherzo, mai, in nessun momento.
Quello che ho provato leggendo il libro è stato solo fastidio e repulsione per la storia, per i personaggi (tranne che per la sventuratissima fidanzata di "Genna") e per osmosi, alla fine anche per l'autore.