Un frammento autobiografico tragico. Il ritrovamento del cadavere del padre. Una scoperta sconcertante. L'ingresso in un'allucinazione reale e storicamente vissuta. Un amore impossibile. Le porte del paranormale si aprono per non chiudersi mai più: la vicenda che Genna racconta in MEDIUM è un reportage dall'inferno. Poe, Lovecraft e King sembrano i padri nobili di un'operazione letteraria che non lo è: è tutto vero, tutto accaduto. Pubblicato da grandi editori, autore di successi internazionali, Genna dà alle stampe fuori dell'editoria il suo libro più intimo, lanciandosi su frequenze Lynch. Questo romanzo, mai proposto ad alcun editore, è un diario dell'orrore e della profondità, la verità interiore che si fa esteriore: consegnata direttamente, senza mediazioni, dallo scrittore al lettore.
Giuseppe Genna è nato a Milano il 12 dicembre 1969. Ha lavorato in televisione (nel 1991-92 a Odeon Tv; per la Rai nel 1995), presso la rivista mensile Poesia (Crocetti Editore), come attaché alla Presidenza della Camera nel 1994-95, per Mondadori nei settori New Media e Libri nel 1996-99, a Clarence(.)com nel 1999-2002, per RCS Libri nel 2006-07, per le web agency Siris e Mikamai nel 2009-10. Con Daniela Lanticina e Paolo Spada ha fondato nel 2010 la multiagency culturale Yallee e il blogzine THE YALLEES. Nel 2006 è stato chiamato a fare parte delle Giurie della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (sezione Orizzonti). Dal medesimo anno collabora con Vanity Fair. Dal 2000 è redattore di Carmilla, magazine on line diretto da Valerio Evangelisti. Presso il Padiglione Italia alla Biennale di architettura del 2010 ha esposto una installazione realizzata con Italo Rota, dal titolo Ultima Stele.
Ha pubblicato romanzi, saggi e racconti, in Italia e all’estero: Catrame (Mondadori, 1999) Nel nome di Ishmael (Mondadori, 2001) Assalto a un tempo devastato e vile (peQuod, 2001; edizione 2.0 presso Mondadori, 2002; edizione 3.0 presso minimum max, 2010) Forget domani. Racconti dell’italian lounge (Pequod, 2002, con Igino Domanin) Non toccare la pelle del drago (Mondadori, 2003) I Demoni (Pequod, 2003, Michele Monina e Ferruccio Parazzoli) Grande Madre Rossa (Mondadori, 2004) Il caso Battisti (con Valerio Evangelisti e Wu Ming 1, Nda 2004) L’anno luce (il Saggiatore, 2005) Costantino e l’impero (Marco Tropea, 2005, con Michele Monina) Dies Irae (Rizzoli, 2006) Medium (online @Lulu.com, 2007) Hitler (Mondadori, 2008) Italia De Profundis (minimum fax, 2008) Le teste (Mondadori, 2009) Discorso fatto agli uomini dalla specie impermanente dei cammelli polari (duepunti, 2010)
Di questo romanzo mi ha impressionato l’inclassificabilità: storia del rapporto fra un padre e un figlio, frammento biografico, spy-story, saggio di storia segreta del mondo, ricostruzione degli anni del Comunismo reale, storia d’amore… Questi elementi sono tutti riuniti in un unico sguardo che investe allo stesso modo ciò che è domestico e ciò che è inconsueto, così come la stessa voce canta temi classici ed elevati (morte, amore, creazione letteraria…) e altri marginali e “screditati” (miti pop, pseudoscienza…). Il risultato è una visione del tutto nuova dell’essere umano, di cui si costruisce il mistero.
Non ho apprezzato lo sbandierato autobiografismo. Non mi interessa che l'autore racconti storie vere, personali, intime, dolorose. Non mi interessa sapere che l'autore ha scelto lulu perché "non poteva vendere una storia così intima e dolorosa". Mi interessa solo che la storia regga e che l'autore abbia qualcosa da raccontare. Il raccontare fatti personali NON è un valore aggiunto.
Non ho apprezzato il protagonista, mi sta antipatico. È paranoico, infantile, ossessivo, vile e un po' pervertito. Genna fa scopare il protagonista ai piedi del letto di morte del padre e pretende che questa geniale trovata letteraria sia densa di simbolismi. Non sono mai riuscito a immedesimarmi.
Non ho apprezzato lo spaccio di stronzate esoteriche per vere. Questa ridicola quanto inopportuna razionalizzazione delle storie di fantasmi. Dan Brown ha almeno avuto il buon senso di dire che la storia dei merovingi è "fiction".
Non ho apprezzato la retorica pietista. Il romanzo non mi ha commosso neanche per scherzo, mai, in nessun momento.
Quello che ho provato leggendo il libro è stato solo fastidio e repulsione per la storia, per i personaggi (tranne che per la sventuratissima fidanzata di "Genna") e per osmosi, alla fine anche per l'autore.
Genna non è scrittore facile, e ancora più difficile del solito è questo suo Medium, che giustamente l'autore ha preferito evitare di pubblicare su canali ufficiali, lasciando alla scrittura diretta, priva di revisioni e di editing, questo monumento al lutto e alla sua elaborazione.