Un libro che ha influenzato la vita di un numero enorme di persone. Tradotto in 24 lingue, ha venduto più di dieci milioni di copie. Ognuno di noi può trovare in questo libro un riflesso di sé: non necessariamente di ciò che è stato, ma di ciò che può diventare nonostante gli "urti" della vita, opponendosi al proprio destino e dominandolo dall'interno. Leggere Frankl è un'esperienza di ci induce a scoprire i lati migliori di noi.
Viktor Emil Frankl was an Austrian neurologist, psychologist, philosopher, and Holocaust survivor, who founded logotherapy, a school of psychotherapy that describes a search for a life's meaning as the central human motivational force. Logotherapy is part of existential and humanistic psychology theories. Logotherapy was promoted as the third school of Viennese Psychotherapy, after those established by Sigmund Freud and Alfred Adler. Frankl published 39 books. The autobiographical Man's Search for Meaning, a best-selling book, is based on his experiences in various Nazi concentration camps.
La psicologia della vita che scivola via nei lager, la perdita della speranza, il non sapere chi si é, la lotta per la sopravvivenza, la coesione tra gli internati, il mondo esterno che sembra essere irraggiungibile, l'amore che permette di sognare ancora un po' : parte di ció che ho apprezzato in questo libro. É un racconto dei campi di sterminio dal punto di vista di uno psicologo che non segue la narrazione convenzionale dei tristemente famosi eventi, ma ne sottolinea l'aspetto umano ed emozionale.
"A partire da Auschwitz sappiamo ciò di cui l'uomo è capace. E a partire da Hiroshima sappiamo cosa c'è in gioco." Pagine preziose di analisi dell'essere umano alla ricerca di senso.
«Da professore in due settori, neurologia e psichiatria, sono pienamente consapevole di quanto l'uomo sia soggetto a condizioni biologiche, psicologiche e sociologiche. Ma oltre ad essere un professore, sono un sopravvissuto di quattro campi di concentramento e come tale sono anche testimone dell'inaspettata capacità dell'uomo di sconfiggere e affrontare anche le peggiori condizioni immaginabili»". Dal punto di vista del pregio letterario, nulla a che vedere con gli inarrivabili classici del ‘900 (vedi Primo Levi). Frankl era prima di tutto un medico, un ricercatore, un professore fondatore della Logoterapia e dell’Analisi esistenziale, e l’esperienza del campo di concentramento non è altro che lo spunto di partenza per affrontare il tema di un nuovo approccio alla cura dei disturbi psichiatrici (e non solo) basato sulla “ricerca di senso”. Non risparmia stoccate alla psicanalisi classica, che ha visto una iper-medicalizzazione del disagio psichico. Si oppone fermamente a quelle correnti di pensiero novecentesco che sfociano nel pan-determinismo e che non sono altro che il frutto di un brodo culturale in cui un certo cinismo e nichilismo hanno preso il sopravvento. Restituisce dignità e speranza all’essere umano esplorando i concetti di libertà e responsabilità, di scelta, di sofferenza, di ottimismo tragico, di colpa ecc…che comportano una serie di cascami filosofici e meditazioni antropologiche sulla condizione umana e sulla ricerca -non del “senso della vita”- ma piuttosto sul “senso che ogni singolo uomo può dare in ogni momento ad ogni singola vita”. Ma in fin dei conti anche la psicoterapia e gli aspetti scientifici e divulgativi dell’opera non sono che un pretesto, un artificio. Frankl, da uomo che si è sempre prefissato di “essere degno del suo tormento”, compie il più paterno dei gesti: ci abbraccia, ci accarezza il volto racchiudendolo tra le mani, e posando un bacio rassicurante sulla fronte ci sussurra che “Tutto andrà per il meglio”. Dio solo sa quanto chiunque ne avrebbe bisogno. Leggetelo.
Barchette: •«Da moltissimo tempo non ci chiedevamo quale fosse il senso della vita, nella formulazione ingenua del problema di chi pensa solo alla realizzazione di uno scopo producendo qualcosa di creativo. A noi premeva di ricercare il senso dell'esistenza come un tutto che comprende anche la morte e non garantisce solo il senso della "vita", ma anche il senso della sofferenza e della morte: per questo senso abbiamo lottato.» •«Ma la felicità non può essere raggiunta; deve essere perseguita.» •«Il secondo modo per trovare il significato nella vita consiste nello sperimentare qualcosa - bontà, verità e bellezza sperimentare la natura e la cultura o infine, ma di non minore importanza, sperimentare un altro essere umano nella sua completa unicità - amandolo.»
Interesting book that I've decided to pick and read after I've heard a friend quoted it, and it offered many insights on human nature, behaviour, and the tortures humans were subjected inside Auschwitz and nearby concentration camps.
The author POV is clearly positivistic, which, more times that once, clashed with mine, especially in regards to nihilism.
More often than once the author felt dull, by giving quotes that felt shallow, like "(...)there's only two human races, the good ones and the lesser-than-good ones" or (from Dostoevsky) "If a person knows the ‘why’ they can endure all the ‘how's’ ". I expected Frankl to have a clearer view of all the possible emotions of the human minds, of our inherent fragility, and to portray it better than some quotes that felt fake, like coming from a motivational channel.
However it offered also great insight when He described a moment with other inmates: they were walking, after being freed from Concentration Camp, nearby an wheat field. As Frankl tried to avoid squashing the unmatured seeds, one of his inmates put him back on the dirt, justifying his behaviour by saying that he lost his wife and kid to the gas chambers. This particular moment made me think that the main drive in today's conflict between Israel and Palestine, may be the seeds of those coming back from the Camps, justifying their violence and genocide towards one ethnic group. Though, I agree that "no one has the right to be unjust, even those who have been subject to injustice"
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Come nel caso di Marco Aurelio, siamo di fronte a un libro che potrebbe essere confuso per un libro self-help, ma non lo è per due motivi: - sia Frankl che l'imperatore hanno realmente attraversato vicende umane, per quanto diversissime, al limite dell'esperienza umana e siamo dunque fortunati a poter accedere ai loro pensieri e alla filosofia con cui hanno affrontato avversità inimmaginabili - a differenza della pletora di libri motivazionali, che pretenderebbero rivelare come raggiungere la felicità, sia lo stoicismo che la logoterapia di Frankl accettano l'infelicità come elemento caratteristico dell'umana e sottolineano quindi l'importanza di ricercare fondamenta meno effimere nella vita, in particolare la perfezione morale nel primo caso, o, nel caso di Frankl, il significato che possiamo intenzionalmente decidere di dare alla vita. Questo aspetto rende questa lettura fondamentale per i nostri tempo, dove regna la convizione che la nostra serenità ci debba essere data dall'esterno.
Frankl è appena entrato tra i miei autori preferiti di sempre. Trovo incredibile la sua vita, il suo pensiero, la sua sofferenza. Trovo incredibile che sia riuscito a restare così ottimista nonostante tutto. Se me lo avessero chiesto, non ci avrei scommesso.
Di questo libro se ne parla decisamente troppo poco.
Non voglio dire molto più di: leggilo, per favore, leggilo!
“E se pure si tratta di un passato, è assicurato per l’Eternità! Perché essere passato è ancora un modo di essere, forse, anzi, il più sicuro” Olocausto, psicologia del recluso, del libero e di oggi. Un memoriale fondamentale. DA LEGGERE.
Che cos'è, dunque, l'uomo? Domandiamocelo ancora. È un essere che sempre decide ciò che è. Un essere che porta in sé contemporaneamente la possibilità di abbassarsi al livello degli animali o di innalzarsi al livello di una vita santa
Pagina 25 "Possiamo distinguere tre fasi nelle reazioni spirituali dei prigionieri: la fase dell'accettazione del campo di concentramento; la fase della vita vera e propria nel Lager, e la fase successiva al rilascio, o per meglio dire, alla liberazione del campo."