Un giovane vampiro con un potere tutto particolare. Non morde sul collo lasciando gli antiestetici tipici buchetti. Lui si nutre di sangue in un altro modo… Chi sarà la sua prossima vittima?
SCENEGGIATURE X: UN PROGETTO LETTERARIO CHE ROMPE GLI SCHEMI
Un viaggio audace tra narrativa erotica, fantasy, grottesco e introspezione psicologica.
Cosa succede quando la libertà creativa incontra il desiderio di raccontare storie senza filtri? Nasce Sceneggiature X, un progetto letterario indipendente che ha rivoluzionato il modo di concepire la narrativa per adulti. Con una combinazione unica di generi – dal fantasy all’horror, dal grottesco al mitologico – Sceneggiature X esplora i lati più nascosti e proibiti dell’animo umano, sfidando le convenzioni e offrendo esperienze di lettura che lasciano il segno.
Il libro si presenta come un racconto che innesta il mito del vampiro su coordinate contemporanee e disturbanti, spingendo deliberatamente il lettore in una zona di forte disagio emotivo. La narrazione è in prima persona, scelta che intensifica l’immersione ma che, allo stesso tempo, elimina qualsiasi distanza tra il lettore e l’esperienza raccontata. Questo è uno dei punti centrali della storia: non tanto raccontare una storia, quanto costringere a viverla dall’interno. Uno dei nuclei tematici principali è la seduzione come predazione: il fascino vampirico non è romantico ma coercitivo, ambiguo, asimmetrico. Il desiderio non nasce da un incontro, ma da una forza che piega la volontà. Un altro punto centrale è l'iniziazione come perdita dell’innocenza: il passaggio a una nuova “condizione” viene raccontato come rito, ma è un rito corrotto, privo di emancipazione reale. C'è anche l'inganno del potere: ciò che viene presentato come forza, controllo o superiorità si rivela progressivamente una trappola. Il corpo viene mostrato non come mezzo di piacere o d'identità, ma come luogo di trasformazione, violazione e perdita. Il colpo di scena finale sposta il racconto dal vampirismo a una dimensione più ampia del mostruoso folklorico, ribaltando completamente la gerarchia predatore/preda e rivelando che il protagonista non ha mai avuto un reale controllo della situazione. La parte del proprio corpo non accettata viene cancellata, come se allo stesso tempo venisse rimossa la propria identità. Il predatore diventa preda, cedendo il controllo ai propri istinti carnali. La struttura narrativa è lineare ma ingannevole: accompagna il lettore in un crescendo apparentemente prevedibile per poi spezzarlo bruscamente. La prima parte costruisce aspettative precise, che vengono sistematicamente demolite nell’atto conclusivo. L'orrore non nasce dal “mostro” in sé, ma dalla scoperta di essere stati manipolati fin dall’inizio. Il finale è volutamente punitivo e simbolico: non è solo una sconfitta fisica, ma la negazione stessa dell’identità che il protagonista credeva di acquisire. Lo stile è diretto, crudo, volutamente eccessivo. Il lessico punta alla provocazione, con un uso frequente di immagini sensoriali forti e di un linguaggio esplicito. I personaggi non sono realistici, ma archetipici: il narratore è l’“iniziando illuso”, le figure adulte sono maschere del potere seduttivo, il mostro finale incarna la verità nascosta dietro il desiderio. Non c’è empatia nel senso tradizionale: il lettore non è chiamato a identificarsi, ma a osservare un processo di annientamento. Si tratta di un racconto estremo, che non cerca consenso ma reazione. Non è una lettura per tutti, né vuole esserlo. Faccio tantissimi complimenti Sceneggiature X per il suo libro e consiglio di leggerlo a un pubblico adulto e consapevole. È indubbiamente una storia che divide: respinge molti, ma colpisce chi è disposto a leggerlo come una discesa nell’inganno del desiderio, non come una sua celebrazione.