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Palude

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Tutto sprofonda nella terra, nel fango, le case, le persone, i loro pensieri. L’acqua, gli acquitrini, il muschio, sembrano penetrare ovunque. I colori della natura hanno qualcosa che non va, una violenza, una gradazione, qualcosa che fa male. E i boschi, quei boschi, c’è qualcosa di indicibile nel folto degli alberi. Il passato riecheggia, chiama tutti, avviluppa, trascina a fondo, come un destino già compiuto che continuerà a ripetersi sempre uguale. Anche in questo romanzo i protagonisti, con il loro punto di vista, sono ragazzini, ancora inconsapevoli, come se per primi sentissero le vibrazioni del suolo che li chiama, forse facendogli intuire che qualcosa si nasconde allo sguardo umano, ma c’è, anche se non lo vedi.

Un grande romanzo corale, una narrazione ampia che ricopre più generazioni e diverse dimensioni narrative. Il passato e il presente si mescolano, risvegliando in chi legge la paura del buio, della natura, di quello che sfugge al nostro controllo. Uduvicio Atanagi, il cui stile di scrittura è stato paragonato alla scrittura orale di José Saramago, ha imparato la grande lezione di maestri come Thomas Ligotti e Pupi Avati e ha creato un suo particolarissimo mondo in cui gli esseri umani non sono che carne sacrificale.

504 pages, Paperback

Published February 1, 2023

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for ERICA 🧚🏻‍♀️🔮.
60 reviews33 followers
April 14, 2023
"Si accorse quella notte, che c'era qualcosa di oscuro e cattivo anche dentro di lui.
É dentro tutti noi, pensó.
Oppure ci si é attaccato addosso quando siamo venuti al mondo?"

"Palude" di Uduvicio Atanagi non é un libro per tutti, non é adatto ai deboli di stomaco e ci sono diversi trigger warning ( stupr0,vi0lenza di persone,animali ).

Ci troviamo negli anni novanta a Palude, un paese sperduto circondato dai boschi oscuri, da una natura marcia e violenta che penetra nelle teste di ogni abitante di quel luogo.
I boschi hanno un'atmosfera indicibile, sembrano richiamare tutti verso di loro, come un canto ammaliante di una sirena.
I protagonisti sono Luisa, una ragazzina sfrontata, Teresio, un ragazzo con uno strano potere e Roberto, il marito della defunta madre dei ragazzi che cerca di far loro da padre senza riuscirci troppo bene.

Si sono trasferiti a Palude per una vita migliore,ma sono poveri, vivono in macchina in mezzo alla foresta e cercano di sfruttare il potere di Teresio per fare soldi, poiché Teresio riesce a succhiare via il dolore alle persone, infatti viene chiamato "Il ragazzo sciamano".
Luisa la definisce una maledizione, poiché ogni volta che Teresio usa il suo potere il ragazzo sta malissimo, ma puó essere definito anche un dono da custodire.
Il libro é raccontato dai pov di diversi personaggi, ognuno di loro é caratterizzato benissimo, con le loro luci e le loro ombre e Atanagi é stato bravissimo a far viveve sulla pelle ogni dolore e sentimento che hanno provato e questo non é affatto scontato.
Nel corso della lettura mi sono affezionata a molti di loro, ma sono anche rimasta disgustata da certe scene perché la vita a Palude non é bella, é piena di orrori e disgrazie.

Ho seguito Teresio insieme alla sua banda di amici, Luisa nel suo cercare di voler essere piú grande con le sue scelte sbagliate, Roberto con i suoi modi di fare bruschi e i suoi tormenti personali.

Un libro cosí vero e profondo non lo leggevo da tanto, é un horror che mi ha insegnato tanto, una volta finito mi é rimasto impresso per giorni ed é anche per questo che ci ho messo parecchio a scrivere questa recensione.
Sinceramente non penso di rendere giustizia a questo libro con le mie parole, quindi se vi piace il genere e non avete uno stomaco debole vi consiglio caldamente di leggerlo, credetemi che non ve ne pentirete!

Mi sono innamorata dello stile di scrittura di questo scrittore, del suo modo particolare di descrivere le situazioni e i luoghi e voglio assolutamente leggere altro di lui.
Profile Image for Lordof Nothing.
63 reviews6 followers
April 16, 2023
Per me è difficile scrivere di Palude di Uduvicio Atanagi. Ogni qualvolta mi accingo a leggere un suo nuovo romanzo, un suo nuovo pezzo, una sensazione di inquietudine, piacere e varie emozioni si mischiano e si impossessano di me, come entrare letteralmente nel territorio del sublime, così come lo ha pensato Burke, l’orrendo che affascina. Potrei sembrare esagerato, credo che sia una questione di sensibilità nei confronti di alcune opere, una sensibilità differente da persona a persona. Per quanto certe opere d’ingegno possano essere considerate artefatti, alcune di loro hanno la capacità di farti evadere dalla pena di ergastolano delle percezioni. E allora vi auguro di provare il mio medesimo sentimento e di trovarvi come nei panni di uno dei protagonisti di un altro romanzo che sto leggendo: “era tutto il corpo che fremeva quando una nuova informazione raggiungeva l’ipotalamo, il quale poi diffondeva l’informazione alla corteccia cerebrale, quindi alle mascelle, alla bocca, alla gola, al plesso solare, al torace, al ventre, al basso ventre, la infiammava tutta fino alle gambe, che quasi tremavano a ogni nuova emozione intellettuale” (L’invenzione dei corpi, di Pierre Ducrozet). E con emozione intendo tutto lo spettro umano, dalla più orrenda alla più meravigliosa.

Atanagi è un alchimista della parola, uno sciamano della lingua, la sua prosa è magmatica, magnetica, carnale, ipnotica, direi dal sapore ancestrale. Si ha la sensazione di leggere un classico di pari livello ai più e più volte citati maestri come Lovecraft o Poe. Non vorresti mai smettere di leggere le sue acrobazie linguistiche, le sintonie create, gustare i sapori dei verbi, le combinazioni tra corpo ed emozioni.
La sua prosa è corredata dai disegni pregni di luce e buio di Dario Panzeri, degno erede di Akab, che supporta in modo magistrale le visioni di Atanagi.
In un certo modo, oscuro e poetico, Atanagi riesce a scuotere qualcosa dentro di te, come una piccola cosa nascosta che inizia a rilucere o forse a mordere. Sei turbato: quanto potresti avere in comune con i protagonisti che popolano Palude? Sei davvero convinto che sei immune da tutto il male che prolifera in lungo e largo a Palude? E quei pochi spiragli di luce che appaiono come abbagli notturni ti appartengono, li hai mai vissuti? Quanto di te, di ciò che eri e sei, stai scavando, leggendo?

Palude è come un oceano antico, un abisso viscoso, fangoso, colmo di acqua stagnante che trascina con sé giovani, adulti e vecchi, in cui luce e buio sono agenti tanto quanto gli altri, custode di un male antico, più antico dell’uomo. Un luogo dove i colori, le piante, gli animali e le emozioni umane come amore, odio, sesso, dolore, morte, debolezze, miserie umane si fondono, si staccano, creano nuove forme, mutano, invadono i corpi e si propagano come un male fluido e a volte necessario. I ragazzi, che sono i protagonisti principali del romanzo, seppur gli adulti dominano, sono dominati e muovono le fila di Palude, affrontano i cambiamenti e i "mali" dell’adolescenza: del corpo, della scoperta della morte che si instilla nella loro mente, dell’impotenza di fronte all’orrore umano ed esistenziale, e in qualche modo, “questo parla alla speranza dell’adolescente, dice che in realtà l’orrore è una tappa necessaria, che è appropriato per gli adolescenti entrare nell’orrore e lavorare al suo interno per poi uscirne fuori… è isomorfo con la necessaria esperienza del senso di colpa, del vergognarsi e poi essere inorridito dalla tua sessualità emergente, sulla quale non hai nemmeno il controllo. È un momento necessario, ma non un momento in cui uno vuole essere catturato. (Iposoggetti Sul divenire Umani, Morton e Boyer).
Purtroppo, però, molti adulti restano prigionieri di questo orrore che si avviluppa dentro e fuori di loro, facendo emergere la bestia che vive in loro, libera dall’oscura prigione in cui è stata costretta a rintanarsi, costringendoli a diventare dei mostri e a loro volta a creare altri mostri trascinando le proprie famiglie e chi gli gravità intorno alla rovina; solo in pochi riusciranno a liberarsi di queste pastoie e questi fluidi.
Un male che si riflette anche in quella abitazione marcia, umida, desolante, quasi immersa nella palude, una moderna casa degli Usher, destinata a Teresio, il ragazzo sciamano che succhia il dolore e l’orrore dal corpo delle persone, e alla sua famiglia, Roberto padre non biologico e Luisa sorella maggiore, dalla quale loro si tengono lontani preferendo continuare a vivere nella loro auto.

Si fa fatica a ingoiare certe scene: il loro male ti rimane appiccicato addosso. Però, nonostante lo sporco sembra invaderti tutte le membra, comunque, riesci a scorgere uno spiraglio di luce, una possibile salvezza, nell’amicizia, nelle piccole gioie, nella fierezza, nella bontà sopra ogni cosa, vessilli che Teresio e la sua banda portano con sé ovunque.

Teresio e i suoi amici, Bocca d’Acciaio e Milena su tutti, Roberto e Luisa, Arianna e Ariel, Gorgo e Elia, e il villain per eccellenza, Sebastian Barsoldi, il figlio del padrone di Palude, capo di una banda di bulli, nemico di Teresio, in una lotta tra i due che ha il sapore della dualità tra Yin e Yang, sono tutti personaggi incredibili, hanno una percezione delle cose, degli avvenimenti, estremamente amplificata, primordiale, cosmica. Ogni azione, emozione, sentimento si gonfia di una poetica talmente viscerale che pare potrebbe esondare e invadere il mondo, il cosmo, divorare e mangiare tutto e tutti.
Una menzione speciale va alla creazione di Sebastian Barsoldi. Credo di aver incontrato nella mia vita di lettore pochi personaggi simili, potenti e disturbanti, sia per la sua giovane età sia per il background che gli ha cucito addosso Atanagi. Un ragazzo che odia ciò che ama a tal punto da distruggere qualsiasi forma di amore possa portarlo a guarire. O semplicemente incapace di guarire perché mai amato: un padre violento, un fratello presente come un fantasma e una madre smarrita a causa della morte del fratello stesso. La sua figura sembra galleggiare su una delle frasi di Emil Cioran: "L'unico modo di salvaguardare la propria solitudine è ferire tutti, a cominciare da quelli che amiamo".

Palude in realtà non è un romanzo ma un’esperienza, a tratti traumatica a tratti rivelatrice. Siete pronti a viverla?
Profile Image for Ersilia Facciolo.
310 reviews6 followers
March 29, 2023
✨Quando ho finito di leggere Palude di Uduvicio Atanagi mi sono sentita vuota, come se avessi lasciato andare persone a me care. Questo libro è crudo, crudele, non ha mezze misure, racconta le cose così come sono, non abbellisce ciò che è brutto, non ha paura di mettere in scena la depravazione e la perdizione dell’essere umano. Dove il nero della notte più nera ha cancellato qualsiasi colore dalla vita dei suoi personaggi. Divorati dai loro tormenti, con le anime lacerate dal dolore. Quanti volti hanno le persone? Quanti segreti nascondono le anime che ci circondano. Segreti che consumano, annientano, rendono inermi.
✨Palude è la provincia italiana della fine degli anni 90, con i ragazzi con le moto, il traffico di droga, la prostituzione minorile, le bande di ragazzini che picchiano e picchiano fino a non sentire più nulla. Come il nostro Teresio, ragazzino sciamano che ha un dono ma forse è più una maledizione: riesce a succhiare via il dolore dalla gente, quel nero, quel marciume che ci mangia da dentro fino a renderci spettri viventi. Lui lo toglie, lo fai suo, lo vomita fuori. Ma a quale prezzo?
Sua sorella Luisa è arrabbiata, frustrata, abbattuta dalla vita, ha diciassette anni ma se ne sente addosso il triplo. La loro vita è un casino, non hanno una casa, genitori, nulla. Solo il compagno della madre defunta che è il più miserabile di tutti. Vivono alla giornata, dormendo in macchina, nei boschi di Palude. E Roberto, vorrebbe essere un buon padre, ma non ce la fa, i suoi istinti sono primordiali, non riesce a trattenersi, non riesce a trovare un lavoro, non riesce a vivere più con quel buio che si porta dentro.
✨È un romanzo-mondo, dove la sconfitta è li che aspetta che tu ti arrenda. E si arrenderanno i nostri personaggi, molte volte. Nella loro perdizione troveranno un po’ di pace. Ma è labile, effimera, falsa. Non si può scappare dal dolore ammantato da una solitudine ancora più grande.
C’è un lupo.
C’è un cavallo bianco.
Il lupo è un bambino crudele.
Il cavallo è un ragazzo Selvaggio che non corre più.
Noi siamo terra fertile per quello che vogliono loro.
Il bambino è ingordo, vuole sempre di più.
Il bambino è un lupo e i lupi hanno sempre fame.
Guardati dal lupo, guardati dal cavallo bianco.
Fa molto più buio di quello che pensi.
Profile Image for Giuseppe Brundu.
1 review
March 13, 2025
Metto 3 stelle per non metterne 2 ma fosse possibile avrei messo 2.5.
Devo dire che a me lo stile di Uduvicio Atanagi piace molto, ho apprezzato i suoi racconti e anche "Lucenti" ma questo proprio non riesco a farmelo piacere.
A parer mio sarebbero necessari molti tagli, a volte una scena viene accennata per poche righe e poi per due pagine si elencano mostruosità, impressioni, schifezze, orrori. Che a me piacciono pure ma ti distolgono dalla narrazione vera, dall'azione, sembrano buttate lì giusto per dire "guardate che è horror".
Poi anche alcune similitudini mi sembrano incerte tipo "gli occhi calmi come oceani calmi" o abusi dei termini "cose" e "strano" e le loro varianti. Nel complesso il linguaggio l'ho trovato molto incerto, quasi da prima stesura, come non ci fosse stato un editor. Perché da tagliare, secondo me, ce n'è.
Mi dispiace molto perché sono suo fan e il suo stile dei lavori precedenti mi è piaciuto non poco ma in questo caso avrebbe richiesto più cura.
Comunque continuerò a leggere i suoi scritti perché ritengo sia un autore che vale nel panorama horror italiano.
Profile Image for Diletta.
Author 11 books249 followers
May 26, 2023
Palude è un libro denso e fitto di orrori che quasi diventano tangibili. Atanagi ha una scrittura acquatica come il mondo che vuole raccontare, dove ci si immerge nella melma e si torna in superficie solo con tremanti boccate. Purtroppo è anche un libro forse un po' troppo lungo, che avrebbe giovato di qualche taglio. Leggerlo comunque è sempre un salto nell'orrore e nel terrore.
Displaying 1 - 7 of 7 reviews

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