Quando alla radio l'oroscopo del mattino preannuncia un incontro inaspettato nel corso della giornata, Ferruccio Pammattone si fa una grassa risata: non crede a certe cose. Ma poco dopo deve ricredersi. Perché sulle scale della Questura fa davvero un incontro che gli riporta dolorosamente alla memoria una difficile indagine di quindici anni prima, condotta insieme agli inseparabili amici Luc Santoro ed Eugenio Mignogna. Era il novembre 2003. In una Genova bersagliata da un feroce maltempo, i tre poliziotti si erano trovati di fronte a un caso molto delicato di abusi e mangerie, che coinvolgeva poliziotti, superiori e autorità all'apparenza irreprensibili. Muovendosi in un vero e proprio campo minato, avevano pure rischiato di perdere il posto. Ma forse quell'incontro preannunciato dalle stelle non è affatto fortuito… forse è il seme di una nuova indagine per i tre ormai in pensione, che tutti definiscono affettuosamente la Squadra speciale Minestrina. Ancora una volta Roberto Centazzo affronta un argomento complesso, quello della corruzione all'interno delle Forze dell'ordine, e lo fa senza rinunciare alla leggerezza di una commedia gialla sapientemente architettata e sempre capace di strappare un sorriso.
Temo che questa serie stia imboccando la discesa: due filoni che stanno insieme a malapena, i protagonisti delineati a tratti grossolani, i comprimari pressoché ridotti a macchietta, la storia in sé che a tratti fa acqua, la "mia" Genova che è appena un fondale sfocato... Continuo con la serie perché era partita benissimo, spero che sia semplicemente un passo falso.
Sempre carini i ragazzi della "Squadra" Il libro si legge che è un piacere, anche se, secondo me, non è il migliore della serie! Aspetto il prossimo...
Una storia molto italiana. Corruzione in questura e chi scoperchia il vermaio invece che essere premiato viene indicato come Giuda. Per fortuna ci lascia un po' di speranza con un Magistrato ed alcuni agenti. La Minestrina in Brodo ha colpito ancora.