C'è una bellissima contraddizione che avvolge la storia, la musica, la personalità di Lucio Battisti: essere, forse, l'artista musicale più celebre di sempre in Italia, quello più conosciuto, popolare, con canzoni che sono ancora parte integrante del tessuto connettivo della cultura italiana, ma al tempo stesso essere "sconosciuto", privo di una biografia pubblica, misterioso per chiunque abbia voglia di scoprire l'uomo oltre all'artista. Ed è proprio il "mistero" Battisti quello che questo libro indaga, provando a mettere insieme i pezzi di un puzzle per sua natura incompleto. Partendo dal binomio Battisti-Mogol, i cui brani sono stati la colonna sonora assoluta di un decennio della storia d'Italia, gli anni Settanta. Canzoni che ne hanno incarnato lo spirito e i sogni, hanno dato spazio al privato facendolo diventare pubblico e collettivo, hanno fatto piangere, ridere, innamorare, pensare una generazione intera. Per poi passare a quel momento, alla fine degli anni Settanta, in cui Battisti è diventato soltanto una voce, priva di corpo, lontana dal pubblico e dai media, cristallizzato nell'immagine del ragazzo con i capelli ricci e il foulard che non invecchia mai, come le sue canzoni. Battisti elettronico e invisibile, volutamente lontano dalla realtà e dal mondo, che con Pasquale Panella ha disegnato i contorni di un universo visionario e ai limiti dell'avanguardia, anticipando una rivoluzione di linguaggio che ci porta dritti alla musica contemporanea. La biografia di Ernesto Assante racconta più storie, quelle di un artista e uomo multiforme, capace di essere accessibile ma concettuale, rivoluzionario ma popolare. Un libro di racconti di vita e di canzoni memorabili, inevitabili ed eterne. Un libro che celebra con fine sapienza il mito senza tempo di Lucio Battisti.
Cominciammo a ridere e scherzare. Ma forse avevo sottovalutato il tuo stato d’animo. Tre giorni dopo telefonasti dicendomi che se volevo saresti venuto volentieri a Galbiate a fare quattro chiacchiere. Quel giorno avevo un appuntamento a Milano e per una serie di sfortunate coincidenze dimenticai di richiamarti come avevo promesso. Il giorno dopo telefonai a casa tua ma non rispose nessuno. Poi un giorno telefonai a Mina dicendole che mi era venuta un’idea storica. «Un disco veramente rotondo… tu, io e Battisti. Ho pensato anche al titolo: ‘H2O’. Naturalmente tu saresti l’Acca.» «È una formula perfetta» disse lei. «Se riesce avremo da bere per parecchi mesi. Quando si comincia?» «Telefono a Battisti e veniamo a casa tua.» Da quel momento ho cominciato a cercarti quasi ovunque. Ma tu eri sparito, neanche la Sony sapeva dov’eri. Finalmente dopo 20 giorni riesco a parlarti, e al telefono mi resi conto che quel giorno a Galbiate l’avevo fatta grossa. Il tono della tua voce era freddo. Per quanto forte e divertente fosse l’idea di fare un disco in tre, non era abbastanza per colmare l’amarezza che ti avevo procurato. Più parlavo e più mi rendevo conto di non essere credibile: le mie scuse risultavano mischiate a una richiesta di lavoro e quindi non del tutto disinteressate. «L’idea è bella» mi dicesti, «ma ci devo pensare.» «Capisco. Comunque io non ti telefonerò più. Qualora tu decida di dare il via a questo progetto, che mi sembra importante come regalo ai tuoi fans, sappi che io e Mina siamo pronti.» Ma non c’era più spazio per una telefonata, l’orgoglio ormai, non solo tuo ma anche mio, aveva occupato tutti gli spazi possibili della «comprensione». Forte del fatto che dovevi essere tu a darmi una risposta, io non ti telefonai più.
Battisti era svariati passi avanti a molti suoi colleghi. La sua voce - disprezzata dagli amanti del bel canto ma amata dalla maggior parte della gente - era solo uno dei mezzi che utilizzava per esprimere il suo amore per la musica, il suo essere musicista. Era anche arrangiatore, produttore discografico, compositore e polistrumentista. Oltre a questo, la sua visione aveva una propensione a superare le "regole" musicali dell'Italia degli anni '60 (ma anche '70 e '80), ad aprire possibilità fin lì insondate, diventando punto di riferimento per chi voleva intraprendere la sua professione.
Leggendo questa biografia emerge un'Artista caparbio e sempre proiettato nel futuro, sin dai primi passi come chitarrista di supporto fino ad arrivare alla musica concettuale degli ultimi suoi lavori. In mezzo, un intero universo Battistiano, che grazie al sodalizio con Mogol, ma non solo, ha investito - e ancora investe - l'intero Paese. Alcuni, soprattutto durante gli anni '70, facevano finta di non ascoltarlo perché non era politicamente schierato, anni italiani in cui l'ideologia aveva un ruolo centrale tra i giovani. Balle, lo ascoltavano eccome, anche di nascosto - la collezione dei suoi dischi fu anche ritrovata in un covo delle Brigate Rosse, a significare che le emozioni hanno un'anima trasversale.
Battisti è stato la colonna sonora del nostro Paese. Una manciata dei suoi classici spazzano via intere discografie, e se consideriamo il suo isolamento spontaneo da qualunque forma di contatto con lo stesso mondo musicale, ma non con i musicisti - faceva parlare solo i suoi dischi -, ci si può rendere conto di quale sia il segno che ha lasciato. Indelebile.
"Perché Battisti non era un "cantautore" nel senso pieno del termine, bensì un musicista: per lui a "parlare" era principalmente la musica, e poi, secondariamente, il canto, che era interpretazione musicale delle parole.
A modo suo, Lucio ci ha attraversati guardando avanti. Se solo si fosse girato avrebbe trovato milioni di orecchie a forma di cuore.
Questo libro mi è molto piaciuto perché non solo racconta della vita di battisti, ma racconta le sue canzoni, come sono state scritte, che senso hanno, il contesto in cui ha vissuto. Ci si riesce ad immedesimare nel periodo di vita di battisti e le sue canzoni lo esprimono al meglio. È bello quando ti piace una canzone e riesci a coglierne ogni significato perché sai come è stata scritta, da chi, per quale motivo, gli strumenti, le novità del periodo... Se vi piace Lucio Battisti secondo me questo libro è un bel modo per entrare a contatto con la sua vita e la sua musica