Winston Churchill diceva che “gli italiani vanno alla guerra come se fosse una partita di calcio e vanno a una partita di calcio come se fosse la guerra”. Infatti, come tutte le tragedie, anche la guerra scatenata dalla Russia in Ucraina, appena varcato il confine italiano s’è trasformata in farsa. E Marco Travaglio la racconta in questo libro, col suo stile fra l’ironico e il sarcastico. È il diario, giorno per giorno, degli eventi drammatici che si consumano nell’Europa dell’Est mentre in casa nostra la politica e il giornalismo danno il peggio di sé. Putiniani smemorati che impartiscono lezioni di antiputinismo a chi ha sempre condannato Putin. Bellicisti da diporto che fanno il presentat’arm sul sofà e le marcette nel salotto di casa e della tv con l’elmetto sulle ventitré, tifano terza guerra mondiale (possibilmente atomica) sulla pelle degli altri, si eccitano per le stragi e per la corsa al riarmo, prendono per oro colato e rilanciano le balle più ridicole, compilano liste di proscrizione, tentano di tappare la bocca a chi n on la pensa come loro. Tengono in ostaggio un Paese in gran parte pacifista e lo costringono a vergognarsi di credere nei grandi valori della pace, del dialogo e della Costituzione. Se in Russia è vietato parlare di guerra e in Ucraina è vietato negoziare con la Russia, in Italia è proibito parlare di pace. Ma gli scemi di guerra non sono le nostre Sturmtruppen, che comunque ci guadagnano. Siamo noi, europei e italiani, che paghiamo il conto senza ribellarci.
Nasce il 13 ottobre 1964 a Torino, dove tuttora vive. Dopo la maturità classica, ha conseguito la laurea in Storia Contemporanea presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. E’ giornalista professionista dal 1992.
Ha iniziato la sua carriera di giornalista al settimanale torinese Il Nostro Tempo. Ha lavorato a Il Giornale diretto da Indro Montanelli dal 1987 al 1994, quando è passato alla Voce, diretta sempre da Montanelli. Nel 1995, alla chiusura della Voce, ha collaborato come free-lance con diversi quotidiani e settimanali, fra i quali Il Giorno, L’Indipendente, Cuore, Il Messaggero, Il Borghese, Sette-Corriere della Sera; nonché con Il Fatto di Enzo Biagi su Rai1.
Nel 1998 è stato assunto a La Repubblica, dove tuttora lavora come collaboratore (sul sito repubblica.it cura la rubrica Carta Canta). Collabora anche con L’Espresso (rubrica Signornò), con Micromega, con L’Unità (dove tiene la rubrica Zorro), con Linus, con A e con Giudizio Universale. I suoi settori di specializzazione sono la cronaca giudiziaria e l’attualità politica.
Ha pubblicato molti libri. Gli ultimi sono La Scomparsa dei fatti (il Saggiatore, Milano 2006), Uliwood Party (Garzanti, 2007), Mani sporche, insieme a Gianni Barbacetto e Peter Gomez (Chiarelettere, 2007), Se li conosci li eviti, con Peter Gomez (Chiarelettere, 2008), Bavaglio, con Marco Lillo e Peter Gomez (Chiarelettere, 2008), Per chi suona la banana (Garzanti, 2008) e Italia Anno Zero, con Vauro e Beatrice Borromeo (Chiarelettere 2009).
Le capacità dialettico-retoriche di Marco Travaglio sono veramente sorprendenti, penso che questo siano disposti a riconoscerlo anche i suoi (molti) avversari. Questo libro fin dalla scelta, più che esplicita, della copertina da cartoonist satirico è nello stile di Travaglio, ma proprio questo costituisce un unicum perché situa il suo lavoro fra la neutralità documentazione storica, e la violenza del pamplet-libello, talmente la scelta del contenuto e il relativo commento è altamente polemico e satirico. Già è indicativa la formidabile citazione tratta da Antonello Ciccozzi, docente di Antropologia culturale all’Università dell’Aquila ,posta dopo la dedica significativa ad Andrea Rocchelli ,il foto-reporter ucciso da un colpo di mortaio ucraino : “In Ucraina, alla rappresentazione dualistica invasi-invasori, dovremmo aggiungere un terzo elemento: gli invasati” . Certo non vedo come si sarebbe potuto trovare un modo più efficace e più elegante per riassumere in due righe il senso di questo libro. Gli invasati. Leggi di più : http://gmaldif-pantarei.blogspot.com/...
Cronistoria dei fatti, riportati con il filtro ideologico dell'autore, che hanno segnato il conflitto ucraino. Niente di speciale e, non essendo una visione neutrale, fonte di approfondimento poco affidabile
Pillole di trama Storia della Guerra in Ucraina raccontata in ordine cronologico, riportando le notizie internazionali e di varie testate giornalistiche.
Commento A prescindere da come la si pensi sul tema, trovo sia utile leggere e ascoltare tutte le parti. Non mi riferisco solo alla Guerra in Ucraina, ma in generale su qualunque tema, occorre aprire la mente e ascoltare anche il parere contrario. Precisato questo punto, ho gradito lo stile con cui è scritto essendo dettagliato, da una visione di insieme di tutti gli eventi e lancia battute (o meglio dire frecciate) che possono strappare un sorriso. Forse "sorriso", si parla di un tema non molto allegro quindi è un'ironia che in sè non punta a far ridere (non è un libro comico!). Ho già sentito discorsi di Travaglio e ammetto che per gran parte del libro l'ho letto sentendo la sua voce, compreso il tono sarcastico che si sente in televisione. Non do il massimo voto per vari motivi: il tema è ancora aperto (ovvio!) e spesso gli eventi sono più chiari a distanza; dopo un po' si capisce l'andazzo della narrazione intesa come "quelli che pensano A" e "quelli che pensano B" le contraddizioni narrate finiscono per ripetersi ... ma se si affronta il tema in ordine cronologico temo sia inevitabile; per ultimo per quanto apprezzi il pensiero di tutti, noto che c'è almeno una persona (italiana) che non viene praticamente mai criticata, il che mi fa pensare ad un'amicizia del giornalista. Non dico che il politico in questione sia "buono" o "cattivo", non ha nemmeno senso come discorso, ma semplicemente trovo strano che un giornalista non abbia nemmeno una briciola da criticargli ... se si guarda bene, tutti hanno qualcosa che non va.
"Cos‘e' piu' importante: non avere politici corrotti o avere una stampa libera? Senza liberta' di stampa non sapremmo mai che esistono politici corrotti. Quindi cio' che conta di piu' e' l'informazione libera" Camillo Benso Conte di Cavour
"Nella classifica annuale di Reporters sans frontieres, l'Italia perde 17 posizioni e scivola al 58esimo posto, dietro la Macedonia del nord, il Gambia, le isole Tonga e il Burkina Faso."
Travaglio dipinge un ennesimo impietoso ritratto dell'Italia al tempo della guerra in Ucraina. "C'e un aggredito e un aggressore" come mantra dell'idiozia e parola d'ordine dei media, mainstream e NON, sempre piu' unificati.
Il solito mix di informazione e disinformazione. Più interessante l'introduzione, in cui sono nominati gli aspetti più controversi della politica occidentale che hanno portato, secondo l'autore, all'escalation militare russa. Il resto è una cronaca del dibattito giornalistico e televisivo sviluppato dall'inizio della guerra, una stucchevole collezione di invettive e spiritosaggini sui suoi bersagli politici preferiti, molto ripetitiva e poco interessante. Letta una buona metà ho capito che non ci sarebbe stato altro.
A parte quello che uno può pensare di Travaglio, questo libro mette in luce le balle dei vari Riotta, Iacoboni, Molinari, de Gregorio, Tocci, etc., sul tema della guerra, oltre che all'ipocrisia della posizione della NATO.
In generale libro scritto bene, e a tratti divertente malgrado il tema. Consigliato a chi pensa sia una buona idea, per ottenere la pace, il continuare a regalare centinaia di miliardi in armi varie, Leopard, Patriot, Glsdb, e magari pure Abrams e F16.
Libro che apre gli occhi sulla triste influenza sull'informazione e sulla maggioranza della stampa da parte dei poteri atlantisti.
Sempre taglienti e incisivi i commenti satirici dell'autore che rendono la lettura scorrevole, nonostante l'estensione del libro.
Avrei aggiunto una chiusura di sintesi da parte dell'autore dopo tanto calarsi giorno per giorno nelle notizie e nelle indiscrezioni del primo anno di guerra.
Travaglio ripercorre il primo anno di guerra in Ucraina, giorno per giorno, attraverso titoli di giornali e dichiarazioni varie per dimostrare come la narrazione - anche qui in Occidente - sia ridicolmente di parte. Imperdibile l’ ”oroscopo del giorno”.
Il libro e` soltanto una cronologia di come i mass media in Italia hanno risposto all invasione russa in Ucraina e della loro isteria. Il libro e` ottimo per capire appunto l`isteria e i continui volta gabbana del governo (anzi dei vari governi succeduti nel tempo). Il libro ad una lunga stanca.
Interessante, molto istruttivo e divertente da leggere grazie all'ottimo senso dello humor dell'autore. Lo proporrei come lettura estiva obbligatoria per gli studenti delle superiori.