Dalla loro prima apparizione nel 1697, sono migliaia le edizioni dei racconti di Perrault uscite in tutto il mondo. Tra queste, abbiamo selezionato quella pubblicata dalla casa editrice londinese George G. Harrap nel 1922, impreziosita dalle tavole di uno dei maggiori esponenti dell’illustrazione britannica del XX secolo: Harry Clarke (1889-1931). Ciascuna delle illustrazioni di Clarke, che donano un tocco di magia ai testi di Perrault, può essere letta anche come una storia a sé stante, tanto sono tutte ricche di preziosi dettagli. È facile farsi incantare dalle sue immagini, piene di delicatezza e vitalità e dotate di una non comune raffinatezza.
Charles Perrault was a French author who laid foundations for a new literary genre, the fairy tale, and whose best known tales, offered as if they were pre-existing folk tales, include: Little Red Riding Hood, Sleeping Beauty, Puss in Boots, Cinderella, Bluebeard, Hop o' My Thumb), Diamonds and Toads, Patient Griselda, The Ridiculous Wishes...
Perrault's most famous stories are still in print today and have been made into operas, ballets (e.g., Tchaikovsky's Sleeping Beauty), plays, musicals, and films, both live-action and animation.
The Brothers Grimm retold their own versions of some of Perrault's fairy tales.
Conoscevo già gran parte dei titoli presenti in questo volume, però è stato comunque piacevole rileggerli in questa versione.
Le fiabe presenti nella raccolta sono:
🐺 Cappuccetto rosso 👠 Cenerentola 🪡 La Bella addormentata nel bosco 🧔♂️ Barbablù 🚶🏼♂️ Pollicino 🐈 Il gatto con gli stivali 🧚🏻♀️ Le fate 💇 Richetto dal ciuffo 🫏 Pelle d’asino ✨ I desideri ridicoli 🙍♀️ Griselda
Tutte le fiabe di Perrault, sebbene siano riprese dalle tradizioni orali, presentano numerose differenze rispetto a queste ultime. Infatti l’autore non si limitava a riportare solo le storie, ma aggiungeva un carattere pedagogico e morale, eliminando tutti i passaggi più osceni o le parti più irrazionali, ed utilizzando anche uno stile semplice in grado di adattarsi sia agli ambienti di corte che a quelli più umili.
Anche i suoi personaggi potevano essere principi e principesse oppure persone di umile origine, orchi, fate e addirittura animali parlanti, che spesso con coraggio e determinazione riuscivano a tirarsi fuori dai guai.
Nonostante il carattere fortemente morale, non tutte le fiabe di Perrault però avevano un lieto fine.
In Cappuccetto rosso, ad esempio, la storia si conclude quando la bambina viene mangiata dal lupo, ma la morale ci porta comunque un insegnamento positivo: mai fidarsi degli sconosciuti.
Altre fiabe come invece Cenerentola o Pollicino, nonostante abbiano un lieto fine, sottolineano come questo non venga magicamente regalato ma donato solo a chi usa l’intelligenza, l’astuzia, il duro lavoro o l’altruismo.
È stato interessante leggere le versioni di queste fiabe e capire il contributo che Perrault ha avuto nella letteratura successiva, ma per molti aspetti ho preferito la versione meno moralista e spesso più cruda dei fratelli Grimm.